di Perchè No?

Nota: il titolo di quest'ucronia è un'idea di Bhrg'hros, e significa: « la Cina conquista l'Occidente ». Un altro titolo proposto per quest'ucronia era « Ultimo Tang a Parigi »... il perchè lo capirete a suo tempo!

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L'ascesa dei due imperi

350 milioni di anni fa: il continente di Angara, formato da Cina e Russia, originariamente un frammento dell'antico supercontinente di Rodinia, si salda con la Laurenzia (Europa e Nord America), dando vita al continente di Laurasia, che a sua volta si fonderà con il Gondwana a formare la Pangea.

75 milioni di anni fa: nel periodo Cretacico vivono nel paese di Zhongguo parecchi strani dinosauri piumati (come Sinosauropteryx, Protarchaeopteryx, Caudipteryx, Beipiaosaurus e Jinfengopteryx), probabili parenti dei moderni uccelli.

45 milioni di anni fa: Il Chang Jiang ("Fiume Lungo", noto in Occidente come "Fiume Azzurro") comincia a dare vita alla pianura alluvionale del paese di Zhongguo; oggi esso è considerato il confine tra la Cina settentrionale e la Cina meridionale.

1,36 milioni di anni fa: L'area dell'attuale paese di Zhongguo risulta essere già abitata dall'Homo erectus, come dimostrano le analisi magnetostratigrafiche su utensili di pietra trovati nel sito di Xiaochangliang. Nel sito di Xihoudu, nella provincia di Shanxi, sono state trovate tracce dell'utilizzo del fuoco risalenti a 1,27 milioni di anni fa.

500.000 anni fa: Il territorio del paese di Zhongguo è abitato da una specie ominide nota come Sinanthropus zhongguensis o Uomo di Zhongguo.

65.000 anni fa: L'Homo sapiens raggiunge il paese di Zhongguo.

7000 a.C.: Prime testimonianze di un'antica agricoltura basata sulla coltivazione del miglio, associate alla cultura di Peiligang. L'agricoltura permette l'aumento della popolazione, data l'abilità nell'immagazzinare le risorse, e compaiono le prime figure di amministratori ed artigiani.

5000/3000 a.C.: Tardo Neolitico, la valle del Fiume Giallo è il centro della cultura di Yangshao.

XXVII/XXVI secolo a.C.: È il periodo mitico dei Sanhuangwudi (« Cinque Imperatori e Tre Augusti ») all'origine della civiltà cinese, l'epoca del regno del leggendario Huangdi, « l'imperatore giallo », fondatore del paese di Zhongguo, della sua amministrazione, della scrittura e dell'intera civiltà cinese.

Statua monumentale di Huangdi, padre della razza cinese, inaugurata nel 2011 nel centro di Chang'An alla presenza di Sua Maestà Imperiale il Figlio del Cielo e dei diversi capi di governo della Federazione Imperiale dell'Eurasia.

XXIII secolo a.C.: Regno di Yu il Grande, fondatore della prima dinastia, ancora mitica, degli Xia. Yu é il possibile autore dell'Yi King, il « libro delle trasformazioni », senza dubbio l'opera più letta dai Cinesi.

XVI secolo a.C.: Nascita della seconda dinastia, anche lei leggendaria, degli Shang, al posto della dinastia Xia diventata debole e corrotta.

XI secolo a.C.: La dinastia Zhou rovescia gli Shang, é la prima dinastia storica del paese di Zhongguo, almeno nella sua parte più recente, dopo il VI secolo. Gli Zhou governano da Chengzhou, più tardi Luoyang.

753 a.C.: La storia del Daqin inizia con la fondazione della sua capitale, Roma, da parte del leggendario re Romolo, assassino di suo fratello Remo.

551-479 a.C.: Periodo delle Primavere e Autunni, la dinastia Zhou é diventata da secoli solo un fantoccio di fronte ai diversi principati e regni dell'impero che governano veramente. In questa anarchia porta un po' di ordine l'insegnamento del saggio Kong Fuzi, noto come Confucio in Occidente, fondatore della scuola confuciana, legislatore e educatore del paese di Zhongguo. Egli scrive i Cinque Grandi Classici, base dell'insegnamento, della legge e della morale cinese.

Ritratto del maestro Kong Fuzi, noto come Confucio

509 a.C.: il re di Roma Tarquinio é rovesciato e cacciato della città. È la Fine del periodo monarchico e l'inizio della repubblica romana.

272 a.C.: Dopo secoli di guerre più o meno vittoriose, Roma prende la città greca di Taranto e si assicura l'egemonia su tutta la penisola italiana.

256 a.C.: Periodo dei Regni Combattenti. L'ultimo imperatore Zhou, un fantoccio senza potere, é rovesciato. Il paese di Zhongguo rimane diviso tra i diversi regni rivali in lotta per l'egemonia.

241 a.C.: Fine della prima guerra punica, Roma sconfigge la città di Cartagine e inizia la sua espansione nell'Ovest del bacino mediterraneo.

220 a.C.: Yin Zheng, re di Qin, riunifica il paese di Zhongguo con la forza. L'egemone prende il nome di Qin Shihuangdi, primo imperatore della Cina. L'imperatore instaura una nuova ideologia di Stato secondo la quale gli dei hanno eletto il re di Qin e affidato un Mandato del Cielo per governare la Terra. Questo fa dell'imperatore il vero Figlio del Cielo.

Ritratto tradizionale di Yin Zheng, alias Qin
Shihuangdi, unificatore del paese di Zhongguo

207 a.C.: Il regno di Qin Shihuangdi é stato uno periodo di tirannia e di massacri. Per unificare il paese di Zhongguo il Figlio del Cielo ha messo il paese a ferro e fuoco, annientando ogni resistenza o differenza, bruciando anche i libri di Kong Fuzi per fare tabula rasa del passato. Migliaia di operai schiavi muoiono nella costruzione della Grande Muraglia, dei suoi palazzi e della tomba dell'imperatore. Perciò il mandato del Cielo é tolto alla dinastia Qin. Il figlio di Qin Shihuangdi é rovesciato dalle ribellioni interne che provocano il reming, il ciclo rivoluzionario che succede alla fine di uno mandato del Cielo e durante il quale il paese diventa la preda di avventurieri e generali ambiziosi.

202 a.C.: Liu Bang, soldato di umili origini contadine diventato poi generale con la forza della spada, sconfigge finalmente tutti i suoi rivali. Le sue qualità e le sue vittorie gli permettono di ricevere il Mandato del Cielo e di diventare l'imperatore Han Gao Di (più tardi conosciuto come Gao Zu). Il nuovo Figlio del Cielo fonda la gloriosa dinastia Han, non più basata sul terrore ma sulla legge e sul rispetto del popolo. La capitale dell'impero é per la prima volta insediata nella città di Chang'An. Per stabilizzare il suo governo, Gao Di elimina ogni rivale e insedia i numerosi membri del clan Liu alla testa dei principati e regni dell'impero, contando anche su una vasta nobiltà militare.

Ritratto di Liu Bang, il Figlio del Cielo
Gao Di degli Han, Alto Antenato degli Han

201 a.C.: Fine della seconda guerra punica, la repubblica romana controlla ormai l'Ovest del bacino mediterraneo.

200 a.C.: Battaglia di Baideng. Il Figlio del Cielo Gao Di guida le sue armate contro gli invasori nomadi Xiongnu. La sua cavalleria riesce ad annientare un'orda di 300 000 nomadi. Questo trionfo non nasconde all'imperatore la debolezza del suo regno di fronte alla minaccia dei padroni delle steppe. Il paese di Zhongguo ha solo guadagnato pochi anni prima che le alleanze e altri movimenti delle tribù obblighino l'impero a riconquistare la zona. Il Figlio del Cielo vuole assicurare una pace durevole sulla sua frontiera Nord e obbliga dunque i capi Xiongnu ad entrare in una vasta alleanza consolidata dai matrimoni. Questi capi sposano delle dame del clan imperiale Liu, i loro figli saranno per metà Han e saranno educati, come ostaggi, alla corte di Chang'An. Le donne della famiglia Liu accettano questo sacrificio per il bene del paese, assicurando al paese di Zhongguo un'alleanza che durerà più di quattrocento anni.

(Nella nostra TL la battaglia di Baideng é stata vinta dai barbari, aprendo secoli di offensive e invasioni sulla frontiera nord tra cavalieri nomadi e impero sulla difensiva: una guerra eterna, mai vinta e mai persa.)

196 a.C.: Fine della seconda guerra di Macedonia, Roma penetra per la prima volta in Grecia e si interessa ormai agli affari dell'Oriente del Mediterraneo.

195 a.C.: Il Figlio del Cielo muore a causa di una ferita di freccia ricevuta nell'ultima campagna dell'imperatore soldato. Lascia un impero unito a suo figlio, l'imperatore Han Hui Di. La dinastia é stabile e il nuovo regno, pacificato sotto la guida autoritaria dell'imperatrice madre Lü, permetterà di consolidare la prosperità del paese di Zhongguo.

188 a.C.: Pace di Apamea. La repubblica romana ha vinto in pochi anni i più potenti tra i regni ellenistici, acquistando una vera egemonia, anche se non ha ancora eliminato tutti i suoi rivali.

141 a.C.: Quarant'anni sono passati dalla morte di Gao Zu. Il suo discendente Liu Che diventa il nuovo figlio del Cielo con il nome di Han Wu Di, quarto imperatore della dinastia Han. L'epoca di pace é finita, il paese di Zhongguo é forte ma ha bisogno di estendersi per occupare la sua vasta nobiltà ambiziosa. Wu Di stesso sogna di essere un conquistatore, un imperatore soldato il come suo antenato. È un sovrano autoritario e favorisce una forte centralizzazione a Chang'An, dove il confucianismo diventa per la prima volta la dottrina di Stato. Wu Di si considera il padre della patria, il quale deve ordinare il mondo e civilizzare le zone sfortunate del mondo che non conoscono la civiltà. L'impero é riorganizzato strettamente attorno alla figura del giudice, funzionario di Stato laureato dopo esami confuciani di Stato che fanno trionfare la legge.

Ritratto ufficiale di Liu Che, il Figlio del Cielo Wu Di degli Han

Il racconto della spia
Il Figlio del Cielo voleva estendere l'impero. I suoi occhi erano rivolti verso il Xiyu, l'Occidente, i regni del bacino del Tarim e ancora più lontano ad Ovest. Ovviamente per ottenere ciò aveva bisogno di contatti e di informazioni su queste regioni sconosciute. Un giovane ufficiale di corte si é visto affidare il compito di spiare e prendere contatti: quest'ufficale si chiamava Zhang Qian, e vedeva la sua gloriosa missione piuttosto come un esilio e una disgrazia che altro.
Nel 139 a.C.: Zhang Qian, piuttosto depresso, parte con 99 membri della sua missione più una guida xiongnu, prigioniero di guerra da anni, un certo Ganfu che diventerà presto suo fedele luogotenente. Zhang Qian considerava tutte le terre fuori dell'impero come terre selvagge dove la presenza rassicurante delle legge personificata dal Figlio del Cielo non era percettibile. Di fatto, dopo avere rinnovato le alleanze nel paese degli xiongnu, Zhang Qian e i suoi furono attaccati e ridotti in schiavitù dai popoli del Tarim e venduti nella città di Kashgar. Zhang Qian, diventato schiavo, rimarrà però con il suo fedele Ganfu, perdendo le tracce del resto dell'ambasciata.
Il povero Zhang Qian rimane dieci anni schiavo, ma non un semplice schiavo: presto diventa un prezioso servitore del sovrano locale, al punto che la sua vita non sarebbe stata del tutto male, essendosi anche sposato e avendo un figlio, se l'Han non si fosse ricordato della sua missione. Questi dieci anni sono anche stati l'occasione per lui e Ganfu di informarsi sul paese, le sue lingue e le sue forze. Verso il 130 a.C. Zhang Qian finisce per scappare e fuggire ancora più ad Est, oltre il passo di Torugart, nel paese dei barbari Yuezhi.
Gli Yuezhi sono nomadi insediati nella Sogdiana e padroni di Samarcanda. Dal 135 a.C. questi ultimi si sono riuniti in una vasta confederazione dominata dalla tribù Guishang (Kusana) per attaccare a Sud il regno greco-battriano. Zhang Qian arriva a Samarcanda proprio quando Bactra é presa dai nomadi. L'ultimo re greco di Bactra, Eliocle I, é deportato a Samarcanda con l'intera famiglia. É in questa occasione si dice che Zhang Qian, travestito da mercante, abbia preso contatto con questi prigionieri in residenza coatta. La spia Han ha anche studiato la lingua e la società barbara, sempre nell'obiettivo di riportare tutto questo al suo maestro.
Finalmente soddisfatto della sua opera Zhang Qian finisce per tornare con moglie e figli, lentamente, verso il paese di Zhongguo. L'ambasciatore-spia ha anche l'idea geniale di portare con sé il giovane Eliocle, figlio dell'ex re di Battriana, che vuole supplicare il Figlio del Cielo di aiutarli. Ganfu riesce a farlo scappare da Samarcanda e il piccolo fugge dal passo meridionale del Khyber. In tutti questi anni Zhang Qian conosce tutto il paese e ha amici in quasi tutti i villaggi, il ritorno si svolge senza grossi problemi e nel 128 a.C. si fa riconoscere dalla prima guarnigione nel Gansu. Zhang Qian sarà ricevuto come un eroe, il Figlio del Cielo e tutta la corte ascoltano a bocca aperta la sua odissea. Ovviamente nessuno osa dirgli che era considerato morto da anni.
Le informazioni riportate sono preziosissime, l'Ovest dell'impero é composto di diverse civiltà divise in piccoli regni e tribù di potenza limitata, questi paesi sono ricchi e avidi di prodotti cinesi. Sopratutto Zhang Qian torna con Eliocle, primo greco arrivato nel paese di Zhongguo che si prosterna davanti al trono del Dragone per supplicare l'intervento del potente maestro di tutta la terra. Il paese di Zhongguo prende cosi coscienza dell'esistenza del Kangju (Sogdiana), del Daxia (Battriana), dell'Anxi (Partia, dal nome degli Arsacidi), del ricchissimo Shendu (India) e anche del lontanissimo Tiaozhi (Mesopotamia). È stato anche il primo contatto con gli Yona (Greci) e con il buddismo. L'imperatore Wu Di é contentissimo, queste terre saranno la sua preda.
E Zhang Qian? Le sue missioni non sono finite: dopo la conquista del Tarim avrà la missione di stabilire relazioni diplomatiche con il regno di Wusun nel 119 a.C., e poi tenterà di aprire una via terrestre verso lo Shendu (India) a partire del Sichuan e attraverso l'attuale Birmania senza risultati, provocando la sua disgrazia nella corte. Morirà dimenticato da tutti nel 114 a.C.: solo dopo la sua morte la corte di Chang'An accetterà di rendergli un omaggio postumo.

Statua equestre di Zhang Qian eretta a Kashgar, che indica la direzione dell'Ovest

(Nella nostra TL Zhang Qian ha vissuto le stesse avventure, é arrivato fino alla Sogdiana dove ha probabilmente incontrato anche dei Greco-battriani alla fine della loro indipendenza. La sua missione era però quella di trovare degli alleati per Wu Di contro le tribù Xiongnu, qui gia pacificate. La Cina di Wu Di era in fase di espansione militare, e le ricchezze della Via della Seta potevano giustificare una spedizione.)

128 a.C.: Wu Di non si aspettava cosi tanti risultati dalla missione di Zhang Qian, l'occasione é troppo buona per introdursi nella zona, e l'imperatore ha passato questi ultimi dieci anni a conquistare diversi piccoli regni alle periferie del paese di Zhongguo, formando un esercito capace e pronto alla battaglia. Può organizzare assai rapidamente un'armata ma anche i principi, duchi e fino ai capi xiongnu alleati per una grande spedizione verso l'Ovest.

127 a.C.: Inizio della Grande Spedizione verso l'Ovest contro gli Yuezhi. Wu Di ha voluto dare grande rilievo a questa impresa perché vuole sottomettere l'Ovest e sviluppare il commercio con i popoli poco conosciuti. Il Figlio del Cielo si mette lui stesso alla testa delle truppe insieme ai grandi principi del clan Liu. L'annessione del bacino del Tarim é programmata é avviene senza grossi problemi. I regni di Xiyu (Occidente) cadono uno dopo l'altro, e molte fortezze sono costruite lungo la via delle carovane; nuovi nobili Han sono nominati nella zona, con il compito di organizzare e colonizzare la zona. Duchi e principi sono invitati a conquistarsi nuovi feudi che diventano dei piccoli regni. Un esame speciale é istituito per formare i nuovi funzionari che dovranno prendere il posto dell'amministrazione militare tra qualche anno lungo la nuova via imperiale. L'armata imperiale giunge lentamente al paese degli Yuezhi e nel 126 a.C. cade la grande città di Kashgar, che diventa la capitale Han della zona. Il Figlio del Cielo attraversa i passi delle montagne Kunlun dalle vie esplorate da Zhang Qian.

124 a.C.: Battaglia dell'Iassarte (fiume Syr-Daria), gli Yuezhi uniti sotto la guida della tribù Guishang (futuri Kusana) affrontano l'armata imperiale. Si sono alleati con diversi piccoli re indo-greci del Sud della Battriana, soprattutto con il re di Gandharâ. L'esercito Yuezhi era forte di 200 000 uomini con una possente cavalleria nomade alla quale l'armata imperiale ha opposto i suoi ausiliari xiongnu. Accanto agli Han si erano uniti diversi gruppi di Battriani opposti agli barbari e condotti dal principe Eliocle di Battriana. Il Figlio del Cielo stesso elabora la strategia imperiale che permette di annientare l'esercito barbarico attorno al fiume Iassarte. La vittoria é anche dovuta alla leva di massa dell'esercito imperiale e dall'uso della balestra che penetra ogni protezione. Quest'arma era anche usata talvolta dalla cavaleria.

123 a.C.: Le ultime tribù Yuezhi si sottomettono al Figlio del Cielo e si dichiarano suoi vassalli. L'imperatore prende possesso della Sogdiana che diventa provincia Han di Kangju con capitale a Samarcanda e delle terre al Nord dell'Osso (Amur-Daria), che diventano la provincia di Daiyuan (il paese degli Yona, i Greci). La città di Samarcanda, punto strategico sulla via verso il paese di Zhongguo, diventa la capitale Han della zona ed é data al principe Liu An che diventa il re degli Yuezhi e degli Yona, e la ricostruisce sul modello cinese di Chang'An, dotando la città di un palazzo imperiale per il Figlio del Cielo. La Sogdiana é divisa in distretti affidati agli Han, che regnano su una popolazione barbara in corso di acculturazione. Eliocle II é restaurato come re di Battriana a sud dell'Osso, anche se vassallo: e entrato nel sistema imperiale che lascia poco spazio all'autonomia. Il regno é assai ridotto, sotto protezione di una guarnigione imperiale. Anche il re greco di Ghandarâ fa atto formale di vassallaggio. I diversi piccoli regni indo-greci del Sud inviano tributi e regali al conquistatore.
Lo stesso anno però inizia la Grande Migrazione dei Sai (Sciti/Sakas). I popoli sciti dell'Asia centrale muovono verso Sud ed affrontano in un primo momento i Parti. Uccidono il re Artabano II e penetrano nelle terre dell'Alto Iran, minacciando anche le nuove province del paese di Zhongguo dove l'esercito imperiale é ancora sul posto. Il Figlio del Cielo decide però di tornare a Chang'An da trionfatore, lasciando la difesa di Kangju al principe Liu An.

122 a.C.: Zhang Qian riceve l'ordine di guidare un'ambasciata nell'Anxi, il regno degli Parti. Per la prima volta un Han penetra in Persia. La sua missione é quella di negoziare un'alleanza tra il paese di Zhongguo e questi barbari considerati come i più potenti e civilizzati della zona. Zhang Qian firma con il nuovo re partico, Mitridate II, ben lieto di trovarsi un alleato, un trattato di alleanza e di cooperazione contro l'invasione scitica. Questo obbliga anche le due potenze a delimitare precisamente le loro frontiere. Negli accordi viene anche negoziata l'apertura di una nuova via commerciale tra le due zone, la famosa Via della Seta, che farà la prosperità del paese di Zhongguo. In poco più di dieci anni questa via permetterà alla seta cinese di arrivare nell'Estremo Occidente, fino al Mediterraneo.

120 a.C.: nella stessa epoca il re seleucide Demetrio II Nicatore invia mercanti e messaggeri segreti per prendere contatti con il principe Han di Sogdiana, di cui ha sentito parlare dopo le clamorose battaglie e il rovesciamento degli antichi regni. Spera vagamente di attaccare i Parti su due fronti, però senza risultati. Questo é il primo contatto tra gli Han e gli abitanti del Daqin, il mitico impero dell'Ovest. Gli archivi Han annotano che questo impero é lontanissimo e che la sua capitale é An-Tu (Antiochia). Sembra cosi che nei primi tempi il Daqin non c'entrasse con Roma, la cui esistenza era ancora ignorata.

118 a.C.: Guerra Scitica. I Parti di re Mitridate II si lanciano in una guerra coordinata con le truppe cinesi dirette dal generale Li Guang, spedito dall'imperatore Wu Di per aiutare le truppe del principe di Samarcanda. A questa grande alleanza si aggiungono le diverse armate dei re greco-indiani del Nord-Est dell'India, Eliocle II di Battriana e Stratone I del Gandhâra, che rinnova così il suo vassallaggio. Le due potenze lottano insieme durante diverse grandi battaglie e riescono a respingere definitivamente la minaccia scitica. I resti di questo popolo fugge verso Nord, ma una parte importante si mantiene nel Nord dell'Iran e nella Battriana, senza causare altri problemi e sottomettendosi all'autorità dei due imperi. L'Iran, la Battriana e l'India sono salve. Il nome dell'imperatore Wu Di giunge fino ai regni ellenistici.

111 a.C.: Il Sud della Cina e il regno di Nanyue (nel Nord del Vietnam) sono annessi a loro volta, il Nanyue viene eretto a regno sotto lo scettro di uno principe Han. Wu Di sviluppa il sistema dei regni sudditi con dei re Han sottoposti all'autorità suprema del figlio del Cielo, tutti membri della stessa famiglia. Alla stessa maniera dei regni sono creati nelle zone di montagna nelle nuove province dell'Ovest attorno a alle città di Bukhara e Aï Khanoum, per rendere il controllo del paese più facile di fronte alle resistenze locali ed ai briganti sempre presenti e pericolosi per il commrercio, giustificando la fitta presenza di guarnigioni Han.

110 a.C.: Apertura su ordine imperiale della prima scuola confuciana a Samarcanda, ma anche nei regni vassalli di Eliocle II di Bactra e di Demetrio III di Gandhâra. Wu Di ordina ai suoi vassalli di studiare i fari della civiltà e di ispirarsi del Maestro Kong per riformare i loro regni barbari. Così la dottrina confuciana inizia il suo lento viaggio verso l'Ovest.

108 a.C.: Annessione del Lolang (regno coreano). L'armata imperiale dovrà combattere per cinque anni per sottomettere la resistenza di questo piccolo paese, le coste sono la preda di pirati Wa (Giapponesi) che approfittano dello scarso interesse imperiale per il mare per saccheggiare le coste. Il paese di Zhongguo si preoccupa poco delle sue coste, l'impero é prevalente terrestre e lo sforzo é piuttosto diretto dal generale Li Guan contro le tribù xiongnu che si sono ribellate. Questo segna un cambiamento di direzione dell'azione imperiale che si rivolge ormai verso l'Est e lascia l'Ovest perchè sia pacificato più lentamente dalle guarnigioni locali.

97 a.C.: Dopo un tentativo di ribellione da parte di Demetrio III di Gandhâra, questo regno viene annesso al paese di Zhongguo sotto la direzione del principe Han Liu Ci. La capitale Taxila é saccheggiata per la prima volta. Questo centro del culto buddista diffonde la sua dottrina e i sutra più rapidamente verso la Cina, dove i testi più preziosi sono stati portati all'imperatore stesso. Dieci anni dopo la prima comunità buddhista nasce a Chang'An, non lontano del quartiere greco-battriano della capitale.

91 a.C.: Roma é scossa dalla guerra sociale contro i suoi alleati italiani, e deve imporre la sua autorità con le armi. È l'inizio di un secolo ferreo per il Daqin, durante il quale si succedono le guerre esterne e le guerre civili tra generali ambiziosi, a partire di 88 a.C. con la guerra civile tra Mario e Silla. Questa segna il declino della repubblica romana.

Il paese di Zhongguo alla morte di Han Wu Di nell'87 a.C.,:
in arancione i regni vassalli dell'Ovest (clic per ingrandire)

87 a.C.: Nel palazzo d'estate di Weiyang si spegne Han Wu Di il grande, Figlio del Cielo e conquistatore dell'Occidente. L'imperatore era malato da anni: la sua fine non sorprende nessuno e provoca la speranza di una nuova era più felice. Gli ultimi anni di regno di Wu Di non erano stati di tutto riposo, dopo la ribellione e l'esecuzione del proprio figlio Wu Di era caduto in uno stato paranoico e si era rinchiuso in se stesso. Il principe Liu aveva tentato di deporre suo padre, provocando una settimana di combattimenti sanguinosi all'interno di Chang'An. Infatti l'imperatore non era diventato cosi pazzo perché altre congiure c'erano davvero, molti ministri o principi hanno perso la testa: una ribellione militare diretta dal generale Li Guan, amministratore militare delle province occidentali é stata stroncata a malapena grazea all'aiuto delle tribù xiongnu alleate nel Tarim. L'imperatore doveva anche fidarsi poco dei diversi clan del palazzo, sopratutto quello dell'imperatrice Li (della stessa famiglia del generalissimo). Questo periodo ha visto la morte di centinaia di persone. Wu Di stesso, come molti imperatori del paese di Zhongguo, si abbandonava ormai a una mania di immortalità, ricercandola disperatamente con tutti i metodi del taoismo e anche del buddismo.
Sale sul trono suo figlio più giovane, Liu Qi, imperatore Han Zhao Di, di sei anni, sotto la reggenza del ministro Huo e di un consiglio di generali e ministri saggi tra quali il Figlio del Cielo ha voluto a forza integrare dei non Han come lo Xiongnu Jin Mindi e il Greco Diocle.
Purtroppo il Figlio del Cielo Wu Di il grande lascia un ricordo di grandezza, considerato come l'imperatore perfetto e il migliore degli imperatori Han. Alla sua morte l'impero é giunto a un'estensione mai vista, l'impero vive ormai con una dinamica di conquiste e di raccolta di bottino. Chang'An inizia a ricevere i benefici della Via della Seta e approfitta dei contatti con i Parti. Oltre le grandi e lontane conquiste il Figlio del Cielo ha anche sottomesso un gran numero di piccoli regni nel Sud-est e Sud della Cina, che erano fino a questo momento indipendenti o solo vassalli, così crea una vera continuità territoriale tra le sue guarnigioni e occupa l'intero spazio della Cina storica. Però l'impero non mostra una salute economica così buona, le guerre esterne hanno indebolito il paese, le tasse piovono sulla testa dei contadini che si ribellano in diverse occasioni. Inoltre il potere concesso dal Figlio del Cielo alla sua nobiltà durante le guerre permette la costituzione di veri principati autonomi, sopratutto nell'Ovest dove Liu An e i suoi vivono come dei sovrani indipendenti. Molti non accettano l'arrivo di nuovi stranieri a Chang'an come i Greci di Bactra e del Gandhara e gli ambasciatori parti, e nasce uno movimento xenofobo.

Ricostruzione del palazzo d'estate dove si é spento Han Wu Di.

86 a.C.: Si spegne anche il famosissimo storico Han Sima Qian, conosciuto più tardi in Occidente come Simacianus. E l'autore di una vasta storia del paese di Zhongguo e più precisamente del regno di Wu Di e delle sue conquiste occidentali, il Shiji. Appassionato di storia, é il primo Han ad essersi interessato alle imprese dei barbari d'Occidente, e avrebbe comandato la prima traduzione di Erodoto e Tucidide in cinese per la biblioteca imperiale. Però non ha sentito parlare di Polibio e non conosce quasi niente di Roma e della sua storia.

83 a.C.: Il Figlio del Cielo Zhao Di invia una principessa Han nell'impero partico per sposare re Orode I. La frontiera dell'Ovest é sicura e il commercio deve continuare a ogni costo, il paese di Zhongguo conta anche su questa via per importare una nuova razza di cavalli particolarmente ricercati per la cavalleria Han e xiongnu, i famosi « cavalli celesti ». La principessa Han arriva nell'impero partico con una vasta corte nella quale si contano diversi studiosi confuciani e dei mistici taoisti, che introducono le filosofie cinesi nell'impero. Due anni dopo la regina ottiene l'apertura di una scuola confuciana a Ctesifonte, però i suoi membri, anche se funzionari, non avranno mai la fiducia dei loro maestri parti. Da Ctesifonte alcuni confuciani continuano il loro viaggio verso Ovest.

80 a.C.: Viene scoperta la congiura del ministro Diocle e del suo clan per rovesciare il saggio ministro Huo. Diocle e i suoi sono giustiziati dietro ordine di Zhao Di. La comunità greca a Chang'An viene perseguitata, il suo tempio greco viene demolito e la sua popolazione ridotta e controllata. Un possibile legame tra la congiura e i principi Han di Bactra viene ricercato senza risultati. Perciò il Figlio del Cielo Zhao Di è abbastanza ostile ai popoli barbari dell'Ovest e si interessa a loro solo per le ricchezze che portano e che permettono di abbassare le tasse e di far regnare l'armonia nell'impero. Durante il suo regno il Gandhâra recupera la sua indipendenza sotto la guida di uno certo Telephos, segno della mancanza di interesse imperiale. Nel 74 a.C. Zhao Di muore, sul trono del Dragone sale il Figlio del Cielo Han Xuan Di.

63 a.C.: Conquiste del generale Pompeo in Siria e in tutto l'Oriente mediterraneo, l'impero romano giunge alle frontiere dell'impero partico. Nel paese di Zhongguo, la notizia della caduta dell'impero del Daqin (impero seleucide) arriverà qualche anno più tardi. Ad An-Tu (Antiochia) esistono solo un paio di mercanti Han e di confuciani che si fanno poco notare e non hanno i mezzi per informare l'impero. 

56 a.C.: Riunione di Chang'An. L'imperatore Xuan Di vuole riaffermare il suo dominio su tutti i regni e province dell'impero che da venti anni si mostrano sempre più autonomi. Invece di organizzare una buona spedizione militare, il Figlio del Cielo convoca i sovrani sudditi a Chang'An dove portano regali e presentano loro omaggi. Cosi si succedono diversi re e principi Han e coreani, il principe di Samarcanda e i suoi vassalli yuezhi, il re di Wusun tornato indipendente come i re greci di Battriana o di Gandhâra, fino ai capi xiongnu delle tribù più lontane. Sono presenti anche ambasciatori indiani e parti. Questi ultimi ne approfittano per rinnovare gli accordi con il paese di Zhongguo. La dominazione Han é riaffermata con vigore anche se é sopratutto un teatrino di pupi. Il vassallaggio ufficiale dei regni greci e del Wusun sono nominali, e solo il principato di Samarcanda e le città di guarnigione obbediscono direttamente al Figlio del Cielo. Inoltre quest'ultimo annuncia in questa occasione la sua intenzione di ridurre il numero di queste guarnigioni per risparmiare soldi e uomini. Dal momento che la sicurezza della Via della Seta e dei suoi benefici é assicurata, niente conta di più. Per queste decisioni Xuan Di é celebrato da tutti come un imperatore giusto e saggio.

53 a.C.: Il prode generale Surena, in nome del Re dei Re Orode II, sconfigge un'armata romana condotta dal proconsole Crasso a Carre. Crasso viene giustiziato in maniera orrenda. Tra i suoi soldati, alcuni sono ridotti in schiavitù e spediti verso l'Est. Il paese di Zhongguo é informato dai Parti di questa grande vittoria sui barbari « Luoma » dell'Ovest e si congratula con re Orode II.

49 a.C.: Morte del Figlio del Cielo Xuan Di, suo figlio diventa l'imperatore Yuan Di. Nello stesso anno inizia la Guerra civile tra Pompeo e Caio Giulio Cesare, quest'ultimo conquista Roma e si nomina dittatore, ma è assassinato dal suo stesso popolo pochi mesi dopo, iniziando un nuovo ciclo di guerre civili.

36 a.C.: Battaglia di Zhizhi. Questa battaglia é così detta dal capo xiongnu Zhizhi, che si è ribellato agli Han nel bacino del Tarim. Accanto ai suoi cavalieri xiongnu, gli Han devono affrontare dei soldati con armi mai viste. Questi soldati a piedi assicuravano la difesa della fortezza del capo Zhizhi e gli strateghi Han sono rimasti sorpresi dalla loro formazione « a squama di pesce ». Infatti hanno avuto di fronte a loro i superstiti, un centinaio di uomini, delle legioni di Crasso, venduti come schiavi dai Parti e ormai mercenari. Gli Han offrono loro di passare al servizio del paese di Zhongguo e sono spediti a fondare la colonia militare di Liqian della provincia di Yongchang. Questi soldati sono i primi a fornire delle informazioni sul Luomadiguo, il regno degli Luoma, la sua storia, le sue tattiche militari. Queste informazioni finiscono però in fondo ad un archivio senza altre conseguenze. Il paese di Zhongguo non ha bisogno di alleati da quelle parti, sopratutto allorché i racconti mostrano che questo popolo é in perpetua guerra civile.
Lo stesso anno il generale romano Marco Antonio é sconfitto dai Parti. Questa seconda sconfitta romana non rafforza la stima del paese di Zhongguo verso i barbari dell'Ovest.

33 a.C.: Morte del Figlio del Cielo Yuan Di, l'imperatore Han Cheng Di sale sul trono. La pressione fiscale si rafforza sui contadini Han per sostenere lo sforzo di occupazione dell'Ovest e il lusso della corte, anche se il Figlio del Cielo prova a ridurre le sofferenze del suo popolo. Si dice che Cheng Di inizi ad ascoltare i missionari buddisti giunti dal Gandhâra. Il Figlio del Cielo infatti si lascia governare dal clan di sua madre, i Wang.

31 a.C.: Battaglia di Azio, Ottaviano sconfigge Marco Antonio e si assicura l'egemonia sull'impero romano. Conquista dell'Egitto. Il rumore di queste battaglie giunge dopo tantissimo tempo a Chang'An, ma in maniera deformata. Il ministro Wang riferisce così un giorno al suo maestro della rinascita dell'impero Daqin e della sconfitta dei Luoma da parte di un certo Xisê (Cesare), che avrebbe preso il titolo di « Daqin Shihuangdi »: si tratta di Ottaviano Augusto.

Statua di Xisê, cioè Ottaviano Augusto, detto
“Daqin Shihuangdi”, primo imperatore del Daqin

Il racconto del mercante
Maès Titianos era un mercante macedone. Non sappiamo quasi nulla di lui, tranne qualche rara fonte e il racconto degli archivi imperiali di Chang'An. Questo mercante e i suoi compagni hanno iniziato nel 19 a.C. un lunghissimo viaggio via terra verso la terra della seta. Maès Titianos ha approfittato della riconciliazione romano-partica da parte di Augusto (in occasione della restituzione delle insegne delle legioni di Crasso) per prendere la via terrestre della seta verso il paese di Zhongguo. Titianos e i suoi sembrano aver cercato di importare direttamente della seta senza mediazione partica, come era la regola. Il suo gruppo é riuscito a giungere a Samarcanda, capitale del principato Han di Sogdiana, dove é riuscito a negoziare la sua entrata nel paese di Zhongguo grazie alla corruzione. Maès Titianos voleva arrivare fino al vero centro delle decisioni e arriva a Chang'An nel 17 a.C.
Non abbiamo un racconto preciso di cosa ha vistom ma gli archivi Han parlano al suo posto. Il mercante si sarebbe presentato come un ambasciatore ufficiale mandato dal Daqin Shihuangdi, l'imperatore dell'Ovest, con dei regali per il Figlio del Cielo. Maès Titianos, mercante furbo e bugiardo, voleva senza dubbio negoziare direttamente con il re barbaro dell'Est, però le sue risorse si erano esaurite a forza di corruzione amministrativa: non si era aspettato a una società cosi ben organizzata, dove i prezzi di corruzione erano già cosi alti. Il Macedone ha cosi ottenuto di essere ufficialmente ricevuto dal Figlio del Cielo ma senza aver più regali abbastanza belli per giustificare la sua presenza o convincerlo ad aprire relazioni economiche. Il resoconto Han precisa cosi che il Macedone avrebbe presentato al Figlio del Cielo pochi oggetti d'avorio, di corallo, del vino e del tessuto di lana di qualità media, il che non era poi così male, ma in quantità tale che l'imperatore Cheng Di si sarebbe offeso senza la spiegazione da parte del ministro Wang che non si doveva aspettare altro da parte di barbari occidentali. Senza dubbio Maès Titianos non é riuscito a negoziare niente e non abbiamo più notizie di lui oltre a questo. Però per l'amministrazione Han la conclusione é semplice e influenzerà la diplomazia del paese di Zhongguo per almeno un secolo: l'impero di Daqin é uno Stato instabile di barbari occidentali, poveri e senza risorse notevoli, ragion per cui non importa contattarli.

Rappresentazione fantasiosa di un mercante romano, forse Maès Titianos.

(Nella nostra TL la storia di Maès Titianos é solo un aneddoto raccontato da un paio di autori antichi e non ricordato in Cina. La data non é sicura, tra il primo secolo a.C. e il secondo secolo d.C. Ho scelto di l'ipotesi più antica. Inoltre il Macedone non sembra avere superato l'Asia Centrale, forse la Sogdiana. Non é sicuramente arrivato fino a Chang'An, ma in questa TL i viaggi sono più facili dopo essere arrivati nel Kangju sotto dominio Han.)

11 a.C.: Inaugurazione dell'Ara Pacis a Roma per celebrare Augusto, la sua opera e la sua dinastia. Dettaglio curioso: l'Ara Pacis sembra anche ricordare un'ambasciata arrivata dalla mitica Serica (Cina) per rendere omaggio al primo imperatore. I personaggi però non assomigliano per niente a degli Han. Gli archivi di Chang'An ricordano però l'invio di una missione diplomatica verso l'Ovest prima della spedizione di Maès Titianos. Il ministro Wang avrebbe voluto saperne più su questi Romani di cui i Parti non vogliono parlare. Per non offendere i loro alleati, il ministro Wang avrebbe chiesto al re greco del Gandhâra di inviare una discreta ambasciata a Roma, che l'Augusto avrebbe poi celebrato come un segno della sua fama mondiale. Il loro viaggio però non é conosciuto né ricordato.

1 a.C.: A Chang'An muore tra il sollievo generale il Figlio del Cielo Han Ai Di, il Nerone cinese, salito sul trono appena sei anni prima alla morte di suo zio. Ai Di ha saputo mostrarsi tirannico, preoccupato solo di se stesso e dei suoi piaceri. L'unica persona ad aver goduto del suo amore é suo amante, il famoso Dong Xian. Un giorno Dong Xian si sarebbe addormentato sul braccio dell'imperatore, il quale doveva andarsene presto. Ai avrebbe allora tagliato la sua manica per lasciarlo dormire. Questo aneddoto famosoa é all'origine dell'espressione cinese « Manica tagliata », un'allusione all'amore omosessuale. Oltre questo Ai Di si é accontentato di vuotare le casse e di giustiziare ogni rivale, il potente ministro Wang stesso è caduto in disgrazia perché appartiene alla famiglia dell'imperatrice madre e per poco non è ucciso. Le tasse sono diventate pesantissime e la corruzione generale. La popolazione inizia a perdere speranza nella dinastia quando Ai Di muore. Il ministro Wang Mang fa cosi un ritorno trionfale a Chang'An e impone il suo candidato al trono, l'imperatore-bambino Ping Di.

5 d.C.: Il ministro Wang Mang, appena tornato ai suoi affari, non ha avuto requie prima di aver messo in piedi un regime autoritario che lo protegge da ogni nuova disgrazia. Il Figlio del Cielo é il suo fantoccio. I clan rivali sono annientati, e quando suo figlio vuole farlo tornare alla ragione, organizzando anche una congiura, Wang Mang lo fa giustiziare senza pietà, facendo celebrare da tutto l'impero il suo senso del sacrificio. Wang Mang fa infine avvelenare l'imperatore adolescente Ping Di che iniziava a pensare con la sua testa, e mette sul trono del Cielo un bambino più giovane di un anno, Ruzi. Wang Mang diventa ufficialmente Shehuangdi, “reggente imperiale” o, secondo una migliore traduzione, “imperatore in atto” e si conferisce le Nove Dignità, la ricompensa massima nel paese di Zhongguo e generalmente percepite come segno di una futura usurpazione. Queste lotte di potere permettono il crescere dell'anarchia nell'impero, dove nobili si fanno la guerra e le ribellioni contadine si moltiplicano. Nel bacino del Tarim, i regni locali creati dagli Han riprendono uno dopo l'altro la loro autonomia. Le tribù xiongnu, considerate con disprezzo da Wang Mang, che rimuove i loro capi, si considerano come indipendenti dalla loro fedeltà alla dinastia Han e riprendono la loro libertà di movimento, entrando nel bacino del Tarim. In Sogdiana il re Han continua però a governare, anche se inizia a tenere per se i benefici della Via della Seta.

Ritratto di Wang Mang poco dopo la sua usurpazione

9: Il reggente imperiale Wang Mang si attribuisce il Mandato del Cielo e dichiara decaduta la dinastia Han a profitto della sua propria dinastia, la dinastia Xin. Il bambino Ruzi é tolto del trono sul quale il reggente divino pone se stesso, « accompagnato dalla grande gioia popolare », a Chang' An. Inizia cosi uno nuovo ciclo di reming, il periodo rivoluzionario durante quale il Cielo cerca una nuova dinastia per governare il paese di Zhongguo. Il nuovo Figlio del Cielo inizia a imporre la dottrina confuciana, segue alla lettera i classici anche nelle sue idee meno realistiche, i contadini cadono in miseria. Anche il commercio ne soffre, sotto un controllo strettissimo delle carovane e la limitazione delle esportazioni.

10: Approfittando della crisi dinastica Han, che provoca turbolenze anche nelle province occidentali, il re di Gandhâra, Stratone II, riunifica i diversi piccoli regni greco-indiani. Dal 5 a.C. ha guidato una serie di conquiste e controlla ormai tutti gli Stati greci della zona, Bactra é caduta, l'Aracosia e la Gedrosia sono sottomesse e le conquiste arrivano al fiume Indo. Il regno greco riunificato, con capitale Taxila, prova ad essere riconosciuto da tutti come l'unico bastione contro l'impero Han. Stratone fonda diverse nuove città, in particolare i porti di Stratoneia (Karachi) e Oraea, alle foci dell'Indo, che devono permettere il sviluppare i contatti commerciali con l'Egitto. Stratone II però non riuscirà a guadagnare una vera egemonia sui regni indiani più a Sud, che lo considerano ancora come un nemico anche se il suo regno é già largamente indianizzato.
Nella stessa epoca sale sul trono partico di Ctesifonte il re Artabano III, crudele e aggressivo, educato nelle tribù nomadi dell'impero e ostile ai due grandi imperi vicini, Roma e il paese di Zhongguo.

14: Il Daqin Shihuangdi, Ottaviano Augusto, si spegne pianto da tutti, e lascia la direzione dell'impero romano a Tiberio. I tentativi di Augusto per entrare in contatto con il paese di Zhongguo sono stati vani.

17: Scoppia una serie di ribellioni contadine dei Lülin (“verdi foreste”) e dei Chiméi (“sopracciglia rosse”), che insorgono contro le riforme agrarie dell'imperatore. Questo fornisce l'occasione alla famiglia imperiale Liu di ribellarsi per restaurare gli Han, i candidati all'impero si moltiplicano ma la principale ribellione nobiliare é condotta dai fratelli Liu Xiu e Liu Yan. Il paese di Zhongguo piomba in un caos mai visto sin dall'epoca di Gao Zu.

18: Artabano III capisce la debolezza del paese di Zhongguo e ne approfitta per estendersi verso Est. Il confine con la Sogdiana é lasciato in pace per non bloccare i commerci, ma Artabano invade la Battriana e prende d'assalto la città di Bactra, poco difesa dalle truppe di Stratone II. Il principe Han di Samarcanda, contravvenendo alle intimazioni  imperiali di riportare l'ordine, firma un trattato d'amicizia e si proclama indipendente. Però il suo regno diminuisce rapidamente di superficie di fronte alle ribellioni yuezhi e alle incursioni partiche. Negli anni seguenti Artabano III dovrà occuparsi nelle relazioni con Roma del problema dell'Armenia, e lascerà la condotta delle guerra in Oriente a uno certo Azès, di stirpe scitica, proclamato satrapo di Battriana. Quest'ultimo si occuperà sopratutto di lottare contro Stratone II di Gandhâra, che proverà sempre a riprendere Bactra. Gli Han sono fuori gioco.

23: Battaglia di Kunyang. L'armata imperiale xin, ben più numerosa, annienta le truppe contadine Lülin alleate dei fratelli Liu. Questo segna la fine di una campagna vittoriosa di Wang Mang contro i suoi nemici. Il Figlio del Cielo, buon politico, ne approfitta per spaccare l'intesa tra i ribelli e propone di negoziare con Liu Xiu e la nobiltà, ancora potentissima. Il suo obiettivo é facilitato dagli stessi contadini ribelli. Questi ultimi hanno finalmente deciso di scegliere come candidato al trono un certo Liu Xuan, lontano cugino della famiglia Han, che prende il nome reale di Gengshi. Il candidato imperatore, per assicurarsi il trono, fa giustiziare il prode Liu Yan, generale troppo brillante. Liu Xiu diserta il campo ribelle con una gran parte della nobiltà.
Senza figli, Wang Mang propone di adottare Liu Xiu e farne il suo erede, una maniera di restaurare gli Han e di mantenere suo regime e la sua gloria dopo la sua morte. In cambio Liu Yan gli dà la legittimità, l'ubbidienza dei Liu e delle sue forze per annientare il resto dei ribelli. Nei due anni seguenti il principe ereditario resterà saggiamente nelle sue terre di Luoyang senza aiutare il Figlio del Cielo né i ribelli, per conservare una certa neutralità, della quale approfitta di fatto il tirannico Wang Mang.

25: Morte in età avanzata di Wang Mang, Liu Xiu diventa figlio del Cielo con il nome di Guangwu Di. È la fine del ciclo di reming, la dinastia Han ha provato agli Déi la sua capacità di governare e riceve di nuovo il Mandato del Cielo. Questa dinastia sarà conosciuta come quella degli Han Posteriori. Nei fatti il nuovo Figlio del Cielo deve ancora riconquistare il suo impero. Non essendo sicuro della fedeltà della capitale e per non essere assimilato al regno di Wang Mang, il Figlio del Cielo sposta ufficialmente la capitale più al Sud, nella grande città di Luoyang, ma Chang'An rimane il ricchissimo punto d'arrivo della Via della Seta.

Liu Xiu, Figlio del Cielo Guangwu Di degli Han, il restauratore della dinastia, circondato dalla sua corte (immagine creata con BING)

33: Gesù di Nazareth é crocifisso a Gerusalemme dai Romani. La sua dottrina sarà insegnata e propagata dai suoi Apostoli.

35: Il re dei Parti, Artabano III il Crudele, é rovesciato da una ribellione nobiliare sostenuta militarmente da Roma. Il nuovo re partico, Tiridate III, avrebbe promesso ai Romani via libera verso la mitica Serica. In Asia centrale il satrapo Azès ne approfitta per dichiararsi indipendente su tutta la Bactria e India conquistate e continua a espandere il proprio dominio. Però, a forza di negoziare con la sua nobiltà, Artabano III ricupera il trono l'anno seguente e vince la partita anche se deve accettare il protettorato romano in Armenia. La via della Seta però é ormai chiusa ai Romani. Artabano III prepara anche una spedizione contro Azès per riprendere le sue conquiste prima che gli Han intervengano.

37: Il Figlio del Cielo Guangwu Di, dopo anni di pacificazione del paese di Zhongguo é finalmente in grado di inviare nuove truppe nel bacino del Tarim diviso tra piccoli regni e tribù xiongnu. L'obiettivo di Guangwu Di é ovviamente quello di riconquistare l'Ovest e riprendere in mano i benefici della Via della Seta, chiusa da anni. Ma prima di arrivare a Samarcanda gli Han devono riportare all'ubbidienza il regno di Wusun, e sconfiggere le tribù xiongnu coalizzate che stanno saccheggiando i regni del Tarim, nemici tra loro. Il problema dinastico-militare nel bacino del Tarim si rivela essere una vera trappola che fermerà per anni l'azione imperiale, mentre la situazione é ancora fragile nello stesso paese di Zhongguo.
Più a Ovest l'Asia Centrale é ormai divisa tra il regno di Sogdiana, indipendente, che raccoglie i benefici della Via della Seta, il regno partico di Azès, centrato su Bactra, molto aggressivo e in guerra permanente sia contro l'impero partico di Artabano III, sia con il regno greco-indiano di Teodama, figlio di Stratone II. 
Lo stesso anno l'imperatore Tiberio muore, inizia il regno di Caio “Caligola” che evolverà presto in una tirannia sanguinaria e brutale.

40: A Ctesifonte il re degli Parti Artabano III sparisce prima di avere potuto sistemare i conti con il suo ex satrapo Azès. Il regno partico é allora diviso da una guerra civile tra i fratelli Vardane e Gotarze. Quest'ultimo riceve il sostegno di Azès, che spera cosi fare riconoscere le sue conquiste e forse sollevarsi alla testa dei Parti. L'anno seguente Vardane sconfigge i suoi nemici, riprende il controllo delle satrapie dell'Asia centrale e la Gedrosia ai Greci di re Eucratido III. Azès é messo a morte.
Nel Vietnam gli Han devono affrontare la sorprendente ribellione nazional-femminista delle sorelle Trung. Queste due dame della nobiltà vietnamita hanno formato un esercito di uomini e donne e sono riuscite a cacciare l'esercito imperiale dal paese, creando un vero regno basato sul matriarcato. Saranno ricordate più tardi in Occidente come una prova dell'esistenza delle Amazzoni.

41: L'imperatore Caligola é assassinato a Roma dalla sua stessa guardia. I pretoriani elevano alla porpora suo zio Claudio.

43: Il regno vietnamita delle sorelle Trung respinge un nuovo attacco Han dal Nord. Un trattato é firmato con una divisione dell'antico Nanyue. Il paese di Zhongguo conserva almeno tutta la zona degli attuali Guangxi e Yunnan. Il Sud diventa un regno indipendente sotto la guida delle regine della dinastia Trung.

46: L'armata imperiale Han riprende finalmente il controllo dei regni del Tarim che sono reintegrate nell'impero come province militari. Il problema dinastico nel Wusun é sistemato, ma l'armata imperiale deve ancora combattere una vasta coalizione xiongnu benché manchi di cavalleria, prima fornita dagli stessi nomadi e dalle importazioni di cavalli dall'Occidente. Progressivamente però la prosperità torna nelle campagne cinesi quando Guangwu Di riprende il controllo di tutte le province ribelli del paese di Zhongguo dopo la presa di Chengdu e la morte dell'ultimo usurpatore in attività, Gongsu Shu, il cosiddetto « imperatore bianco ». Però lo sforzo militare é stato tale che il Figlio del Cielo decide di rimandare a data da destinarsi un'eventuale spedizione verso l'Ovest, e lascia la situazione com'è.

47: Vardane I di Partia é assassinato durante una partita di caccia. Il suo ex rivale Gotarze II diventa re, ma la sua natura tirannica provoca immediatamente una ribellione e un'usurpazione sostenuta da Roma. Gotarze II finirà però per trionfare e trasmetterà nel 51 il suo trono a Vologase I, figlio di un precedente re e di una concubina greca di Taxila.

52: Tommaso, uno degli Dodici Apostoli di Gesù Cristo, sbarca a Stratoneia, in India, per predicare e convertire le popolazioni al messaggio del suo Maestro. La sua missione sarà un lungo viaggio, prima verso il Kerala dove si trovavano comunità ebraiche e poi verso un obiettivo più ambizioso, la capitale del paese di Zhongguo, per predicare davanti alla corte imperiale. Il suo viaggio lo porterà così a Taxila, Samarcanda, Chang'An e infine a Luoyang, dove però non avrà mai la possibilità di incontrare il Figlio del Cielo.

54: A Roma l'imperatore Claudio muore, probabilmente avvelenato, e ciò lascia via libera a Lucio Domizio Enorbarbo, che prende la porpora con il nome di Nerone.

57: Il Figlio del Cielo Guangwu il Grande si spegne a Luoyang. È riuscito a riunificare e pacificare il paese di Zhongguo dopo l'usurpazione di Wang Mang. La sua popolarità è grandissima per aver riportato un po' di pace e di prosperità nelle campagne, ma non é riuscito a distruggere il potere della grande nobiltà legata al clan imperiale Liu. Questa è stata spesso pagata per tornare alla fedeltà alla dinastia: feudi, ricchezze, dignità non erano abbastanza per loro, inoltre si sono spesso arrogati privilegi e diritti sulle loro terre, disprezzando la legge imperiale. Guangwu Di ha dovuto anche trattare con i suoi generali, e per accontentarli li ha lanciati nelle guerre di riconquista nel bacino del Tarim, dove si sono costruiti veri principati. L'amministrazione ha anche grosse difficoltà a regolare le tasse, troppo pesanti per i contadini, e ovviamente il tesoro é vuoto. Sale sul trono del Dragone il suo erede, il Figlio del Cielo Ming Di, ben deciso a riportare il paese di Zhongguo alla sua gloria antica.

60: Pace romano-partica. Tigrane V é insediato re d'Armenia da Vologase I e da Nerone al termine di una lunga e sanguinosa guerra. Quest'accordo crea una sorte di status quo che manterrà la pace tra i due imperi per 50 anni.

62: Seneca, già entrato nell'ultima fase della sua vita, entra per la prima volta in contatto con il confucianesimo, arrivato a Roma verso il 50 d.C. grazie a filosofi siriani e armeni che hanno potuto studiare con dei rari confuciani arrivati nell'impero romano. Seneca avrà però il tempo di imparare molto sulla vita del maestro Kong (é lui a latinizzarne il nome in Confucius), che finisce per considerare come uno dei saggi concepiti dallo stoicismo. Le idee confuciane si rivelano abbastanza facili da accordare con lo stoicismo latino, e Seneca propone anche a Nerone alcune di queste idee politiche: doveri dell'imperatore nei confronti del suo popolo, sistema patriarcale e culto degli antenati, saper rimanere al posto assegnato dalla natura per far funzionare il vasto organismo della società. Queste idee non sono apprezzate da Nerone e dalla sua corte. Seneca muore nel 65 prima di aver potuto sviluppare il suo sistema filosofico. Però i suoi scritti saranno poi studiati e ripresi da Epitteto.

65: Ming Di ordina la creazione di un esercito alle frontiere settentrionali per sorvegliare le tribù xiongnu non ancora pacificate. Nello stesso momento ristabilisce i legami matrimoniali con i capi delle tribù meridionali. Inoltre prova a occupare i regni sudditi del bacino del Tarim nell'estensione prevista della Grande Muraglia verso l'Ovest. Un'estensione ovviamente costosa e dunque costruita con materiali economici, come la terra. Si creano infatti diverse sezioni della Grande muraglia che dovranno più tardi essere legate. Poco più tardi il regno di Shanshan nel Tarim é conquistato, lasciando la via libera verso e montagne Kunlun e il Kangju.

66: creazione di un'accademia imperiale a Luoyang per insegnare la dottrina confuciana alle élite dell'impero e anche ai figli dei principi e capi vassalli del paese di Zhongguo. Ming Di é particolarmente rispettoso del confucianesimo e introduce anche una cerimonia dove l'imperatore rende umilmente omaggio ai suoi fedeli servitori.

68-69: Anno dei quattro imperatori, una serie di ribellioni e usurpazioni fanno cadere Roma nella guerra civile. Nerone, ultimo imperatore della dinastia giulio-claudia, in fuga, si suicida. La guerra civile vede infine la vittoria del generale Tito Flavio Vespasiano, fondatore dell'effimera dinastia flavia.

70: Congiura del principe Ying, questa congiura é l'ultima minaccia di usurpazione sorta dall'epoca della guerra civile. Il Figlio del Cielo é ormai riuscito a domare i più fieri principi del paese di Zhongguo, imponendo il suicido o giustiziando in massa i clan colpevoli. É riuscito il sogno di suo padre di restaurare un'autorità imperiale saggia e indiscussa su tutto l'impero.

Il racconto del generale
Nel 71 Han Ming Di, imperatore del paese di Zhongguo, Figlio del Cielo e Signore dei Diecimila Anni, erede di Guangwu Di, é in procinto di organizzare la riconquista dello Xiyu, le province occidentali conquistate da Wu Di e perse 50 anni prima durante l'usurpazione xin. Il bacino del Tarim é ormai reso sicuro formando la provincia di Shanshan. Ming Di ha ricostruito con pazienza un esercito imperiale efficace con una cavalleria fornita dagli xiongnu e con vasti mezzi. Quest'esercito é affidato a un generale capace, Dou Gu, che ha sottomesso il potente regno Shanshan. Ovviamente il Figlio del Cielo preferisce evitare di sprecare uomini e soldi invano, ed ordina l'invio di una missione diplomatica nel Kangju, che al di là delle montagne Kunlun era da anni indipendente ma sempre sotto la guida di un principe Liu legato alla famiglia imperiale. Ovviamente questo legame di sangue era ormai debole e il re di Samarcanda, Liu Milinda (Menandro), é per metà greco e largamente barbarizzato. La missione é pericolosa e Dou Gu l'affida al suo giovane luogotenente Ban Chao. Il giovane ufficiale é nato in una famosa famiglia di storici e studiosi, ma ha scelto la carriera militare, abbandonando i suoi studi per gli esami di Stato. É la sua prima missione e la sua prima occasione di farsi notare.
Ban Chao e i suoi uomini arrivano a Samarcanda portando regali, bandiere e offerte di amicizia al re. Quest'ultimo fa finta di accogliere l'ambasciatore, ma riceve segretamente la visita di un numeroso reparto di nomadi yuezhi che rappresentano le tribù barbariche pronte ad allearsi con lui per attaccare gli Han. Liu Milinda cambia presto il suo atteggiamento, e gli Han si ritrovano isolati in un paese ostile. Di notte Ban Chao decide di riunire i suoi 36 uomini per spiegare la sua strategia. Le sue spie hanno trovato il campo barbaro non lontano della città. L'ufficiale vuole attaccare questo campo, bruciando le tende e liberando i cavalli per fare uscire i nemici appena svegliati e massacrarli. I suoi uomini sembrano spaventati da questo piano perché il nemico è tre volte più numeroso, ma Ban Chao risponde: « Come prendere i piccoli tigrotti senza entrare nella tana della loro madre ? ». Questa frase diventerà leggendaria per illustrare i rischi cui si deve ricorrere in guerra. Il piano é messo in atto e riesce totalmente. Nessuno tra gli Yuezhi vede nascere l'alba seguente, e Ban Chao non si nasconde: al suo ritorno, coperto di sangue, va a visitare un re di Samarcanda pallido, che accetta immediatamente ogni richiesta e promette la sua sottomissione. 
Ban Chao può così rientrare in patria a testa alta, celebrato come un eroe: è anche ricevuto dall'imperatore a Luoyang che lo ricompensa con una promozione a generale. La via per la conquista é spianata e Ban Chao é ben deciso a portare il paese di Zhongguo a una nuova gloria.

Rappresentazione popolare del giovane Ban
Chao che abbandona i libri per la spada.

(Il racconto é fedele a quanto sappiamo della prima missione di Ban Chao: anche nella nostra TL é avvenuta alla corte del re del Shanshan)

72: martirio dell'apostolo Tommaso a Chennai, porto del Kerala dove era tornato dopo avere fallito nel tentativo di convertire la corte di Luoyang. Lì pesta i piedi ai Brahmini ed é messo a morte. Egli é però riuscito a far nascere una comunità cristiana nei porti indiani e a Stratoneia, che verrà elevata a vescovato appena venti anni più tardi.

73: Battaglia di Tashkent. La sottomissione di Liu Milinda non poteva che essere precaria. Appena l'armata imperiale aveva superato le montagne Kunlun dal passo di Khyber, il re di Samarcanda chiamava il suo popolo alla resistenza e si alleava con le tribù yuezhi del Nord e con gli xiongnu indomiti (la maggior parte delle tribù però marciano con gli Han). Se gli Yuezhi sono assai efficaci, le truppe di Samarcanda sono presto messe allo sbando (alcuni dicono che l'esempio dato da Ban Chao ha raffreddato numerosi soldati, altri dicono che è merito dell'oro cinese). Le truppe Han erano condotte da Dou Gu e dal suo discepolo preferito Ban Chao. Il successo delle bandiere Han porta alla resa di Liu Milinda, eliminato con l'intera famiglia, i capi yuezhi e alcuni importanti principi del regno di Samarcanda, malgrado la promessa fatta loro di fare loro salva la vita. Samarcanda cade poco dopo senza combattimenti e la Sogdiana intera torna a essere la provincia del Kangju. La zona é preziosa per l'impero, e l'imperatore Ming Di decide di non affidarla a un principe e instaura un governo militare e amministrativo diretto, con a capo un Protettore Generale, per il momento il generale Dou Gu. Ban Chao stesso si vede affidata la missione di proseguire la pacificazione nelle montagne e pensare a una futura estensione. Gli Han ovviamente mirano alla Battriana, al regno greco ma anche alle terre dei Parti. Il regno partico, che domina la zona, é ormai considerato come un nemico: infedele, avrebbe approfittato dell'usurpazione di Wang Mang per rubare le terre appartenenti agli Han. 
Lo stesso anno la religione buddista é ufficialmente riconosciuta dal Figlio del Cielo Ming Di come una delle religioni del paese di Zhongguo. Questo evento fondamentale avviene dopo un sogno del Figlio del Cielo, che avrebbe visto un dio circondato di luce, identificato con il Buddha. I suoi fedeli sono assai numerosi nell'Ovest e nei grandi centri commerciali, e ricevono l'autorizzazione di praticare e di costruire templi. A Luoyang stessa viene fondato il primo tempio buddista, il Tempio del Cavallo Bianco. Però il buddismo ha ancora difficoltà ad adattarsi alla civiltà Han. Da notare che per i cristiani del paese di Zhongguo la tradizione vuole che la visione di Ming Di rappresentasse invece Gesù Cristo, apparso per convincerlo ad ascoltare i Suoi apostoli, ma il Figlio del Cielo avrebbe capito male.

Il Tempio del Cavallo Bianco, primo tempio buddista
costruito nel paese di Zhongguo dietro ordine di Han Ming Di

75: a Luoyang si spegne il Figlio del Cielo Ming Di il Giusto. Al suo posto sale sul trono del paese di Zhongguo suo figlio Zhang Di, una personalità che ha già l'esperienza di governo. Il Figlio del Cielo esige da Ban Chao di tornare a Luoyang per ricevere i suoi ordini e giurare fedeltà, ma lo spedisce di nuovo a Ovest con chiari ordini: l'Occidente deve cadere nelle mani Han e l'oro della Via della Seta riempire il Tesoro imperiale.

77: Morte di Vologase I di Partia dopo uno lungo regno. Dopo la sua morte l'impero cade di nuovo nella guerra di successione. Questa é vista come un'occasione da non perdere da Ban Chao, che si muove prontamente. Però presto il candidato al trono Pacoro II prende contatto con lui. Quest'ultimo, per avere il sostegno Han e la sicurezza alle sue frontiere, non esita a vendere la Battriana agli Han con l'assicurazione di conservare l'Aracosia e la regione di Merv. Il trattato é firmato e permette l'anno seguente a Ban Chao di lanciare una campagna contro i Greci nel Gandhâra. Però Ban Chao non maschera più il suo disprezzo per i Parti.

78: Eucratide III invia un'ambasciata fino a Roma per cercare aiuti contro l'avanzata di Ban Chao, che minaccia ormai i suoi vassalli diretti. I Parti sono concentrati sulla loro guerra civile e il re greco non può trattare con i regni indiani del Sud, i suoi peggiori nemici. In più da ormai 30 anni il commercio marittimo greco-indiano verso l'Egitto si sviluppa dal porto di Stratoneia, e Roma costituisce il primo cliente dei mercanti d'India. Vespasiano riceve con interesse questa ambasciat, ma senza poter fare niente viste le distanze. Roma studia la possibilità di veder nascere un potente alleato ad Est dei Parti, però senza sapere come contattarlo. 
Roma conosce da un secolo l'esistenza della Serica, anche se non ne aveva più sentito parlare dall'epoca di Augusto. La gente Han era conosciuta e all'epoca di Tiberio si vedeva ancor qualche mercante dalla pelle gialla in Siria. Questi iniziano allora a mostrarsi di nuovo a Palmira mentre i marinai indiani si vedono sempre più spesso sulla costa egiziana, arrivati da Stratoneia o da Chennai. Però nessuno sa bene definire e situare la Serica. Questo appare nella Storia Naturale di Plinio, che offre una descrizione vaga di questo paese ma ben più sicura della sua ricchezza.

79: Morte di Vespasiano, suo figlio Tito diventa imperatore per breve tempo prima di morire e di lasciare il trono a suo fratello Domiziano. L'anno successivo Pacoro II diventa l'unico re dei Parti e farà regnare l'ordine per quasi 30 anni. I Parti rinforzano le loro frontiere contro Roma ma anche contro il paese di Zhongguo. Però non provano a riprendere il controllo della Battriana e lasciano che Ban Chao regoli i conti con i Greci nel Nord-Ovest dell'India.

85: il buddismo raggiunge la Siria e l'Egitto. Alcuni Buddisti erano gia insediati in queste province, ma talmente isolati che non formavano comunità. Ormai tutti é cambiato, ad Antiochia ma sopratutto in Egitto dove una scuola buddista é fondata in Alessandria.

88: il Figlio del Cielo Zhang Di muore a Luoyang senza provocare stravolgimenti, la dinastia prosegue come previsto con suo figlio He Di, che riceve presto l'omaggio di tutti e anche di Ban Chao, tornato velocemente dall'occidente prima di essere rinviato alle sue conquiste. Zhang Di e suo padre Ming Di saranno poi ricordati tra i più saggi imperatori per aver saputo estendere l'impero senza creare un'oppressione sul popolo e mantenendo la pace con la grande nobiltà: i loro regni sono visti come dei periodi di armonia.

89: la regione di Kangju é invasa di nuovo dalle tribù yuezhi, sostenute da diversi signori partici ostili all'avanzata Han nella regione. Il generale Ban Chao si allea per l'occasione con il re greco di Taxila e anche con altri signorotti partici della zona. Questa é una fase esterna della guerra civile partica, ma avrà gravi conseguenze. Gli Yuezhi sono respinti lontano dalle loro basi e Ban Chao si permette di proseguire verso il Nordovest, dove combatte i Parti (con il permesso di Pacoro II, il solo re riconosciuto dagli Han). La campagna lo porta fino al mar Caspio, però il generale non ha il tempo di prendere totalmente possesso della zona di fronte a un altro pericolo a Sud. Rassicurato sulla sua importanza, il re greco Eucratide III ha chiesto un'alleanza formale con il Figlio del Cielo e una principessa Han per rendere questo ufficiale. Questa richiesta é vista come insultante dall'imperatore He Di che la respinge, provocando la guerra.

91: Eucratide III, con diversi alleati parti e indiani, invade la provincia di Daxia (Battriana) e marcia contro Ban Chao con un esercito di 70 000 uomini per vendicare l'offesa fatta al suo onore dall'imperatore. La coalizione greco-partico-indiana affronta un generale Han sicuro della sua vittoria anche con un esercito ben più ridotto. I Greci devono affrontare per la prima volta un esercito Han in ordine di battaglia, e le balestre cinesi provocano un massacro. Ban Chao però approfitta di questa occasione per sperimentare le tattiche militari di Daqin, sopratutto questa famosa formazione « a squama di pesce » descritta negli archivi di Chang'An consultati dal generale a proposito della battaglia di Zhizhi, più di uno secolo prima. Ban Chao si mostra incuriosito da questi misteriosi romani dell'Estremo Occidente. Ban chao riprende anche in mano la zona attorno a Merv e ricostituisce la provincia di Daiyuan (il « paese degli Greci »).

92: Ban Chao invade il regno greco di Gandhâra. Il grande regno greco-indiano della dinastia di Stratone II crolla rapidamente con la presa della capitale, Taxila. Come premio delle sue vittorie, Ban Chao riceve la carica di Protettore Generale delle province occidentali dopo che Dou Gu sarà andato in pensione. Il Gandhâra viene organizzato sotto il nome di provincia di Shendu (India), come tutte le province del paese di Zhongguo, ciò non porta a nessuna persecuzione dei Greci o dei buddisti, ragione per la quale non ci sarà alcune grande ribellione. Taxila stessa é ricostruita sul modello delle città imperiali del paese di Zhongguo con un'architettura tutta cinese, esclusi gli stili barbari greci e indiani nelle periferie. Tra le sue prime decisioni, il generale favorisce e ingrandisce il porto di Stratoneia (Karachi) sulle foci dell'Indo. Durante una visita nella città, Ban Chao e i suoi incontrano dei mercanti romani ed egiziani. Questi ultimi erano li per comprare le numerose ricchezze dell'estremo oriente e importare diversi tessuti, del vino, dell'incenso e dell'avorio. Questo commercio sembra fiorire da decine di anni e interressa il Protettore Generale, che invia una documentazione a Luoyang per studiare le possibilità e compararle agli archivi che ricordano solo l'avventuroso tentativo di Maès Titianos, quasi un secolo prima. Dalle discussioni con questi mercanti, Ban Chao capisce a chi va la seta che il paese di Zhongguo vende, i Parti si rivelano come dei mediatori inutili che riscuotono tasse enormi.

94: Contro le incursioni partiche e iraniche, Ban Chao lancia una nuova spedizione verso il Nord-Ovest e giunge di nuovo al mar Caspio. Stavolta le terre del Khorazm sono rivendicate per il paese di Zhongguo e riunite alla provincia di Yanca,i che porta le sue frontiere nord fino al mar d'Aral, ma Ban Chao deve abbandonare il mar Caspio, terra partica, perché il Figlio del Cielo non vuole provocare una reazione troppo violenta da parte dei Parti. Questa decisione é motivata dalla paura di chiudere la via della seta. Ban Chao per la prima volta non é d'accordo con il suo maestro e giura di umiliare questi barbari occidentali che derubano il paese di Zhongguo. Il generale però non si riposa, e anzi se ne va a lottare nelle montagne per domare ogni resistenza da parte dei barbari occidentali.

96: A Roma il tirannico imperatore Domiziano, autoproclamatosi dio supremo dell'impero, muore assassinato da una congiura di palazzo. Il senato elegge il vecchio senatore Nerva come nuovo imperatore, mettendo fine a due generazioni di Flavi. Sarà l'inizio della dinastia antonina. Nerva adotta come erede il generale Marco Ulpio Traiano.

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Seconda parte: Il contatto tra i due imperi (II secolo)

97: Il generale Han Ban Chao, Protettore Generale delle province occidentali (Kangju, Daxia, Shendu, Daiyuan), convito di dover vendicare il paese di Zhongguo per i diversi tradimenti dei Parti invia un'ambasciata segreta verso il misterioso impero Daqin, sotto il pretesto di informarsi su questi popoli. Decide di inviare cosi due spedizioni. La prima parte verso il Nord-Ovest e prova a passare il mar Caspio per giungere ad un paese che appartiene al Daqin e dove le sue armate sono presenti. Sembrava il cammino più rapido, invece gli agenti Han sono presto notati dai Parti e sono bloccati al mar Caspio senza poterlo attraversare. Invece uno dli luogotenenti di Ban Chao, Gan Ying, é inviato sulla via marittima che parte da Stratoneia. Il viaggio per mare é meno sicuro e Gan Ying non sa esattamente dove arriverà, in una provincia del Daqin nominata Egitto ma non ne sa di più. Arriva nel porto di Berenice con l'aiuto di mercanti romani pagati che lo conducono di fronte al prefetto d'Egitto ad Alessandria. Dopo essersi fatto riconoscere come ambasciatore della Serica, cosa mai vista prima, Gan Ying é spedito a Roma dove incontrerà Nerva e Traiano.

98: Nerva, già anziano quando é salito al trono, muore e come previsto il potere é trasmesso a Traiano. Quest'ultimo ha grandi progetti di conquista e prevede anche lui di sistemare i conti con i Parti. Perciò l'ambasciata di Gan Ying lo interessa tantissimo. Gan Ying é stato insediato in una bella residenza a Roma dove impara il latino e tantissime altre cose. Si svolge allora una vasta partita di poker contro il suo avversario romano, Plinio il giovane, dove entrambi giocatori provano a imparare il più possibile senza rivelare troppo di se stesso. Però finalmente i Romani fanno il pieno di informazioni sulla Serica.

99: Gan Ying e Traiano firmano nel più grande segreto un patto contro i Parti. I due imperi dovranno mantenere contatti regolari e sviluppare i loro scambi marittimi. Roma ottiene di creare un fondaco a Stratoneia e il paese di Zhongguo di inviare uomini in Egitto. L'obiettivo finale é quello di mettere fine al ruolo mediatore della Partia per commerciare direttamente, anche se deve essere combattuta una guerra. Prima di arrivare a un conflitto, difficile da organizzare su una cosi vasta scala e ancora non approvato dal Figlio del Cielo, Romani e Han dovranno indebolire economicamente i Parti. Gan Ying riesce a tornare senza danni a Taxila dove ritrova Ban Chao, é spedito poi a Luoyang per informare i Figlio del Cielo della riuscita della sua missione e aggiornare le informazioni degli archivi su Daqin. Il paese di Zhongguo inizia appena a capire cos'é Daqin, o come si chiamano loro stessi « i Romani »

102: il generale Ban Chao, ormai veramente anziano, dopo trent'anni di lotte in Asia Centrale si ritira dalla vita pubblica e va in pensione. Il Figlio del Cielo gli concede un titolo di marchese, un vasto feudo e, onore poco concesso, il suo ritratto é appeso nello stesso palazzo imperiale. Però il famoso generale muore appena un mese dopo essere tornato a Luoyang. Suo Figlio Ban Yong rimane nelle province occidentali, convinto come suo padre che gli Han devono controllare queste zone. Si autoarroga la missione di proteggere l'opera paterna, già si é visto affidare una missione diplomatica nel paese dei Parti. Il generale Ren Shang diventa il nuovo Protettore Generale.

Il paese di Zhongguo alla morte del generale Ban Chao, sotto
il regno del Figlio del Cielo Han He Di (clic per ingrandire).

105: Cai Lun, funzionario di Stato al servizio della corte di Luoyang, inventa la carta prodotta in massa, che facilita la propagazione della scrittura. Cai Lun sarà poi divinizzato per questa invenzione. Lo stesso anno l'impero partico ricade di nuovo negli orrori della guerra civile, quando Vologase III prende le armi contro Pacoro II.

106: L'attitudine brutale e sprezzante del Protettore Generale Ren Shang provoca la ribellione della Battriana e del Kangju, sostenuta sottobanco dai Parti. L'esercito imperiale deve inviare rinforzi per domare i ribelli. Ren Shang é giustiziato per i suoi errori. L'imperatore decide di abolire il titolo di Protettore Generale e lo sostituisce con province organizzate come quelle del paese di Zhongguo stesso, con dei prefetti nominati dalla corte e dei giudici confuciani titolari degli esami di Stato che amministrano diversi distretti. Come misura di pace le diverse lingue delle province occidentali, yuezhi, iranico, greco e indiano, dovranno essere imparate da questi funzionari. Queste cariche sono aperte ai nuovi sudditi se superano gli esami di Stato (e dunque se studiano e diventano esperti di Confucio e della lingua e scrittura del paese di Zhongguo). Questo contribuisce alla nascita di elite sinizzate in Asia Centrale. Queste elite contribuiscono anche a propagare le loro idee nel paese di Zhongguo, per esempio l'idea di un sillabario e di un alfabeto inizia il suo cammino nelle sfere intellettuali di Luoyang.

105-106: Breve regno dell'imperatore-bambino Zhang Di. Il giovane Figlio del Cielo non ha avuto il tempo di cambiare qualsiasi cosa prima di morire. Suo fratello sale sul trono come il Figlio del Cielo Han An Di, ben deciso a rimanere nella stessa linea politica degli suoi antenati. E lui a sistemare le cose dopo la ribellione contro Ren Shang.

106: Traiano Annette il regno nabateo in Arabia e conquista la sua capitale, Petra. É creata la provincia di Arabia. Questo movimento deve permettere a Roma di procedere nel suo controllo di questo punto importante del commercio con l'Oriente, e anche facilitare le comunicazioni con l'India creando una via in Arabia.

113: Ancora una volta il problema dell'Armenia provoca la guerra tra Roma e la Partia. Traiano lancia le sue legioni all'assalto del nemico storico, però la guerra é stata dichiarata senza l'approvazione degli Han che avevano un altro piano. Per il momento le truppe imperiali del paese di Zhongguo, ancora impegnate a riportare l'ordine dopo la ribellione, non mostrano nessun segno di intervento. Questa guerra scoppiata all'improvviso non serve ai loro interressi.

116: Traiano occupa l'Armenia e la Mesopotamia che diventano province. L'imperatore di Daqin arriva finalmente a Ctesifonte, prende e brucia la città. Però il conquistatore non ne ha abbastanza e prosegue fino a Susa, che é presa. La rapidità dell'avanzata romana sorprende gli Han, come la debolezza dei Parti. Il governo militare del Kangju, che ha anche il ruolo di decidere per tutte le province dello Xiyu (Occidente), decide dunque di inviare in emergenza un'ambasciata per incontrare l'imperatore di Daqin.

Il racconto dell'ambasciatore
Ban Yong, figlio di Ban Chao, si offre volontario per incontrare il misterioso re dei Romani. È ormai un generale di rango abbastanza alto per negoziare con un capo straniero. Ban Yong, come suo padre, é un militare colto che segue la parola d'ordine della sua famiglia: sempre avanti per il paese di Zhongguo. Per fortuna il cammino é più rapido, da Stratoneia fino a un porto del Golfo Persico e poi fino all'accampamento romano poco più di un mese è sufficiente.
Ban Yong é presentato all'imperatore Traiano dopo essersi fatto riconoscere come ambasciatore della Serica. Traiano rimane sorpreso quando il generale in armatura di guerra con i dragoni dorati fa il ko-teou, le tre prosternazioni dovute a un superiore. La discussione si fa tramite un interprete Han, il paese di Zhongguo ha lavorato durante gli ultimi anni per avere una decina di interpreti pronti a parlare latino e greco (Gan Ying si era portato alcuni libri da Roma). Con grande sorpresa dell'imperatore, Ban Yong lo supplica di fermare la sua avanzata e di non attaccare Vologase III, il loro candidato al trono. Traiano esprime in termini brutali la sua rabbia di vedere gli Han violare il loro patto contro i Parti, li accusa di rimanere fuori del conflitto per attaccare dopo, e infine lo minaccia di trattenerlo per essere interoggato. Il generale Ban Yong si mostra veramente sorpreso di vedere che certi punti strategici non sono venuti in mente al re dell'Occidente. Così lo Han inizia con la massima diplomazia a spiegare all'imperatore. La vittoria appartiene sicuramente ai Romani, ma i Parti non sono dei codardi e la resistenza sarà dura nelle montagne della Persia, allorché Traiano si allontanerà sempre più dalle sue basi. Inoltre esistono delle zone di resistenza attorno alla fortezza di Hatra. Traiano può cosi vedere che la sua situazione é assai precaria e che dovrebbe ritornare sui suoi passi per consolidare le sue conquiste. Traiano é indeciso quando arriva un messaggio da Ovest che lo informa della ribellione generalizzata degli Ebrei nell'Oriente dell'impero. L'imperatore decide dunque di ritirarsi per domare questo problema. Invita Ban Yong a seguirlo come invitato e rappresentante dell'imperatore della Serica.
Ban Yong ha l'occasione unica di seguire gli eventi della vita politica di Daqin. É presente quando Traiano muore e trasmette la porpora a un figlio adottato in condizioni poco chiare, Publio Elio Adriano. Ban Yong nota con stupore il modo di trasmissione del potere con l'adozione. Riceve presto una nuova udienza da parte del nuovo imperatore che vorrebbe tornare al più presto a Roma. L'incontro si svolge a Ctesifonte: Adriano, imperatore colto e curioso, vuole saperne di più sulla Serica, incontra più volte il generale Han ormai considerate come un ospite di alto rango e lo invita a Roma. 
Ban Yong informa l'imperatore che il paese di Zhongguo sosterrà l'erezione in provincia della Mesopotamia e dell'Armenia conquistate, ma consiglia di non andare oltre. Adriano segue questo consiglio e fa la pace con i Parti. L'Atropatene rimane un regno sotto protezione partica, ma i suoi porti sul Caspio e le vie terrestri dell'impero devono essere aperte ai mercanti romani per andare nel paese di Zhongguo. Vologase III é riconosciuto re dei Parti, ciò gli permetterà di avere la meglio su i suoi rivali per il momento. Vologase III insedia la sua capitale a Susa ma cerca il sostegno Han contro la potenza romana, giocando per anni con successo alla bilancia. Le legioni romane sottomettono i ribelli ebrei dell'Oriente dell'impero mentre diversi regni vassalli sono creati o assorbiti alle periferie delle province conquistate.

Ban Yong, rappresentato in un famoso fumetto che
narra le sue avventure nel Daqin e in Asia Centrale.

118: Ban Yong prosegue la sua missione e arriva a Roma dove fa amicizia con questo re barbaro e arriverà fino a tradurre per lui il suo libro personale di Sun Tzu e insegnare il cinese a dei futuri interpreti. Quest'amicizia gli sarà poi rimproverata per aver dato per niente numerose informazioni vitali, sopratutto nell'arte militare. Il libro di strategia di « Sunsius » inizia a propagarsi nel Daqin, come il libro di storia di Sima Qian. Ban Yong incontra Tacito.
Lo stesso Adriano ordina la creazione di un'importante porto alle foci dell'Eufrate, nel Golfo Persico: sarà la città di Apologo (oggi Bassorah) per rendere più rapido il pericoloso viaggio marittimo verso la Serica. Nella stessa logica Ban Yong di ritorno nel paese di Zhongguo, consiglierà la costruzione di porti in Gedrosia e sulla costa indiana.

119: Ban Yong inizia il viaggio di ritorno nel paese di Zhongguo, con un messaggio di amicizia da parte di Adriano per « Anandio (Han An Di), re della Serica ». Sarà ricevuto con gli onori a Luoyang, dove impiegherà mesi a scrivere il resoconto del suo viaggio. Da notare che a Roma rimane un giovane servitore del generale, Fu Jiezi, convinto a rimanere dal favore dell'imperatore del Daqin. Presto lo Han diventa l'amante e il favorito dell'Augusto, che gli dà il nome più civilizzato di Antinoo. Antinoo ha anche la particolarità di essere buddista e insegna questa religione a Adriano, che però non ne sarà influenzato, convinto della superiorità delle filosofie greche. Ban Yong porta con sé numerose opere scritte e creerà appositamente una scuola a Taxila per tradurre questi libri. Cosi può regalare al Figlio del Cielo estratti delle conoscenze occidentali in astronomia, matematica, offre anche le opere di Polibio, di Tacito e di Plinio. Questo impressiona assai l'imperatore che non si aspettava un granché dai barbari occidentali: personalmente l'imperatore An Di é più interessato all'Iliade e all'Odissea.

121: Una serie di ribellioni contadine scoppia nel paese di Zhongguo contro la corruzione. Non necessita però l'intervento dell'armata perché generalmente basta promettere di rimuovere gli ufficiali odiati o cancellare i debiti per riportare l'armonia nel paese. Questo é però il segno della degradazione dello Stato, sempre più dominato e diviso tra due fazioni potenti: gli eunuchi della corte e il clan dell'imperatrice. An Di capisce tutto questo e lo favorisce per giocare sulle rivalità, ma provoca anche uno stato di guerra di corte e di violenza. Questo basta quando l'imperatore é forte, ma cosa potrebbe avvenire con un trono debole? Paradossalmente le province xiyu rimangono le più sicure con un'importante presenza militare diretta da Ban Yong, nominato generalissimo di questa zona.

123: Adriano, di ritorno in Oriente, incontra il re dei Parti per firmare un trattato di pace formale con Vologase III e gli promette il suo aiuto contro i suoi rivali al trono.
È probabile che in questa epoca nasca il primo vescovado cristiano nel paese di Zhongguo, nel porto di Stratoneia. La presenza cristiana si sviluppa sulla costa occidentale dell'India con una forte presenza a Chennai, insieme a una comunità ebraica. Questi cristiani sono legati al culto di San Tommaso l'Apostolo, ma sono ancora ricordati dagli archivi imperiali. La presenza cristiana altrove non é provata in questo momento.

125: il Figlio del Cielo Han An Di muore durante il suo viaggio di ritorno nel Kangju. La morte dell'imperatore così lontano della capitale favorisce le congiure attorno al trono. L'imperatrice Yang tenta cosi di imporre uno suo candidato sostenuta da tutto il clan Yan. Contro di loro gli eunuchi diretti da uno funzionario eunuco di rango medio, Sun Cheng, organizzano un colpo di Stato per imporre l'erede legittimo che diventa il Figlio del Cielo Han Shun Di. La repressione contro gli Yan sarà terribile, nessuno sopravvivrà eccezion fatta per l'imperatrice madre.
Nel Daqin si spegne il filosofo Epitteto. Questo schiavo diventato poi uno filosofo rispettato é l'autore della fusione tra stoicismo e confucianesimo. Da quando i contatti sino-romani si sono rafforzati, Roma ha comprato e fatto tradurre le opere del Maestro Kong, che hanno provocato una fervida attività filosofica. Sembra che Plutarco sia morto più o meno nella stessa epoca, le sue vite parallele saranno poi esportate nel paese di Zhongguo dove saranno di grande aiuto per gli Han nella loro impresa di capire i barbari occidentali. Si dice che prima di morire Plutarco avrebbe voluto scrivere una terza serie di biografie, stavolta cinesi, ma non aveva abbastanza materiale per questo.
In India, mentre gli Han tengono ancora in una mano di ferro il Nordovest (lo Shendu), il centro del Deccan vede inine la creazione di un regno unitario sotto la guida del re Gautamiputra Satakarni che si proclama rivale e nemico degli Han, e vorrebbe conquistare le coste del Kerala per approfittare anche del commercio con Roma.

126: Al contrario delle speranze, il nuovo regno di Shun Di non migliora per niente la situazione. Il Figlio del Cielo stesso é una brava persona ma non ha nessun capacità di governo ed é circondato solo da eunuchi e ufficiali corrotti e gelosi tra loro, mantenendo il clima di guerra di fazione. La più notevole eccezione é l'eunuco Sun Cheng che, al contrario degli altri eunuchi, si scandalizza di tutto ciò e vuole restaurare l'onestà alla testa dello Stato. Perciò difende le persone accusate ingiustamente. Così Sun Cheng sarà l'unica persona a difendere il famoso generale Ban Yong, quando la corte lo accuserà di tradimento. Il generale é accusato di avere ritardato un'azione militare. I suoi nemici usano anche delle vecchie accuse sui suoi rapporti con l'imperatore del Daqin Adriano. L'onesto generale rischia anche lui la degradazione e la disgrazia (che a quest'epoca porta generalmente al suicido). Aiutato da Sun Cheng, prepara la sua disperata difesa. L'alleanza tra i due fa temere ai suoi nemici la possibilità di un nuovo colpo di Stato (sembra che la possibilità sia veramente venuta in mente al generale). Per evitare un bagno di sangue le truppe di Ban Yong si ribellano e la corte decide finalmente di esiliare Ban Yong e Sun Cheng nelle province occidentali. Tutti due sono creati marchesi, con vasti territori per dimenticare l'offesa.

127: Insediati a Bactra, Ban Yong, marchese di Daxia, e Sun Cheng, marchese del Kangju, non si lasciano scoraggiare e collaborano per fare delle loro province un riparo e una fortezza contro il nemico interno e esterno. Ban Yong, forte della sua autorità e del suo carisma sui generali locali, riorganizza l'esercito occidentale in maniera autonoma. Questi fedelissimi soldati giurano di proteggere l'impero e di seguire la famiglia Ban. Il generale prepara anche suo figlio, Ban Zhao, alla sua successione. Dal canto suo, Sun Cheng presta le sue capacità per governare ai prefetti locali e lotta contro la corruzione. Fonda una scuola a Samarcanda dove lavora a formare delle élite confuciane per continuare il progetto. I suoi discepoli saranno famosi per la loro onestà e il loro rigore. Questa scuola é aperta a tutte le nazioni dell'impero, e si dice che ci sia anche un paio di Romani. In questa maniera, anche quando la crisi dinastica sarà forte, le province occidentali, lontane dalle passioni della corte e le ribellioni, rimarranno stabili e forte, inviando sempre a Luoyang i benefici della Via della Seta.

129: Morte di Ban Yong. Il Figlio del Cielo Shun Di nel cuore delle lotte di palazzo trova il tempo di confermare a suo figlio, Ban Zhao, il titolo di marchese e di affidargli un commando nello Shendu ,dove combatte le prime incursioni del regno indiano di Satavahana che inizia progressivamente a prendere possesso del Kerala.

130: Nel Daqin, l'imperatore Adriano si dispera dopo la morte del suo favorito Antinoo, all'origine Fu Jiezi, lo Han. Quest'ultimo, buddista, ha introdotto questa religione a Roma dove si dice che avesse numerosi amici. Adriano stesso era incuriosito ma non si è convertito. Antinoo gli aveva, per esempio, tradotto e fatto conoscere il sutra del Loto, base del buddismo. Per Adriano il buddismo era una ideologia straniera e inferiore alle sue care filosofie greche.

132: Sun Cheng muore a Samarcanda, ma muore in pace dopo aver ricevuto l'assicurazione che la sua scuola di preparazione agli esami di Stato sopravivvrà e proteggerà l'impero dopo di lui. Purtroppo i suoi discepoli rimangono al loro posto in Occidente. A Luoyang stesso la situazione migliora un po'. Shun Di ha sposato la bella e intelligente imperatrice Liang Na, che amava le idee di Sun Cheng. Di conseguenza il Figlio del Cielo ha nominato il padre di lei, Liang Shan, primo ministro. Liang Shan era anche lui un ammiratore di Sun Cheng, ma non ne aveva le capacità. Tenterà di restaurare un po' di ordine e di equilibrio nel povero impero degli Han.

135: Il Figlio del Cielo Shun Di, sotto la pressione dei suoi ufficiali, autorizza la trasmissione di padre in figlio dei feudi e marchesati dati dall'imperatore. Nascono così delle dinastie locali che spesso diventano più potenti degli agenti dello Stato. In Occidente la dinastia Ban é la più potente e rispettata tra i nuovi nobili, che però si moltiplicano. Nelle province conquistate le antiche famiglie regali vinte sono integrate nelle dinastie nobiliari locali dove si sposano con i conquistatori Han, formando un melting pot che si ritrova nel paese di Zhongguo stesso.

136: Accade un evento apparentemente di poco rilievo. Una nave indiana fa naufragio nel Mar Rosso. Un unico marinaio sopravvive ed è salvato e poi portato nel porto di Berenice. Per ringraziare I suoi salvatori, questo marinaio sconosciuto insegna agli abitanti di Berenice il modo di costruire un nuovo tipo di nave, capace di navigare sull'oceano indiano, e i segreti del clima su questo strano oceano. Questo permette ai mercanti Greco-egiziani del mar Rosso di fare straordinari progressi per le loro attività in termini di tempo e di capacità. Iniziano spesso a sbarcare nei porti indiani del Sud per vendere e comprare a prezzi più bassi (senza le tasse Han) per i clienti dell'Asia meridionale. Cosi i porti di Chennai nel Kerala e di Barygaza si potenziano. Questo fa la fortuna del porto di Berenice che si avvantaggia sul porto di Apologo in Mesopotamia, più legato al commercio con Stratoneia. Nel 136, Adriano conferisce a Berenice lo statuto di città di diritto romano e le offre privilegi commerciali, finanzia anche l'ampliamento del suo porto sul modello di Ostia. Negli anni seguenti le navi romane diventeranno numerose sulla costa indiana, e si registrano le prime spedizioni verso Ceylon, il Siam e l'isola di Sumatra. 

Le relazioni economiche sull'Oceano indiano alla fine del II secolo (da notare che il porto
di Stratoneia qui è indicato con il suo nome popolare, Barbarico, il porto dei barbari).

Poco dopo a Chennai sembra che il culto dell'apostolo Tommaso abbia accelerato le conversioni nella regione, un primo tempio é eretto. Alla stessa epoca delle comunità cristiane sono fondate a Bactra e a Samarcanda, ma rimangono piccolissimi gruppi che approfittano dell'ambiente di tolleranza tra le etnie che esiste nelle province xiyu dell'impero Han.

138: L'imperatore del Daqin, Publio Elio Adriano, si spegne a Baia. Lascia il ricordo di un imperatore di grande cultura, di grande fasto ma anche autoritario. Gli succede il suo erede adottivo, Antonino, detto il Pio. Il nuovo imperatore adotta qualche anno più tardi Marco Aurelio e poi Lucio Vero. Questa abitudine dell'adozione imperiale e il tratto più descritto dagli Han quando parlano del Daqin. Questo sorprende in un paese dove la stessa dinastia regna da quasi quattrocento anni.

139: Davanti alla corruzione generalizzata e al potere crescente della nobiltà, il popolo si stanca della dinastia e le ribellioni contadine si moltiplicano. Talvolta queste ribellioni diventano più gravi, cosi l'intero popolo Qiang, una delle nazioni dell'impero, si ribella e si dichiara indipendente. L'esercito imperiale avrà enormi difficoltà a penetrare nel loro territorio. Infatti i Qiang diventano più o meno indipendenti da questo momento e mostrano la loro capacità di vincere contro gli Han nel 142, quando l'esercito qiang lancia una vasta spedizione per prendere e saccheggiare le tombe imperiali di Chang' An, onde umiliare il Figlio del Cielo. Nel Kangju una ribellione simile da parte degli Yuezhi é stroncata nel sangue. Ciò provoca l'inizio di una reazione xenofoba degli Han contro tutti i popoli vinti che abitano l'impero.

141: morte del ministro Liang Shan. Lascia le sue cariche a suo figlio, fratello gemello dell'imperatrice, Liang Ji. Il nuovo ministro si nomina anche sindaco di Luoyang e generalissimo. Riunisce in sé dei poteri giganteschi ma non é saggio quanto la sorella. Liang Ji si mostra tirannico, costruisce un vasto clan e si oppone agli eunuchi, usando l'assassinio e la corruzione a un livello mai visto prima.

144: Morte del Figlio del Cielo a Luoyang. Il debole Shun Di, amante dei piaceri e poco interessato al suo popolo, lascia l'impero nelle mani di un bambino, Han Chong Di, sotto la reggenza dell'imperatrice Liang Na che prova con serietà a governare con saggezza e ad educare suo figlio. Però i suoi sforzi sono spesso annullati dal suo fratello gemello, Liang Ji. Presto il ministro riesce a prendere il vero potere dalle mani di sua sorella e, quando il bambino Chong Di muore di malattia, non esita a scegliere lui stesso come imperatore un bambino più o meno legato alla famiglia imperiale, disprezzando i candidati adulti più capaci. Così il regno di Han Zhi Di vede continuare la sua tirannia.

146: Liang Ji non é soddisfatto di Zhi Di. Il bambino é giovane, appena otto anni, ma é consapevole della sua carica e si mostra sempre degno di se stesso, creando vere speranze da parte dei fedeli della dinastia. Un giorno il Figlio del Cielo critica apertamente il suo ministro. Quest'utimo non esita davanti a nessun crimine e fa avvelenare l'imperatore la notte stessa. Al suo posto, cinicamente, si sbarazza di ogni candidato e impone un bambino ancora più giovane, Han Huan Di, sempre sotto la reggenza fittizia di sua sorella, che non sa più come lottare contro suo fratello.
Lo stesso anno l'esercito Han del Shendu in India lancia una spedizione contro i porti indiani ma non riesce a mantenere una presenza militare, si accontenta di creare diversi piccoli regni sudditi, tra i quali il regno di Barygaza. Il Sud del Kerala cade nelle mani del re indiano.

147: nel regno partico muore Vologase III. Il suo regno, indebolito dai rivali e dalla sua sottomissione a Roma e al paese di Zhongguo, é stato odiato dai Parhi che scelgono come re Vologase IV, figlio di uno dei rivali. Vologase IV riesce presto a battere gli altri candidati al trono e come prima decisione espelle dal regno tutti i mercanti romani e Han. Inoltre non paga più il tributo dovuto al paese di Zhongguo e si dichiara nemico delle due potenze. Inizia cosi a riarmare il suo paese e riformare un vasto esercito con gran gioia dell'aristocrazia guerriera partica.

150: il Figlio del Cielo, sotto la guida dell'imperatrice Liang Na, organizza un vasto concilio buddista a Luoyang per organizzare questo culto. Liang Na stessa é buddista e vorrebbe promuovere la Legge del Buddha. Monaci di tutto l'impero, dallo Xiyu ,dal Gandhâra e dallo stesso paese di Zhongguo si riuniscono sotto la presidenza del monaco indiano sinizzato Agvaghosha. Al termine del concilio viene riconosciuto come Via Giusta il Dacheng, il Grande Veicolo, che sarà il buddhismo cinese, indiano, giapponese e poi romano. Però una parte dei buddhisti non accetta questa via e formano l'Hînayâna, il Piccolo Veicolo, ultraminoritario perché cerca una liberazione individuale al contrario del Dacheng più universalista. Il Dacheng avrà molti punti comuni più tardi con il cristianesimo cinese.
Questo concilio sarà l'ultima opera della giusta reggente Liang Na, che muore poco dopo, lasciando suo fratello Liang Ji senza più limiti nella sua tirannia personale. Liang Ji prepara ormai apertamente la sua usurpazione del trono, prendendo come modello Wang Mang, e si attribuisce le Nove Dignità.

154: Roma prende sotto al sua protezione il regno del Bosforo nell'attuale Crimea, minacciato dagli Alani. Poco dopo il regno diventerà provincia e tutte le città greche del mar Nero passano sotto autorità romana, aprendo una nuova Via della Seta accanto alla Via della Partia e alla Via dell'Oceano indiano.

155: Vologase IV invade la Mesopotamia e l'Armenia romana, é l'inizio dell'ultima guerra romano-partica. Ad Est Vologase IV ha chiamato le tribù partiche e scitiche settentrionali per aiutarlo a sconfiggere gli Han mentre la crisi dinastica sembra paralizzare il paese di Zhongguo. Vologase IV é respinto dalle legioni, ma riesce a impedire l'invasione del suo paese e resiste ai Romani con successo. Vologase IV organizza una guerra di lungo termine. La sua strategia riesce meglio ad Oriente, dove le tribù riescono a riconquistare l'Ircania e la Drangiana, minacciando il Daiyuan.

159: Fine della tirannia di Liang Ji. L'orgoglioso ministro non nascondeva da anni le sue ambizioni e faceva assassinare apertamente i suoi oppositori. Il Figlio del Cielo Huan Di, ormai adulto, ascolta i suoi servitori eunuchi, particolarmente disprezzati da Liang Ji, e organizza un vero colpo di Stato. Il giorno detto Huan Di pubblica un proclama con il quale toglie tutte le sue cariche al ministro e ordina all'esercito di mettersi ai suoi ordini. L'esercito segue il Figlio del Cielo. I membri di tutto il clan Liang sono massacrati nel palazzo e Liang Ji stesso si rinchiude con le sue ultime truppe nel suo palazzo cittadino, dove si suicida alla fine della giornata. Il Figlio del Cielo riprende allora il suo potere ma non la sua indipendenza. Il governo passa nelle mani di un Consiglio di sei eunuchi che riprenderanno a loro modo la maniera di fare di Liang Ji. Luoyang diventa presto un centro di guerre di palazzo con numerose congiure e piccoli colpi di Stato contro uno o l'altro degli eunuchi. La situazione non cambia per niente nelle province, dove le ribellioni si moltiplicano, e in Occidente dove l'esercito controlla tutto.

161: Antonino il Pio, imperatore del Daqin, muore lasciando la porpora al figlio adottivo Marco Aurelio. Quest'ultimo, uomo onesto e filosofo, insiste con il Senato finché l'altro figlio adottivo del defunto, Lucio Vero, è nominato anche lui Augusto. Marco Aurelio e Lucio Vero sono il primo esempio di regno in collegio, una cosa che provocherà la sorpresa nel paese di Zhongguo quando sarà conosciuta (e sarà tenuta segreta per paura di dare delle idée ad alcuni ambiziosi).
La morte di Antonino vede la pressione romana rilasciarsi sul fronte partico. Vologase IV ne approfitta per lanciare una vasta offensiva. I Parti sconfiggono le legioni a Elegeia, ciò permette a re Vologase di riconquistare la Mesopotamia e l'intera Armenia dove insedia un re vassallo. Il porto di Apologo é preso e dato alle fiamme. I Parti vittoriosi si permettono anche una spedizione senza conseguenze in Siria e negoziano con Palmira un cambio di alleanze. In Oriente però i Parti sono sconfitti davanti a Bactra e devono ritirarsi davanti all'esercito Han comandato da Ban Zhao, che ha ricevuto l'ordine imperiale di riprendere le province perse.

162: l'imperatore Lucio Vero é mandato in Oriente contro i Parti con la forza delle legioni danubiane e dei migliori generali romani, tra i quali Avidio Cassio. Marco Aurelio rimane a Roma. Davanti al precipitare della situazione, Marco Aurelio decide di chiedere aiuto al paese di Zhongguo ed organizza una vasta ambasciata con destinazione Luoyang.

164: i Romani hanno ripreso l'Armenia e ormai riconquistano la Mesopotamia. Avidio Cassio riprende Seleucia (ex Ctesifonte) e Apologo, e respinge i Parti in Media dove si prepara ad attaccarli. La situazione dei Parti peggiora sempre più quando l'esercito imperiale Han del Kangju riprende l'Ircania e penetra nelle satrapie partiche di Khorasan e Sargatia dopo la loro vittoria ad Artacoana (Herât).

165: Avidio Cassio conquista la Media, dove la popolazione locale si sottomette con buona volontà. Più a Sud la Persia si ribella contro i Parti e mette sul trono di Susa un certo Cosroe che vuole instaurare buoni rapporti con i Romani. Gli Han da parte loro avanzano rapidamente e penetrano in Partia. L'avanzata é rapida e sorprende tutti. Questo senza contare la stanchezza dopo dieci anni di guerra, le numerose perdite, il regno tirannico di Vologase IV e lo sviluppo delle ambizioni personali come in Persia.

166: l'esercito Han prende e saccheggia la capitale di Vologase IV, Ecbatana, e stabilisce buoni rapporti con la Persia indipendente. Tra Media e Partia avviene l'incontro storico tra le legioni romane e l'esercito Han. Per la prima volta i due imperi sono direttamente in contatto. Marco Aurelio consiglia con ansia al suo co-Augusto di trattarli come amici. Lucio Vero incontra il generale e duca Ban Zhao a Ecbatana per sistemare le cose. Ovviamente i due sono d'accordo nell'annientare il regno partico: si dividono l'impero pur riconoscendo l'indipendenza della Persia. La Media e l'Atropatene diventano province romane; l'Est dell'impero partico diventa le province Han dell'Anxi (Partia) e Lixuan (Ircania). Vologase IV stesso é sempre in fuga e tenterà sempre di riprendere il suo regno, attuando una guerriglia contro gli Han fino alla sua morte in battaglia nell'anno 190.

Il confine romano-cinese nel 166

Lo stesso anno arriva a Luoyang l'ambasciata romana. Da richiesta di aiuto l'ambasciata è diventata uno segno di trionfo da parte dei Romani e dei loro alleati. L'ambasciata diretta da due senatori arriva con una ricca corte a Luoyang. Marco Aurelio ha ben organizzato il tutto e Ban Zhao ha facilitato il cammino. I Romani arrivano con una coorte di pretoriani scelti e armati nella maniera più splendida con insegne e bandiere. I senatori si prosternano davanti al Figlio del Cielo Huan Di come insegnato dagli Han prima di arrivare, e moltiplicano i regali, vetro prezioso, oro e oggetti d'arte in materiali preziosi come l'avorio, esempi di prodotti di tutto l'impero del Daqin, una vasta collezione di opere letterarie e di opere matematiche, astronomiche, mediche, storiche e filosofiche riprodotte dalle opere della Biblioteca di Alessandria, armi romane, vini sopraffini e superbi tessuti di porpora, il colore imperiale. Huan Di, che ama il lusso e lo ricerca sempre, é impressionato da tutto questo e riceve bene i Romani. I suoi saggi, esperti in scienze e letteratura, apprezzano il regalo culturale e il popolo di Luoyang li accoglie con gioia, visto che i Romani hanno l'ordine di distribuire l'oro e di spendere il più possibile. Il Figlio del Cielo accetta senza problemi le decisioni prese ad Ecbatana e formula il voto davanti agli Déi e ai suoi antenati di un'amicizia eterna con il Daqin, l'altra Cina. Le cerimonie religiose durano settimane intere e Huan Di promette di inviare all'imperatore Antu (Antonino, cioè Marco Aurelio) un'ambasciata per ringraziare personalmente gli imperatori gemelli (cosi immagina Marco Aurelio e Lucio Vero).
In verità il momento sembra un apogeo, ma per gli Han la situazione non é cosi perfetta. Le ribellioni contadine si moltiplicano sempre più, obbligando a un uso sempre più importante dell'esercito. La colpa è dell'amore per il lusso di Huan Di: per sostenere il suo modo di vita l'imperatore cerca sempre più denari e i benefici della Via della Seta non bastano più, così ha deciso di vendere le cariche dello Stato, facendosi pagare talvolta in più rate. I funzionari si rifanno sui sudditi. Quest'abitudine di privatizzazione dello Stato provoca l'indignazione nel paese di Zhongguo, sopratutto tra gli studenti degli esami di Stato che lavorano per anni per avere cariche che vanno infine a quelli che possono comprarle. Durante l'ambasciata romana gli studenti dell'Accademia Imperiale manifestano a Luoyang e chiedono con forza rivendicazioni e grida feroci la fine del potere degli eunuchi. Per Huan Di l'umiliazione é grave ed invia le truppe a massacrare questi insolenti. É la Prima Purga contro gli studenti e i confuciani. L'esercito riceve l'ordine di fare lo stesso nelle altre provinc,e ma le province occidentali non obbediscono e non vendono le cariche come richiesto dalla cancelleria imperiale.

167: La guerra in Partia ha messo le legioni e l'esercito imperiale in contatto con la peste, che si propaga così nei due imperi, provocando la prima pandemia mondiale della storia.

168: Morte del Figlio del Cielo Huan Di, per colpa dei suoi eccessi. La sua morte provoca ancora lotte di potere tra le fazioni. Questa volta gli eunuchi, colpevoli della repressione antistudentesca, devono accettare il candidato dell'imperatrice e del suo clan. Sale sul trono il Figlio del Cielo Han Ling Di, lontano cugino del precedente imperatore. Però gli eunuchi riprendono il potere poco dopo, approfittando del fattoche il giovane imperatore é ancora più corrotto di Huan Di. Gli eunuchi ordinano allora una nuova repressione contro i gruppi letterari e le accademie, colpevoli di tradimento per aver criticato il governo imperiale. L'unico gruppo che non teme gli eunuchi é l'esercito, ma é diviso in diversi gruppi secondo i fronti e le frontiere sulle quale devono combattere, per esempio la ribellione qiang é ancora indomita e l'esercito dell'Anxi combatte ancora contro i resti dell'impero partico.

169: Lucio Vero muore a Aquileia mentre stava per respingere un'attacco barbarico contro la regione. Lascia la direzione dell'impero a Marco Aurelio, ma non cambia niente perché era sempre stato quest'ultimo che governava veramente. Marco Aurelio deve sistemare di persona l'aggressione da parte dei popoli germanici.

171: Ambasciata Han a Roma. Come promesso da Huan Di una numerosa ambasciata é mandata a Roma, segno di alleanza e dimostrazione di potenza. Questa volta é Roma a veder sfilare gli ambasciatori e la loro corte composta da truppe di élite in armatura e elmo di piume. I Romani sono impressionati nel vedere che tutti i membri dell'ambasciata sono vestiti di seta fino ai servitori e ai soldati, anche le bandiere sono di questo materiale. Gli ambasciatori sono un eunuco e un principe della famiglia Liu. Gli ambasciatori viaggiano su un palanchino ornato di dragoni e altri motivi della corte imperiale. Arrivati davanti a Marco Aurelio, si prosternano e piangono per la crudele perdita di Lucio Vero. Portano con loro dei doni ancora più importanti di quelli ricevuti tra seta, spezie, incensi, oro, giada, esemplari del Sutra del Loto, dei classici confuciani, di Sima Qian e di tutte le opere che contano nel paese di Zhongguo. Marco Aurelio riceve anche armi di lusso, gioielli di giada, una bandiera di seta dell'aquila e un'altra della lupa (gli Han sanno che questi due animali sono i totem dei Romani) e delle insegne reali, oltre a vestiti gialli degni dell'imperatore stesso. Gli ambasciatori chiedono all'imperatore se accetta che alcuni studiosi e studenti Han rimangano per alcuni anni a Roma per studiare e scambiare conoscenze con i Romani. L'imperatore sarà lieto di concedere questo e insedierà gli Han sul Palatino, preso la sua persona, anche se ne manderà qualcuno alla Biblioteca di Alessandria, a Atene e a Rodi.
A Roma l'arco di trionfo di Marco Aurelio rappresenterà su una delle sue facce il momento glorioso dell'arrivo degli ambasciatori del re Anlindio della Serica. Ovviamente il nome del Figlio del Cielo é latinizzato, cosi Han Ling Di é diventato Anlindio. I Romani non capiranno subito che il nome della famiglia o della dinastia viene prima nel paese di Zhongguo, più tardi parleranno della dinastia degli Anidi (Han).

172: Guerra tra Roma e i popoli Marcomanni e Quadi. La vittoria contro i Parti ha visto l'ampliamento delle legioni dedicate alla difesa del Reno e del Danubio. Le legioni di Oriente rimangono soprattutto per mantenere l'ordine in queste province turbolente. Dunque Marco Aurelio dispone di mezzi più importanti per lottare contro i barbari del Nord. Purtroppo la guerra non é facile e la coalizione di questi popoli germanici resiste fino all'anno 175, allorché le legioni occupano tutti i loro territori. Davanti a queste difficoltà e alla pace in Oriente, Marco Aurelio fa venire al fronte il generale Avidio Cassio per aiutarlo.

175: Marco Aurelio e Avidio Cassio sono vittoriosi sul Danubio contro gli Iazigi. Per farla finita con questa minaccia, Marco Aurelio crea ed organizza le nuove province di Marcomannia e di Sarmatia. Ovviamente i Romani avranno ancora da sudare per pacificare la regione che vede scoppiare diverse ribellioni, talvolta pericolose. Avidio Cassio stesso, l'eroe di numerose guerre, é assassinato dai barbari in un'imboscata nel 177.
Nello stesso anno l'imperatore scrive la sua grande opera filosofica, i "Colloqui con Se Stesso". In questa opera l'imperatore espone le sue idée stoiche e le avvicina a ciò che ha imparato dal buddhismo sull'impotenza dell'Uomo, la superficialità delle rappresentazioni umane e l'irrazionalità del mondo umano. Per dare un po' di sostegno a questo mondo incerto, Marco Aurelio vede le idee confuciane come una soluzione: l'imitazione dell'ordine naturale dove l'impero sarebbe un organismo con l'imperatore alla sua testa con la forza della legge. Il bene pubblico é rianimato dalle idee confuciane, anche il vecchio mos maiorum si adatta benissimo alle idee di Confucio e l'imperatore vede di buon occhio che siano insegnate. Cosi incoraggia durante il suo regno l'insegnamento e lo studio dei classici confuciani ad Alessandria, Atene e Rodi e sviluppa un po' la burocrazia imperiale per permettere alla legge e all'imperatore di diventare veramente la rappresentazione del paese. Le idee confuciane iniziano allora ad essere veramente alla moda tra le élite romane, che apprezzano sempre più i maestri venuti dall'Oriente, dall'altro grande impero. 

Una delle conseguenze dell'opera di Marco Aurelio, il
confucianesimo é penetrato profondamente nella cultura
occidentale. Qui una cerimonia confuciana a Milano nel 2008.

180: Marco Aurelio, imperatore soldato e filosofo, muore a Vindobona, probabilmente di peste, lasciando il potere al figlio Commodo che presto lascerà un vasto potere a diversi favoriti durante il suo regno, non esitando a sacrificarli quando provocano turbolenze popolari. Abbandona per il momento la lotta contro i barbari, anche se mantiene le conquiste del padre; purtroppo dovrà riprendere la lotta, inviando i suoi generali contro i Catti.

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Terza parte: La crisi dei due imperi (fine II-III secolo)

183: Nella provincia di Jiang (l'attuale Gansu) si diffonde uno strano culto taoista attorno alla persona carismatica di Zhang Jiao. La setta Taiping Dao (« la Via della Grande Pace ») pretende di compiere molti miracoli e aspira alla rigenerazione dei tempi, il Jiazi, che diventerà il suo grido di guerra. Proclamano che la dinastia Han ha perso il Mandato del Cielo e che presto gli déi daranno il loro sostegno a qualcun altro (ovviamente non si doveva cercare lontano colui al quale era destinato il Mandato del Cielo). Questo culto degenera presto in movimento rivoluzionario quando Zhang Jiao tenta di organizzare un colpo di Stato con l’aiuto di fedeli insediati a corte. La congiura é scoperta e Zhang Jiao é dichiarato nemico pubblico. Questo provoca la ribellione dei suoi fedeli in tutte le province dell’impero. I ribelli si riconoscono dal loro turbante giallo.

184: Ribellione degli turbanti gialli. il paese di Zhongguo é messo a ferro e fuoco. In tutte le province le armate contadine dei turbanti gialli bruciano i palazzi del potere. L’esercito ha delle difficoltà a intervenire dappertutto e deve chiamare una parte degli eserciti dello Xiyu, meglio addestrati e che hanno l'esperienza della vera guerra. Questa é l’occasione per diversi giovani ufficiali imperiali di dare prova delle loro capacità militari, tra i quali Cao Cao o Dong Zhuo, di cui risentiremo parlare. Ma questo indebolisce l’Occidente e il Daiyuan é in gran parte abbandonato a nomadi insieme al controllo dei regni vassalli del corso meridionale dell’Indo. Ancora peggio, numerose province e città formano le proprie milizie per difendersi contro i turbanti gialli, ma anche contro l’esercito imperiale che porta loro solo le tasse e la corruzione. L’anarchia si propaga nel paese di Zhongguo.

185: Zhang Jiao, Gran Maestro dei turbanti gialli, muore in battaglia, e ciò segna la fine della ribellione: i suoi fedeli spariscono anche se diverse armate ribelli rimangono attive durante l’anno successivo. Purtroppo questo non riporta l’ordine: numerose province non riconoscono più l’autorità di Luoyang e l’esercito imperiale é in gran parte disorganizzato, spaccato in diversi gruppi sotto il comando di generali carismatici. Le province occidentali rappresentano però un’eccezione, perché riconoscono un’autorità morale al duca Ban Biaio, erede del clan Ban e marchese di Daxia, insediato a Bactra, dove esiste una vera piccola corte. I Ban hanno anche un vasto potere sull’esercito locale, dove i capi della famiglia sono tradizionalmente generali. Ban Biaio riporta le sue truppe nell’Ovest senza ordine e convince i governatori a stabilire una politica di isolamento, é l’inizio di un vero periodo di indipendenza. Questo permetterà alle province occidentali di rimanere globalmente intatte dopo la guerra.

188: il Figlio del Cielo Ling Di, amante del lusso, si consacra ormai solo alla costruzione di giganteschi palazzi e giardini, sempre più lussuosi e costosi, rendendosi poco conto della situazione del paese di Zhongguo. Stanco di tutti gli obblighi della sua carica, decide di riformare l’impero per attribuire ampi poteri ai prefetti e ai governatori delle province. Essi ricevono il controllo degli eserciti locali, delle decisioni politiche e della giustizia, ma devono sempre mandare le tasse a Luoyang. Questi ufficiali formano ormai veri principati nelle loro province.

189: l’imperatore Ling Di muore, la sua morte potrebbe essere un’occasione di festa se non provocasse una nuova lotta di potere. Ancora una volta gli eunuchi provano a monopolizzare il trono. L’erede diventa l’imperatore Han Shao Di e vuole liberarsi di loro, gli eunuchi sono obbligati a tenerlo confinato a forza nel palazzo di Luoyang, come ostaggio. Quando si diffonde la notizia dell'arresto dell’imperatore, il generale Dong Zhuo, eroe della ribellione dei turbanti gialli, prende il commando delle sue truppe e marcia su Luoyang. Gli eunuchi, presi dal panico davanti all’intervento dell’armata, fuggono sul fiume, portando con loro l’imperatore, ma sono presto raggiunti e massacrati. Dong Zhuo prende sotto custodia la persona sacra del Figlio del Cielo, ma quest’ultimo non gli piace e decide di cambiarlo con suo fratello, che diventa l’imperatore Han Xian Di. Il generale ne approfitta per nominarsi Cancelliere dell’Impero, dittatore di tutto il paese di Zhongguo, accordandosi i più grandi privilegi. A Samarcanda lo Stato Maggiore dell’esercito chiede a Ban Biaio di invadere la madrepatria per riportare l’ordine, ma il generalissimo e duca di Daxia si accontenta di rispondere che la sua missione é di proteggere le province xiyu, che preferisce rimanere dov’é e non diventare un ribelle alla dinastia.
Nella stessa epoca le autorità delle province occidentali aprono sempre più le loro frontiere che non riescono più a chiudere totalmente. Ciò permette a numerosi stranieri romani, persiani, greci ed altri di penetrare nel paese. Si vedono anche dei gruppi di mercenari vendersi ai diversi signori della guerra nel paese di Zhongguo.

190: la dittatura di Dong Zhuo non poteva durare a lungo, appena un anno dopo la sua presa del potere una coalizione di generali tra i quali Sun Jian (che si arroga ormai il titolo di re di Wu) attacca Luoyang con tutti i mezzi disponibili. Il Cancelliere sa che non può resistere e decide di abbandonare Luoyang, portando il Figlio del Cielo con sé a Chang’An. Prima di partire e per fare il pieno di oro ordina di saccheggiare la capitale e anche le tombe imperiali, e di bruciare ciò che rimane. Arrivato a Chang’An riesce a stabilire la sua posizione in parte grazie a un nuovo esercito di mercenari che ha riunito nel segreto e composto da Parti, da xiongnu ma anche di reparti di Romani venuti con le loro armi dalla via oceanica tra Egitto e India.

192: Lü Bu, figlio adottivo di Dong Zhuo, assassina il cancelliere a Chang’An nella speranza di mettere fine alla guerra civile. Il partito Dong crolla immediatamente dopo la morte del suo capo. Xian Di é liberato e decide di tornare nelle rovine di Luoyang, la corte non ha più importanza, il Figlio del Cielo non ha truppe, non ha soldi e deve vivere come può, nell’inverno seguente alcuni dei suoi ufficiali di corte muoiono di fame. La guerra infatti non é finita. Appena vittoriosa, la coalizione si spacca tra i diversi signori della guerra che ne facevano parte. Lavorano ormai per sé stessi, conquistandosi principati e feudi. Le uniche province ancora ben organizzate si trovano a Occidente, dove il duca Ban Biaio chiede al Figlio del Cielo di venire nel Kangju per restaurare la dinastia in un luogo pacifico, ma senza essere ascoltato: fuggire da Luoyang sarebbe la fine della debole dinastia.
L’anarchia sembra espandersi su tutto il mondo. A Roma l’imperatore Commodo é assassinato da una congiura di palazzo alla quale partecipano sua moglie e il suo prefetto del pretorio. Tutto il Daqin temeva il carattere autoritario e sanguinario dell’Augusto. Gli eccessi si moltiplicavano mentre la situazione di fronte ai barbari peggiorava. Al suo posto viene nominato Pertinace ma non riesce a mantenersi a lungo, é assassinato l’anno seguente e i candidati si moltiplicano: Didio Giuliano, Clodio Albino, Pescennio Nigro e Settimio Severo. L’impero piomba nella guerra civile. In oriente anche il regno di Persia ne approfitta per estendersi e riprendere antichi territori partici nelle due direzioni, le sue truppe invadono la Media e penetrano anche in Mesopotamia, nell’Est gli Han perdono Ecbatana e una gran parte del sud dell’Anxi.

194: Il romano Pescennio Nigro, ex candidato al trono vinto da Settimio Severo, riesce a fuggire verso Est con i suoi ultimi fedeli con l’aiuto dei Persiani. Si propone ormai come mercenario con una truppe sperimentata nelle tattiche straniere, sperando di conquistarsi un posto al sole. É fatto generale a Chang’An da Lü Bu che per il momento controlla la capitale.

195: Liu Bei, lontano cugino della famiglia imperiale, prende il potere come signore della guerra nella provincia di Xu. Liu Bei proclama la sua voglia di restaurare la dinastia e di riunificare l’impero, chiedendo agli altri signori della guerra di pensare un po' alla patria, ma invano. Liu Bei ha poche forze ed é spesso vinto in battaglia, ma rappresenta un capo umano che pensa al suo popolo ed ai suoi uomini. Famoso per il suo carisma, é anche conosciuto per il suo genio nel trovare e scegliere i più grandi talenti. Capace di conquistare la fedeltà di tutti, riunisce al suo servizio un gruppo famoso di generali eroici, intelligenti e capaci.

Liu Bei (a sinistra) illustra i suoi piani ai suoi fratelli
d’armi, Guan Yu (con la lancia) e Zhang Fei (con la
faccia da imbecille), tutti e due generali leggendari.

196: Cao Cao, ex generale delle truppe imperiali e ormai signore della guerra, reagisce prima di tutti gli altri, avendo capito l’importanza di avere sotto la propria guardia l’imperatore abbandonato da tutti. Prende sotto la sua protezione benevola ma obbligatoria le rovine di Luoyang e l’imperatore. Si fa nominare cancelliere dell’impero, o di ciò che ne rimane. Cao Cao pubblica degli editti imperiali firmati dal Figlio del Cielo ma scritti da lui, controlla la dinastia e può nascondere le sue ambizioni sotto il pretesto di restaurazione imperiale e di legittimità. Inoltre, Cao Cao, fino a questo momento generale oscuro, si rivela essere un vero genio dell’arte militare, e le sue armate lanciano delle offensive ovunque, accolto spesso come il salvatore della Cina. Infatti Cao Cao instaura la sua propria dittatura personale e gli ufficiali imperiali sono tutti gli ufficiali del re di Wei, come si fa chiamare, facendosi ricompensare con l’attribuzione di vasti feudi presi al nemico. In questa maniera il Romano Pescennio Nigro, passato al suo servizio, diventa duca di Xiu, paese che controlla con il suo esercito mercenario composto ormai da Romani, nomadi e Parti.

Rappresentazione di epoca Ming del furbo e
tirannico Cao Cao, cancelliere dell’impero.

197: Battaglia di Lione. Settimio Severo sconfigge il suo ultimo rivale Clodio Albino, rimane l’unico Augusto dell’impero e si proclama restauratore della dinastia antoniana. Il nuovo Augusto é un generale che non mostra tantissimo interesse per il paese di Zhongguo e per le sue idee. Non si interessa neanche alla situazione in Cina, troppo lontana per avere un peso. Settimio Severo é soprattutto interessato alla sua nuova spedizione contro i Persiani, e riprende loro le province di Media e di Mesopotamia perse qualche anno prima. La capitale Susa é presa e bruciata, un re vassallo é insediato sul trono. L’imperatore riceve intanto un’ambasciata di Ban Biaio, designato sotto il termine di re di Battriana, sembra volere una secessione. Settimio Severo non si ferma lì e ne approfitta per conquistare e fare occupare tutta la costa del golfo persico fino all’attuale Qatar, che diventa la provincia di Arabia Caldea. In Persia la vittoria romana provoca una guerra civile che frammenta ancor più la regione.

198: davanti alla situazione nel paese di Zhongguo, il duca Ban Biaio si proclama ufficialmente re dello Xiyu, nome che comprende tutte le province occidentali (Kangju, Daixia, Shendu, Daiyuan, Lixuan, e Anxi) e crea una capitale imperiale a Bactra con un palazzo uguale al palazzo di Luoyang prima della sua distruzione, riconosciuto dai governatori e generali locali. Mantiene cosi le province occidentali unite. Avrà molto da fare perché della debolezza Han hanno approfittato i nomadi del Nord che occupano il Sud del mare d’Aral, perciò ordina l’inizio della costruzione di una nuova Grande Muraglia destinata ad essere legata alla vecchia muraglia cinese.

200: le relazioni tra Cao Cao e il Figlio del Cielo peggiorano dopo che il Cancelliere ha massacrato una buona parte della corte, colpevole di congiura. L’imperatrice stessa era coinvolta. Cao Cao la fa arrestare, benché incinta, davanti all’imperatore stesso e il povero Xian Di puo solo piangere nella sua manica, impotente quando i soldati portano via sua moglie, che lo supplica, per giustiziarla fuori dalle mura del palazzo. Cao Cao avanza ormai senza maschera e non esita più ad umiliare l’imperatore. Ormai controlla tutto il Nord dell’Impero. Gli sfuggono l’Occidente e il Sud, é anche riuscito a vincere le nazioni e i ribelli locali come i Qiang. Lo Stato è ricostruito attorno alla sua dittatura personale. Dal 198 d.C. non esistono più signori della guerra capaci di minacciarlo nel Nord, tutti sono morti o integrati nel suo esercito.

Episodio conosciutissimo dell’arresto dell’imperatrice (a destra)
da parte di Cao Cao (a sinistra) davanti al Figlio del Cielo Xian Di.

Lo stesso anno Liu Bei, il Sempre Vinto, rinasce una nuova volta delle sue ceneri: esperto nella ritirata e nella ricostruzione del suo esercito, prova stavolta la via della congiura per assassinare Cao Cao. Però fallisce e per poco non viene ucciso, Liu Bei deve fuggire ancora e impiegherà anni a riparare i danni.
Lo stesso anno un certo Zhuge Liang inventa un’arma terribile, la balestra a ripetizione, il famoso Chu-Ko-Nu, capace di lanciare rapidamente numerosi proiettili capaci di penetrare le armature più spesse.

La balestra a ripetizione di Zhuge Liang.

202: Settimio Severo pubblica un editto contro il cristianesimo e il buddismo. Inizio delle persecuzioni.

207: Zhuge Liang entra al servizio di Liu Bei dopo che quest’ultimo lo ha supplicato tre volte di farlo. Zhuge Liang era visto allora come il più giovane e il miglior stratega dell’impero, un vero genio capace di immaginare, di organizzare e di riuscire in qualunque cosa. Porta con lui anche il segreto della fabbricazione della balestra a ripetizione, che diventa l’arma dell’esercito Liu. Oggi il suo nome é sinonimo di intelligenza, ed é sempre rappresentato con un ventaglio.

208: Liu Bei é vinto in battaglia da Cao Cao e deve fuggire di nuovo. Cao Cao lo prende in giro con queste ripetute ritirate, ma Liu Bei combatte senza posa. I resti del suo esercito, 10 000 uomini con i suoi migliori generali come il leggendario Guan Yu o il genio Zhuge Liang, rappresentano una potenza che conta. Liu Bei fugge a Sud seguito da Cao Cao e dal suo potentissimo esercito di 800 000 uomini. Nel regno di Wu, a Zhuge Liang riesce il colpo di genio di negoziare un’alleanza con Sun Quan, il più grande principe del Sud della Cina. Questo permette l’enesima rinascita di Liu Bei. 
L’incontro decisivo si svolge in un luogo sul fiume Yantze chiamato poi Chi Bi (le rupi rosse). Cao Cao arriva per conquistare Wu e annientare definitivamente Liu Bei. Il uo esercito penetra profondamente grazie a un’immensa flotta che trasporta i suoi 800 000 uomini. Il cancelliere é talmente sicuro delle sue forze che prende tempo e avanza con calma. Davanti a lui ci sono solo 50.000 uomini poco forniti. Cao Cao stabilisce il suo campo trincerato ma é assillato da due problemi: la malattia inizia a propagarsi e il morale delle sue truppe é molto basso. In effetti i suoi soldati non erano abituati alle navi, e una buona parte erano malati, erano anche stanchissimi per avere attraversato il paese di Zhongguo da Nord a Sud senza riposo, e numerosi di essi sono stati integrati recentemente, presi dalle truppe vinte di altri signori di guerra. A questo si aggiunge il genio strategico di Zhuge Liang, che riesce a ritardare l’attacco e si concede anche il lusso di prendere in giro la più grande armata della storia. Mancando di frecce, Zhuge Liang finge un’attacco con delle navi coperte di paglia, il nemico gli lancia contro una pioggia di proiettili che rimangono impigliati nella paglia, rifornendo gentilmente l’armata alleata.
Zhuge Liang aspettava infatti che il vento cambiasse direzione. Fa credere a Cao Cao che un generale alleato sta per tradire e con le sue truppe imbarcate sta venendo a incontrare il Cancelliere. Arrivati vicino alla flotta nemica, i marinai danno fuoco alle loro imbarcazioni che esplodono tra le navi di Cao Cao. Presto la flotta intera é in preda alle fiamme, uccidendo con il fuoco e l’acqua la maggior parte dell’esercito imperiale. A questo si aggiunge un’
ardito assalto contro il campo di Cao Cao da parte delle truppe coalizzate di Liu Bei e Sun Quan. Cao Cao deve fuggire con il resto delle sue truppe attraverso la funesta strada huarong, nelle paludi, dove i suoi soldati annegano o sono rallentati e raggiunti dal nemico. Cao Cao stesso, partito tra gli ultimi (non era mai stato un codardo), é attaccato dal generale Guan Yu. Cao Cao é atterrato e ucciso dopo un epico duello. É la fine: il suo esercito fugge, sbandato, verso la fortezza di Jiangling, dove gli alleati riportano una seconda vittoria. Le rupi attorno al campo di Cao Cao, arrostite dal fuoco, avevano preso un colore rosso che ha dato il nome alla battaglia. La battaglia di Chi Bi é stata la più grande e la più decisiva della storia della dinastia Han, ricordata poi nel Romanzo degli Tre Regni, da cui sono stati tratti persino dei film.

La battaglia di Chi Bi ha ispirato nei
 secoli gli artisti, da ultimo il cinema ha
ripreso il tema: qui l’ultima versione del 2008.

209: La morte di Cao Cao rovescia totalmente la situazione politica e militare. Liu Bei, d'accordo con i suoi alleati, proclama la sua intenzione di marciare immediatamente su Luoyang per restaurare l’autorità imperiale. Numerosi governatori e generali, appena la notizia si diffonde, si schierano con lui: non erano mai stati fedeli a Cao Cao, che governava solo con il terrore. La notizia della morte del cancelliere si diffonde fino allo Xiyu dove il re Ban Gu, successore di Ban Biaio, decide di sostenere Liu Bei. Mentre Ban Biaio voleva isolare lo Xiyu per proteggere l’unica zona in pace dell’impero, suo figlio considera questo come una codardia e invoca il dovere sacro della famiglia Ban di proteggere la dinastia Han per mobilitare le sue truppe e intervenire nel paese di Zhonnguo. Questo non è difficile: lo Xiyu controlla di fatto la Via della Seta e la regione del Tarim. A Luoyang però rimangono gli eserciti più fedeli alla famiglia Cao, diretta ora da Cao Pi. Queste armate sono comandate dal generale Pescennio Nigro, che ha fatto eliminare il generalissimo Cao Ren, fratello di Cao Cao.

210: Dopo una campagna militare di un anno, ancora più rapida dopo l’arrivo delle truppe dello Xiyu, Liu Bei assedia Luoyang e ordina a Cao Pi di liberare l’imperatore Xian Di, sempre rinchiuso del suo palazzo. Il figlio di Cao Cao spera ancora di resistere e ricevere dei rinforzi quando é assassinato sulle mura della città dagli uomini di Pescennio Nigro, che prende il potere a Luoyang. Lascia che i suoi uomini brucino la città per uccidere il maggior numero possibile di soldati dei Cao, e fa anche strangolare il Figlio del Cielo Xian Di, sperando cosi di ricevere la grazia di Liu Bei, offrendogli la vittoria e il trono. Il calcolo è sbagliato: dopo aver aperto le porte della città ed essersi presentato davanti a Liu Bei con la testa di Cao Pi, Liu Bei ordina di disarmare il Romano. Per il suo regicidio, Pescennio Nigro é rinchiuso in un sacco e buttato su uno rogo non troppo intenso per far durare a lungo la punizione. 
Liu Bei, Sun Quan e Ban Gu entrano nel palazzo imperiale dove trovano il defunto imperatore. Ban Gu chiede allora a Liu Bei, come discendente del clan imperiale, di proclamare la restaurazione della dinastia Han e di salire al trono. Sun Quan accetta, però imponendo le sue condizioni. Nei giorni seguenti Zhuge Liang in nome di Liu Bei negozia la pace con tutti i dinasti e signori di guerra alleati. Sun Quan é riconosciuto come re indipendente di Wu esteso a quasi tutto il Sud del paese di Zhongguo, sua figlia sposa Liu Bei, sarà un matrimonio felice nato da una vera passione, malgrado le condizioni politiche. Ban Gu rifiuta lo stesso onore e si accontenta del titolo di duca sovrano sotto la guida illuminata della dinastia, e riporta le province del Xiyu nell’impero. Ovviamente non é una restaurazione totale, l’anarchia degli ultimi venti anni non può essere cancellata. L’imperatore sarà ormai il sovrano di una dinastia sacra e legittima, impossibile da rovesciare, ma regnerà su una confederazione di feudi e principati ereditari. Le terre imperiali vedono tornare il sistema di governo dei funzionari confuciani (l’accademia imperiale é restaurata grazie agli archivi e ai professori venuti dall’accademia di Samarcanda). Il Figlio del Cielo avrà dei poteri limitati sui grandi feudatari, ma potrà ordinare la riunione dell’esercito, riceverà il prodotto delle tasse che ridistribuirà più tardi. È un nuovo impero cinese quello che nasce quando Liu Bei si proclama Figlio del Cielo sotto il nome di Han Zhaolie Di. Il suo fedele amico, Zhuge Liang, é nominato cancelliere imperiale.
In Persia si impone finalmente un nuovo re riconosciuto da tutti, non é più un Parto ma un vero Persiano, Ardashir I. Quest’ultimo approfitta della debolezza Han per per estendersi ad Est e fonda una nuova dinastia, quella dei Sasanidi.

(Nella nostra TL Cao Cao é stato effettivamente vinto nella battaglia di Chi Bi ma é sopravissuto, suo figlio si é proclamato imperatore della dinastia Wei senza che nessuno dei tre rivali fosse sconfitto, la Cina é rimasta divisa in tre regni equilibrati fino alla riunificazione temporanea e incompiuta da parte della dinastia Jin, e l’impero cinese unito non esiste più prima del VI secolo).

211: Nel Daqin l’imperatore Settimio Severo muore ad Eboracum (York) durante una campagna militare in Britannia. Gli succedono i suoi due figli, Caracalla e Geta, che governano come co-imperatori. Questo non durerà troppo a lungo: l’anno seguente Caracalla fa assassinare suo fratello benché avesse trovato rifugio tra le braccia della sua madre. Questo è accompagnato da una vasta purga a Roma.

212: Costitutio Antoniana, Caracalla decide che tutti gli uomini liberi dell’impero avranno il diritto della cittadinanza romana. La dinastia dei Severi non é però un periodo di pace: sono imperatori soldati. Caracalla deve respingere l’anno seguente un’invasione alemanna. Dopo anni di guerra sulle frontiere del Nord l’imperatore Caracalla é riuscito a domare gli Alemanni e nel 217 crea la provincia di Alemannia. Però pochi mesi dopo é assassinato. Il suo prefetto Macrino si proclama imperatore e prende il comando delle legioni. Anche il suo regno è breve, la maggior parte dell’impero vuole mantenere la dinastia dei Severi e il giovane Eliogabalo é proclamato imperatore in Oriente. Macrino é vinto e ucciso in 218.

220: Viene attestata per la prima volta l’esistenza di una comunità cristiana a Chang’An, che però rimane esigua, legata ai mercanti stranieri. Il cristianesimo non si é molto diffuso, dopo che tutto quanto viene dagli stranieri inizia a essere visto con diffidenza.

221: assassinio di Ban Gu a Samarcanda, sembra per ordine di Zhuge Liang, il quale pensava che l’autonomia dello Xiyu era ancora troppo importante. L’erede dei Ban é posto sotto la protezione diretta di Zhuge Liang che ne approfitta per orientare la rete di vassalli e di fedeli dei Ban a favore del clan imperiale. Le province occidentali cessano di essere indipendenti di fatto. Ciò ha come conseguenza un controllo ben più debole nelle zone più periferiche dell’impero, le province presso il mare d’Aral e vicino alla Persia non sono più sotto dominio Han e la provincia del Shendu perde numerosi territori a Sud dell’Indo. Ma Zhuge Liang rimane cosi l’unico servitore del Figlio del Cielo, capace di centralizzare l’azione di riunificazione.

222: Il giovane imperatore del Daqin Eliogabalo si é presto dimostrato folle e incapace, preoccupato solo di diffondere strane religioni e un po' paranoico, sopratutto contro il suo cugino ed erede. Non ha torto, visto che i suoi pretoriani lo assassinano e mettono sul trono il giovane Alessandro Severo, speranza dell’impero.

I due imperi, Zhongguo e Daqin, all'apogeo durante il regno di Alessandro Severo (clic per ingrandire).

223: La sconfitta di Yiling contro l’ex alleato e ormai rivale del Sud, l’impero di Wu, é stato l’ultimo colpo alla salute di Zhaolie Di, restauratore dell’impero, Figlio del Cielo, sempre vinto in battaglia ma vincitore. Il Figlio del Cielo si spegne nel palazzo ricostruito di Luoyang. Gli succede suo figlio, Han Houshu Di. Il nuovo sovrano non é veramente capace né intelligente, dunque suo padre ha voluto che Zhuge Liang rimanga primo ministro e sia ascoltato da suo figlio su ogni questione. Ciò conferisce al ministro uno potere assoluto per riorganizzare i servizi dello Stato, restaurando i servizi di corte come erano e riformando gli esami di Stato. Zhuge Liang pacifica le ribellioni con la diplomazia e la corruzione. Così una pace formale é firmata con Wu. In qualche anno, con la ripresa del controllo sullo Xiyu e sulle sue ingentissime risorse, il tesoro imperiale é di nuovo ricostituito, dando a Zhuge Liang i mezzi per le sue riforme.

225: Alessandro Severo, giovanotto sottomasso alla madre Giulia Mamea, finisce per liberarsene. L’imperatrice madre temeva il peso che poteva conquistare la moglie dell’Augusto, la bella Sallustia Orbania, e voleva farla esiliare. Giulia Mamea aveva anche organizzato l’assassino del padre di lei. Pieno d'orrore davanti alle suppliche della giovane moglie, Alessandro Severo esilia la madre tra la soddisfazione generale del popolo. Ben educato durante la sua giovinezza, l’imperatore vuole governare con saggezza e decide di farsi aiutare da un consilium di sedici senatori famosi per le loro capacità. Numerosi tra questi, come l’imperatore stesso, sono largamente influenzati dal confucianesimo latino di Marco Aurelio. Di conseguenza ampliano la burocrazia imperiale a Roma, che diventa poco a poco una città di servizi dello Stato e di funzionari. L’amministrazione civile delle province é a sua volta ampliata. Alessandro Severo organizza per la prima volta degli Esami di Stato per scegliere i suoi uomini di fiducia; i senatori non ne hanno bisogno, ed essi sono aperti solo ai cavalieri. L’esame é basato sullo studio dell’opera di Marco Aurelio, ma anche di altre grandi scuole filosofiche e di storici. 

226: malgrado la guerre interne nel paese di Zhongguo, il commercio non si ferma. Mercanti romani continuano ad arrivare a Stratoneia e a Chennai, e si avviano i contatti con altre regioni dell’Asia. Alcuni rari mercanti sono riusciti ad avviare gli scambi con i porti di Ceylon e fino alle foci del Mekong, dove trattano con dei principi Khmer. Quest’anno una spedizione particolarmente ben organizzata riesce ad arrivare ancora più lontano, nei porti del paese di Zhongguo per stabilire contatti diretti. Però, sfortunatamente per loro, arrivano su un territorio controllato dal Wu. L’usurpatore Sun Quan fa prigionieri i Romani per avere il maggior numero di informazioni possibile, ma non é interessato a ciò che propongono e li fa giustiziare come trafficanti. La via marittima diretta con il paese di Zhongguo non si svilupperà oltre. La via é troppo pericolosa e lontana per portare veri benefici.

227: Alessandro Severo riceve a Roma un’ambasciata Han inviata da Zhuge Liang (“Siugeliano” per i Romani) da parte del Figlio del Cielo Han Houshu Di (Anusiudio). É la prima grande ambasciata dai tempi di Marco Aurelio, giacché entrambi gli imperi sono caduti nel frattempo in gravissimi periodi di crisi. Tutto questo è visto dalle due parti come un segno di prosperità economica, di pace (le strade devono essere sicure per completare il viaggio) e di rinnovamento dei tempi. Tra le altre domande, Zhuge Liang esige che Roma blocchi i possibili trafficanti e mercenari romani che potrebbero entrare nel paese di Zhongguo come già era avvenuto.

228: vedendosi invecchiare, e non essendo più in grado di camminare, Zhuge Liang organizza lo Stato in previsione della sua futura morte e pone nei posti chiave degli ufficiali onesti e capaci che ha riunito attorno a sé negli anni precedenti. Moltiplica anche i consigli all’imperatore. Inizia a scrivere un trattato di politica dove analizza gli errori dei regni fallimentari degli imperatori Huan e Ling, proponendo delle soluzioni. La sua opera sarà poi introdotta negli esami di Stato e studiati accanto a Confucio.

229: Sun Quan, re di Wu, sovrano indipendente del Sud del paese di Zhongguo, si proclama imperatore e taglia gli ultimi contatti con Luoyang. Zhuge Liang organizza una spedizione militare contro il Sud e chiama a sé i principi e duchi dell’impero con le loro armate. É la prima volta che viene organizzata una mobilizzazione cosi vasta dalla riunificazione dell’impero, e mostra quanto l’anarchia é stata combattuta dai tempi disastrosi di Dong Zhuo. Però la condotta della guerra non permetterà una vittoria rapida, e si deve fare i conti con numerosi signori della guerra, che tornano spesso sulle loro terre.

230: Guerra Persiana. Ardashir I, Shah di Persia, erede di Ciro, Dario e Serse, Re dei Re, invia una lettera ad Alessandro Severo per rivendicare ufficialmente le terre dell’antico impero achemenide, sopratutto la Siria. Lo Shah invade di nuovo la Mesopotamia e la Media: negli ultimi anni era riuscito a riprendere il controllo di quasi tutta la provincia Han dell’Anxi, eccezion fatta per un corridoio lungo il mar Caspio, ed era arrivato fino alle frontiere del Daiyuan. Nel 232, dopo aver tentato di trovare una soluzione diplomatica alla guerra persiana, Alessandro Severo e i suoi generali sono finalmente pronti ad attaccare i Persiani in Mesopotamia. Lo Shah Ardhasir I é vinto nella battaglia di Nisibis, ma non é finita. Nell’Anxi Han una missione diplomatica romana convince gli Han a muoversi, con l’approvazione di Luoyang alcuni principi cinesi dello Xiyu si riuniscono per riconquistare il terreno perso da anni. I Persiani devono ormai combattere su due fronti, com’era accaduto ai Parti.

233: l'Impero di Daqin é di nuovo minacciato dai barbari. Dei popoli germanici hanno sfondato il limes dopo avere attraversato la provincia di Alemannia, bruciano le città e attaccano le legioni. L’imperatore stesso non può lasciare la guerra contro Ardashir mentre sta per entrare nel territorio metropolitano persiano. Il suo consiglio gli raccomanda allora di nominare un dux militare per quella guerra. Per paura di veder sorgere un’usurpazione, Alessandro Severo nomina un ufficiale di basso rango originario della Tracia, capace e salito di grade grazie alla forza della spada, Massimino. Il nuovo dux riunisce nelle sue mani tutti i poteri dei governatori delle zone in pericolo; la sua strategia si rivelerà un successo. Massimino respingerà i barbari e in capo a due anni riprenderà il controllo della provincia di Alemannia.

234: mentre segue la campagna militare contro il regno di Wu, campagna costosa e difficile, il cancelliere e primo ministro dell’impero, Zhuge Liang, si spegne, ucciso dal troppo lavoro senza prendersi cura di se stessi. Il Figlio del Cielo ordinerà poco dopo la costruzione di un tempio alla sua memoria preso la città di Baideng. Nei secoli seguenti Zhuge acquisterà una fama universale di genio, quasi divinizzato e più conosciuto degli imperatori che ha servito.

Statua monumentale di Zhuge Liang all’entrata del suo tempio funerario.

235: Alessandro Severo, ancora impegnato in Oriente, nomina Massimino il Trace dux dell’intera Germania con pieni poteri civili e militari, per governare ed estendere il suo territorio. Così si crea un vero feudo di Massimino, però non ereditario. Per impedire una possibile tentazione di usurpazione o di secessione Massimino deve accettare due funzionari nominati dall’imperatore e titolari dell’esame di Stato, Pupiano e Balbino. Però ovviamente questo non basterà e, approfittando della situazione, Massimino si proclama imperatore e marcia verso Roma. Alessandro Severo nomina allora cancelliere il governatore dell’Africa, con il compito di gestire la capitale in sua assenza e di opporsi a Massimino. Il cancelliere invia i suoi figli a lottare in Gallia, ma questi sono battuti.

236: Massimino é sconfitto, quando sta per entrare in Italia, dalle truppe del generale Valeriano. Valeriano ne sarà ricompensato con la carica di Massimino, dux di Germania. Alessandro Severo continua nella sua politica malgrado gli eventi. Cosi in pochi anni si crea una vera gerarchia amministrativa con ranghi progressivi e simboli del potere. Negli anni seguenti il sistema ducale si estenderà poco a poco a tutte le frontiere dell’impero.

238: lo Shah persiano Ardashir I muore mentre combatte le legioni che attaccano Susa. La città é presa, e ciò segna il crollo dell’effimero nuovo impero persiano. Alessandro Severo crea la provincia di Persia e si attribuisce il titolo di Persico. Prende poco dopo la città di Ecbatana, dove riceve gli inviati del Figlio del Cielo. L’imperatore definisce il confine romano-cinese e promette di non oltrepassarlo, lasciando agli Han il tempo di riconquistare la loro provincia di Anxi. É l’occasione per l’imperatore di parlare di commercio ma anche di amministrazione, non esita a chiedere una descrizione dell’amministrazione e dei ranghi dello Stato nel paese di Zhongguo.

240: Alessandro Severo riceve una seconda ambasciata cinese ad Antiochia. Gli Han chiedono con ancora maggior insistenza al Daqin di sorvegliare le sue frontiere e i suoi porti, per impedire che nel suo territorio penetrino avventurieri e banditi venuti dall’Occidente. Dall’epoca di Cao Cao i mercenari occidentali non sono spariti, e talvolta diventano banditi, sopratutto nella provincia di Daxia. Si trovano anche tra le truppe dell’impero Wu, e gli Han vietano il loro uso tra le truppe dei vassalli dell’imperatore. Sono spesso odiati nelle campagne. Alessandro Severo può solo giurare di fare degli sforzi, anche se non ha la soluzione del problema.

244: Di fronte alla resistenza che prosegue nella provincia di Persia, dove l’erede al trono persiano Shapur continua ad animare la guerriglia nelle montagne, l’imperatore nomina Filippo l’Arabo duca di Persia e di Media, con il compito di sorvegliare la frontiera e riportare l’ordine. Alla stessa maniera il generale Decio sarà nominato duca di Dacia nel 249 per respingere la minaccia gotica. Decio sarà particolarmente efficace e sconfiggerà i Goti nel 251, però senza allontanare totalmente il pericolo.

245: Incidente delle tombe Gaoping. Nel paese di Zhongguo la resistenza dell’impero di Wu e la vecchiaia del Figlio del Cielo ha visto crescere il favore e il potere di Sima Yi, generale, ministro della Difesa, maggior stratega dell’impero dopo la morte di Zhuge Liang. Il Figlio del Cielo ne fa il suo favorito e ascolta i suoi consigli benché sia un ex partigiano di Cao Cao. Quando l’imperatore e la sua corte vanno a presentare i loro rispetti all’imperatore defunto Zhaolie nel cimitero Gaoping, Sima Yi e le sue truppe prendono il controllo dell’intera città di Luoyang e del palazzo. Alcune guardie sono mandate ad accompagnare il Figlio del Cielo in tutta sicurezza nella sua camera, e ad arrestare tutti i rivali e i nemici di Sima Yi. In questa maniera Sima Yi si fa attribuire il titolo di Cancelliere imperiale e rinchiude l’imperatore nei suoi appartamenti. L'impresa é riuscita cosi facilmente che Sima Yi non ha difficoltà a far accettare il colpo di stato. Sima Yi appartiene alla vecchia nobiltà, é il lontano discendente dello storico Sima Qian, autore del "Shiji", la storia dei primi Han. Sima Yi stesso ne approfitterà poco: muore nel 251, e la sua carica é trasmessa immediatamente a suo figlio, Sima Shi, che si proclama allora Shehuangdi, reggente imperiale, con il pretesto che il Figlio del Cielo é malato e incapace di governare. Il Figlio del Cielo perde ogni potere politico e il suo potere é ormai limitato a un ruolo religioso, legittimando il potere dei reggenti. E l’inizio della dinastia dei reggenti Jin (nome preso dai Sima), che diventano quasi imperatori.

Il Figlio del Cielo Han Houshu Di, l’imperatore rinchiuso, come appare in un moderno manga nipponico

253: Il generale Valeriano, successore di Massimino come duca di Alemannia e di Germania, respinge i Franchi ed altri popoli Germanici che tentavano di penetrare il limes. Concede però ad alcune tribù di Franchi di entrare nell’impero a patto che si arruolino nel suo esercito, decisione poi confermata dalla cancelleria di Roma.

260: il duca di Persia Filippo l’rabo tenta di estendere l’impero per suo conto e attacca i territori di diversi clan nel cuore dell’Iran che sostengono spesso delle ribellioni in Persia, ma ufficialmente sono sotto protezione Han. Ciò provoca la reazione del marchese dell’Anxi a nome del Figlio del Cielo. A quest’occasione risale il primo scontro militare tra le truppe romane e dei soldati cinesi. Però i combattimenti degenerano e Filippo chiama in suo aiuto le legioni stanziate in Mesopotamia. È la prima guerra romano-cinese.

261: Le truppe romane sono sconfitte a Nisibis dall’esercito Han dello Xiyu. Sono state riunite le truppe della provincia di Anxi, di Daxia e del Kangju dirette da un generale mandato dal Figlio del Cielo. il paese di Zhongguo iniziava da anni a considerare il Daqin come una minaccia per colpa dell’arrivo nell’impero di avventurieri romani. Inoltre nessuno nel paese di Zhongguo ha dimenticato che é stato un Romano ad avere ucciso l’imperatore Xian Di. Durante la battaglia le legioni devono affrontare i cavalieri arcieri xiongnu dell’esercito Han, e sopratutto i reggimenti armati di balestre a ripetizione che spaccano scudi e armature di ogni tipo. Il duca Filippo l’Arabo muore nella battaglia. Questo provoca il panico nelle province orientali che vedono arrivare per la prima volta questi soldati strani, considerati talvolta come dei demoni. I governatori delle province si vedono disarmati dopo il disastro: solo Odenato, re di Palmira, vassallo di Roma, si mostra capace di riunire delle truppe per resistere contro l’avanzata nemica e ritardarla. Gli Han organizzano le terre conquistate nella provincia di Tiaozhi (Mesopotamia). Il generale Wuqiu Jian entra a Seleucia (ex Ctesifonte) e si insedia nell’antico palazzo dei re Parti, anche se trova disgustosa l’architettura locale.
Questi eventi sono contemporanei della ribellione delle Gallie che danno vita a una secessione sotto la guida del duca Postumo insieme alle province spagnole e britanniche. L’impero romano si riduce sempre più mentre un ictus lascia l’imperatore Alessandro Severo paralizzato sul suo letto. Il generale Gallieno, figlio di Valeriano, prende allora la direzione del governo e si fa nominare dal Senato Cesare e erede di Alessandro Severo. Davanti alla frammentazione dell’impero, Gallieno offre ai generali suoi fedeli la possibilità di costruirsi feudi come duchi.

262: nel paese di Zhongguo, il reggente imperiale Sima Shi muore, la dinastia dei reggenti prosegue con Sima Zhao; ciò non cambia granché la situazione politica, la famiglia Sima ha avuto l’intelligenza di non voler usurpare il trono, lavorando per la dinastia e il paese. La frammentazione feudale dell’impero permette anche al nuovo reggente di mobilitare le truppe del paese di Zhongguo contro l’impero di Wu mentre le armate dello Xiyu sono ancora impegnate nel Daqin, dove re Odenato é riuscito a respingere gli Han approfittando dell’ignoranza cinese del territorio, e cosi salvare Antiochia e la Siria. Sima Zhao avrà un « regno » breve: muore nel 265 lasciando il posto a suo fratello Sima Yan. L’impero ha ripreso molti territori ai Wu però senza vincerli definitivamente. Sima Yan prende una serie di misure per controbilanciare la potenza dei signori della guerra e rendere l’impero più fedele alla sua famiglia. Generalizza il sistema feudale creando i membri della sua vasta famiglia principi e duchi quasi indipendenti, ma legati al clan della reggenza che tiene sotto il suo controllo il Figlio del Cielo.

265: Seconda battaglia di Nisibis, un esercito romano-palmiriano riprende la principale fortezza di Mesopotamia grazie all’arte di poliorcetica dei Romani, ben superiore a quella degli Han. É il frutto delle capacità di Odenato, che ha ritardato e indebolito l’esercito cinese in una regione che quest’ultimo non conosce e dove la popolazione é ostile. A questo punto gli Han si ritirano della Mesopotamia ma continuano a lottare in Persia e in Media. Odenato, re di Palmira e amico di Roma, prende il controllo di tutto l’Oriente romano. Controllava gia i suoi eserciti e governa ormai queste province come un Augusto. Inizia trattative di pace con gli Han. Roma, già indebolita dalla secessione gallica, deve anche affrontare l’invasione della Dacia e della Marcomannia da parte dei Goti, che penetrano fino al Danubio ed entrano in Mesia.

268: Considerato responsabile della situazione, il Cesare Gallieno é assassinato dai suoi soldati. Il consiglio di governo che aiutava Alessandro Severo riprende la sua amministrazione ma non é l’ora dei senatori, occorre piuttosto l’imperatore o un buon generale, ma Alessandro Severo non si é mai ripreso della sua malattia ed é incapace di governare. Il consiglio ha presto delle difficoltà a farsi obbedire dagli altri duchi sulle frontiere.

270: il duca di Tracia Claudio sconfigge un’invasione gotica nella battaglia di Nissa. Il confine del Danubio é sempre più permeabile. Numerosi funzionari e senatori a Roma temono un generale vittorioso capace di usurpare il trono e sono felici di vedere Claudio morire poco tempo dopo. Però la morte non é venuta solo per lui, il corpo martoriato di Alessandro Severo, paralizzato da anni, finisce per riposare in pace. In assenza di figli suoi e per impedire una guerra civile, il consiglio di governo gli aveva presentato il suo candidato alla porpora. Poco prima di morire Alessandro Severo adotta dunque il generale Aureliano che diventa imperatore. Ordina subito la costruzione di una nuova cinta di mura attorno a Roma per proteggerla della minaccia barbarica e l’ampliamento del limes.
Lo stesso anno l’esercito imperiale Han conosce grandissimi successi con la conquista degli Stati indipendenti dei popoli Qiang e Xianbei, popoli non Han del paese di Zhongguo che non riconoscevano più l’autorità imperiale da quasi un secolo. Sono create delle province governate da un’élite con una forte apartheid. Il processo di discriminazione contro i non Han in generale cresce in tutto l’impero, con grande ritardo nelle province dello Xiyu dove gli Han sono la minoranza. Numerosi funzionari della corte chiedono l’espulsione dei popoli non Han, ma senza risultati.

271: Sempre con l’obiettivo di restaurare l’autorità imperiale sui popoli stranieri, Sima Yan sconfigge la ribellione xiongnu del Tarim diretta dal nobile Liu Meng. I capi xiongnu sono da secoli legati al clan imperiale e si considerano come i più nobili dell’impero. Il reggente lavora per ricordare loro chi ha il potere e che devono mostrarsi più umili. Le tribù nomadi sono vinte anche se le tribù più al Nord e le tribù xiongnu dell'Ovest sono ormai totalmente indipendenti e iniziano a muoversi, diventeranno più tardi i terribili Unni. Perciò Sima Yan ordina di terminare l’ampliamento della Grande Muraglia nello Xiyu, questa grande costruzione congiunge quasi senza interruzione il mar Caspio al mare di Cina. Lo stesso anno muore il Figlio del Cielo Han Houshu Di che non usciva da anni dal suo palazzo, eccezion fatta per guidare le ceremonie pubbliche. La sua mancanza di energia ha dato una nuova immagine alla funzione imperiale, quella dell’imperatore ritirato, promossa ovviamente dalla propaganda dei Sima. Gli succede suo figlio sotto il nome di Han Wu Di II (anziché dire Wu Di II generalmente si precisa "Wu Di degli Han finali" per segnare la distinzione con gli Han anteriori e gli Han posteriori): ancora un colpo della propaganda che vuole usare il ricordo glorioso di Wu Di e delle sue conquiste sui barbari.
Nel Daqin l’imperatore Aureliano, generale energico, si mette di persona alla testa delle legioni par respingere i barbari dalla zona danubiana. Anni di degrado avevano visto arrivare i popoli germanici fino alla Mesia e alla Rezia. Aureliano riorganizza le truppe locali e il comando sopra i duchi locali. L’offensiva gli permette di ripassare il Danubio e riconquistare le province di Dacia e Marcomannia, firmando dei trattati con i popoli locali. Inoltre Aureliano porta con sé i figli dei capi vinti per farli educare a Roma. Questa vittoria fornisce all’imperatore anche una nuova cavalleria, efficace e poco costosa. Però Aureliano decide di abbandonare la provincia di Alemannia, troppo difficile da riconquistare e da difendere.

272: Dopo aver reso sicuro il fronte danubiano, Aureliano si svolge contro il regno di Palmira, dove la regina Zenobia e suo figlio Vaballato si sono proclamati sovrani. Palmira é vinta dalle legioni che ricevono l’appoggio delle popolazioni locali e sopratutto della città di Emesa, il cui dio Sole avrebbe aiutato l’imperatore a vincere, secondo la sua versione. Però, come ringraziamento per avere salvato l’impero contro gli Han, Zenobia non é messa a morte, viene solo esiliata a Roma. Il Daqin riprende possesso come prima di tutte le province, eccezion fatta della Persia ancora in mano cinese, però Aureliano ha altri scopi più immediati. 

274: Battaglia dei Campi Catalaunici. Aureliano annienta le forze dell’impero gallico, e il suo sovrano Tetrico si arrende dietro la promessa di aver salva la vita. Le Gallie tornano rapidamente sotto il controllo di Roma. Aureliano prosegue per cacciare le bande di Franchi che avevano oltrepassato il Reno. Aureliano, in cinque anni, ha riunificato il Daqin: è chiamato Restitutor Orbis. Si fa avanti nelle élite di funzionari e soldati l'idea che l’impero romano formi un paese unico e indivisibile sotto la guida del suo imperatore. Questo diventa presto il perno della propaganda di Aureliano.

275: Essendo migliorata la situazione militare, Aureliano inizia a riformare l’amministrazione a Roma, dove molti si erano lasciati corrompere dai tempi della frammentazione. La lotta contro la corruzione e le clientele é difficile e provoca anche momenti di ribellione a Roma, ma l’imperatore controlla le forze armate e può sistemare il problema. La situazione é però tesa e Aureliano sfugge di poco a un tentativo di assassinarlo presso Bisanzio, mentre riunisce le legioni per marciare contro gli Han.

276: Assedio di Susa. Aureliano lotta contro le truppe Han lasciate in Persia. In verità gli Han avevano poco a poco perso interesse per l’Occidente, e l’effimera provincia di Tiaozhi si limitava da cinque anni al suo porto di Apologo. Le truppe sul posto erano quelle del duca dell’Anxi più qualche reparto imperiale. I Romani, tornati in forze, erano superiori in numero e in motivazione. La loro arte dell’assedio aveva ancora fatto meraviglie. Ovviamente le balestre a ripetizione facevano ancora moltissimi morti, ma cominciavano ad essere copiate dai Romani. Il loro uso si diffonderà presto e in dieci anni si vedranno formarsi dei reparti armati di balestre anche sul fronte danubiano.

277: Sima Yan, reggente del paese di Zhongguo, invia una missione diplomatica per negoziare una pace con l’altro impero. I due imperi si mettono d’accordo per tornare a uno statu quo ante bellum. La Persia e la Media tornano ai Romani, Aureliano non poteva abbandonare queste province. In cambio promette di organizzare un esercito di frontiera, destinato a impedire agli stranieri di entrare nel paese di Zhongguo. Il confine é ben delimitato e sorvegliato da fortezze dalle due parti. Gli Han conservano però Ecbatana e dei vantaggi commerciali nei porti.

278: Aureliano avvia una serie di riforme politiche e religiose. Il potere dei funzionari é ridotto e posto severamente sotto il controllo imperiale, la carica di cancelliere é abolita. La persona dell’imperatore diventa sacra, e regna per grazia del Dio Sole. Aureliano si attribuisce ormai il titolo di Figlio del Cielo, e spiega il favore degli déi con una teoria vicina di quella del Mandato degli Déi conosciuto in Cina. Cosi Aureliano spera di mettersi al sicuro dalle usurpazioni. Prova anche a eliminare il potere dei duchi dell’epoca severiana, mette al loro posto dei duchi deboli o fedeli e vieta formalmente la trasmissione ereditaria di questo titolo, com’era successo durante l’anarchia.

279: Aureliano invia delle missioni nei porti indiani dove la presenza romana era sparita durante gli ultimi anni. Un curatore nominato dall’imperatore si insedia nei porti di Stratoneia e Chennai per proteggere e controllare i cittadini romani e comprare una parte dei beni in nome dell’imperatore stesso per il suo benessere, per fare benefici o per ricompensare i suoi fedeli.

280: Malgrado i suoi sforzi per stabilizzare le sue relazioni con il Senato, l’imperatore Aureliano viene infine assassinato da una congiura di palazzo. Lo scandalo é grandissimo giacché il Figlio del Sole era popolarissimo. I senatori e la classe dei funzionari sono accusati del delitto e devono accettare di essere protetti dal nuovo imperatore, Probo, generale e amico di Aureliano. La sua posizione gli permette di prendere il controllo dell’esercito. Anche se non era l’erede di Aureliano, gli rende tutti gli omaggi e si inserisce nella dinastia severiana (che ufficialmente prosegue, anche se non c'è più un Severo vivo). Probo continua la politica di Aureliano di cui era fedelissimo, e si attribuisce lui pure il titolo di Figlio del Sole. La sua posizione di forza gli permette di purgare il Senato e pacificare i suoi rapporti con la cancelleria imperiale e la sua fazione di amministratori. Il suo grande problema sarà però quello di stabilizzare i conti. L’esercito e la difesa dell’impero sono diventati talmente importanti che le casse sono vuote. 
Nel paese di Zhongguo avviene il primo ordine ufficiale di espulsione di massa dei popoli barbari. L’ordine é limitato agli Xiongnu, anche se sinizzati, nel Nord del paese di Zhongguo: questo rappresenta almeno un milione di persone. Sono considerati pericolosi, il loro modo di vita nomade danneggia le strutture agricole creando tensioni con i contadini Han che spesso lasciano le loro terre, provocando una desertificazione umana del Nord. Ovviamente l’ordine si accompagna a violenze e ribellioni. Lo stesso anno le truppe imperiali, aiutate dal tradimento e dalla corruzione, riescono finalmente a riconquistare il Sud della Cina. Crollo dell’impero Wu. Il reggente Sima Yan riesce rapidamente a prendere il controllo del Sud della Cina cambiando tutti gli ufficiali e i governatori del paese. Inoltre Sima Yan estende ancora l’impero: il paese indipendente di Jiang, ex provincia Han, alla frontiera del Vietnam attuale, si sottomette volontariamente alla dominazione di Luoyang (era sicuro che non avevano i mezzi per impedirlo).

282: Riforme economiche di Probo. L’imperatore vuole lottare contro la desertificazione di certe province stanziando dei popoli barbarici pacifici sulle terre agricole. Compra anche un grande numero di schiavi per realizzare vasti programmi di sviluppo, come asciugare certe paludi. Ovviamente tutto questo costa tantissimo e l’imperatore decide di prendere l’oro dov’é. Proclama ormai che tutto il commercio con la Serica sarà un monopolio di Stato, sopratutto per la seta, le spezie, gli animali esotici, le piante da tintura, il chai (tè) e l’avorio. Degli agenti dello Stato sono spediti per controllare tutti i porti e punire duramente i trafficanti. Così i benefici del commercio straniero vanno direttamente nelle casse dello Stato, anche se questi benefici si rivelano inferiori al previsto. Nel commercio romano-cinese la bilancia favorisce gli Han, che vendono prodotti di lusso mentre Roma compra ben di più. Probo e i suoi successori dovranno limitare le importazioni e tenteranno di aumentare le esportazioni, ma gli Han erano poco interessati al vino occidentale e ai loro tessuti (anche se vetro, corallo, olio e stranamente anche il garum avevano un grande successo).

284: Morte di Probo, una breve lotta tra generali porta al potere l’Illirico Diocleziano. Il nuovo imperatore ha intenzione di farla finita con la successione di imperatori soldati e di stabilizzare l’impero; per questo riprende una buona parte dell’eredità di Aureliano per conto suo. Convinto che l’impero non può essere governato da un uomo solo, nel 286 egli sceglie Massimiano come coimperatore.
Lo stesso anno la corte di Luoyang riceve un’ambasciata romana da parte del defunto Probo. La missione diplomatica tenta sopratutto di firmare un accordo economico per far accettare nei porti del paese di Zhongguo il monopolio di Stato romano e degli agenti del Daqin per sorvegliare la presenza di trafficanti. Portano altri immensi doni per il Figlio del Cielo e il suo reggente imperiale, ma sono ricevuti con freddezza. La corte non apprezza questi barbari che vengono a negoziare senza riconoscersi inferiori e vassalli. Nessun trattato é firmato, e questa sarà l’ultima missione diplomatiac tra i due imperi per lunghissimo tempo.

290: A Luoyang si spegne Wu Di II, secondo imperatore rinchiuso. Suo figlio sale sul trono imperiale come Han Hui Di II. Il nuovo Figlio del Cielo, come suo padre, rimane nel suo palazzo, occupandosi di religione, di poesia e delle sue concubine. Il reggente Sima Yan è morto l’anno precedente, lasciando il potere a suo fratello. Sima Liang é nominato al posto del figlio di Sima Yan, mentalmente incapace, e diventa reggente imperiale. Per assicurare il suo governo malgrado i rivali si associa con il generale Yang Jun e sposa la potente vedova di Sima Yan. In questo modo formano un vero triumvirato capace di competere con i numerosi e ambiziosi rivali del clan Sima.

(Questo permette di evitare le sanguinose « guerre degli otto principi » che hanno messo l’impero a ferro e fuoco e provocato la sua scomparsa)

293: Instaurazione della Tetrarchia. Diocleziano instaura un nuovo regime quadripartito dove due Augusti governano insieme a due Cesari, loro eredi. Questo é un modo di dividere gli sforzi, però Diocleziano e Galerio, che governano l’Oriente, sono favoriti. Dalla sparizione dei Parti e poi dei Sasanidi il fronte orientale é pacifico. Ancora di più dopo la pace con i Cinesi e il vantaggioso commercio. Purtroppo l’Oriente non condivide i benefici con l’Occidente. Diocleziano prosegue nella sacralizzazione della persona imperiale, considera se stesso come l’imperatore erede di Giove, mentre Massimiano sarebbe l’erede di Ercole. Si pronuncia contro le dottrine confuciane, sopratutto l’idea che un’unica dinastia dovrebbe governare, anche se apprezza la formazione di una vasta amministrazione che si moltiplica con le diverse corti, creando vere capitali secondarie. Diocleziano inizia anche le persecuzioni contro i cristiani, sempre più diffusi, e i buddisti, che formano solo una piccola comunità, ma sono colpevoli di essere stranieri e di promuovere la non violenza.

296: Le ribellioni xiongnu si moltiplicano nel Tarim e nel Nord del paese di Zhongguo. La tradizionale alleanza tra nomadi e Han si scioglie davanti al progressivo apartheid contro gli Xiongnu, anche se sinizzati da secoli e legati alle maggiori famiglie dell’impero.

298: Galerio sconfigge la secessione persiana diretta da re Narseh. Ne approfitta per negoziare trattati direttamente con il principe cinese dell’Anxi (Cina), sopratutto per la sorveglianza delle vie delle carovane.

300: Una chiesa viene costruita a Samarcanda dove il culto cristiano é tollerato, anche se ciò non avviene dappertutto. Lo Shendu conosce una vera comunità organizzata in vescovadi, come il Daxia, ma i cristiani sono pochissimi nel Daiyuan, mal visti nell’Anxia zoroastriano e rappresentano ancora una curiosità nella maggior parte del paese di Zhongguo.

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Quarta parte: i due imperi si allontanano (IV-V secolo)

304: Ribellione di Liu Yuan, capo di una tribù xiongnu. Liu Yuan prende il controllo della provincia dell’attuale Beijing; ma, al contrario delle altre ribellioni xiongnu, Liu Yuan secese e dichiara di voler restaurare la vera e unica dinastia Han. Effettivamente Liu Yuan é il discendente di una principessa Han e di un potente capo xiongnu. La sua ambizione imperiale e la sua secessione ne fanno subito un pericolo per la legittimità dei Sima, mentre le lotte di palazzo hanno gia indebolito il regime Jin, Sima Liang stesso é morto rovesciato dalle congiure tra principi, per il momento il governo é tra le mani di Sima Yue, che ha avvelenato il suo predecessore. Liu Yuan riunisce presto le speranze e gli sforzi degli Xiongnu sinizzati e degli oppositori ai Sima. Il governo di Luoyang ordina subito una vasta mobilizzazione per abbattere Liu Yuan. I Sima devono però ancora sistemare i conti con diversi principi che si erano dichiarati a favore di Liu Yuan. L’usurpatore provoca anche la chiusura della Via della Seta, conquistando una parte del Tarim per aiutare i suoi fratelli e danneggiare il tesoro imperiale. Le province dello Xiyu, interessate ai loro affari interni tra principi, non reagiscono.

305: Dopo venti anni di potere e di stabilità, Diocleziano mette alla prova il suo sistema. Abdica volontariamente, costringendo Massimiano a fare lo stesso, e cede il posto agli Augusti Costanzo e Galerio, che si scelgono nuovi Cesari. Il sistema della Tetrarchia non funziona e appena un anno dopo Costantino, figlio di Costanzo, si ribella per avere la sua parte d’eredità. A Roma, Massenzio, figlio di Massimiano, fa lo stesso. Il Daqin ricade nella guerra civile.

307: Morte dell’imperatore Hui Di II a Luoyang. Sima Yue é ucciso dal nuovo reggente Sima Chi, giovane e più energico. Sale sul trono l’imperatore rinchiuso Han Huai Di. Liu Yuan si proclama ufficialmente imperatore Guangwen Di degli Han. Il suo regno sarà breve (muore nel 310), ma i suoi successori riescono a mantenere l’unità e la forza dell’impero nomade sinizzato del Nord contro le armate imperiali, che non riescono a riunire forze sufficienti. Gli altri principi aspettano di vedere cosa avviene e se potranno distruggere i Sima in caso di sconfitta.

310: Nel Daqin é creata una nuova forte moneta d’oro, il solido, da usare per il grande commercio con la Cina e per gli scambi interni all’impero. Si tenta una politica destinata a impedire alle riserve d’oro di partire verso l'Estremo Oriente, ma senza risultati: la bilancia é ancora in favore dei Cinesi.

Ricostituzione incompleta di Luoyang sotto la reggenza dei Sima prima del 311

311: L’impossibile avviene. Le truppe nomadi dell’impero Han del Nord sorprendono le difese cinesi e avanzano profondamente nel paese di Zhongguo. Riescono ad attaccare la capitale Luoyang che viene bruciata benché finora non fosse mai caduta in mani non cinesi, e che era famosa per essere impossibile da prendere con le sue porte gigantesche . Ma l'insufficienza delle guardie e un’atmosfera di sconfitta hanno permesso la sua fine. Il Figlio del Cielo stesso era già stato messo in salvo a Chang’An, ma il reggente imperiale Sima Chi é fatto prigioniero dagli Xiongnu. Questi ultimi sperano che l’impero pagherà una fortuna per lui, ma egli é stato presto dimenticato a favore di un nuovo reggente e sarà messo a morte dopo anni di negoziazioni. Gli Han del Nord in gran parte xiongnu approfittano degli loro successi, e riuniscono con loro molti popoli oppressi come gli Xianbei, ma altri Xiongnu, come la famiglia Tuoba, preferiscono lottare per i Sima. La piccola comunità cristiana di Luoyang sparisce nelle ceneri della capitale.

La gigantesca porta Hu Lao di Luoyang come appare
oggi, punto nevralgico della difesa dalle capitale.

312: È decisamente un'epoca di decadenza: anche Roma a suo volta é presa. La città eterna cade nelle mani di Costantino dopo la battaglia del Ponte Milvio che vede la morte dell’usurpatore Massenzio. Costantino prende il controllo di tutto l’Occidente romano. È un imperatore molto diverso da Diocleziano: vuole fondare una dinastia, favorisce i confuciani perché fedeli alla sua maniera di vedere lo stato, e inoltre é favorevole ai cristiani ormai numerosi nell’impero (sua madre Sant'Elena era cristiana).

318: L’impossibile si ripete un'altra volta. Chang’An era ben troppo vicina agli Han del Nord e viene anche lei presa e bruciata dai nomadi con la stessa strategia. L’imperatore Han Min Di (é cambiato nel fratetmpo) é stato messo al sicuro altrove. La città di Jiankang (la moderna Nanjing) diventa la capitale di una dinastia fantoccia e di una reggenza sempre più debole. Il reggente Sima Ye ha conosciuto lp stesso destino del suo predecessore: catturato difendendo la capitale, é stato portato via come ostaggio dai nomadi per essere scambiato, ma nessuno nell’impero ha voluto pagare per lui e finisce strangolato. A Jiankang la dinastia Sima, ormai assai ridotta, sopravvive però con l’energia disperata di Sima Rui. Il paese di Zhongguo ufficiale non é più in grado di combattere contro i nomadi, l’esodo degli Han del Nord verso il Sud provoca una vasta anarchia, non ci sono più contatti con le province dello Xiyu. Gli Han del Nord insediano la loro capitale a Chang’An. Sima Rui non combatte più gli Han del Nord perché deve combattere prima i diversi principati e Stati feudali dell’impero, che vogliono prendere il posto dei Sima. Contro ogni previsione, Sima Ye riesce a mantenere un governo imperiale, anche se con poteri e influenza ridotta. È l’inizio del periodo feudale del paese di Zhongguo.

319: appena vittoriosi, gli Han del Nord iniziano a disputarsi i resti dell’impero. Il generale autore di tutte le vittorie dei nomadi, il principe di Zhao, si ribelle contro il suo imperatore e prende la città di Chang’An. Il Nord del paese di Zhongguo si divide ormai in due Stati. Il resto dell’impero della dinastia Han del Nord conosce le secessioni dei diversi popoli vittoriosi. La guerra tra i due rivali impedisce agli Han del Nord di assestare il colpo di grazia a governo dei Sima. Il regno di Zhao cadrà anche lui nell’anarchia alla morte del suo fondatore nel 333.

320: Nel cuore dell’India nasce la dinastia gupta del regno di Magadha. Presto questi nuovi arrivati si lanciano alla conquista e all’unificazione dell’India. Re Chandragupta I riunifica la valle del Gange e sconfigge il regno del Sud, prendendo il controllo dei porti del Kerala. Ovviamente il crollo dell’impero paralizza il principato cinese di Shendu e impedisce all’armata locale di reagire alla creazione di uo regno così pericoloso alle sue frontiere.

322: Battaglia di Jiankang. Sima Rui riesce a sconfiggere il suo nemico, il generale Wang, con l’aiuto dei principi feudali dell’impero, e a conservare la guardia dell’imperatore Yuan Di. Sima Rui deve però pagare il sostegno della nobiltà meridionale e diventa una sorta di primus inter pares con gli altri principi. La sua autorità si riduce in confronto ai poteri locali feudali che conservano ormai per loro le tasse, possono condurre le proprie guerre personali e si trasmettono i loro territori di maniera dinastica.

324: Battaglia di Crisopoli. Costantino sconfigge l’imperatore d’Oriente Licinio e riunifica il Daqin sotto la sua dinastia. Costantino ha abolito le persecuzioni contro i cristiani e i buddisti. Restaura l’unità dell’impero anche se conserva le amministrazioni delle capitali secondarie. Decide infatti di cambiare di capitale e sceglie la città di Bisanzio, più facile da difendere, nel cuore della produzione di ricchezze e lungo le vie di comunicazione con Occidente e Oriente. L’anno seguente l’unico imperatore riunisce a Nicea il Concilio delle diverse chiese cristiane, che ricevono l’ordine di mettersi d’accordo e di unificare la loro dottrina religiosa. Nasce cosi una Chiesa ufficiale ortodossa con poteri giudiziari contro gli eventuali eretici.

329: Appena dieci anni dopo il suo trionfo, l’impero degli Han del Nord crolla sotto i colpi di Shi Le, principe di Zhao. Shi Le era il migliore generale dell’impero e l'autore della presa di Luoyang e di Chang’An, era un puro Han che serviva per fedeltà personale la famiglia Liu. Però i suoi maestri erano degli xiongnu, anche se sinizzati erano barbari. Il principe di Zhao rappresenta dunque una reazione etnica Han contro il dominatore barbaro del Nord. Shi Le si proclama imperatore creando una nuova potenza egemonica nel Nord ancora peggiore della precedente. Lo Zhao é infatti nient’altro che una tirannia militare brutale, che si fa obbedire nelle campagne con la forza della spada. Shi Le lancia delle operazioni militari nel Tarim per farsi riconoscere imperatore dalle province dello Xiyu, ma sarà vinto da una coalizione xiongnu-Kangju. Le province occidentali erano già organizzate in maniera autonoma e continuano a vivere divise tra loro, talvolta alleate, generalmente in pace.

330: Costantino inaugura con una grande cerimonia la nuova capitale del Daqin, Bisanzio, ribattezzata Costantinopoli, la Nuova Roma. Nel paese di Zhongguo, per deformazione, il nuovo Augusto é conosciuto sotto il nome di re Gongsitânding, e la nuova città é chiamata negli archivi Fulin. Nella stessa epoca Costantino abolisce il titolo di dux e riforma l’esercito per una difesa delle frontiere più efficace, senza facilitare le usurpazioni. L’amministrazione é restaurata ma senza cancelliere, l’imperatore diventa l’unico capo dei servizi del Stato senza ministri: a questo punto Roma perde la maggior parte dei suoi funzionari e diventa un centro di potere di rango medio. L’Augusto restaura anche gli esami di Stato, ma riduce i candidati possibili alla classe equestre, i senatori dovranno rimanere fuori dai posti di governo. Le antiche cariche elettive nell’impero diventano poco a poco posti di funzionari attribuiti dall’imperatore secondo la carriera.

Testa dell’imperatore di Daqin Gongsitanding Di,
alias l'imperatore di Roma Costantino I il grande

332: la riunificazione dell’impero si accompagna ad una restaurazione della sua potenza alle frontiere: il figlio di Costantino guida un esercito che sconfigge duramente i Goti, migliaia di essi muoiono. Questi devono firmare trattati di alleanza, ed in cambio possono insediarsi nelle province oltre il Danubio per assicurarne la difesa.

335: in India, il figlio di Chandragupta, Samudragupta, unifica la maggior parte dell’Nord e del Centro dell’India sotto la dominazione dei Gupta. Il porto di Chennai é preso ma continua le sue attività commerciali senza problemi. Qualche anno dopo Costantino negozierà con i Gupta le condizioni del commercio, cioè il monopolio dell’imperatore e la lotta contro i trafficanti. Samudragupta é salutato dai testi come « re dell’India ». I Gupta iniziano a fare pressione sul regno indipendente dello Shendu. Costantino negozia anche la protezione dei cristiani di Chennai da parte dei Gupta, che si mostrano tolleranti e accettano la costruzione di chiese e il culto libero. Una chiesa sarà poi costruita a Pataliputra, la capitale dell’impero.

337: Morte di Costantino il Grande, riunificatore dell’impero. Poco prima di morire si fa battezzare. In pochi anni era riuscito ad imporre il cristianesimo come un pillastro dello Stato. La Chiesa si é vista affidare compiti giudiziari e i vescovi sono ormai persone di potere più o meno legate all’amministrazione. Costantino ha voluto riprendere le idee di Aureliano in senso cristiano: l’imperatore deve essere il capo della Chiesa cristiana, luogotenente di Dio sulla Terra e oggetto di fedeltà da parte dei cristiani. Costantino aveva la possibilità di scegliere il suo erede tra i suoi tre figli, poteva anche dare una parte dell’impero a ciascuno ma la devozione non era più motivata dalla difesa dell’impero e l’idea che lo Stato doveva rimanere unito era ormai ben impiantata nelle menti. Di conseguenza Costantino decide di nominare Augusto suo figlio Costantino II per creare una vera dinastia dove il primogenito eredita il trono (idea sua biblica che confuciana). I fratelli Costante e Costanzo sono creati principi con un vasto territorio da governare in nome dell’imperatore, Costante nel Nord delle Gallie e Costanzo in Mesopotamia e Persia. Ovviamente questo crea delle gelosie e Costante si ribellerà nel 340, morendo in battaglia ad Aquileia. L’impero rimane unito.

341: Avvengono vaste persecuzioni contro i cristiani nei regni cinesi indipendenti di Anxi e Shendu, dove sono visti come agenti stranieri e nemici delle dinastie locali. La chiesa di Taxila é distrutta, ciò permette ai Gupta di invadere lo Shendu con il pretesto di proteggere i cristiani. Questo provoca anche tensioni con l’impero romano. Durante i dieci anni seguenti, lo Shendu e i suoi alleati dello Xiyu e del Magadha combatteranno in diverse piccole campagne attorno all’Indo senza ottenere grandi risultati, a parte danneggiare le attività commerciali. 

348: Costanzo, principe di Persia e di Mesopotamia, invade l’Anxi cinese. Vuole diventare un conquistatore e impedire le persecuzioni anticristiane. Ma in una grande battaglia Costanzo é vinto. L’Anxi é ormai isolato dal paese di Zhongguo, ma le sue armate persiane-Han sono efficaci lo stesso e le balestre a ripetizione sono ancora a quest'epoca più numerose nelle loro armate che tra i Romani. Inoltre una nuova invenzione, copiata dai nomadi xiongnu, inizia a diffondersi nel mondo cinese: la staffa, che conferisce una grandissima superiorità alla cavalleria cinese. I Romani saranno piuttosto lenti ad imitare quest’oggetto. Costanzo perde così la Persia e deve affrontare l’avanzata cinese. Questa non sarà però considerata come una guerra romano-cinese ma come una guerra persiana. Roma continua comunque a ricevere i benefici del commercio con l’Oriente attraverso i porti del regno Gupta, la via nomade del Nord é però bloccata dai popoli locali, diventati aggressivi dopo la fine del controllo cinese.
La provincia dell’Anxi era diventata da trent'anni un vero regno indipendente sotto la dinastia fondata dal suo governatore ai tempi della presa di Chang’An. Questa provincia é diversa dalle altre perché si proclama apertamente indipendente e ha iniziato un vero sincretismo di cultura Han, partica e persiana. La sua religione mescola zoroastrismo e confucianesimo, al quale si aggiunge il neonato manicheismo. I suoi sovrani sono ambiziosi e, benché governiano alla maniera Han, avendo ricreato un’amministrazione, una cancelleria e un palazzo cinese nella loro capitale, riprendono la propaganda e l’ideologia degli antichi imperi locali. Così hanno già annesso la provincia vicina di Lixuan (Ircania), perché faceva parte dell’impero partico.

349: Sotto il regno del Figlio di Dio Mu Di crolla il principato Zhao nelle guerre civili dopo la morte del suo fondatore. Finalmente la nobiltà del paese preferisce dichiararsi vassalla della corte di Jiankang e dei reggenti Sima. Spesso i diversi signori locali preferiscono un governo lontano a un tiranno vicino. In questa maniera indiretta il paese di Zhongguo riprende piede nel Nord dell’impero, ma non il potere di ordinare qualsiasi cosa alla sua nobiltà locale, come può solo mobilitare le sue forze senza contare sul resto del paese. Alla stessa maniera il regno di Qin nel Gansu riconosce la supremazia teorica di Jiankang, dopo aver preso il bacino del Tarim. Questo riunifica teoricamente l’impero, anche se il regno di Yan nel Sud rimane apertamente indipendente.

350: Malgrado le persecuzioni, o piuttosto grazie alle persecuzioni, un gruppo di cristiani Han del Daxia inizia a tradurre la Bibbia in cinese e in sogdiano. Questo faciliterà la sua diffusione mentre prima rimaneva un testo scritto in una lingua straniera e disprezzata. 
Nella stessa epoca i movimenti di popolazione nomadi hanno cambiato totalmente l’organizzazione secolare del Nord del paese di Zhongguo. Gli Xiongnu dell’Ovest, tra il mare di Aral e il regno di Wusun, formano ormai un gruppo ben più aggressivo chiamato Yeta dagli archivi cinesi. Questi Yeta saranno poi chiamati Unni in Occidente. Gli Yeta (Unni Bianchi) iniziano dunque a muoversi verso le ricche terre e città dello Xiyu indipendente, essendo stati chiamati dal re dell’Anxi per lottare con lui contro il regno di Kangju.

353: Morte di Costantino II: suo fratello Costanzo II, suo unico erede, sale sul trono del Daqin. Presto Costanzo II riesce a sconfiggere gli eventuali rivali. La dinastia costantiniana é ormai ben consolidata. Però il nuovo imperatore avrà molto da fare quando nel 355 una vasta invasione di Alamanni e di Franchi oltrepassa il Reno e saccheggia le Gallie.

357: Costanzo II invia suo cugino Giuliano nelle Gallie per respingere i barbari. L’impero é ancora impegnato contro l’Anxi, e dunque le sue risorse in uomini sono più scarse, ma Giuliano riesce comunque a riportare l’ordine nelle province e a fare ripassare il Reno al nemico. Giuliano é nominato Cesare.

359: La situazione in Oriente si aggrava e Costanzo II non riesce ad impedire l’avanzata persiana: i sino-persiani ricreano la provincia di Tiaozhi (Mesopotamia) e minacciano la Siria. Però Costanzo II é più preoccupato per via di suo cugino che si é proclamato imperatore in Occidente. Giuliano tenta di moderare la politica pro-cristiana dei suoi predecessori ma fallirà, segno della cristianizzazione massiccia del Daqin.

361: Costanzo II, dopo lunghe esitazioni, marcia contro Giuliano ma muore durante viaggio; ha però il tempo di riconoscere Giuliano come suo successore legittimo, evitando cosi una guerra civile. Il regno di Giuliano sarà però breve: é vittorioso nel 363 e riprende tutta la Mesopotamia, però é ucciso sotto le mura di Susa. L’esercito porta allora al potere Gioviano. Il nuovo Augusto firma in fretta un trattato di pace umiliante dove concede ai Sino-persiani le province di Persia e di Media, e deve offrire aiuti contro la minaccia degli Alani nel Nord. La pace é conclusa per trent’anni. Questa pace sarà rispettata e aprirà un periodo di collaborazione, anche se i Romani sono sostanzialmente umiliati.
Nel paese di Zhongguo il governo imperiale riprende finalmente il controllo dell’antica capitale Luoyang contro il signore della guerra che la occupava, però la zona rimane troppo vicina all’impero del Nord, malgrado le richieste dell’imperatore rinchiuso Ai Di II. Nella stessa epoca un’ambasciata imperiale inviata nel Tarim e nello Xiyu ottiene la sottomissione teorica delle province e tribù locali, che affermano di non essere mai uscite dall’impero. Jiankang può proclamare la riunificazione del paese di Zhongguo senza cambiare un granché della frammentazione del potere. Eccezione notevole, il regno di Anxi é l’unico ad avere respinto i messaggeri imperiali. Il re dell’Anxi si proclama anche imperatore sotto il nome di Anxi Wu Di, imperatore Wu dell’Anxi.

364: Ovviamente la fine della dinastia costantiniana provoca lotte di successione, e Gioviano non ce la fa. Sarà il generale Valentiniano I, nominato dall’esercito in Pannonia, che riuscirà ad ottenere il potere. Per aiutarlo nella presa dell’impero nomina subito suo fratello Valente principe, e lo invia in Oriente a sistemare le cose dopo la pace con l’Anxi. Valentiniano avrà dunque le mani libere, ricevendo di nuovo i benefici dell’Oriente per mobilitare le legioni in Europa e sconfiggere un'altra volta gli Alamanni e poi i Goti sul Danubio. 
A Jiankang muore tra grandi sofferenze il Figlio del Cielo Ai Di, dopo essersi avvelenato. L’imperatore, come tanti prima di lui, era ossessionato dalla ricerca dell’immortalità secondo le idee taoiste. L’imperatore preparava da solo le sue proprie pillole e ne muore.

375: Valentiano I muore di apoplessia dopo un regno turbolento. Lascia il potere a suo figlio di 5 anni Valentiniano II sotto la reggenza dell’altro figlio dell’Augusto, Graziano. Valente si vede affidare la reggenza per le province orientali. 
Lo stesso anno gli Unni avanzano in Ucraina e annientano il regno ostrogoto. La crudeltà e la forza degli cavalieri unni provoca un vero esodo degli popoli gotici che si muovono verso il Sud per scappare davanti al pericolo, contro l’impero romano.

378: Battaglia di Adrianopoli. L’invasione, o piuttosto il massiccio esodo dei Goti nell’impero romano, é un colpo durissimo per quest'ultimo. Le province oltre il Danubio sono perse e i barbari sono avanzati attraverso la Mesia e la Tracia con grande rapidità. Però ad Adrianopoli Valente riesce a malapena a respingerli usando le balestre e una cavalleria con staffe che finalmente l’Anxi ha venduto ai Romani. La superiorità tecnica romana da sola é riuscita a impedire il crollo dell’esercito, ma questo non sistema il problema di questi popoli rifugiati. Inoltre il valoroso Valente ha trovato la morte durante la battaglia, e la situazione é gestita ad interim dal generale Teodosio. A nome di Graziano e Valentiniano II, egli conclude una pace rapida. Alla fine Graziano decide di insediare i Goti nelle province di Oltre Danubio, che rimangono ufficialmente nell’impero ma diventano nei fatti dei regni satelliti. I Goti giurano di rimanere vassalli di Roma, di difendere le loro frontiere insieme alle legioni e di non attaccare le città delle province affidate né i loro cittadini.

379: Teodosio si vede offrire il posto di Valente come protettore e reggente dell’Oriente per Valentiniano II.
Negli regni dello Xiyusi spegne il grande studioso e calligrafo Wang Xizhi . Gli Han sono consapevoli da secoli dell’efficacia del sistema alfabetico dei Greci e dei Romani, meno intellettuale, più rapido, più semplice. L’alfabeto greco era stato usato ufficialmente alla corte degli Han e nelle province dello Xiyu per scrivere il cinese, anche se non era penetrato oltre. I lunghi anni di studio di Wang Xizhi gli hanno lasciato il tempo di creare un nuovo sistema di scrittura. Ovviamente non é in questione l'abbandono della scrittura ideografica tradizionale dei cinesi, ma accanto ad essa sviluppa una scrittura corsiva sillabale propriamente cinese con meno segni, pronunciando i suoni (certi segni sono imitati a adattati dal greco). Questa scrittura, detta pinyin, é più facile da scrivere e completa perfettamente la scrittura tradizionale (al punto che spesso la forma pinyin scritta accanto permette di tradurre meglio gli ideogrammi). Accanto a questo, il Maestro Wang aggiunge l’alfabeto greco per scrivere i nomi e le idee straniere senza dover adattare, spesso male, la scrittura tradizionale. Questo sistema rappresenta una vera rivoluzione e verrà progressivamente adottato da tutte le cancellerie, e poi dagli cittadini colti e dall’insieme degli abitanti del paese di Zhongguo, facilitando l’alfabetizazzione della popolazione e la trasmissione delle idee.

Rappresentazione del saggio Wang Xizhi,
maestro della calligrafia e della pittura cinese

(Questo sistema é malamente ispirato al sistema giapponese con le sue tre scritture, i kanji tradizionali, il sillabario hiaragana e i katakana)

381: l’imperatore Xiaowu Di inizia a studiare i sutra buddisti e introduce questa religione nelle élite del paese di Zhongguo.

383: Graziano é assassinato da un usurpatore in Gallia. Il cordoglio é grande perché la pace e le vittorie avevano reso Graziano assai popolare. L’usurpatore Massimo non riesce a imporsi, ed é vinto e ucciso da Teodosio nel 385. Teodosio é nominato reggente di Valentiniano II, che ha ormai 13 anni.

392: Dopo la morte a 22 anni di Valentiniano II, il reggente Teodosio si proclama Augusto e unico sovrano dell’impero. Per aiutarlo nel suo governo, eleva diversi amici ma anche dei possibili nemici ai posti di governo, sopratutto per la difesa dell’impero, però chiede a tutti la loro conversione al cristianesimo ortodosso. Cosi nomina in Occidente il vecchio Eugenio come cancelliere sotto i suoi ordini a Lione, e il generale di origine franca Arbogaste, generale del Reno, insediato a Treviri. É una piccola rivoluzione quella di dare un posto di governo cosi eminente a un barbaro, ma Arbogaste é totalmente romanizzato, e come numerosi Germani vuole integrarsi nelle elite dell’impero: Teodosio lo sa e glielo concede, ricevendo poi una fedeltà ferrea da parte dei nuovi romani.
Nello stesso anno Teodosio vieta definitivamente il culto tradizionale romano. Tutti i templi pagani sono chiusi, i loro sacerdoti dispersi, le cerimonie non cristiane sono vietate. Lo stesso avviene per le cerimonie confuciane, che erano celebrate dai funzionari dello Stato. Il buddismo é vietato e i suoi monaci sono uccisi o espulsi verso l’Anxi e l’India.

394: Si spegne l’imperatore del Daqin Teodosio. L’impero ha cambiato faccia sotto il suo regno, diventando ufficialmente un impero cristiano. Di fatto negli anni seguenti il cristianesimo si diffonderà e i suoi fedeli nel paese di Zhongguo saranno conosciuti come i Taichin, deformazione del nome degli abitanti dell’impero dell’Ovest, e il cristianesimo sarà combattuto come una religione barbara (ma non più delle altre religioni straniere considerate pericolose, come il buddismo o lo zoroastrismo, chiamato anche Muhu). Declino delle chiese cristiane nello Xiyu e nel paese di Zhongguo.
Nel Daqin la morte di Teodosio porta al potere l’imperatore Arcadio, primogenito della dinastia teodosiana. Il fratello minore dell’imperatore, Onorio, é inviato in Italia con il titolo di principe dell’Occidente, cioè vero vice-imperatore a nome del suo fratello (non é sul tavolo l'idea di dividere l’impero). Essendo ancora giovane, Onorio é sottoposto a una reggenza diretta dal generale di origine barbara Stilicone, legato alla famiglia imperiale, che permette anche di sorvegliare e impedire le congiure attorno all’imperiale principe.

395: Quasi immediatamente inizia una guerra civile tra le corti dell’Ovest e dell’Est in rivalità. Stilicone tenta di assumere la reggenza su tutto l’impero ed é dichiarato nemico pubblico. Questo permette al re dei Visigoti di far crescer il proprio potere in maniera sempre più indipendente. Dei potentati indipendenti nascono nelle province occidentali, come il vero principato di Gildone in Africa.

Il racconto del pellegrino
Fa Xian
, o Fasiano per gli Occidentali, era un monaco cristiano conosciuto per il suo racconto intitolato "Ricordi dei Regni dell’Ovest". Fa Xian é uno dei rari cristiani dell'Estremo Oriente ad aver effettuato un pellegrinaggio, già difficile in epoche felici, ma reso ancora più avventuroso in quest'epoca di guerre. Faxian é partito nel 405 da Chang’An, percorrendo la mitica Via della Seta ormai poco usata. Il suo viaggio nel Kangju e Daxia fu rapido perché il cristianesimo locale non era fiorente dopo le persecuzioni e la distruzione delle chiese. Il primo obiettivo di Fa Xian fu la tomba dell’apostolo Tommaso a Chennai. Questo ci permette di avere una descrizione interessante dell’impero dei Gupta che governava il Kerala in quell'epoca. Fa Xian si é anche fermato a Pataliputra, capitale di Chandragupta II, dove c’era una bella chiesa. Da Chennai poi si imbarcò verso il porto di Apologo in Mesopotamia, per viaggiare verso la meta del suo viaggio, Gerusalemme, dove fu senza dubbio il primo monaco Han a pregare nella Basilica del Santo Sepolcro. Il pellegrinaggio non era però finito: andò a Betlemme, Nazareth, Antiochia e poi a Costantinopoli per vedere la meravigliosa capitale della cristianità, e infine fino a Roma per pregare sulle tombe di Pietro e Paolo. Per sua sfortuna arrivò a Roma nel 410, qualche mese dopo la presa della città da Alarico, e la sua unica reazione fu piangere vedendo le rovine di quella che era una delle più grandi città della sua epoca. Fu ricevuto da Papa Innocenzo I (401-417), che gli affidò il compito di diffondere la Fede nel paese di Zhongguo. Fa Xian rientrò in patria nel 415 e delicò il resto della vita a scrivere il suo racconto e copiare le versioni dei Vangeli e della Bibbia che aveva portato con sé per prendere il posto delle versioni più o meno fedeli che circolavano nel paese di Zhongguo. Il suo viaggio fu una delle rare testimonianze di rapporti tra il paese di Zhongguo e il paese di Daqin nel pericoloso V secolo. Fa Xian morì nello Shandong intorno all’anno 422.

Ritratto del monaco cristiano Fa Xian che
lavora alla sua descrizione dell’Occidente.

406: l’Occidente é travolto da vaste migrazioni di barbari, sopratutto Vandali, Burgundi e Alani che oltrepassano il Reno, malgrado la resistenza dei federati franchi. Le Gallie, il Nord dell’Italia e la Spagna sono messe a ferro r fuoco, mentre prosegue la lotta tra Stilicone e la corte d’Oriente. Le usurpazioni si moltiplicano nelle province occidentali.

408: Morte di Arcadio a Costantinopoli. Diventa imperatore suo figlio Teodosio II, un bambino sotto il controllo della corte e dei suoi ufficiali più potenti, che sostengono una politica anti-barbarica, la quale porta a una lotta ancora più dura contro Stilicone, assassinato lo stesso anno. Onorio stesso é deposto poco dopo dalle legioni dell’Oriente e mandato in residenza coatta a Spoleto. L’impero prova a riprendere il controllo delle province occidentali dove l’anarchia causata dalle invasioni barbariche non ha fine; la principale minaccia è costituita dal re dei Visigoti, Alarico che penetra addirittura in Italia.

409: La rivoluzione scoppia nel paese di Zhongguo. L’ultimo reggente della famiglia Sima é rovesciato da una lega di nobili e di principi. E la fine di ogni potere centrale nel paese di Zhongguo. L’imperatore non é toccato e rimane al suo posto come simbolo dell'unità del paese, ma non ha più né esercito né poteri sulle sue terre. Il paese di Zhongguo ricade nella situazione del periodo delle Primavere e Autunni, prima dell’unificazione da parte di Qin Shihuangdi. Il Figlio del Cielo é solo una personalità simbolica con poteri religiosi, la sua principale missione è quella di realizzare le antiche cerimonie per passare da un anno all’altro, pregare per l’agricoltura, dare il suo nome ai periodi del calendario. La città di Jiankang rimane il suo feudo personale, ma non va oltre. L’impero non ha rivali seccessionisti, ma nei fatti é diviso in una decina di dinastie locali.
È l’inizio del Periodo dei Venti Regni. Il paese di Zhongguo é dominato da grandi famiglie feudali che occupano le antiche province per loro conto, con un vassallaggio teorico al Figlio del Cielo. Queste famiglie si fanno guerra tra loro, crescono e crollano a seconda delle vittorie e del carisma del loro fondatore; il resto è costituito da feudi, regni ed imperi effimeri. Si contano famiglie puramente Han come i Liu, gli Yuan, i Xiao o i Xuan, o mescolate come la dinastia turca dei Tuoba del Wei o gli Yuwen, persiani come i Gao dell’Anxi, greci come gli Yona del Daxia, yuezhi come i Qiu del Kangju. Ciascuno ha la sua capitale, la sua amministrazione e talvolta la sua propria cultura.
Lo stesso anno Chandragupta II, re del Magadha, prende la città di Taxila e riesce finalmente a sconfiggere i sino-indiani del Shendu. L’antica provincia crolla ed é interamente occupata dai Gupta, all’apogeo del loro potere. Il porto di Stratoneia cade anche lui dopo pochi anni. Costantinopoli e Pataliputra, capitale dei Gupta, stipulano gli stessi trattati che prima li legavano ai Cinesi.

410: Presa di Roma. La vecchia capitale imperiale é occupata e saccheggiata dagli uomini di Alarico, re dei Visigoti. La caduta della città eterna provoca uno shock terribile in tutto l’impero, segno chiaro per i cristiani della prossima fine dei tempi. La notizia arriva fino al paese di Zhongguo dove la città di Luoma era conosciuta come l'invincibile capitale dell'Impero dell’Ovest. L’evento viene ricordato in tutte le cronache del tempo come ulteriore prova della decadenza del mondo. Nei fatti i diversi principati e regni cinesi continuano a commerciare con la vera capitale, Fulin, cioè Costantinopoli. Alarico muore poco dopo e i suoi Visigoti si insediano nel 418 come federati in Aquitania. Per conservare la finzione dell’autorità imperiale sull’Occidente gli ufficiali di Teodosio II accordano l’Aquitania ai barbari, e il loro re viene integrato come princeps gentis nella gerarchia imperiale. Questo genere di finzione sarà poi riutilizzata per altri popoli quando le Gallie saranno occupate da altri usurpatori barbari. L’Italia però rimane sotto il controllo diretto romano dopo la partenza dei Visigoti, nel 421 il Magister Militum Costanzo é nominato prefetto dell’Italia per difenderla in nome di Teodosio II.

420: alla morte di Han Gong Di a Jiankang senza eredi, i principali re e duchi dell’impero si riuniscono per eleggere un nuovo imperatore di sangue Liu, con il pretesto che il Mandato non sarà mai tolto al clan Liu, dato che il clan imperiale è talmente debole che é comodissimo da manipolare. Liu Yu, principe di Song, é eletto e diventa l'imperatore Wu Di III. Porta al trono imperiale la potenza del suo feudo personale attorno a Kaifeng, che diventa capitale imperiale, abbandonando Jiankang. Ciò migliora le finanze e permette la rinascita di una vera corte imperiale come centro di arti e di letteratura, ma non cambia niente riguardo al suo potere politico. Sembra anche che Liu Yu abbia avvelenato il suo predecessore perché aveva ambizioni di restaurare la potenza della dinastia. Muore misteriosamente nel 422 mentre prepara una congiura. Suo figlio, l’imperatore Shao Di II, rimarrà saggiamente nel suo palazzo a scrivere poesie d’amore.

422: Teodosio II e il re Gao dell’Anxi firmano un trattato di pace centenario che deve rinnovare i trattati dell’epoca di Gioviano. Malgrado la sfiducia tra le due parti, i Romani sono occupati in Occidente e i sino-persiani sono impegnati contro le incursioni unne in Orente: la pace si manterrà dunque senza incidenti, portando un po' di stabilità almeno in questa regione.

428: Nestorio diventa patriarca di Costantinopoli. Presto le sue idee sulla natura divina e umana di Gesù Cristo vengono considerate come eretiche. Purtroppo questa opinione si propagherà in Oriente fino a diventare la forma dominante del cristianesimo dell’Estremo Oriente e del paese di Zhongguo.

429: l’impero riprende forza in Occidente grazie all’azione energica del Magister Militum Flavio Ezio, che riporta la maggior parte delle Gallie sotto controllo imperiale e sgomina i Visigoti e i Franchi, restaurando la frontiera del Reno. Però non ha nessun potere contro i Vandali, che ormai sono passati in Mauritania dove saccheggiano tutto fino a prendere Cartagine nel 439. L’anno seguente Teodosio II deve pagare un tributo per proteggersi della minaccia unnica arrivata fino alle frontiere del Danubio. Questi sono solo una parte del vastissimo gruppo di popoli che noi chiamiamo Unni, e non hanno niente in comune con i Yeta, gli Unni bianchi che fanno regnare il terrore in Asia Centrale. Però la presenza di Unni nemici di Costantinopoli ad Ovest e di Unni nemici dell’Anxi nell’Est spinge le due potenze ad allearsi contro quello che credono sia un popolo solo.

430: Il re Gao Xiaomin dell’Anxi viene ucciso durante una battaglia contro i Yeta che saccheggiano il paese di Lixuan (Ircania). Durante questa invasione si osserva la presenza di mercenari romani inviati da Teodosio II ma pagati dall’Anxi, senza grandi risultati.

434: le truppe del Daqin sono vinte in Tracia dal re unno Attila, malgrado l’aiuto dell’Anxi che aveva inviato dei mercenari a cavallo addestrati alle stesse tattiche degli Unni. Costantinopoli deve pagare un tributo ancora più pesante.

439: l’assenza di un potere centrale forte nel paese di Zhongguo permette ai re e principi locali di farsi la guerra per accumulare più potere possibile con la speranza di avere lo stesso destino dei reggenti jin. La dinastia turca dei Tuoba del regno di Wei riunfica grazie alla sua forte cavalleria il Nord del paese di Zhongguo. Stipula trattati di alleanza con le tribù turche del Tarim e sopratutto con il regno avaro di Ruanruan, ma ha pochi contatti con il Kangju e con le antiche province dell’Anxi.

440: Genserico, Re dei Vandali, fonda un regno indipendente in Afric,a ufficialmente riconosciuto dall’impero di Teodosio II. È la prima volta che Costantinopoli riconosce avere perso definitivamente dei territori.

442: il nuovo re Gao Shi dell’Anxi conclude che non riuscirà mai a battere gli Yeta. Abbandona così a questo popolo il Lixuan e firma un trattato di alleanza con loro. Chiede agli Yeta, dietro pagamento, di andarsene dalle sue terre per attaccare il suo nemico tradizionale nell'Est, il regno del Kangju. In pochi anni l’antica Sogdiana deve piegare le ginocchia. La splendida città di Samarcanda é annientata, e con essa tramonta l’età d’oro della civiltà urbana nelle province dello Xiyu. Gli Yeta ovviamente non si fermano nel Kangju e attaccano sempre più a Sud nel Daxia, poi nel Daiyuan e fino all’India.

450: A Costantinopoli si spegne l’imperatore Teodosio II. Il suo regno tribolato ha visto il crollo militare dei Romani in Occidente. Il sovrano stesso rimaneva sempre nella sua capitale, dominato dai suoi ufficiali e dalle donne della sua famiglia. Gli succede Marciano, marito di sua sorella Pulcheria: non cambia un granché nello stato di cose che sfugge ormai totalmente di mano alla corte imperiale.

451: il re degli Unni Attila invade l’Occidente romano-barbarico, ma nella grande Battaglia dei Campi Catalaunici é fermato da una coalizione diretta dal patrizio Ezio con l’aiuto di Visigoti, Burgundi, Franchi ed altri popoli germanici. Questo fatto rappresenta l’inizio della bassa marea per gli Unni, che poco dopo la morte di Attila si frammentano in numerosi popoli ed eserciti rivali. Ciò salva per un momento l’impero, mentre gli Yeta sono sempre più attivi in Asia Centrale.

454: il patrizio Flavio Ezio é assassinato dietro ordine di Costantinopoli, che vedeva in lui un possible usurpatore. É la fine della breve intesa tra i barbari d’Occidente e l’impero, i legami tra le due metà si rompono uno dopo l’altro.

455: approfittando della morte di Ezio, Genserico sbarca in Italia e saccheggia la città di Roma: la seconda presa della città non é stata impedita affatto dalle truppe imperiali stanziate nel Nord d’Italia.
Nello stesso anno il re Skandagupta del Magadha respinge un primo attacco degli Yeta, arrivati fino in India dopo aver distrutto il Daxia e il Daiyuan.

456: a Costantinopoli la dinastia teodosiana ha fine con la morte di Marciano in seguito alla cancrena. Un generale di origine barbara, Aspar, pone sul trono Leone I. Quest’ultimo prenderà le redini del potere assassinando Aspar nel 471, e meritando così il suo trono. In Italia il patrizio Ricimero, di origine visigotica, governa in maniera indipendente.

460: Gli Yeta si rivolgono contro i loro alleati dell’Anxi e attaccano l’unico regno cinese ancora in piedi nella regione. Il re Gao Shi é catturato con il suo erede dagli Yeta e portato come ostaggio insieme a lui nel Kangju. L’Anxi precipita nell’anarchia. Il Daqin ne approfitta per riprendere senza grandi difficoltà le antiche province di Persia e Media. Ciò segna ovviamente la fine dell’alleanza tra i due Stati.

467: Dopo la morte di Skandagupta il regno di Magadha non trova un nuovo capo militare in grado di tener testa agli Yeta, e deve affrontare incursioni sempre più profonde e devastanti. Inizio del declino della dinastia Gupta. Il porto di Stratoneia é distrutto e non risorgerà mai più. Chennai diventa il principale porto del commercio tra Occidente e Oriente.

475: I Visigoti, come i Vandali, sono riconosciuti dall’imperatore Zenone come regno indipendente su tutta la Spagna e l’Aquitania, teoricamente vassallo. Presto tutti i popoli barbarici dell’Occidente saranno riconosciuti come indipendenti da Costantinopoli.

476: l’Italia e una parte delle Gallie rimangono ufficialmente delle province dell’impero, anche se le lotte sul territorio non lasciano intravedere chiaramente chi controlla queste zone. In quest’anno il generale Odoacre, di origini ignote, prende il potere a Ravenna e si dichiara indipendente da Costantinopoli, non provando neanche a nominarsi imperatore: era l’ultima terra occidentale ancora sotto controllo imperiale. Da questo momento in poi non parleremo più di Daqin, l’Impero Romano, ma solo di Fulin, l’Impero Romano d’Oriente o Impero Bizantino.

479: Xiao Daocheng, principe del Qi meridionale e alleato con la maggior parte dei nobili del paese di Zhongguo, prende e saccheggia la città di Kaifeng, capitale imperiale degli ultimi membri della dinastia Han. Il Figlio del Cielo Shun Di II é rovesciato e mandato a governare un piccolo feudo dove la sua famiglia sopravvivrà per due generazioni. Era colpevole di avere preparato una proclamazione di restaurazione aiutato da uno movimento rivoluzionario e del suo esercito personale. Inizio dell’Interregno nel paese di Zhongguo, in assenza di un erede del vecchio clan Liu, non certo estinto ma talmente diffuso in sei secoli che troveremo dei Liu nella più piccola tenda di nomadi o nella più miserabile casa contadina. I diversi re e principi dell’impero proclamano perduto il Mandato del Cielo, ciò porta a un declino della religione tradizionale e favorisce lo sviluppo del buddhismo e del cristianesimo nestoriano.

481: Clodoveo sale sul trono del popolo franco nel Nord delle Gallie: inizia l'ascesa di questo popolo barbarico. Nel 486 annienta gli ultimi resti della presenza militare romana nelle Gallie. Nel 496 sgomina gli Alamanni e nel 498 la conversione di Clodoveo al cattolicesimo ne fa il più potente re germanico dell’Occidente.

484: Gli Yeta annientano definitivamente il regno cinese dell’Anxi, che piomba nella guerra civile di fronte alla rivoluzione religiosa mazdakista: l’Anxi riprende allora il nome di Persia negli archivi di Costantinopoli. Nella stessa epoca altre tribù unne saccheggiano il Tarim, però senza insediarvisi. La rovina delle città-Stato locali favorisce l'ascesa del regno turco di Ruanruan e del suo khan.

488: l’imperatore Zenone invia gli Ostrogoti e il loro re Teodorico a punire l’orgoglio di Odoacro, re d’ltalia. Saranno poi riconosciuti come padroni d’Italia e vassalli (ovviamente teorici) dell’impero.

494: I re Tuoba del Wei, egemoni del Nord, si insediano a Luoyang che ridiventa capitale per la prima volta dalla presa della città quasi due secoli prima. Il processo di concentrazione del potere si é accelerato dopo la fine della dinastia imperiale.

495: il re Tuoba Hong del Wei, fervente buddista come tutta la sua famiglia, fonda il famosissimo monastero buddista di Shaolin. Nella stessa epoca la regione di Luoyang vede l’apparizione di superbe sculture scolpite sulle parete delle grotte occupate dai monaci buddisti che rappresentano il Buddha e tutta la sua dottrina. Invece non ci sono tracce dei cristiani.

496: L’ultimo re della dinastia Gupta muore in una rivoluzione di palazzo a Pataliputra. Il suo regno era ridotto da anni al solo Magadha nella valle del Gange, tutta la valle dell’Indo é in mani unne sotto lo scettro del re Toramanâ, mentre il Sud aveva ripreso la sua indipendenza. Chennai riesce a mantenere la sua indipendenza e continua a arrichirsi per conto suo.

497: l’imperatore del paese di Fulin Anastasio I nomina re Teodorico degli Ostrogoti duca d’Italia e suo prefetto per l’Occidente: questa però é solo una finzione per motivi di propaganda nei resti dell’impero.

499: la dinastia turca Tuoba, la più potente dinastia nobiliare nel paese di Zhongguo, é rovesciata dalla famiglia Han Yuan. Questo segna la decadenza dei popoli non Han (Wu Hu) nel Nord dell’impero. Dovunque sono approvate delle legislazioni antistraniere e le popolazioni locali sono forzate a sinizzarsi, la lingua cinese é l'unica autorizzata e le tribù devono diventare sedentarie. Viene promossa una politica di matrimoni interetnici. La dinastia Yuan del Wei aveva la particolarità di essere la prima dinastia cristiana a regnare nel paese di Zhongguo, anche se questo cristianesimo era ancora mescolato di religiosità tradizionale. Tutto ciò permette a rinascita delle città nel Nord dell’impero, che vedono risollevarsi le loro attività commerciali.

502: l’invasione apocalittica dello Xiyu e la frammentazione del potere nel paese di Zhongguo favorisce i movimenti religiosi. La Persia cade nelle mani di una setta rivoluzionaria e sociale, i Mazdakisti, il resto dell’Asia centrale vede crescere le conversioni al cristianesimo nestoriano e al buddismo che approfittano paradossalmente del potere degli Unni. Questi ultimi non si interessano alla religione e lasciano fare. Cosi in pochi anni i vescovati spariti rinascono a Bactra, Samarcanda e Taxila dove sono costruite splendide chiese. Il buddismo, gia fortemente presente nello Xiyu, si diffonde piuttosto nella direzione del paese di Zhongguo, dove diventa una delle religioni più praticate.
Il Sud del paese di Zhongguo é più o meno unificato sotto il controllo militare della dinastia Xiao. Sono gli eredi di Xiao Daocheng, che ha eliminato l’ultimo imperatore Han e insediato la sua capitale a Kaifeng. Sono dei buddisti intolleranti (uno paradosso!), che perseguitano le altre religioni, sopratutto i taoisti e i cristiani. Saranno rovesciati nel 557 dalla famiglia Chen che raggiungerà l’egemonia nel Sud. Il paese di Zhongguo é ormai diviso tra due grandi dinastie regali con gli Wei del Nord più qualche dinastia di principi e un gran numero di duchi e marchesi indipendenti o vassalli.

507: Clodoveo sconfigge e uccide di sua mano Alarico II, re dei Visigoti. Questi ultimi si ritirano in Spagna, lasciando l’Aquitania ai Franchi. Quasi tutte le Gallie sono sotto il controllo dei Franchi di Clodoveo. Questo successo é ufficializzato dal riconoscimento da parte di Costantinopoli. Clodoveo é nominato da Anastasio console e prefetto delle Gallie, inviandogli le insegne di questa carica. Questo contribuisce sia alla propaganda franca che alla propaganda imperiale. Il re dei Franchi muore pochi anni dopo nel 511, dividendo il regno tra i suoi figli.

515: nel valle dell’Indo Mihiragula sale sul trono degli Unni e fonda un regno organizzato attorno all’antico Shendu cinese. Si lancia poi in una serie di guerre contro i piccoli regni indiani del Sud.

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Parte quinta: la rinascita dei due imperi (VI-VII secolo)

518: Morte di Anastasio, benché il suo regno sia spesso dimenticato é riuscito a ristabilire le finanze dell’impero e ha vinto i Bulgari che tentavano di insediarsi in Tracia. Lascia un impero sano benché privato delle province occidentali. Morto senza discendenti, il suo capo della guardia, Giustino, é eletto imperatore al suo posto. Immediatamente quest’ultimo associa al trono suo nipote Giustiniano che sale sul trono di Costantinopoli nel 527. Giustiniano é un sovrano capace ma ossessionato dalla riconquista delle terre perse dal Daqin in Occidente, e prepara una vasta riconquista militare con l’aiuto del suo fedele generale Belisario.

Il riunificatore del Daqin, l’imperatore Giustiniano I

528: Mihiragula é vinto dalla coalizione dei re indiani e perde il valle dell’Indo. Si ritira nelle sue province del Daxia e del Daiyuan dove ricostruisce la sua potenza, e qualche anno dopo conquista il regno del Gandharâ che era tornato indipendente dopo la fine della presenza cinese.

529: l’imperatore Giustiniano fa chiudere la scuola confuciana di Atene, la principale scuola di questo genere ancora in attività. I suoi maestri sono colpevoli di propagare un’ideologia pagana e non romana, ma il confucianeiismo si è radicato nella filosofia e nell’amministrazione del Daqin. Questo sarà ancora più vero quando Giustiniano nella sua legislazione si definirà quasi come un sacerdote, rappresentante di Dio sulla Terra, imitando senza saperlo l’ideologia di Stato della dinastia Han.

530: re Kawadh vince e fa giustiziare Mazdak, capo del movimento rivoluzionario che porta il suo nome e voleva distribuire i beni e mettere in comune i mezzi di produzione, abolendo le differenze sociali. Ciò permette ai Persiani di pensare alla riconquista dei territori persi ad Ovest e ad Est. L’esercito persiano invade in un primo momento la Persia e dopo una battaglia senza veri eserciti l’imperatore del Daqin preferisce firmare l’indispensabile pace per i suoi progetti occidentali. Costantinopoli abbandona volontariamente la provincia di Media, permettendo ai Persiani di rivolgersi contro gli Yeta e iniziare a recuperare i territori persi negli anni precedenti.

534: Giustiniano, nel suo piano generale di riconquista, attacca per primo il regno Vandalo d’Africa. Il suo generale Belisario prende Cartagine nel 533 e annienta la dinastia germanica che si era insediata in questo ricchissimo paese. Appena la situazione è sistemata, le truppe imperiali riprendono il controllo della Sicilia, della Sardegna e della Corsica e sbarcano nel Sud d’Italia. Già nel 536 Belisario entra trionfalmente in Roma, città in decadenza ma sempre simbolo della gloria antica dell’impero.

537: San Benedetto scrive la regola di vita delle comunità monastiche. Questa regola, scritta in Italia, arriverà molto tardi nel paese di Zhongguo, attorno al 600, ma avrà un grande successo, talvolta accusato di imitare le comunità monastiche buddiste.

538: La campagna militare romana nell’Occidente prosegue di successo in successo. Milano é presa mentre un’altro esercito romano riconquista la Dalmazia. Il regno ostrogoto di Vitige non può resistere e crolla nel 540 con la presa di Ravenna. Tutta la penisola italiana torna nelle mani dell’imperatore del Daqin, anche se le distruzioni sono state notevoli. Belisario, considerato troppo popolare da Giustiniano, é inviato condurre delle campagne militari senza rilievo per riportare le frontiere dell’impero sul Danubio, mentre il generale Narsete prende il commando dell’Italia.

(Non dimenticate che in questa TL Giustiniano approfitta della pace con i Neopersiani e possiede l’Armenia e la Mesopotamia, da secoli interessate dal commercio che parte dal Golfo Persico. Le sue risorsse economiche sono maggiori e le sue armate possono essere inviate contro l’Occidente).

540: il regno Yeta di Mihiragula sconfigge una coalizione turca che tentava di invadere i suoi possedimenti. Gli Unni creano un regno stabile che impone il suo protettorato alle città della Sogdiana e combatte guerre contro i Turchi a Nord, gli Indiani a Sud e i Persiani ad Ovest. Però cadono presto in decadenza: l’anarchia è dovuta al fatto che mancano di esperienza per governare uo vasto territorio con una ricca civiltà urbana. Appena re Mihiragula muore nel 546, i suoi discendenti subiscono le invasioni di loro vicini, avidi di rivincita. 
Belisario blocca una migrazione del popolo bulgaro che, arrivato dall’Asia Centrale tenta di passare il Danubio (qui però non ci sono gli Avari). Lo stesso anno Narsete sconfigge un ultimo tentativo ostrogoto per riprendere la guerra e fa giustiziare il candidato al trono Totila dopo la sua vittoria a Faenza.

545: Le truppe imperiali di Giustiniano attaccano il regno visigotico di Spagna, assediano e prendono il porto di Cartagena e negli anni seguenti riprendono il controllo dell’antica Betica, ormai chiamata Vandalusia. Costantinopoli si é alleata con il re franco Clotario che lancia un attacco nel Nord contro Saragozza (che non riuscirà a prendere).
Nello stesso anno si diffonde la seconda grande pandemia di peste, detta in Occidente peste giustiananea, che sarebbe sorta in Egitto prima di contaminare il resto del Daqin fino al regno franco, e nell’altra direzione giunge su navi nei porti dell’India. La peste arriverà nel paese di Zhongguo verso il 555.

546: l’Italia riconquistata é riorganizzata per reintegrarsi nell’impero, sono creati i ranghi degli ufficiali della gerarchia imperiale e delle amministrazioni sono rifondate a Milano e Ravenna. Roma rimane piuttosto una città addormentata, nelle mani del suo vescovo. Nella stessa epoca l’armata imperiale é impegnata in Africa contro una ribellione indigena dei berberi.

Il racconto del geografo
Cosma
, più tardi soprannominato « Sericopleuste » (Che ha navigato fino alla Cina), era un mercante e un geografo alessandrino, conosciuto per i suoi viaggi che lo hanno portato fino alle coste del paese di Zhongguo. Cosma conosceva bene la via commerciale che legava l’Egitto ai porti della costa occidentale dell’India, e aveva buoni rapporti con la popolazione di Chennai. Conosceva bene anche le coste africane dell’Etiopia e il porto di Zanzibar. Nella sua "Topografia Cristiana" il geografo racconta anche il suo periplo fino ai porti cinesi del Sud del paese di Zhongguo. Attorno al 550 secondo la tradizione avrebbe tentato questo viaggio difficilissimo. Imitava così senza saperlo altri marinai sconosciuti dei secoli precedenti. Ovviamente il suo viaggio fu l’occasione di descrivere i paesi incontrati. Ci offre cosi una buona descrizione dell’isola di Ceylon, che inizia ad essere ben conosciuta. Poi passa il golfo del Bengala, il Siam, lo Stretto di Malacca e il paese degli Khmer prima di giungere al porto di Hangzhou, nelle mani del signore del Qi occidentale, e ci tramanda una visione assai confusa delle lotte tra dinastie locali che tormentano il paese di Zhongguo. Ci descrive anche la piccola comunità cristiana che incontra sul posto, e si sorprende che questa gente abbia anche uno vescovo, ma conclude sconsolato che sono solo degli eretici nestoriani, cosa non ben vista all'epoca, poiché Giustiniano perseguita le opinioni diverse della sua. Il viaggio sembra essere stato un successo dal punto di vista economico, anche se pochi marinai osano ripeterlo per paura dei numerosi pericoli da affrontare. Con Fa Xian, Cosma é la seconda fonte sui rapporti tra i due imperi nel Periodo dell’Allontanamento.

Il mondo concepito da Cosma Sericopleuste

552: Narsete raggiunge la Spagna per tentare di migliorare la situazione. I Visigoti sono riusciti a sconfiggere un esercito romano davanti a Toledo, che era sotto assedio. Di fatto i Visigoti sono più liberi nelle loro azioni perché i Franchi si sono disimpegnati da questa guerra dopo la morte del loro unico re Clotario e il ritorno alle lotte dinastiche tra i Merovingi. Due anni dopo Narsete riesce però a mantenere il controllo imperiale nella Vandalusia e nella regione di Valencia.

557: la dinastia Yuan del Wei, erede dei Tuoba, é rovesciata da una nuova dinastia, gli Yu, che ribattezzano il regno di Wei in Zhou, una vera dichiarazione di intenti imperiale quando si sa che era il nome di una dinastia imperiale. Questi usurpatori sono però riconosciuti come legittimi dal resto del paese di Zhongguo che vede solo la loro immensa forza militare, diretta da un gruppo di generali particolarmente capaci e aggressivi. Lo Zhou continua negli anni successivi ad aumentare la propria forza, la disciplina e l’armamento del suo esercito a tal punto che sono i generali che governano davvero.

560: Battaglia di Bukhara. Il giovane re di Persia, Cosroe I, era impegnato da anni a rovesciare la potenza yeta. Aveva iniziato con il mettere fine al tributo che pagava. In quest’anno le sue forze, sostenute in parte dall’oro di Costantinopoli (che spera fare del Persiano un cliente), attaccano direttamente il regno degli Unni. Riceve anche l’aiuto delle tribù turche del Kangju che non sopportano più questa dominazione. Il Persiano riesce in un primo momento a conquistare Bactra, che torna persiana per la prima volta da otto secoli, poi marcia verso il Nord dove con i suoi alleati annienta definitivamente gli Yeta che spariscono dalla scena politica locale per diventare i vassalli sia della Persia, sia dei Turchi. Questi due si spartiscono l’Asia Centrale. 
Lo stesso anno le campagne militare sono numerose e più ad Est il regno di Zhou, aiutato da diversi alleati, tra cui le altre dinastie cinesi e anche dei Turchi e xiongnu, annienta il regno degli Ruanruan. Il Khan del Ruanruan si arrende: il suo territorio copriva tutto il bacino del Tarim, e torna ora sotto controllo cinese. Il Regno di Zhou però non ha l’intenzione di estendere il suo domino sulle città-Stato indipendenti del Tarim, e ancora meno sul Kangju.

561: Giustiniano firma un nuovo trattato di pace con i Persiani di Cosroe I. Quest’ultimo non si era lasciato manipolare e ambiva ormai a restaurare la potenza persiana. La sua minaccia è seria: Giustiniano, nei suoi ultimi anni, deve far tornare una parte degli eserciti presenti in Occidente. Però per il momento il Persiano si accontenta di un accordo diplomatico che gli permette di riprendere il controllo dell’Atropatene.

567: Giustiniano, dopo aver restaurata la maggior parte dell’Occidente romano (eccezion fatta per la maggior parte della Spagna e delle Gallie) e svuotato le casse dell’impero, si spegne a Costantinopoli, lasciando a Giustino II la missione di consolidare il Daqin restaurato. Appena due anni dopo le conquiste giustiniane sono minacciate dall’arrivo dei Longobardi. Questo popolo barbaro distrugge la pianura de Po e prende la città di Milano, costringendo il governatore imperiale ad insediarsi a Ravenna.

568: L’esercito romano in Italia ha perso il controllo del territorio a Nord del Po, ma riesce a impedire la caduta di Pavia e la penetrazione longobarda nella penisola. i combattimenti proseguono. Nello stesso anno sono le tribù slave e ancora i Bulgari che oltrepassano il Danubio per entrare in Dalmazia e in Mesia.

570: in queste condizioni pericolose Costantinopoli stabilisce il suo protettorato sul regno dello Yemen per aiutarlo nelle sue guerre contro il regno di Axum. In maniera diretta o indiretta i Romani controllano le coste arabiche. L’anno successivo Giustino II é costretto a firmare un trattato di pace con gli Slavi e Bulgari, perdendo la valle del Danubio.

572: in Spagna i Visigoti sono vittoriosi a Cordova e riprendono l’Andalusia ai Romani. Ormai delle conquiste giustinianee rimane solo l’Esarcato di Valencia dove si concentrano i mezzi e le truppe, la zona rimarrà in mano agli Imperiali.

578: a Costantinopoli si spegne l’imperatore Giustino II, il potere é trasmesso a Tiberio II per un regno breve che vede solo gli Slavi insediarsi in Dalmazia malgrado i trattati, e le incursioni longobarde proseguire in Italia. Gli succede l’imperatore Maurizio.

581: il potente generalissimo Yang Jian del regno di Zhou depone il suo maestro Yu Wenchan con una rivoluzione di palazzo. Il regno di Zhou é il principale Stato del paese di Zhongguo, egemone nel Nord, e il suo nuovo ambizioso maestro si proclama immediatamente possessore del Mandato Celeste e primo imperatore di una nuova dinastia, i Sui, sotto il nome di Sui Wen Di. Yang Jian era uno di quegli uomini desiderosi di rivoluzionare il mondo e che approfitta del movimento di concentrazzione del potere che da un secolo stava riunificando lentamente il paese di Zhongguo. L’armata Zhou é la più potente, numerosa, comandata da generali capaci, sostenuti da un’amministrazione efficace e crudele in confronto all'impresa fallimentare diretta in maniera dittatoriale da un sovrano soldato come non c’erano più dai tempi di Wu Di. Questo sovrano é guidato da una visione di dominio mondiale. Inoltre Yang Jian era un confuciano e un cristiano nestoriano, ed aveva la particolarità notevole in Cina di essere monogamo. È la fine del periodo feudale e il ritorno a uno Stato centralizzato forte.

Ritratto di Yang Jian, Figlio del Cielo Sui Wen Di,
restauratore dell’impero, qui ritratto riprendendo lo
stile e la maniera del ritratto di Han Wu Di, il suo modello.

582: Guerra dei vassali. Sui Wen Di, per il suo primo movimento, lancia le sue truppe contro i suoi stessi principali vassalli, cogliendoli impreparati. L’esercito Sui prende le loro capitali regionali in pochi mesi. Gli eserciti locali sono disarmati o integrati nell’armata imperiale. I nobili si vedono togliere brutalmente i loro poteri fiscali e giudiziari. I più potenti o intelligenti sono giustiziati senza complimenti, e le loro terre tornano come possessi personali della dinastia imperiale.

583: l’imperatore Sui Wen Di voleva fondare una vera monarchia e una dinastia simile a quella degli Han, voleva dunque governare dalla grande capitale storica Chang’An. Peròo la città era decaduta da due secoli, aveva perso la sua prosperità e la sua popolazione. Il Figlio del Cielo immagina dunque di costruire accanto alla città storica un quartiere, o piuttosto una nuova città attorno a un nuovo palazzo chiamato Daxing. Ma presto questo nome sparisce e Chang’An rinasce dalle sue ceneri. Lo stesso anno Sui Wen Di invia suo fratello a riportare l’ordine nel bacino del Tarim. Le tribù turche si sottomettono e l’armata imperiael annette quasi trenta città-Stato attorno a Kashgar.

584: l’ingegnere Yuwen Kai si vede affidare dall’imperatore Sui il compito titanico di scavare un canale di navigazione tra la capitale e la costa Wei, facilitando il commercio, impedendo le carestie con il commercio del grano e accelerando il trasporto delle truppe verso Sud. Il numero di operai e di schiavi é enorme e la vita umana conta ben poco di fronte all’ordine imperiale voluto da Dio stesso. Il canale é completato in due anni. Con la progressiva riunificazione del paese di Zhongguo i progetti di canali di navigazione si moltiplicano, per evitare i fiumi pericolosi che spesso non possono essere usati.

587: dopo aver invitato il re di Liang a fargli visita, Sui Wen Di lo cattura e conquista il regno di Liang, integrandolo nell’impero. Tutti i titoli regi sono aboliti sul territorio imperiale, al loro posto sono creati dei ducati, ovviamente meno potenti, con guarnigioni imperiali sul loro territorio.

589: Sui Wen Di conduce finalmente il suo esercito nel Sud ed annienta la dinastia Chen nella battaglia di Jiankang. I Chen controllavano la maggior parte del Sud e la loro rapida sconfitta é vista come un segno divino. Infatti la conquista é dovuta ad una preparazione della guerra iniziata anni prima, quando Sui Wen Di ha inviato decine di agenti nei territori Chen per spiare, corrompere e demoralizzare gli ufficiali e il popolo del meridione. Convinti di non potere resistere, le truppe chen si sbandano alla prima occasione e la loro capitale Jiankang é catturata. Questo segna la fine della prima fase della riunificazione dell’impero voluta dal Figlio del Cielo.
Nel Daqin il regno di Maurizio rappresenta un momento di reazione imperiale. Quest’anno le truppe romane lanciano un’offensiva contro la Persia per sostenere il loro candidato al trono, il giovane Cosroe II. Il nuovo sovrano si insedia sul trono firmando accordi con Maurizio, l’Atropatene torna ai Romani e sono stabilite relazioni pacifiche con Cosroe II. Costantinopoli e la Persia diventano allora veri alleati, Cosroe II potrà sempre contare sugli eserciti di Maurizio. Ciò permette a Maurizio di rivolgersi ad Occidente.

591: le tribù turche guidate dal loro khan Murong Shifu sulla frontiera nord dell’impero sono sconfitte e si vedono obbligate ad entrare nell’alleanza stretta dominata dal Figlio del Cielo. Il bacino del Tarim, tornato terra di nomadi, é riorganizzato alla cinese, e sono create delle città-guarnigioni. Lo sviluppo economico e le confische dei beni degli aristocratici permette al tesoro imperiale di arricchirsi di oro e di seta. Ciò permette ad Han Sui di diminuire le tasse e anche di iniziare un nuovo progetto commerciale verso l’Ovest, che dovrà prima essere riconquistato. Le terre abbandonate sono ridistribuite ai contadini poveri.

593: il Figlio del Cielo Sui Wen Di inizia la costruzione di una grande chiesa a Chang’An chiamata poi la « Pagoda del Daqin », in riferimento al paese di origine del cristianesimo. Yang Jian era cristiano nestoriano e aveva favorito questa religione nei suoi territori, autorizzando la fondazione di comunità monastiche e l’elezione di vescovi dovunque c’erano dei fedeli. Però sembra non abbia voluto creare una gerarchia del clero come strumento di potere al contrario di Costantino: il numero di cristiani Han era ben troppo basso. Il suo principale obiettivo era dunque quello di promuovere la diffusione de cristianesimo contro il buddhismo, ma senza però danneggiare troppo la religione tradizionale, fondamento del suo potere di Figlio del Cielo.

I resti della Pagoda del Daqin, prima grande chiesa
di Chang’An, poi distrutta sotto la dinastia Song.

594: Sui Wen Di era dunque cristiano, ma in realtà l’anima della sua fede era la sua imperatrice e unica moglie, Dugu, che lo incoraggiava ad affermare la sua religione. La corte e il popolo saranno convinti che l’imperatrice era all’origine della decisione del Figlio del Cielo di rifiutare di compiere le antiche cerimonie religiose in favore del Cielo al Monte Tai. Queste cerimonie vitali erano compiute dall’epoca dell’Imperatore Giallo e non erano state cancellate durante l’Interregno, quando erano compiute dai diversi sovrani delle dinastie locali. Le cerimonie segnano l’inizio dell’anno, di una nuova era, permettono lo sviluppo dell’agricoltura e mostrano che l’imperatore ha sempre il favore degli déi. Lo scandalo é grandissimo. Nel frattempo il regime autoritario di Sui Wen Di degenera in una dittatura sempre più fiscale e brutale dove non c’é posto per il fallimento, il semplice errore o le scuse. Portare le armi é ormai vietato ai privati cittadini, eccezion fatta nelle province di frontiera per evitare le ribellioni. Numerosi nobili sono giustiziati e i loro beni vanno al tesoro. L’imperatore però vuole mostrarsi giusto ed é ancora più duro con i suoi ufficiali, autorizza le punizioni corporali contro i funzionari incapaci ed anche i nobili colpevoli di abusi.

598: L’armata imperiale di Sui Wen Di é sconfitta per la prima volta nel suo tentativo di conquistare il regno coreano di Goguryeo. Le condizioni climatiche in pieno inverno provocano delle perdite attorno all'80 % dell’esercito inviato. Però questo non é il grande progetto del Figlio del Cielo.

599: La maggior parte delle truppe dell’esercito imperiale, fanteria, cavalleria, alleati turchi e vassalli del Tarim, sono riunite per completare il sogno imperiale di riconquista di quello che era un tempo lo Xiyu, ormai frammentato e imbarbarito. L’armata imperiale attraversa il passo di Khyber e attacca senza dichiarazione di guerra le tribù turche del Kangju. Queste ultime non possono resistere a lungo contro un’invasione così massiccia, e Samarcanda cade. La città accoglie bene il ritorno dell’autorità imperiale e la fine del potere delle tribù, inoltre diventa di nuovo la capitale del Kangju imperiale. Sui Wen Di stesso alla testa delle truppe, come Han Wu Di alla sua epoca, prosegue verso l’Ovest e sottomette le tribù fino al mare d'Aral, creando la provincia di Yancai (steppe) e obbligando il resto del popolo turco ad accettare il suo vassallaggio. La sconfitta dei khan alleati della Persia allarma Cosroe II, che si prepara alla guerra contro i Cinesi.

602: morte dell’imperatrice Dugu, era l’ispiratrice della politica filocristiana di Wen Di che inizia allora, come ogni buon Figlio del Cielo, a tornare a poco a poco alla religione dei suoi antenati. 
Nello stesso anno l’imperatore del Daqin Maurizio, alla testa delle sue truppe nei Balcani, deve affrontare l’ammutinamento delle sue truppe. Maurizio, imperatore autoritario, aveva rimpinguato le finanze dello Stato ed era riuscito dopo anni di lotte a sottomettere i Longobardi del Nord dell’Italia: questi ultimi erano ormai dei vassalli e dei alleati organizzati in ducati in Italia. Il suo principale problema era ormai la sempre più pericolosa penetrazione slava e bulgara nei Balcani. Gli Slavi erano ormai insediati in tutta la Dalmazia e minacciavano la Macedonia mentre i Bulgari penetravano in Tracia. L’ammutinamento lo obbliga a ritirarsi a Tessalonica, dove però riesce a riunire i suoi fedeli, a forza di corruzione degli ufficiali e di proclamazione della fedeltà dovuta alla dinastia giustinianea. L’imperatore riceve anche un aiuto militare di cavalleria inviata dal suo amico Cosroe. Maurizio riesce a riportare l’ordine e l’usurpatore Foca viene giustiziato per tradimento. Il problema é che la ribellione ha impedito all’imperatore di sistemare il problema slavo, Costantinopoli ha dovuto firmare uno trattato in fretta e furia e pagare un tributo, senza ottenere la fine delle incursioni.

604: Morte di Sui Wen Di. La sua morte é stata assai strana, dalla morte dell’imperatrice il Figlio del Cielo aveva una relazione con la concubina Chen, la quale sarebbe stata stuprata di notte dal figlio dell’imperatore, Yang Guang. La concubina avrebbe poi trovato rifugio da suo marito e avrebbe spifferato tutto. Il Figlio del Cielo, infuriato, avrebbe ordinato l’arresto del principe da parte di due fedeli, ma questi ultimi incontrano dei partigiani del principe, sono fermati e costretti spiegarsi. Arriva il principe che prende la decisione di regolare i conti con un padre che non ama, fa arrestare gli ufficiali e manda un suo uomo di fiducia ad assassinare l’imperatore. Il colpo riesce, il principe si assicura la fedeltà della corte, prende per se la concubina Chen, fa assassinare suo fratello e infine si proclama imperatore Sui Yang Di. Ovviamente tutto questo ritarda la riconquista dell’Ovest.

Ritratto di Yang Guang, il
Figlio del Cielo Sui Yang Di.

605: Le prime decisioni del nuovo Figlio del Cielo concernono gli affari interni del paese di Zhongguo: anzitutto cambia capitale perché non ama Chang’An e fa restaurare con grande spesa l’antica capitale Luoyang, che ritrova a sua volta il suo splendore. É l’inizio di una mania edilizia. Il Figlio del Cielo ordina e riesce a portare a compimento dei progetti grandiosi come il Grande Canale, che collega Luoyang a due grandi fiumi della Cina, e il restauro della Grande Muraglia. I suoi progetti sono resi possibili dalla mobilitazione autoritaria di quasi sei milioni di uomini, però tutto ciò porta al prosciugamento del tesoro imperiale e sopratutto a migliaia di morti durante i lavori, a causa di incidenti e di un’organizzazione militare crudele. Ciò farà di Sui Yang Di per tutti i secoli seguenti il peggiore tiranno di tutta la storia del paese di Zhongguo. Il Grande Canale in particolare é stato costruito in cinque mesi con perdite vicine al 50 % degli lavoratori.
Nello stesso anno Maurizio offre a suo figlio il comando di una nuova spedizione contro gli Slavi, con l’aiuto di un generale più sperimentato, Eraclio, ex governatore dell’Africa. Le risorse di tutto l’impero permettono di mobilitare l’esercito e sconfiggere gli Slavi. Le incursioni in Macedonia e Tracia cessano, e stavolta gli Slavi devono firmare dei trattati ed insediarsi in Dalmazia, né Costantinopoli pagherà più il tributo. Per finire, l’esercito imperiale risale verso l’Italia e sconfigge gli ultimi Longobardi ribelli all’autorità imperiale.

607: Sui Yang Di é stato un tiranno ma anche uno governante efficace, che ha riorganizzato l’impero in maniera logica, ridisegnando le province, abolendo molti titoli nobiliari, riorganizzando l’esercito in diversi corpi. Ordina anche la ridistribuzione delle terre ai contadini poveri e la costruzione di palazzi imperiali nelle maggiori città dell’impero, dove saranno insediate delle vere amministrazioni secondarie: tra queste città Samarcanda é scelta per avere il suo proprio palazzo. Ordina anche la costruzione di una via pavimentata che collega Chang’An a Samarcanda, permettendo trasporti rapidi e anche un’ispezione da parte dello stesso imperatore, cosa mai vista prima, nelle città-Stato e nelle tribù vassalle del Tarim.

608: Incidente diplomatico tra Daqin e Zhongguo. Sui Yang Di riceve una lettera dall’imperatore Maurizio che inizia cosi: « Maurizio, imperatore dei Romani, Sovrano del Ponente, Luogotenente di Dio sulla Terra, al Sovrano del Levante, Saluti ». Questa formula metteva i due imperatori sullo stesso piano, cosa il Figlio del Cielo non sopporta, vietando ogni relazione diplomatica o commerciale con un sovrano cosi insolente. Questo era però uno dei primi tentativi da parte dei Romani, dopo secoli di silenzio, per riprendere i contatti. Maurizio voleva saperne di più su un sovrano ritenuto cristiano (infatti Yang Di non lo era, al contrario del padre) e sulle sue intenzioni a proposito della Persia.

610: A Costantinopoli si spegne l’imperatore Maurizio. Il suo regno ha permesso di rafforzare l’impero e anche la minaccia degli Slavi e dei Bulgari nei Balcani é per il momento allontanata. Il tesoro é stato rimpinguato dopo lo sforzo considerevole compiuto sotto Giustiniano. Il figlio dell’imperatore, Teodosio III, sale sul trono e governa con l’aiuto del suo favorito Eraclio. 
Nello stesso anno, nella città della Mecca, in Arabia, un certo Muhammad inizia a diffondere una nuova fede, ispirata alle religioni della Bibbia.

611: Sui Yang Di ordina la conquista dello Xiyu e la sua sottomissione alla dinastia imperiale. Quest’ordine definisce come obiettivi le antiche province di Daxia e Daiyuan, se possibile anche lo Shendu. Il Figlio del Cielo proclama la mobilitazione di un esercito di un milione di uomini, la maggior parte dell’impero. Ha anche altre prede in mente, come la Corea o il regno di Champa nel Vietnam, ma l’Ovest, sogno della dinastia, viene prima di tutto. Perciò mobilita a forza, senza ascoltare le circostanze, anche le tribù turche sotto il suo controllo.

612: Invasione dello Xiyu. L’imperatore stesso, per tutta la durata della campagna, si é insediato a Samarcanda che diventa per la prima volta capitale imperiale. Il Figlio del Cielo vuole controllare ogni decisione e ordina di attaccare a oltranza, senza preoccuparsi delle malattie che si propagano nell’esercito: la conseguenza è un ritardo ben maggiore di quello che si era aspettato. Di fronte a questa operazione di conquista massiccia, il re persiano Cosroe II si reca nelle sue satrapie per combattere, chiedendo anche l’aiuto di Costantinopoli. Il primo scontro si svolge preso il fiume Osso e finisce in un disastro: quasi 150.000 morti in totale, la vittoria é nelle mani di Yang Di anche se le conquiste si limitano per il momento a qualche villaggio.

613: Sui Yang Di organizza il mitico esercito Xiaoguo (armata « forte e brava »), composto dall’élite delle truppe imperiali riunite dai migliori generali del tempo, che diventerà più tardi il corpo d’armata comandato dall’imperatore stesso nelle guerre romane. I Cinesi attraversano di nuovo l’Osso e stavolta penetrano profondamente in Battriana. Contemporaneamente mobilita un numero ancora maggiore di soldati per aver rinforzi, controllare le province e iniziare la conquista del regno di Champa al Sud. Questo regno nell’attuale Vietnam entra a far parte dell’impero, però la sua conquista é stata un vero bagno di sangue, senza contare i morti dovuti alle malattie. Il popolo inizia a mormorare contro il Figlio del Cielo, vero mostro che divora i figli del paese di Zhongguo.

614: Battaglia di Merv. Le migliori truppe cinesi, largamente in superiorità numerica e ben più disciplinate, annientano un esercito persiano-romano. Il generale Eraclio era stato mandato da Teodosio III per aiutare il suo amico personale Cosroe II, non presente sul campo di battaglia. Eraclio stesso ne esce vivo per uno pelo ed è inviato a Costantinopoli per chiedere rinforzi al suo sovrano. Cosroe ha bisogno di tempo per riunire nuove truppe e lascia che Yang Di prenda Bactra, la quale torna ad essere la capitale della provincia di Daxia. 

615: le truppe persiane sono allo sbando nelle satrapie dell’Est, dove Yang Di invia ordini su ordini per mobilitare truppe sempre più numerose. Il Daiyuan é riconquistato come pure il Lixuan (Ircania). Le prime truppe imperiali penetrano nell’antico Shendu, dove affrontano solo dei piccoli regni indiani. Le città aprono le loro porte per non conoscere la sorte terribile dei nemici del Figlio del Cielo, come nella città di Artacoana, capitale del Daiyuan, dove tutti gli abitanti sono stati massacrati per aver assassinato il governatore locale. Nel paese di Zhongguo però divampano le prime ribellioni contadine contro la guerra.

616: i Cinesi devono fermarsi per organizzare e pacificare le loro forze, solo una parte va a conquistare lo Shendu e prende Taxila mentre non avanzano più verso la Persia, permettendo a Cosroe II di ricevere nuovi rinforzi. Yang Di é obbligato a tornare nel paese di Zhongguo per stroncare le ribellioni contro la guerra, esitando tra forza militare e azione diplomatica. Appena arrivato nel paese di Zhongguo, si ferma nella città di Yanmen per riposarsi dopo la sua marcia a tappe forzate. A questo punto il Figlio del Cielo é attaccato dall’esercito locale, ammutinatosi ed aiutato dai ribelli, ma la sua guardia riesce a chiudere le porte della città. Sui Yang Di si ritrova in patria assediato dal suo stesso esercito! Per uscire da questa situazione deve promettere di non ordinare più offensive e accontentarsi di ciò che ha già conquistato, ma appena arrivato a Luoyang non rispetterà nessuna delle sue promesse. Di conseguenza la maggior parte delle province entra in ribellione, dovute sia ai contadini che all’esercito e ai nobili, che intravedono l’occasione di vendicarsi.

617: a Chang’An lo Stato Maggiore e una parte della nobiltà e della corte guidata dal Cancelliere Li Yuan acclamano Yang You, erede di Yang Di, nuovo imperatore con il nome di Sui Gong Di, e offrono al Figlio del Cielo il titolo di Taishang Huang (Imperatore Ritirato), con pieni privilegi, se accetta di ritirarsi senza provocare una guerra. Le truppe ribelli sconfiggono i fedeli dell’imperatore nella battaglia di Hulao, e Yang Di lascia Luoyang per trovare rifugio nel Sud.

618: la situazione rimane tesa, Yang Di si è ritirato a Sud nella città di Nanjing sotto la protezione dell’esercito Xiaoguo, trascorrendo i suoi giorni rinchiuso nel suo palazzo a festeggiare, e rifiutandosi di ascoltare le notizie provenienti dall’esterno. Alla fine l’esercito Xiaoguo, consapevole della situazione e dei crimini del Figlio del Cielo, lo fa arrestare. L’imperatore rimprovera il suo comandante, sostenendo che lui non gli ha mai fatto del male, ma il generale Yuwen gli risponde che il resto della Terra ha subito del male dal parte sua, e che la sua situazione personale non c’entra. Infine offre a Yang Di la possibilità di suicidarsi, ma l’imperatore ha troppa paura e chiede a un soldato di aiutarlo, strangolandolo con la cintura. L’esercito Xiaoguo fa immediatamente atto di sottomissione all’imperatore Sui Gong Di, e riporta l’ordine e l’unità nell’impero.

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Sesta parte: Verso l’unico impero (VII-VIII secolo)

619: con l’approvazione dell’esercito e della corte, il cancelliere dichiara decaduta la dinastia Sui, invia l’imperatore Gong in pensione in una lontana provincia e proclama che lui stesso prenderà il Mandato Celeste sotto il nome di Figlio del Cielo Gaozu della dinastia Tang. Le sue prime decisioni sono quelle di abolire gli eccessi di Sui Yang Di e smobilitare i lavoratori ridotti quasi in schiavitù; non riduce l’esercito in questo periodo di minacce, allorché la guerra nello Xiyu prosegue, ma copre i soldati di beni e di vantaggi. Gli ufficiali troppo fedeli ai Sui sono rimossi, ma l’organizzazione dell’amministrazione Sui non é toccata. Storicamente i Sui verranno ricordati come brutali e autoritari alla stessa maniera della dinastia Qin, mentre i Tang avranno l’immagine di una dinastia stabile e gloriosa simile agli Han (ritorna il gusto cinese per la storia ciclica!) Certe province ancora in rivolta devono però essere riportate all'ubbidienza con la forza o con l’assassinno. Gaozu passa i quattro anni seguenti a riportare l’ordine nelle province.

Ritratto di Li Yuan, il Figlio del Cielo Gaozu,
fondatore della dinastia Tang: si può  vedere
una nuova iconografia dove l’imperatore non
riprende la maniera Han, ed é vestito come alla sua epoca.

622: Egira. Muhammad, diventato il capo di un movimento religioso chiamato Islam ("Sottomissione" ad Allah), deve lasciare la Mecca con i suoi per salvarsi dall'attacco degli suoi nemici. Si insedia a Medina che diventa il centro del primo Stato musulmano, e inizia una guerra con la Mecca. Inizio dell’era musulmana.

623: Teodosio III in persona si sposta in Persia per aiutare il suo alleato. Marcia con il suo fedele Eraclio e un forte esercito arruolato in parte in Europa e in parte pagato dal Tesoro imperiale. Teodosio III vuole partecipare alla campagna, ciò obbliga per la prima volta Cosroe II a scendere in campo per non essere umiliato. Le due armate si incontrano alla frontiera occidentale della Persia e marciano insieme. La loro azione permette di riconquistare Bactra, le truppe presenti nel Daiyuan sono bloccate. É l’occasione sognata da Tang Gaozu per invocare l’unità del paese di Zhongguo contro l’invasione straniera. Mobilita le sue truppe e chiama a sé i suoi rivali, pacificando il resto del paese di Zhongguo per una guerra esterna. Mette suo figlio Li Shimin alla testa delle truppe, e gli affida anche il famoso esercito Xiaoguo. Non ci saranno grandi battaglie per i successivi due anni: i due eserciti sono particolarmente forti, e una battaglia risulterebbe un massacro per entrambi. I Cinesi però riprendono assai rapidamente il Daxia mentre perdono il Lixuan.

624: Per tentare di ottenere un vantaggio, i Romano-persiani iniziano a trattare con il popolo dei Turchi Azzuri (Kökturk) presenti accanto al Mar Caspio e anche nel Caucaso, dove erano la preoccupazione di Teodosio III. L’imperatore offre loro di stanziarsi nel regno di Iberia in cambio del loro aiuto. Questi ultimi attaccano i Cinesi da Nord.

625: Battaglia di Siraca. Mentre i Turchi sono vinti nel Nord nella battaglia di Talas, il principe Li Shimin inizia la battaglia principale contro Teodosio III e Cosroe II. Ha al suo arco un’arma segreta rimasta fino a questo momento mai usata. Qualche anno prima il famoso medico taoista Sun Simiao, cercando a produrre un elisir del’immortalità (sempre la solita ossessione), realizza una polvere nera infiammabile. L’alchimista ha ricevuto allora l’ordine di cercare di aumentare il potenziale esplosivo e di trovare il modo per usarlo. In un primo momento l’ingenuo medico crea solo fuochi d’artifico,i ma le richieste del generale sono precise e Sun Simiao finisce per inventare delle piccole granate a mano, basta accendere la miccia e lanciare sul nemico; più tardi saranno ideati modelli più grandi da lanciare con catapulte, e frecce esplosive.
Prima della battaglia Li Shimin può cosi lanciare uno vero e proprio diluvio di fuoco e di esplosivo sui suoi nemici, disperdendo nel panico tutta la cavalleria (infatti é più un’arma di terrore più che di distruzione), e spaccando le linee della fanteria. Le truppe imperiali possono facilmente rovesciare le linee nemiche. La battaglia si trasforma presto in un massacro. La maggior parte dei generali persiani insieme a Cosroe II si trovano accerchiati, e malgrado le offerte di resa sono massacrati. Teodosio III ed Eraclio non hanno aspettato questo momento per fuggire con ciò che rimane delle loro truppe. Accusati di tradimento dai Persiani, subiscono forti perdite lungo la via del ritorno nel Daqin, umiliati dalla fuga. In conseguenza della battaglia i Cinesi rimangono padroni di tutta l’Asia centrale e marciano ancora verso la Persiadove la morte del re ha scatenato il caos. Li Shimin affida il resto dell'esercito ai suoi generali e torna a Chang’An.

626: Il trionfo di Li Shimin provoca l’inquietudine anche nel paese di Zhongguo. Il Figlio del Cielo Gaozu si preoccupa della decisione di suo figlio di tornare subito a Chang’An senza aver ricevuto ordini in tal senso. Il principe infatti si era assicurata la fedeltà di numerosi ufficiali, ed era l’eroe di tutto l’esercito. Appena arrivato nella capitale, si presenta armato davanti al padre e gli ordina di abdicare in suo favore. Gaozu, gia vecchio, non ha voglia di iniziare una nuova guerra civile e ha già il coltello alla gola. Accetta e si ritira volontariamente in un palazzo di provincia, designando suo figlio come nuovo sovrano. Li Shimin si proclama così Figlio del Cielo Tang Taizong. Gaozu morirà nel 635 dopo una pensione tranquilla e felice, finalmente contento della sua decisione e delle vittorie del figlio.

Ritratto di Li Shimin, Figlio del Cielo Tang
Taizong il Grande: per la prima volta il
giallo diventa il colore delle vesti imperiali.

In Occidente l’assenza del generalissimo, ormai imperatore, non ha impedito ai suoi ufficiali di proseguire la campagna. Essendo arrivato l’inverno, le truppe cinesi non marciano attraverso le montagne ma preferiscono rendere sicura la Drangiana fino alla costa Sud ed estendere la provincia di Shendu. Sono spesso ben accolti dai discendenti dei coloni Han, insediati da secoli nella regione. Questi, spesso di sangue misto ma con una buona conoscenza della lingua e della cultura del paese di Zhongguo, diventano naturalmente la base del potere imperiale, servono comr agenti, funzionari secondari, spie e guide. Le truppe imperiali si fermano anche per compiere una cerimonia particolarmente impressionante davanti dalle tombe della famiglia Ban, particolarmente di Ban Chao e di Ban Yong, antichi eroi e conquistatori del paese.

627: Taizong inizia ad organizzare il suo regno, nominando i più fedeli amici suoi ministri e consiglieri. L’imperatore decide di dividere le mansioni tra i suoi fedelissimi, rinunciando alla monarchia assoluta. L’imperatore offre anche tantissimi titoli di ufficiali e di nobiltà per formare i capi delle nuove province dello Xiyu ancora da organizzare. Inoltre decide di ridurre il numero di province, creando territori più vasti.

629: il re di Persia Kavadh II é costretto a chiedere ai Cines una pace umiliantei. Non ha più eserciti validi e i suoi territori sono disorganizzati, in preda alla ribellione dei diversi rivali al trono. Da canto suo il Figlio del Cielo Taizong vuole sistemare le sue conquiste e non ripetere l’errore di Yang Di con una guerra infinita. Esige però tutto il Lixuan e l’Anxi, lasciando a Kavadh II solo la Media e la Persia più il regno vassallo degli Azeri. Taizong ordina di conquistare il territorio dei Turchi fino al Mar Caspio e si allea con il popolo Kazaro contro l’impero del Daqin, nel quale vede il principale rivale e nemico della sua espanszione. Kavadh II inizia anche una politica chiaramente antiromana davanti a quella che chiama « la codardia di Teodosio », fuggito davanti al disastro. 
Teodosio III deve affrontare una situazione pericolosa: la sua spedizione, iniziata per coprirsi di gloria in terra straniera gli ha fatto perdere il favore del popolo, fino a questo momento fedele alla dinastia. La scarsità di uomini in Europa ha permesso ai ribelli berberi e longobardi di farsi sentire nelle province, mentre i Visigoti si sono ripresi Cartagena, lasciando solo Valencia ai Romani. Più grave ancora: gli Slavi si sono rimessi in movimento e saccheggiano la Tracia, minacciando per breve tempo anche Costantinopoli prima di essere respinti. Il tesoro e l’esercito hanno sofferto del disastro, e a Sud iniziano le incursioni da parte delle tribù arabe. Se questo non basta, i Kazari alleati dei Cinesi attaccano il Caucaso e saccheggiano il regno di Iberia.

630: il Figlio del Cielo Taizong ordina la costruzione di tre palazzi imperiali nelle principali capitali dello Xiyu, Taxila, Bactra e l’attuale Esfahan, ciascuno con una vera amministrazione locale sotto il controllo dell’amministrazione tradizionale come era all’epoca degli Han, al quale si aggiunge una gerarchia militare parallela, con dei distretti riservati nelle frontiere. La Grande Muraglia dello Xiyu é restaurata e strade in pietra sono costruite grazie a lavoratori locali pagati per non creare delle ribellioni. Delle città nuove sono fondate nella provincia di Yancai e Lixuan (provincia estesa a Nord con tutta la costa orientale del Caspio). Dei porti sono restaurati sul Caspio e sull’Oceano. Taizong ha saputo comprendere la priorità di restaurare la via della Seta e i porti indiani. L’antico porto di Stratoneia, ormai chiamato Karachi, é ricostruito. Malgrado la guerra i porti indiani continuano ad approfittare del comm. Commerciano con i porti dell'Arabia, pagando tasse al califfato piuttosto che all’impero. Il commercio con l’Egitto resiste ancora e spedisce i beni comprati verso l’Africa e l’Italia senza problemi. I Cinesi iniziano anche ad esportare le loro produzioni nel Sud-Est del continente.
L’anno seguente affida a suo generale Li Yu l'incarico di sottomettere i popoli Turchi del Nord ancora indipendenti. Dopo una campagna di due anni tutta la zona attorno al mare di Aral è sottomessa. Non sono create delle province, ma le tribù sotto organizzate in un sistema feudale dominato dal Figlio del Cielo.

632: Morte di Muhammad, diventato padrone dell’intera Arabia dopo la sua vittoria sulla popolazione della Mecca e sulle tribù sottomesse a Costantinopoli. Aveva approfittato della situazione di sorpresa dopo il disastro orientale. Il profeta dei musulmani aveva organizzato la sua successione e il potere giunge nelle mani del Califfo (« successore ») Abu Bakr, al quale succede due anni dopo Omar. Quest’ultimo proclama che l’Islam deve propagarsi nel mondo, e invade le terre romane.

634: Grande Ispezione delle province. Taizong invia i suoi fedeli consiglieri in tutte le province per verificare scrupolosamente i conti e gli affari locali, giustiziando senza pietà gli ufficiali colpevoli di abusi. L’ispezione é particolarmente dettagliata nelle province Xiyu conquistate da poco. I grandi lavori sono quasi tutti finiti e le istituzioni locali funzionano assai bene. Le élite di sangue cinese misto ma anche i nobili tradizionali locali si sono ben integrati, le province sono prospere e vedono le città svilupparsi rapidamente. Anche il commercio approfitta di tutto questo. Il Figlio del Cielo dà in matrimonio una delle sue sorelle al re del Tufan, egemone del Tibet, Songtsen Gampo, e inizia i rapporti con questa regione fino a questo momento lasciata alla sua barbarie montagnosa.

636: Battaglia di Yarmuk. I cavalieri arabi hanno già annientato le tribù sottomesse ai Romani e possono ormai invadere direttamente la Siria. Omar e le sue truppe sconfiggono l’esercito mandato da Costantinopoli, sebbene superiore numericamente. L’intera Siria é presto senza difesa mentre l’impero manca di uomini e Damasco é presa. L’anno seguente una nuova sconfitta a Nisibis apre agli invasori le porte della Mesopotamia, che sarà però veramente controllata solo qualche anno dopo. Sembra che niente possa fermare l’avanzata dei cavalieri del deserto. Nel 637 Antiochia é presa. Nek 638 cadono Gerusalemme e la Palestina.

638: Taizong riconosce ufficialmente il cristianesimo come una religione cinese e non straniera. Promette la sua protezione al vescovo di Chang’An, Alopen, primo nome conosciuto di un vescovo di Chang’An. Sarà poi riconosciuto da Gaozong come capo della Chiesa, cioè quasi patriarca autocefalo del paese di Zhongguo, e gli affida un rango ufficiale nella gerarchia imperiale. Ovviamente é un cristiano nestoriano. Si dice che Alopen abbia scritto molti sutra cristiani per rendere la sua religione più facile da insegnare ai Cinesi. Delle versioni originali di questi « Sutra di Gesù Cristo » sono state riscoperte delle grotte Mogao nel 1900, e proclamate subito tesori nazionali. Dopo averli studiati, numerosi storici hanno concluso che questa fede arcaica non aveva più niente in comune con il vero nestorianesimo persiano e propongono di parlare di un vero cristianesimo cinese.

640: Songtsen Gampo, re del Tufan, dopo aver unificato l’attuale Tibet ed aver sposato una principessa Tang, creando un’alleanza con Chang’An, prosegue le sue conquiste verso Sud e prende possesso della valle di Katmadu e della maggior parte dell’attuale Nepal. L’alleanza sino-tibetana rende totalmente sicuro il Tarim e crea un vasto spazio pacifico in questa zona mai veramente pacificata. Con l’alleanza cinese e la presenza di una principessa imperiale sul trono, l’impero tibetano si mette alla ruota della dinastia Tang, inviando studenti per imparare la scrittura, la cultura e la politica del paese di Zhongguo. La principessa converte anche Songtsen Gampo al buddismo, il re del Tetto del Mondo diventa molto pio e crea una legislazione interamente buddista che vieta ad esempio la pena di morte.

641: Morte di Teodosio III, imperatore dei Romani. La fine del suo regno é stata oscurata dalla sconfitta contro i Cinesi e dall’invasione araba. Come previsto da anni, il marito di sua figlia e figlio del generale Eraclio, morto pochi mesi prima, eredita il trono con il nome di Costantino III. Ma il nuovo imperatore muore pochi mesi dopo e lascia il trono a suo figlio minorenne Costante II.

642: il generale Amr prende Alessandria e conquista l’Egitto; ovviamente Costantinopoli farà tutto per riprendere la provincia che alimenta la capitale, ma senza successo, lasciando gli altri fronti indifesi. Lo stesso anno l’armata del califfo invade i resti del regno persiano e sconfigge il suo memico nella battaglia di Nehavend. Il figlio dell’ultimo re, Peroz, deve fuggire e trova riparo nelle province cinesi. Peroz si reca fino a Chang’An dove si umilia chiedendo in ginocchio l’aiuto di Taizong dietro la promessa di diventare suo vassallo. Il Figlio del Cielo deve però prima sistemare i conti con diversi piccoli regni insolenti nelle periferie dell’impero, e non ha dunque il tempo di organizzare una campagna immediata. Tuttavia promette a Peroz di rimetterlo sul trono e lo riconosce sovrano legittimo. Nel frattempo gli attribuisce il rango di alto ufficiale dell’esercito, ed egli fonderà una dinastia persiana al servizio dei Tang. I Tang ricevono anche la sottomissione del migliore dei generali Persiani, il famoso Rostam viene integrato nell’esercito dell’Anxi.

644: il califfo Omar é assassinato in Arabia, Othmàn gli succede e prosegue nella sua intenzione di far cadere l’impero bizantino. Il generale Muawiyya, governatore della Siria e conquistatore di Cipro, inizia la costruzione di una flotta per attaccare Costantinopoli. Othmàn riceve un’ambasciata cinese che gli chiede di fermare la sua avanzata. Il califfo risponde in maniera brutale e agressiva e non promette niente a dei pagani. Taizong non capisce un granché di questa nuova setta, e aumenta le truppe presenti nell'Anxi.
In Italia i Longobardi approfittano della situazione disastrosa dell’impero per rialzare la testa e attaccare le truppe romane, uccidendo l’esarca d’Italia. Genova viene presa.

645: Taizong guida personalmente la guerra contro il Goguryeo, il principale regno coreano, chiamato dal regno alleato di Silla (nel Sud della penisola). La capitale del regno, Pyongyang, é conquistata, ma il re coreano si esilia più a Sud continuando la lotta. Questo conflitto mobilita una buona parte delle forze dei Tang. Intanto i cavalieri arabi compiono le prime incursioni sul territorio dell'Impero di Zhongguo. Affrontano le truppe locali dirette dai generali Qiao Shiwang e Zhishi Sili. Gli Imperiali riescono a respingere il nemico. Taizong si preoccupa di nuovo dell’Occidente e ripensa alla richiesta di aiuto di Peroz. Il generale Rostam é inviato sulla frontiera per preparare una nuova invasione.

646: l’esarca d’Africa Gregorio paga un tributo agli Arabi per evitare di essere rovesciato, é denunciato da Costantinopoli ma si comporta ormai da sovrano indipendente, firma anche un trattato con i Berberi per ricevere aiuti da loro in caso di invasione araba. Ala stessa maniera l’esarcato d’Italia diretto da uno certo Olimpio si rende indipendente con l’appoggio di Papa Teodoro I (642-649).

647: il generale arabo Muawiyya saccheggia la Cappadocia romana, minacciando anche l’Armenia senza che il Daqin riesca a rispondere con un’azione chiara. 
Nello stesso anno le armate Tang della provincia del Shendu sconfiggono il re Harsha del Kanauj che era riuscito a riunificare l’India per la prima volta dalla fine della dinastia Gupta. Il re di Kanauj controllava la maggior parte dell’India e minacciava i porti occidentali. Taizong aveva dunque ordinato una campagna per proteggere questi preziosi porti. Harsha é sconfitto preso Varanasi. Lo Shendu estende le sue frontiere e annette i porti della costa occidentale fino a Chennai, che è annesso per la prima volta all’impero, ma per aprire le sue porte agli Imperiali riesce a negoziare uno status di autonomia sotto un raja vassallo. Il resto dell’India si frammenta di nuovo in piccolissimi regni che pagano un tributo a Taxila.

649: il Figlio del Cielo Taizong il grande si spegne a Chang’An: dopo aver firmato un nuovo trattato con il regno di Goguryeo, stava preparando una spedizione verso l’Ovest contro gli Arabi. Suo figlio diventa il Figlio del Cielo Gaozong, l’imperatore però é conosciuto per essere facilmente manipolato dalla sua seconda moglie Wu Zhao. Alla notizia della morte del gran re degli Cinesi le truppe arabe oltrepassano di nuovo le frontiere della provincia dell’Anxi e penetrano profondamente nell’impero, in una campagna fulminea guidata ancora dal generale Amr con le sue truppe precedentemente destinate a conquistare la provincia romana d’Africa. Perciò il Figlio del Cielo rimanda a data da destinarsi  la campagna progettata contro la Corea.

Il tempio e museo dedicato a Tang Taizong presso Chang’An.
Il culto del grande Tang é stato promosso dal regime perché
Taizong é stato il nome d regale scelto dall’attuale Figlio del Cielo.
Il museo conserva la più splendida collezione di arte Tang del mondo.

650: il re del Tibet unito, Songsten Gampo, si spegne nella capitale che ha fondato, Lhasa. Lascia il trono a suo nipote giovanissimo sotto la reggenza della sua moglie cinese.

651: L’attacco massiccio degli Arabi sbanda le truppe stanziate nell’Anxi, queste sono sconfitte preso Esfahan malgrado l’eroismo del generale Rostam che lotta sul campo con la sua guardia persiana. L’obiettivo degli Arabi é quello di arrivare a Chang’An e conquistare la Cina, senza sapere veramente quanto é vasto il paese di Zhongguo. Il Figlio del Cielo Gaozong continua a riunire un vasto esercito mentre i musulmani prendono Herat e penetrano in Battriana.

652: Nel Daqin la situazione peggiora di anno in anno. La provincia di Armenia si rende indipendente dell’impero chiamando gli Arabi, nel 655 Trebizonda é presa dagli Armeno-arabi e un attacco diretto contro Costantinopoli non può più essere escluso.

653: Battaglia di Baram. L’esercito imperiale diretto dal generalissimo Gao Kan aiutato dalle truppe locali sotto il commando del generale Rostam dopo la morte del generale precedente in battaglia, uniscono le loro forze chiamando anche dei rinforzi turchi e perfino un reparto inviato dal re del Tibet. I Cinesi non possono contare sull’effetto sorpresa con la polvere nera, trucco ormai conosciutissimo, ma almeno gli eserciti arabi hanno poche balestre moderne e non montano quasi mai con le staffe. Ciò conferisce all’esercito imperiale un indubbio vantaggio. I Tang sono dotati delle migliori armi e la loro intendenza é la migliore, preparata da anni, quando Taizong preparava una spedizione verso il lontano Ovest. Non é dunque una sorpresa vedere gli Arabi duramente sconfitti, anche se le perdite sono notevoli. L’armata imperiale Tang marcia verso Ovest, avida di vendetta.

655: Gao Kan e Rostam invadono la Persia e la Media e ricevono il sostegno del regno degli Azeri: questi ultimi erano rimasti fedeli ai Tang, continuando a comunicare attraverso il mar Caspio. 
La concubina Wu Zhao, seconda moglie del Figlio del Cielo, riesce a far sparire ogni rivale e a diventare lei stessa imperatrice. Wu Zhao é una donna dalla fama molto brutta: entrata a 13 anni come concubina di Taizong, é diventata poi la favorita di Gaozong mentre secondo la tradizione avrebbe dovuto entrare in un monastero buddhista. Per l’opinione pubblica la sua relazione con Gaozong puzza di adulterio e di incesto, anche se niente lo impediva davvero. Più preoccupanti sono morti che segnano la sua salita sul trono, una malattia le ha sempre facilitato il percorso ma l'uso del veleno non é mai stato dimostrato.

656: il califo Othmàn é assassinato per ragioni religiose: la sconfitta di fronte agli Cinesi ha turbato molti musulmani, forse aveva perso il favore di Allah. La morte del califfo apre una lotta di successione. Alì si dichiara erede legitimo perché legato alla famiglia del profeta, ma il generale Muawiyya si considera come successore designato. I due si scontrano con i loro partigiani nella battaglia di Siffin, che vede la sconfitta di Alì. 
Ovviamente di questo approfittano i Romani che possono respirare un po', ma sopratutto i Cinesi che sono accolti come liberatori dai Persiani ed occupano senza problemi la Media. Rostam penetra in Mesopotamia mentre Gao Kan si separa da lui e prende la direzione dell’Armenia, rinforzato da truppe turche e azere. Nell’armata imperiale si conta uno numero notevole di cristiani nestoriani. Benché non siano della stessa opinione, sono accolti con gioia e sorpresa dai cristiani locali, e contribuiscono a dare una buona immagine del paese di Zhongguo.

657: Battaglia di Qâdisiyya. L’armata imperiale Tang comandata dal generale persiano Rostam annienta l’esercito mandato dal califfo ufficiale Alì per riprendere la Mesopotamia e la Persia. Alì non ha potuto contare sull’aiuto del suo rivale Muawiyya che preferiva lasciarlo solo, e difendere piuttosto l’Armenia attaccata da Gao Kan.

658: Gao Kan beneficia anche di un sussulto della potenza romana. L’imperatore Costante II, diventato maggiorenne, é riuscito a prendere da solo il governo e la sua azione decisa gli ha permesso di sconfiggere e sottomettere gli Slavi che avevano invaso la Macedonia. In Asia le truppe romane, entrate in relazione con i Tang, sono riuscite a coordinare le loro azioni in Cappadocia e sopratutto più a Nord. Gao Kan sconfigge gli Armeno-arabi e riceve la sottomissione delle élite armene dietro la promessa di essere trattati onorevolmente con piena libertà di culto. Gli Armeni temono una possibile rivincita imperiale contro il loro tradimento, come si é verificato quando i Romani hanno ripreso la costa del Nord e Trebisonda, dove hanno massacrato la popolazione armena. Gao Kan organizza le conquiste. La provincia di Anxi é estesa sulla Persia e la Media mentre la Mesopotamia diventa la provincia di Tiaozhi. L’Armenia diventa un regno vassallo come il regno degli Azeri.

660: Muawiyya si proclama ufficialmente califfo mentre Alì é in difficoltà. Mal visto dopo le sue sconfitte, Alì stesso é assassinato l’anno seguente da un musulmano kajirita (una setta particolarmente fanatica e aggressiva). Muawiyya riunifica sotto la sua autorità gli Arabi e fonda la dinastia omayyade con capitale a Damasco. Questi eventi saranno all’origine della divisione tra sunniti e sciiti. Però per il momento Muawiyya vuole fare dimenticare i successi degli infedeli cinesi. L’alleanza romano-cinese, mai formalmente firmata, é gia defunta dopo che il generale Gao Kan ha rifiutato di restituire a Costantinopoli i territori imperiali presi agli Arabi. Le terre sono state conquistate per conto del Figlio del Cielo Gaozong il Conquistatore.
Visita imperiale nelle province dello Xiyu, una cosa mai vista in tempo di pace: a questo punto Gaozong inizia a soffrire di un mal di testa cronico, perdendo temporaneamente la vista. Si appoggia sempre più all’imperatrice Wu per governare.

661: Narsieh, figlio di Peroz, ultimo re di Persia e generale nell’esercito dei Tang, é nominato prefetto della provincia di Lixuan. La sua famiglia si insedia sul posto e fornirà numerosissimi ufficiali alla corte dei Tang. 

662: Anche se il paese di Zhongguo non ha restituito i territori romani al suo imperatore, l’intervento permette a Costantinopoli di riprendere fiato, le zone di frontiera con i Tang sono pacifiche e gli Arabi si ritirano dalla Cilicia per non restare intrappolati. Ciò permette a Costante II di sistemare i conti con gli esarchi ribelli. Sbarca in Italia dove sconfigge i Longobardi, entra a Roma e le fa pagare ingentissime tasse per contribuire alla guerra, prima di insediarsi a Siracusa e ricevere la sottomissione dell’Africa. 

663: il re Mangsong Mangtsen del Tibet sotto reggenza del suo ministro Gar Songtsen rompe l’alleanza con la Cina e attacca la città di Kashgar nel Tarim. I Tibetani erano assai insoddisfatti di non avere ricevuto più grandi onori nella guerra contro gli Arabi. Le incursioni tibetane si moltiplicano nel Tarim e anche nel Sichuan. Mentre lo sforzo militare é rivolto per lo più all’Ovest, la corte di Chang’An convince Gaozong a trattare e ad inviare degli agenti. Nel 665 Gar Songtsen é assassinato e la fazione filo-cinese prende il potere a Lhasa, le conquiste nel Traim sono abbandonate in scambio di un matrimonio dinastico con una delle cugine del Figlio del Cielo. I Cinesi orientano negli anni seguenti le conquiste tibetane verso il Sud, l’Indo e il valle del Gange. 

665: L’armata Tang attacca la Siria. Presa di Damasco e Aleppo dopo la vittoria delle bandiere cinesi nella battaglia di Isso contro le truppe di Muawiyya stesso. La giovane dinastia omayyade perde la sua capitale e va a insediarsi a Fustat, divenuta più tardi il Cairo. L’Egitto diventa per secoli il centro dell’impero arabo. Il confine tra i belligeranti è stabilito sulla frontiera Sud della Siria. La Palestina e Gerusalemme rimangono in mani arabe e Costante II non osa chiedere a Cinesi pagani o, peggio, eretici nestoriani, di andare prenderla per suo conto. Per anni i combattimenti tra Cinesi e Arabi rimarrano lotte di frontiera, razzie e spedizioni punitive perché il Figlio del Cielo Gaozong é ormai preoccupato del riarmo della Corea.
A Chang’An il Figlio del Cielo Gaozong continua a gestire l’impero e presiede il consiglio imperiale, però autorizza sua moglie, l’imperatrice Wu, ad essere presente nascosta dietro un paravento fatto di perle. L’imperatrice ascolta e non dice niente, almeno in pubblico. L’imperatrice ha anche iniziato a guadagnarsi un peso politico, conquistando la fedeltà di molti ufficiali della corte. Inizia a costituirsi il partito dell’imperatrice.

666: per la prima volta un’imperatrice ottiene di partecipare attivamente alle cerimonie imperiali sul Monte Tian, realizzando lei stessa certi sacrifici mentre tradizionalmente solo il Figlio del Cielo poteva farlo.

668: Dopo tre anni di guerre, le armate del paese di Zhongguo sono vittoriose sul Goguryeo che viene finalmente annesso e trasformato in tre province. Però Gaozong, sostenuto dai suoi consiglieri, rifiuta di continuare lo sforzo militare, anche in Occidente, per dare al paese il tempo di pacificare le conquiste, rinforzare il tesoro e far tornare le truppe vittoriose nei loro villaggi che non hanno visto da anni. Gaozong ordina anche la costruzione di città amministrative attorno a un palazzo a Damasco, Susa e Ctesifonte e il restauro del porto di Apologo, ormai divenuto Bassorah, che collega meglio delle strade l’Estremo Occidente al resto dell’impero. Dei trattati di vassallaggio sono firmati con l’Armenia e l’Iberia, e strade larghissime sono costruite attraverso le montagne iraniche.
Costante II si insedia di maniera permanente a Siracusa che assume il titolo di capitale dell’impero, anche se Costantinopoli rimane la capitale ufficiale e la più grande e ricca città del Daqin. Costante II si giustifica con le sue azioni in Occidente e il suo desiderio di mettere la sua famiglia al riparo. Promette di proteggere comunque la Seconda Roma. Questo causa però una crisi di fiducia nell’impero, e Costante II sfugge di poco a uno tentativo di assassinarlo.

670: Callinico di Eliopoli del Libano, alchimista e medico romano, inventa il fuoco greco, anche chiamato fuoco liquido, che permette di bruciare a una certa distanza qualsiasi nemico. Riesce a giungere Costantinopoli dove la sua arma segreta é prodotta in quantità per difendere la capitale. Nello stesso anno Gaozong sposa la sorella di Peroz, ultimo re di Persia. Alla morte di quest’ultimo prenderà per se il titolo di re di Persia accanto a tutti gli altri titoli che gli spettano. 
Inoltre Gaozong autorizza la costruzione della prima moschea ufficiale nel paese di Zhongguo, a Damasco. In generale il regime Tang non impedisce il culto musulmano se rispetta le idee confuciane. Ciò permetterà a numerosi avversari degli Omayyadi di trovare riparo in Siria o in Mesopotamia senza che il paese di Zhongguo li aiuti contro il califfato, con il quale le relazioni rimangono assai amichevoli e rafforzate dal commercio tra l’India, l’Arabia e l’Egitto.

675: Gaozong pensa di evacuare le conquiste ad Ovest dell’Anxi e restituirle all’imperatore del Daqin, decisione motivata dalle spese fatte per governare questa zona lontanissima e dallo sforzo per civilizzarla. Però l’imperatrice Wu riesce a fargli cambiare idea. Per ridurre i costi è insediato a Damasco un Protettorato Generale dle Daqin, che riunisce le amministrazioni locali. Nella stessa ottica i Tang evacuano una parte della Corea e sostengono l’estensione del regno alleato di Silla.

676: Di Renjie (il nostro detective Ti), giovane funzionario imperiale, prende la difesa di due militari accusati a torto di sacrilegio. La giovinezza lo fa anche intervenire di fronte al Figlio del Cielo stesso quando quest’ultimo aveva pubblicamente condannato gli accusati. Impressionato dalla forza tranquilla che vede nel suo servitore, accetta di compiere un’indagine più profonda che dimostra l'innocenza dei due militari. La difesa calma e piena di umanità di Di gli vale una grande fama di saggezza. Il Figlio del Cielo Gaozong lo nomina censore, onore eccezionale per un uomo a questo punto della sua carriera, mentre fino a questo momento si era accontentato di posti di giudice nelle province semi-barbariche dello Xiyu dove aveva dovuto anche studiare il greco: una vera vita da esiliato!

678: Attacco arabo contro Costantinopoli. Il tentativo è compiuto dal mare con la flotta araba allestita da Muawiyya. Quest’ultima era fuggita alla perdita della Siria e aveva trovato rifugio a Cipro, sempre in mani musulmane. Questa flotta ha permesso agli Arabi di dominare da questo periodo in poi l’Oriente del Mediterraneo. Gli Arabi sono anche riusciti a prendere Rodi ai Romani e a compiere razzie. Però il tentativo fallisce e si trasforma in un disastro quando l’esercito romano usa la sua arma segreta, il fuoco greco che annienta in maniera decisiva e rapida la flotta nemica. Il fuoco greco entra ormai nella leggenda e il racconto arriva subito a Chang’An, dove l’imperatore ordina ai suoi alchimisti di produrre il fuoco del Daqin.

679: ribellione turca nella provincia di Yancai e più a Nord, una spedizione Tang é inviata e fa il giro del mare di Aral, riportando le tribù all'ubbidienza. I Turchi sono però riusciti a fare incursioni nell’Anxi, mostrando che la loro potenza non deve essere sottovalutata. Di conseguenza Gaozong riafferma I legami feudali con i capitribù, offre dei vantaggi a questi ultimi e nomina un Protettore Generale nella regione. Lo stesso anno i Tang devono anche sconfiggere le tribù arabe presente presso il Tiaozhi per impedire le razzie, ma il califfato non reagisce, occupato sopratutto ad avanzare in Libia e il lungo del Nilo, senza parlare delle lotte interne al califfato.

680: Hussein, figlio del califfo Alì, trova riparo nel Tiaozhi dove sarà messo sotto protezione imperiale a riceverà anche un titolo nobiliare, duca di Karbala, ma dove morirà assassinato da agenti omayyadi, fondando lo sciismo. I musulmani sono liberi di insediarsi nell’impero se giurano fedeltà alla dinastia imperiale sul loro Dio. Lo stesso anno il califfo Yazid sale sul trono califfale alla morte di Muawiyya, ma muore lo stesso anno causando una crisi di successione. 
Nello stesso anno avviene la prima ribellione ortodossa in Siria e Cilicia. Le truppe cinesi sono messe in difficoltà e Antiochia deve essere evacuata. La ribellione é il peggiore dei peccati nel paese di Zhongguo. Gaozong ordina l’inizio di una campagna per riprenderne il controllo e punire anche il Daqin, intervenuto in favore dei cristiani.

681: creazione di un regno bulgaro da parte del khan bulgaro che approfitta della Guerra diretta dai Romani contro i Tang, per prendere il controllo della maggior parte della Tracia e anche della Macedonia. In Asia il generale Pei Yan arriva nel Daqin occupato e sconfigge in diverse battaglie i ribelli, aiutato dall’esercito romano. I Tang riprendono la città di Antiochia, distrutta e poi ricostruita come Antu, città cinese popolata con dei coloni volontari. Quest’attitudine di colonizzazione é però rara e la popolazione delle province Daqin non cambierà, eccezion fatta per un insediamento Han individuale di commercianti, funzionari o altri. Il generale Pei chiede l’autorizzazione di proseguire contro l’impero romano. Un attacco dell’esercito romano contro l’Armenia gli offre il prestesto, e Gaozong autorizza la guerra.

682: Wang Fangyi riprende il commando dopo la morte di Pei, già molto vecchio. La sua strategia lo porta a invadere e distruggere le terre nemiche. Penetra in Cappadocia dove le truppe imperiali avanzano lentamente di fronte a una forte resistenza. Un gruppo riesce a giungere in Licia e prende il porto di Attalia, mentre al Nord l’aiuto degli Armeni permette di occupare Trebisonda, però senza saccheggiarla.

Ritratto del Figlio del Cielo Tang
Gaozong, conquistatore dell’Occidente.

683: Morte del Figlio del Cielo Gaozong il Conquistatore, suo figlio diventa ufficialmente il Figlio del Cielo Zhongzong sotto la reggenza dell’imperatrice-madre Wu Zetian (suo nuovo nome di regno). Il giovane imperatore si mostra però dominato dalla sua rabbia e dal suo orgoglio, e suscita un’opposizione terribile contro il governo di sua propria madre, l’imperatrice Wu. Quest’ultima, avida di potere ma ben più intelligente, non accetta di vedere decenni di sacrifici annientati da un figlio manipolato da altri ufficiali. L’imperatrice prende dunque la decisione straordinaria di deporlo a vantaggio di suo fratello, che diventa il Figlio del Cielo Ruizong. Li Xian, l'ex imperatore Zhonzong, é inviato in esilio. L’imperatrice Wu taglia ogni contatto tra il Figlio del Cielo e l’esterno, per poter governare in pace.

684: Per tre anni le province Daqin di Siria e Tiaozhi sono scosse dalla ribellione dei Kajiriti, infiltrati da anni. Questi fanatici volevano riprendere questi territori, convinti che la loro pura fede, al contrario degli omayyadi, avrebbe dato loro la vittoria. Questa guerra avrà come conseguenza una profonda sfida del governo imperiale contro la fede musulmana, e ritarderà anche la guerra contro i Romani al Nord.

685: A Costantinopoli si spegne l’imperatore Costante II con gran gioia del popolo, che odia sempre più la dinastia giustinianea, incapace di impedire le invasioni arabe e cinesi malgrado la vittoria a Costantinopoli. Il popolo turbolento della capitale rimprovera al nuovo imperatore Giustiniano II, figlio di Costante II, era alla morte di trovarsi a Siracusa alla morte di suo padre e di aver aspettato tantissimo prima di andare a farsi incoronare in Santa Sofia. Una prima incoronazione é avvenuta a Siracusa stessa, dove una basilica imperiale é in corso di costruzione.
Nello stesso anno la corte di Chang’An é scossa dal discreto scandalo dell’inizio della relazione tra l’imperatrice Wu Zetian e il monaco buddista Huaiyi: guai a chi suggerisce che la pietà buddista dell’imperatrice c’entri qualcosa con il fisico splendido del monaco. Per contrastare questo genere di rumore Wu Zetian organizza per la prima volta un sistema di denunce con un ufficio deputato a ricevere le lettere anonime, questo sistema si estende agli affari politici e non solo alla diffamazione, con grande scandalo dei confuciani tradizionalisti.

686: Tra i primi confuciani tradizionalisti si deve contare Di Renjie, diventato ormai ministro dei lavori pubblici. Egli è forse l’unico ufficiale della corte a non nascondere le sue critiche contro l’imperatrice, ed é per questo che ha ancora salva la vita, dato che Wu Zetian approva il fatto di avere questa voce contraria per prendere le misure della contestazione. Se Di Renjie critica, gli altri rimarono taciti, aspettando il suo intervento. Inoltre Di é onesto, non ha parte nelle congiure ed é abbastanza diplomatico e sottile per sapere quando deve piegare il capo.

688: Per tutte queste qualità Di Renjie é nominato consigliere presso l’imperatore Rizong. La sua influenza politica é piccola e ha la fama di leader tra gli oppositori, ma stranamente le sue critiche hanno un’effetto positivo sull’imperatrice, che si fida dei suoi consigli anche se rifiuta di seguirli.

690: Wu Zetian, considerando le difficoltà di governare un impero cosi esteso e di farsi capire dai nuovi sudditi ma anche dal popolo minuto, fa adottare ufficialmente il sistema di Wang Xizhi come sistema di scrittura ufficiale nell’amministrazione imperiale. L’unico cambiamento é per la terza scrittura, i suoni cinesi non saranno più scritti in alfabeto greco ma in alfabeto latino. Questo sistema si diffonde rapidamente in tutte le province e viene adottato anche dai vassalli in Armenia, dai Turchi e dai Tibetani con alcune modifiche. Il popolo inizia a usarlo spesso, solo i poeti e gli scrittori rifiutano con disprezzo di usarlo.

L’imperatrice Wu Zetian, unica imperatrice
donna nella storia del paese di Zhongguo,
al tempo della sua presa del potere.

Nello stesso anno l’imperatrice Wu Zetian, per premiare il proprio sforzo di governare l’impero, per mostrare la sua uguaglianza con i maschi e per soddisfare la sua sete di potere, si proclama gloriosamente non più come reggente (Shehuangdi) ma come una vera imperatrice regnante (Huangdi) e prende il nome di regno di Shengshen. Nella sua prima intenzione, la Celeste Imperatrice voleva cambiare il nome della dinastia e deporre, suo figlio ma questa creazione era già abbastanza scandalosa e la corte si é intorno al consigliere Di Renjie per portare una petizione alla nuova sovrana. Il consigliere arriva fino a umiliarsi per chiederle di non andare cosi lontano, mettendo avanti il fatto che Wu Zetian é gia andata oltre ogni donna della storia. L’imperatrice Wu Zetian accetta finalmente di conservare la dinastia Tang. Il Figlio del Cielo Ruizong rimane sul trono governando in collegio con Wu Zetian, riutilizzando l’antico esempio romano di regno collegiale, anche se é quest’ultima ad avere il vero potere. Per la prima volta il potere imperiale é diviso in due, e uno di questi é una donna!

Il cancelliere Di Renjie ascolta le
suppliche di due poveri contadini.

Da parte sua Di Renjie, benché in opposizione politica alla nuova sovrana, é nominato cancelliere e primo censore imperiale per offrire al popolo il segno che la legge é fatta osservare. Di Renjie impedirà le promozioni troppo facili e la corruzione che amava Wu Zetian, però avrà la saggezza di lasciare Wu Zetian al suo regime autoritario, libera di prendere tutti i privilegi che potrà. Assenza di conflitti tra i due.

691: Wu Zetian eleva per la prima volta il buddismo al rango di prima religione dell’impero dietro la religione tradizionale e prima del taoismo. Il cristianesimo é definito come quarta religione dell’impero. Dei templi buddisti devono essere costruiti in tutte le città, delle chiese cristiane in tutte le capitali di provincia. Molte moschee ricevono l’approvazione imperiale in Siria e nel Tiaozhi.

692: Wu Zetian ordina una campagna militare contro il Daqin sotto il prestesto che l’esistenza « dell’altra Cina » era un’offesa alla dinastia e agli Dei, e doveva essere unificata. Nella sua mente la conquista del Daqin creerebbe un unico impero sotto il sole, un’unificazione di tutto il mondo che metterebbe il suo nome allo stesso livello di Qin Shihuangdi. Il generale Wang Xiaojie riprende l’offensiva e prende di mira Costantinopoli. La guerra contro i Romani era rimasta ferma da dieci anni dopo la ribellione kajirita e i diversi problemi di governo nel paese di Zhongguo.

693: Inizio dei lavori di irrigazione nelle province medio-occidentali dello Xiyu, particolarmente nel Kangju e nel Yancai l’amministrazione imperiale sblocca mezzi e uomini, talvolta creando delle obbligazioni di lavoro al posto delle tasse, per compiere più rapidamente possibile l’irrigazione delle zone desertiche. Questo progetto si estende al Tarim e si sviluppa nel quadro dei grandi lavori civili dell’impero. Nel paese di Zhongguo iniziano lavori per regolare il corso degli fiumi, estendere i canali o sviluppare la risicoltura. Nello spazio di venti anni le zone aride dell’Asia Centrale vedono fiorire un paesaggio ben più verde attorno alle grandi città.

694: Il porto indiano di Chennai sotto dominazione Tang elegge per la prima volta il suo raja, un sovrano eletto a vita che governando con un consiglio, segno dell’autonomia indiana. Molti porti seguono quest’esempio.

695: Il ritorno della minaccia cinese e la recente sconfitta romana in Cappadocia rappresenta il punto di rottura tra la dinastia e il popolo. Giustiniano II é cacciato da Costantinopoli da una ribellione popolare sostenuta dal patriarca Callinico, tutta la Grecia e l’Asia chiudono le loro porte all’imperatore, però le province occidentali gli rimangono fedeli. Giustiniano II si insedia definitivamente a Siracusa, che apprezzava molto di più. Negli anni seguenti lavora per costruire la sua flotta e la sua potenza marittima per tenere insieme i suoi possessi in Africa, Italia, Spagna e anche a Creta. Questa fase sarà più tardi conosciuta come Impero Siracusano. A Costantinopoli un certo Leone II prende il potere, presto tolto di mezzo da Tiberio III.

696: I Cinesi del generale Xiaojie arrivano sotto le mura di Costantinopoli e assediano la città. L’assedio però fallisce per mancanza di navi. I Cinesi ordinano la costruzione di una flotta che impiegherà anni per diventare veramente efficace. Nel frattempo il fuoco greco riesce ad allontanare le truppe Tang e a far guadagnare tempo al Daqin.

698: gli Arabi sconfiggono i Berberi, ultimi veri difensori dell’Africa romana, e prendono Cartagine dopo una campagna militare del generale al-Hajjaj, conosciuto per la sua crudeltà. Nasce la provincia araba di Ifriqiyya, che negli anni seguenti si estenderà lentamente sulla costa della Mauretania. L’impero di Giustiniano II si riduce sempre più. Nella stessa epoca il califfo omayyade lancia anche delle campagne militari il lungo del Nilo: la quarta cateratta é giunta, distruggendo il regno cristiano di Makuria. Il califfo mira anche alla conquista di Axum, però sarà un progetto lungo e sanguinoso. I marinai arabi iniziano anche a creare dei fondachi sulla costa orientale dell’Africa, come a Kilwa e Sofala.
Wu Zetian, su consiglio del cancelliere Di Renjie, decide di liberare l’ex imperatore Zhongzong dalla sua prigione per farne l’erede dell’impero, a Ruizong stesso non importa. Questa decisione é motivata dalle ribellioni interne contro i rovesci della dinastia. Inoltre Wu Zetian vuole inviarlo nell’Estremo Occidente per prendere il posto di Xiaojie, che ha fallito davanti alle mura di Costantinopoli. Un principe della famiglia imperiale alla testa delle truppe vittoriose sarebbe un grande colpo che in più gli darebbe la pace interna. Se il principe muore combattendo, il suo sacrificio sarà celebrato per secoli. La restaurazione della linea familiare Tang é assicurata e ciò basta a Di Renjie, qualsiasi siano i motivi dell’imperatrice. Per questo e per la sua azione moderatrice durante il regno sarà celebrato come un eroe, anche se attualmente questa azione é assai dimenticata a profitto della sua giovane carriera di giudice, quando si era guadagnato la fama di ispettore geniale, diventando nelle menti del popolino un vero Sherlock Holmes cinese.

699: Wu Zetian invia come sposa una principessa Tang al califfo degli Arabi Abd al-Malik, segno della buona cooperazione tra il paese di Zhongguo e il califfato.

700: Morte del cancelliere Di Renjie, a questo punto alla testa dello Stato peggiorano le relazioni tra i partigiani dell’imperatrice e i partigiani di Ruizong come unico imperatore con una restaurazione immediata. L’imperatrice ha ormai più di ottant’anni ed é nata mentre Gaozong fondava la dinastia Tang.

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Settima parte: l’impero Tang mondiale (o Iperimpero, VIII-X secolo)

Il racconto del principe
Il principe Li Xian é conosciutissimo per il suo ruolo di conquistatore, anche se é sempre rimasto un perdente in politica. É il figlio primogenito dell’imperatore Gaozong e della terribile imperatrice Wu Zetian. Usciti dallo stesso sangue, queste due forti personalità sono entrate in conflitto. Li Xian avrebbe dovuto diventare il Figlio del Cielo e il Signore dei Diecimilla Anni, come dice la titolatura imperiale, però non ha fatto in tempo a salire sul trono che si é opposto a sua madre. La differenza di potere reale era troppo grande, e Li Xian fu deposto e rinchiuso in un palazzo di provincia a vantaggio di uno dei suoi fratelli, lasciando governare Wu Zetian per un ventennio glorioso. Lontano dall’azione, dagli eventi e dalla, gloria Li Xian avrebbe potuto morire senza portare niente di altro alla storia.
Il principe beneficia però di una seconda possibilità quando il saggio cancelliere Di Renjie convince la terribile madre a liberare suo figlio e a restaurarlo sul trono, facendone l’erede di suo fratello. Si dice anche che la vecchiaia di Wu Zetian abbia reso un po' più morbido il suo cuore. Li Xian, dopo avere passato anni a sognare un’altra vita, ormai adulto e nel pieno degli anni aspira solo a qualcosa di grande. Appena diventato principe erede, la storia gli dà la sua occasione. Il generale Wang Xiaojie ha fallito il proprio attacco a Costantinopoli, la capitale del Daqin. Li Xian supplica suo fratello di affirdargli l’onore di guidare l’armata imperiale. Così inizia la sua carriera tardiva di conquistatore.
Li Xian guida dunque il secondo assedio di Costantinopoli nel 701. Li Xian ha studiato gli errori precedenti e ha ordinato nel Libano la costruzione di una vasta flotta da ingegneri romani (i primi Romani al servizio dei Tang che si ricordino) e fa passare le sue truppe. Gli abitanti di Costantinopoli credevano ancora al potere del loro fuoco greco, però il segreto di quest’arma era stata scoperta dagli alchimisti cinesi e non poteva più sorprenderli. La polvere nera iniziava a essere usata con cannoni massicci di bronzo per abbattere le mura, ma fanno ancora più rumore che veri danni. Esistevano anche dei piccoli cannoni a mano, ma veramente pesanti. La città finisce per essere presa dopo un assedio più breve del primo. L’imperatore romano Tiberio III muore difendendo le mura. Un certo Filippico si proclama imperatore in Grecia, mentre Giustiniano II dalla Sicilia prende il controllo del Peloponneso. Il principe Li Xian raggiunge il successo che ha sempre sognato, insediandosi trionfalmente nel palazzo imperiale di Costantinopoli, segretamente impressionato dalla bellezza e dalla grandezza della città anche dopo unoduro assedio. Il principe promette agli abitanti rappresentati dal Patriarca Callinico che le chiese non saranno toccate e che la città non sarà bruciata né saccheggiata, ponendo la sua protezione imperiale sulla città. Li Xian si accontenterà di prendere alcune opere d’arte per farle portare a Luoyang, come ad esempio uno gruppo di quattro cavalli di bronzo o una colonna a forma di serpente. Questa vittoria sarà l’ultimo trionfo del regno di Wu Zetian, e ha l’effetto di una bomba in tutto il mondo cristiano. Li Xian appariva cosi come un grande generale e ispirava il sogno di un futuro regno glorioso, quando il suo destino di perdente lo raggiunge. Li Xian muore di malattia nel 710 mentre sta combattendo i Bulgari senza rivedere la Cina, e senza mai salire sul trono.

Prima immagine conosciuta di un’arma da fuoco
durante l’assedio di Costantinopoli, VIII secolo

702: una flotta pirata del regno di Axum prende e saccheggia Gedda in Arabia, ciò segna l’inizio della guerra tra Axum e il califfato.

703: Costantinopoli, o Fulin, come la chiamano i Tang, diventa il centro amministrativo del Daqin cinese, tutte le province all’Ovest dell’Anxi, sede del potere del Protettore Generale, il principe Li Xian. Per facilitare la transizione il principe, con l’accordo di Wu Zetian, accetta di prendere il titolo locale di Augusto con tutte le cerimonie non religiose previste dalla tradizione romana, più una benedizione del Patriarca di Costantinopoli. Non può essere veramente incoronato, essendo un pagano. Li Xian proclama anche la libera opinione in materia religiosa se viene rispettata la persona imperiale (i giuramenti di fedeltà si fanno nella religione della persona e anche sul nome dei loro antenati). Però le lotte tra opinioni saranno severamente punite. La tradizione cinese vuole che i due litiganti siano puniti qualsiasi sia il colpevole e la vittima. Le élite romane sono integrate negli uffici e dei titoli nobiliari sono offerti loro come agli eroi cinesi della guerra.

704: Wu Zetian si ammala gravemente, Ruizong e suoi consiglieri prendono le redini del governo e decidono prima di tutto di lasciare che la vecchia sovrana termini la sua vita sul trono, benché i loro partigiani volessero deporla prima della sua fine.

Il Figlio del Cielo Tang Ruizong, co imperatore con Wu Zetian

705: Morte di Wu Zetian, Ruizong governa con l’aiuto degli suoi consiglieri e sopratutto di sua sorella, la principessa Taiping. Il principe Li Xian rimane nel Daqin dove continua ad estendere l’impero. Deve affrontare immediatamente la minaccia di Tervel, khan dei Bulgari. Essendo cristiano e Magister della Tracia, si vede come il miglior candidato alla riconquista di Costantinopoli e si é proclamato imperatore. I Bulgari riescono ad arrivare sotto le mura della Seconda Roma senza però riuscire a travolgere le difese cinesi. Tervel dovrà infine ritirarsi senza successo. Nel mar Egeo la flotta Tang riesce a prendere il controllo delle piccole isole mentre l’esercito imperiale prende Tessalonica nel 706. Più a Sud gli Arabi tolgono Creta a Giustiniano II.

708: Atene cade a sua volta in mani cinesi. Giustiniano II deve evacuare ben presto il Peloponneso per proteggere l’Italia, dove ha problemi con i Longobardi. Più a Nord i Bulgari sono vinti, devono lasciare la Macedonie e ritirarsi sul loro territorio, seguiti da un esercito Tang ampliato da reparti romani e greci.

710: Poco dopo la sua vittoria a Ocrida contro i Bulgari, il principe Li Xian muore di malattia. Ruizong nomina suo figlio erede al trono e il figlio di Li Xian é escluso dalla successione benché nominato principe di Fulin e Protettore Generale del Daqin con un consiglio modellato su quello di Luoyang. Il Daqin riceve a questo punto un’organizzazione amministrativa simile a quella del resto dell’impero, anche se le leggi romane rimangono valide. Viene costruito a Costantinopoli un tempio alla dinastia imperiale dove, per compiacere il popolo, é costruito anche un altare cristiano per le preghiere al Figlio del Cielo. Un monastero buddhista si insedia nella città. Lo stesso anno le truppe Tang prendono possesso dei porti dell’Epiro e iniziano a risalire la costa dalmata.

711: Morte di Giustiniano II, suo figlio Tiberio IV sale sul trono, continuando la dinastia imperiale romana in Sicilia. Sotto il suo regno é costruita la Cappella Palatina di Siracusa. Malgrado le difficoltà della sua situazione, sopratutto contro i Longobardi che minacciano di ribellarsi, Tiberio IV é ancora riconosciuto da tutti come imperatore a pieno diritto. Appena salito sul trono, l’imperatore riceve una richiesta di aiuto da parte di un candidato sfortunato al trono visigotico. Tiberio IV non ha cosi tanti uomini da inviare in Spagna e incarica dunque un generale mercenario, il berbero Tariq, di sistemare le cose. Tariq sbarca in Andalusia con 6000 uomini e sconfigge il re visigotico Roderigo nella battaglia del Guadalete. In pochi anni appena conquista la maggior parte della penisola a nome dei Romani.

712: Liutprando, nuovo re dei Longobardi, firma un patto con i Tang per impadronirsi dell’Italia. L’esercito dei Tang é però ancora impegnato in Dalmazia dove massacra senza pietà le tribù slave locali. I Bulgari sono costretti a chiedere la pace e si riconoscono vassalli dei Cinesi. 
Nel paese di Zhongguo l’imperatore Ruizong, stanco, decide di associare suo figlio al trono e assume il titolo di imperatore ritirato, lasciando gli affari al nuovo Figlio del Cielo Xuanzong. Il futuro Figlio del Cielo, dopo le cerimonie di incoronazione, é messo dall’imperatore alla testa delle truppe del Daqin con il titolo di Protettore Generale. Così ha l’occasione di mostrare le sue capacità, stabilire buoni rapporti con i suoi ufficiali e concludere la conquista sotto la direzione di un capo legittimo.

Il Figlio del Cielo Tang Xuanzong, conquistatore di Roma.

715: i Balcani sono pacificati, i Bulgari rimangono vassalli e gli Slavi hanno fatto atto di sottomissione. Ormai le bandiere delle armate Tang arrivano presso Venezia. La città della laguna resiste ai Cinesi grazie alla sua posizione insulare, e conserva la sua autonomia. A questo punto é organizzata la provincia di Fulin (Balcani, Tracia, Macedonia, Grecia e Costantinopoli), divisa in distretti sotto doppio commando di prefetti locali, talvolta presi nelle élite romane, e di governatori militari cinesi. Il paese di Zhongguo continua però la guerra mirando a Roma e ai resti dell’impero in Italia e Sicilia.

716: Il Figlio del Cielo Ruizong si spegne serenamente e lascia il governo nelle mani esperte del giovane Xuanzong. In Occidente Xuanzong riceve questa notizia mentre visita i porti dell’Epiro e gli accampamenti dell’armata, prima di sbarcare in Italia. Il nuovo Figlio del Cielo ordina grandiose feste e realizza le tradizionali cerimonie e sacrifici alla Terra e al Cielo. Essendo troppo lontano il Monte Tai, Xuanzong sceglie il Monte Olimpo per prendere il suo posto. Stabilisce così una nuova tradizione. Il nuovo sovrano era sul punto di guadagnarsi una fama militare conquistando l’Italia, decide dunque di rimandare il suo ritorno a Chang’An e firma un accordo con l’ambiziosa principessa Taiping, che diventa reggente. Per impedirle di prendere totalmente il potere, numerose spie e agenti sono però spedite verso l’Est.

717: Un esercito cinese penetra in Italia dal Nord per entrare in contatto con il re longobardo Liutprando. L’esercito sino-barbarico prende Ravenna. I Longobardi del Sud della penisola attaccano il duca romano insediato a Napoli mentre a Bari delle truppe Tang più numerose sbarcano e sconfiggono Tiberio IV e le sue truppe nella battaglia di Cuma.

718: delle difficoltà romane in Italia approfittano i Visigoti. Re Pelagio, rifugiatosi nel Nord, sconfigge un esercito nella battaglia di Covadonga e ferma l’avanzata romana.

719: Roma cade senza combattere di fronte all’avanzata dell’imperatore dei Cinesi. Xuanzong fa anche lui un’entrata trionfale a Roma, la Città Eterna, capitale storica del solo impero rivale del paese di Zhongguo. Il Figlio del Cielo non può però nascondere quanto é deluso. Roma é solo l’ombra della sua fama dopo la fine dell’impero in Occidente, e le rovine gloriose non impressionano Xuanzong, al contrario di Costantinopoli. Questo spiegherà il disinteresse del sovrano Tang per Roma e l’Italia negli anni seguenti. Ordina di saccheggiare la città per ricompensare i suoi uomini, però senza toccare le chiese. Incontra poi Papa Gregorio II (715-731) nel suo palazzo del Laterano; il Figlio del Cielo gli concede tutte le prerogative religiose della sua carica. La notizia però provoca grande scalpore attraverso il mondo conosciuto. La caduta di Roma di fronte ai Tang conferma la vittoria del paese di Zhongguo contro il Daqin, l’impero speculare, ormai unificato all’unico vero impero del mondo. Più che la caduta di Costantinopoli, la data della presa di Roma sarà ritenuta come l’inizio dell’età iperimperiale Tang. Xuanzong si proclama imperatore del Daqin e prepara il suo ritorno a Chang’An.
Lo stesso anno un’ambasciata cinese é inviata da Xuanzong a Siracusa per incontrare Tiberio IV. I Tang chiedono in maniera umile (dopo tutto sono di fronte a un imperatore) a Tiberio IV di abbandonare il suo titolo imperiale e di riconoscersi vassallo e tributario dell’unico impero del mondo. L’Italia é gia persa in gran parte e non pretendono di ridarla ai Siracusani. Tiberio accetta di pagare un tributo e negozia la sospensione della guerra, ma rifiuta totalmente di abbandonnare la dignità imperiale. L’Italia é organizzata come una provincia benché questo territorio sia ancora tagliato dalle diverse signorie longobarde e dal regno di Liutprando nel Nord, senza contare la Calabria, sempre in mani romane. Ravenna diventa il centro amministrativo della provincia d’Italia, e Roma e lasciato nel suo status normale. Xuanzong non è imbarazzato dalla risposta di Tiberio IV, il tributo é gia più che sufficiente per mostrare chi é il padrone.

720: Ritorno di Xuanzong nel paese di Zhongguo. Appena reinsediato nel palazzo di Chang’An, il Figlio del Cielo ordina agli suoi ufficiali di arrestare la principessa Taiping, accusata di mirare al trono come sua madre Wu Zetian. La zia del sovrano é dunque esiliata nel lontano Ovest, e Xuanzong può ormai governare con piena libertà. Xuanzong diminuisce Il numero di consiglieri intorno a lui ad un gruppo ristretto di due o tre cancellieri, più diversi cancellieri locali sopra i governatori militari e civili. Xuanzong stesso é un amministratore capace che desidera governare da solo e diminuire l’importanza della corte.
Il regno franco delle Gallie é riunificato dal Maestro di Palazzo Carlo Martello. Carlo Martello entra in contatto con il potere Tang in Italia, però senza stabilire vere relazioni. Liutprando si vede affidare tutta l’Italia del Nord, mentre i Tang si riservano un territorio che va dal Lazio a Ravenna, più una strada terrestre verso la Dalmazia. I Tang gli riconoscono anche un’autorità presso i Longobardi sotto dominazione cinese.

721: Xuanzong, seguendo l’esempio dei precedenti sovrani, invia il suo secondo figlio a governare a suo nome a Costantinopoli e lo fa incoronare Augusto dei Romani.

722: il Figlio del Cielo approva i progetti di costruzione di canali in Mesopotamia per regolare il corso dei fiumi gemelli. Il canale imperiale del Daqin sarà messo in servizio dieci anni dopo, costruito con lo stesso metodo spiccio dei Tang. Migliaia di lavoratori, spesso prigionieri di Guerra, scavano una via navigabile da Nisibis fino a Bassora. Progetti simili sono in corso di elaborazione. Nello stesso momento delle vie pavimentate e larghe sono costruite per collegare l’Anxi al Daqin e poi al Fulin.

725: Costantinopoli é scossa dalle divisioni tra cristiani ortodossi e iconoclasti. Diversi templi sono saccheggiati, tra i quali il tempio della dinastia imperiale, dove é distrutta un’immagine di Gesù. Il governo Tang governato dal figlio stesso di Xuanzong é rimasto troppo permissivo su questi argomenti religiosi un po' oscuri per loro, malgrado l’opinione dei Romani al loro servizio. Tentano allora di riportare l’ordine alla maniera cinese, giustiziando i colpevoli dalle due parti, provocando delle turbolenze ancora più gravi. A Roma il papa Gregorio II condanna i massacri cinesi contro i cristiani. Gli omayyadi provano a intromettersi nella situazione, negoziando un’alleanza con il re di Armenia, ma un rapida azione del generale Wang Xiaosong permette di riportare l’Armenia all'ubbidienza, mentre un trattato di pace é firmato con il Cairo.

726: Xuanzong approva una riduzione drastica dell’importanza dell’esercito per permettere a molti soldati di tornare a coltivare le terre nei loro paesi. L’esercito nel Daqin passa da 600.000 a 200.000 uomini, che bastano per sorvegliare le frontiere, ma niente di più. Una parte dell’esercito sarà poi reclutata e pagata come soldati di mestiere, ma una buona parte rimane costituita da truppe di leva. Xuanzong autorizza di assoldare delle truppe nel Daqin, eccezion fatta per il Fulin e l’Italia, dove la fedeltà alla dinastia é ancora dubbia. Ciò non impedisce ai governatori militari di prendere al loro servizio dei mercenari longobardi, franchi o arabi. Il Figlio del Cielo prende anche la decisione di riprendere in mano le rovine del limes romano e di restaurarlo sul modello cinese.

727: Ovviamente la riduzione delle truppe cinesi é vista nel Daqin come un segno di debolezza, e sarà parte nell’inizio della ribellione di Costantinopoli. Il popolo cristiano della Nuova Roma caccia la guarnigione Tang e proclama imperatore un generale isaurico entrato al servizio dei Cinesi sotto il nome di Leone III.

728: Liutprando, re dei Longobardi, approfitta anche lui della situazione e rompe la sua alleanza con i Tang, promettendo il suo aiuto al Papa. Liutprando si proclama re di tutta l’Italia ed incita i Longobardi sotto dominazione Tang a ribellarsi. I Tang sono assai poco numerosi nella penisola, che rappresenta sopratutto uno territorio di importanza simbolica e non strategica. Ciò permette ai Longobardi di prendere Bologna e Sutri e di isolare le guarnigioni Tang. I Cinesi presenti in queste due città sono massacrati. La guerra longobardica prosegue per anni, approfittando delle difficoltà cinesi contro gli iconoclasti e della scomunica lanciata da Papa Gregorio III contro ei cristiani al servizio del Figlio del Cielo pagano. La maggior parte dell’Italia si ribella contro i Tang.

729: Liutprando arriva sotto le mura di Roma abbandonata dai Tang dopo che il Papa ha incitato il popolo alla ribellione. Gregorio III riprende il controllo della sua città, ma il Papa e il re dei Longobardi non si fidano l'uno dell’altro per il controllo dell’Italia.

730: conquista effimera di Ravenna da parte degli Longobardi, Venezia fornisce una flotta ai Tang per recuperare la città e sconfiggere i barbari, ma alla fine i Tang, senza un comando veramente decisivo, devono fermarsi per aspettare degli ordini chiari da Antu, dove si é insediato il Protettore Generale del Daqin. Liutprando riprende il vantaggio.

731: gli Arabi assumono il controllo di tutta la costa africana del regno di Axum ed iniziano a penetrare all’interno. Marinai arabi si fanno sempre più numerosi nei porti del Sud dell’India e a Ceylon, e lanciano delle spedizioni di esplorazione della costa africana fino all’attuale Kenya.

732: Inizio della seconda spedizione Tang contro I Longobardi. Liutprando viene sconfitto a Bologna ma non catturato, i Cinesi avanzano nel Nord d’Italia, però senza sconfiggere definitivamente i Longobardi. I Tang riescono però a giungere a Milano e alle Alpi.

733: Battaglia di Valencia. Il generale Tang di origine coreana Dae Mun-ye é inviato nelle Gallie dal Protettore Generale del Daqin con un’armata ridotta composta di Armeni, Arabi e Cinesi. I Tang penetrano in Provenza dove l’attitudine locale provoca combattimenti. I Tang saccheggiano la città di Aix e risalgono verso il regno franco. La loro intenzione non è la conquista: all’origine la spedizione doveva essere una dimostrazione di forza contro Carlo Martello, per dimostrare che la distanza non lo protegge della volontà del Figlio del Cielo. Questo doveva convincerlo ad aiutare i Cinesi contro i Longobardi, e forse negoziare un vassallagio. Carlo Martello però non si lascia impressionare: preso Valence sul Rodano attacca quella che chiama la « colonna infernale di Gog e Magog » e la annienta. Il generale Dae Mun-ye cade e suoi uomini fuggono in disordine, pochi ritorneranno nel territorio Tang. 
Il Maestro di Palazzo delle Gallie si guadagna così una fama esagerata di Salvatore delle Gallie e dell’intera cristianità contro l’invasore pagano, ricevendo felicitazioni da parte del Papa, che vede ormai in lui un’alternativa a Liutprando. Sarà l’unico tentativo cinese contro le Gallie per lungo tempo. Questa vittoria gli permetterà di legittimare la sua dominazione sulle Gallie, e quando morirà Teodorico IV, penultimo re merovingio, Carlo Martello lascerà il trono franco vacante.

735: I Tang organizzano un attentato contro Liutprando che viene assassinato a Benevento. Il nuovo re Ildebrando si mostra meno disposto alla guerra e firma un trattato di pace con i Tang, ritornando più o meno alla situazione prima della guerra: si riconosce teoricamente vassallo anche se non pagherà più il tributo. I Longobardi lasciano ai Cinesi il compito di regolare i conti con il Papa. Questo sarà poi visto dalle élite longobarde come una codardia che porterà all’assassino del re e all’inizio di una lotta per il potere che avvantaggerà la fazione pro-cinese.

736: I Tang minacciano direttamente Roma. La città apre le sue porte ai Cinesi senza difendersi dietro la promessa di evitare una punizione esagerata. Il Papa Gregorio III é mandato in esilio nel paese di Zhongguo dove morirà, al suo posto é eletto Papa Zaccaria. Questi non cambierà politica: il nuovo pontefice si rinchiude nel Laterano, considerandosi prigioniero dei pagani, e inizia ad inviare messaggeri nelle Gallie per chiedere a Carlo Martello di giungere in suo aiuto. Ma Carlo Martello è impegnato a conquistare la Provenza e la Borgogna, impresa che lo impegnerà fino al 740. I ducati longobardi di Spoleto e Benevento vengono sottomessi e la provincia Tang d’Italia é restaurata.

740: La restaurazione dello status quo in Italia prende posto nel quadro più vasto della controffensiva Tang nel Daqin. Dopo aver preso Costantinopoli, i Cinesi hanno cambiato la loro politica religiosa. Ormai si appoggiano totalmente sulla gerarchia ortodossa, riconosciuta come unica teologia valida nel Daqin. Il patriarca ortodosso di Costantinopoli Anastasio diventa più o meno loro alleato, e questa politica permette loro di riconquistare il favore popolare in Asia e in Grecia, contro la tirannia iconoclasta di Leone III. Quest’ultimo non é riuscito a riunire i Romani attorno a sé e muore durante la battaglia di Akroinon, dove gli iconoclasti costantinopolitani sono battuti. Suo figlio Costantino controlla però ancora la capitale, la Tracia e la Macedonia.
Nello stesso anno cresce l’attività militare araba. Un primo sbarco, niente più di una razzia, porta sotto le mura di Siracusa un esercito musulmano che si ritira poco dopo. In Africa però l’intero regno di Axum viene annesso al califfato omayyade. Gli Arabi avanzano sempre più lungo il Nilo, conquistando il Sudan. Ormai si interessano alla costa della Somalia e all’impero cristiano di Etiopia.

742: Grande Riforma Militare di Xuanzong. L’armata imperiale é divisa in nove distretti militari o jiedushi con amministrazione e intendenza indipendente uno dell’altro. Nelle province lontane del Daqin e delle frontiere si vedono anche atribuire poteri civili e giudiziari più o meno estesi, secondo le circostanze. I Tang iniziano anche a promuovere generali non Han alla testa di questi distretti, che non prendono il posto delle province civili, ma presto diventeranno la principale unità amministrativa dell’impero. I nove jiedushi sono, da Ovest ad Est:

L’iperimpero Tang al momento della creazione dei
9 jiedushi da parte del Figlio del Cielo Xuanzong.
In arancione i vassalli del paese di Zhongguo.

743: i Tang riprendono finalmente il controllo di Costantinopoli dopo la ribellione di Costantino, figlio di Leone III. La città é punita severamente con una vasta purga politica e religios,a ma non viene saccheggiata. L’ordine é ormai riportato in tutto l’Occidente cinese.

744: Più o meno in quest'epoca la produzione della seta s’impianta nel Sud dell’Italia, sempre legata ai poteri locali Tang o dei mercanti cinesi importanti per produrre un bene che servirà di moneta di scambio o per pagare i servitori del paese di Zhongguo. Prima che questa produzione sia organizzata, il segreto della seta si diffonde rapidamente. Esisteva già nell’impero arabo da più di cinquant’anni, all’inizio del IX secolo passerà in Spagna e sotto il regno di Lotario I nell’impero franco. Più ad Est il Peloponeso diventa una regione specializzata nella produzione di seta al punto che il suo nome medievale, Morea, é tratto da quest’attività. Però in tutto il Fulin e il Daqin la sericoltura é presto organizzata sotto un monopolio di Stato che permette grandi benefici ai governatori e all’impero. I trafficanti di seta saranno duramente puniti.

745: Si dice che il Figlio del Cielo Xuanzong fosse uno grande gastronomo, ma amava particolarmente un piatto popolare, le laomian, uno piatto di pasta in brodo di carne e condimenti vari. Le cronache affermano che non ne aveva mai abbastanza, e che durante la sua spedizione nel Daqin avrebbe portato con sé la maggior parte dei cuochi della cucina imperiale. Il suo soggiorno sarebbe stato l'occasione della prima introduzione della pasta in Occidente, dove conoscerà una prodigiosa carriera. Probabilmente si deve far risalire a quest'epoca l’introduzione di altre specialità orientali come il curry.

746: Pipino III diventa l’unico Maestro di Palazzo delle Gallie dopo la morte di Carlo Martello e l’abdicazione di suo fratello. Riprende l’idea di scendere in Italia contro I Tang.

747: legge imperiale sui talenti: Xuanzong ordina che ogni persona che mostri delle capacità in qualsiasi materia, di ogni etnia o classe sociale, deve essere esaminato dall’amministrazione per trovare come trarre profitto da questi talenti. Ciò é aperto anche agli Occidentali che cosi potranno essere integrati nell’amministrazione. Sarà per esempio il caso del siriano Giovanni Damasceno, futuro cancelliere del Daqin.

748: Gli Arabi prendono Zanzibar e iniziano anche a insediarsi nei porti del Sud dell’India.

750: Rivoluzione abbaside nel califfato. La dinastia omayyade é interamente massacrata ad eccezione del giovane emiro Abd al-Rahman, che si esilia nel paese di Zhongguo e andrà mettersi sotto la protezione di Xuanzong a Chang’An. Gli Omayyadi hanno sempre avuto buone relazioni con i Tang, e il Figlio del Cielo vuole rispettare questi legami. La nuova dinastia abbaside invece sarà assai meno favorevole a un’intesa con i pagani cinesi e i loro servitori infedeli cristiani. Durante il periodo di transizione nel califfato il generale An Lushan, comandante del distretto del Daqin, è costretto a respingere delle razzie e degli attacchi puntuali contro la Siria.
Nello stesso anno una nuova spedizione araba sbarca in Sicilia e prende Siracusa dopo un breve assedio. L’isola intera non é conquistata, ma l’imperatore Tiberio IV e la sua famiglia si trasferiscono in Spagna. La dinastia stabilisce la sua nuova residenza a Cordova, che diventa la capitale della Spagna romana. Tiberio IV si spegne due anni dopo e suo figlio, Costantino V, visti i tentativi falliti di riconquista della Sicilia decide di non riprovare più. Costantino V rinuncia anche al suo titolo imperiale per proclamarsi ufficialmente Rex Totius Hispaniae. Questo gli permette di firmare unotrattato di amicizia con i Tang in Italia per un’eventuale riconquista della Sicilia e, chissà, anche dell’Africa.

751: l'ultimo re merovingio Childerico III è deposto da Pipino III, che si proclama re dei Franchi ed é incoronato dal Legato Pontificio. Il Franco fonda la dinastia carolingia e conferma la sua alleanza con Papa Zaccaria.

752: il generale An Lushan, nativo della Sogdiana, si proclama imperatore separato nel jiedushi di Daqin e fonda la cosiddetta ed effimera dinastia Yan. É l’inizio di un breve periodo di secessione. La presa del potere non si fa da sola: numerosi ufficiali amministrativi sono convinti che saranno puniti se seguiranno An Lushan, ma quest’ultimo beneficia della sua popolarità nell’esercito e dei suoi poteri estremamente estesi per prendere il controllo anche del Fulin. I Bulgari ne approfittano per non riconoscerlo e invadere la Tracia e la Macedonia. Anche gli Abbasidi attaccano An Lushan in Siria.

An Lushan (a destra) con i suoi più fedeli partigiani

Per affrontare un usurpatore come An Lushan, un generale capace, l’imperatore Xuanzong riunisce un vasto esercito in parte arruolato nelle champagne con qualche reparto di mestiere dell’Anxi. La reazione deve essere immediata e in grande stile. Per questo associa al trono come imperatore suo figlio Suzong mentre lui si nomina imperatore ritirato dalla carica del governo a Chang’An Suzong prende il comando dell’esercito diretto verso l’Occidente.

754: La ribellione di An Lushan provoca anarchia in Italia. Il Papa Stefano II fugge da Roma per recarsi nelle Gallie e mettersi sotto la protezione di Pipino III. In Italia i Longobardi attaccano i territori cinesi troppo occupati a scontrarsi tra loro; l’anno seguente An Lushan é sconfitto dall’armata imperiale nel Tiaozhi e perde la città di Antu, ritirandosi su Costantinopoli. Gli imperiali sono poi ritardati dall’obbligo di lottare contro gli Abbasidi che hanno preso il controllo dell’attuale Libano.

756: Pipino III in Italia. I Franchi sconfiggono i Longobardi. Questi si sottomettono e aiutano poi il re Franco a cacciare i Tang dell’Italia centrale. i territori conquistati sono posti sotto la protezione degli Carolingi e formano il Patrimonio di San Pietro, il futuro Stato della Chiesa con capitale Roma, dove il Papa rientra trionfalmente. Il paese di Zhongguo perde il controllo della Città Eterna per la seconda volta, dopo essere stata conquistata appena una generazione prima.

757: An Lushan, imperatore autoproclamato del Daqin, é assassinato dal suo figlio An Qingxu che assume il titolo imperiale. Le truppe legittimiste agli ordini del Figlio del Cielo Suzong avanzano dopo aver firmato una pace formale con gli Abbasidi e prendono senza grosse difficoltà Costantinopoli, dove la popolazione preferisce rimanere fedele alla dinastia. La ribellione non é però finita. An Qingxu si ritira a Tessalonica, presa il mese seguente, e poi a Ravenna, dove spera prendere contatto con i Longobardi o i Franchi in caso di bisogno. A Costantinopoli Suzong ordina di non toccare la città e i suoi abitanti. Pubblica anche un editto che riduce i poteri degli governatori dei nove jiedushi in favore dei prefetti civili. Il suo carattere di imperatore in guerra gli permette di farsi obbedire dai marescialli insediati, ma servirà solo a ritardare la loro ascesa al potere.

759: Dopo aver domato i Bulgari nella battaglia di Télétzès e imposto loro un nuovo trattato, Suzong sistema i conti con An Qingxu. Quest’ultimo non é riuscito a trovare aiuti in Italia e non può resistere quando Ravenna é attaccata dalle forze imperiali. An Qingxu stesso é ucciso mentre lotta con i resti della sua cavalleria non lontano da Ravenna. La capitale dell’Italia cinese torna nelle mani di Suzong, ma il resto gli sfugge. I Longobardi non sono più al servizio dei Tang, il Papa controlla i propri Stati sotto protezione franca e il Sud della penisola rimane in mano a un generale di An Lushan, che si proclama re indipendente.

760: il Sud d’Italia torna ufficialmente sotto controllo cinese; con Ravenna, la sua regione e Venezia, costituisce la provincia d’Italia. Suzong, non veramente interessato al resto, lascia la situazione così com’é e non prova a riconquistare Roma; invia messaggi amichevoli a Pipino III per accordarsi sulla gestione dell’Italia. Fatto ciò, Suzong corre a Chang’An dove suo padre si è ammalato. La ribellione di An Lushan é stata l’ultima grande guerra cinese nel Daqin per tutto il resto dell'VIII secolo. Dall’inizio della conquista settant’anni prima fino a questo momento, gli storici valutano le vittime orientali ed occidentali di queste guerre più i meno a 36 milioni di persone, con una popolazione mondiale stimata a 220 milioni di uomini!

762: Morte dell’imperatore Xuanzong a Chang’An, dove governava come imperatore ritirato al posto di suo figlio. Una maledizione o una semplice coincidenza fa anche morire il Figlio del Cielo Suzong solo tredici giorni dopo suo padre. Il trono passa dunque direttamente al Figlio del Cielo Daizong.

Ritratto del Figlio del Cielo Tang Daizong

Nello stesso anno muore il poeta Tang Li Bai, esiliato ad Atene dall’imperatore dopo uno poema un po' troppo sarcastico nei suoi confronti. É considerato il secondo più grande poeta della storia della dinastia Tang, ha introdotto la poesia cinese nel Daqin ma ha studiato le opere romane per adattarle alla corte di Chang’An, dove sperava di tornare, e dove le sue opere saranno pubblicate postume.
Nell’impero abbaside é fondata la città di Madinat as-Salam, l'attuale Luxor, sul sito dell’antica Tebe, per diventare la nuova capitale del califfato: é il frutto del spostamento del centro di gravitazione dell’impero arabo dopo le conquiste in Africa sul Nilo e lungo le coste.

763: il re del Tibet Trisong Detsen, amico e alleato dei Tang, prende Pataliputra, capitale del regno Kanauj, e stabilisce una breve dominazione sull’intera valle del Gange fino al Bangladesh, conquistandosi uno sbocco al mare. É il frutto della politica cinese, che ha orientato le ambizioni espansionistiche del Tibet in direzione Sud, dove ha trovato uno spazio vuoto dove esprimere l’aggressività del giovane impero. Pataliputra stessa sarà presto evacuata perché era una conquista difficile da mantenere, ma tutta la zona rimane tributaria.
Nello stesso anno Daizong ordina la costruzione di una muraglia difensiva simile alla Grande Muraglia lungo della frontiera tra il Daqin e il califfato, dove gli Abbasidi non mostrano la volontà di impedire le razzie. Sarà chiamata la Muraglia Araba.

764: Ricostruzione del palazzo imperiale di Costantinopoli in parte distrutto dalla ribellione di An Lushan, come il palazzo di Antu. I Tang provano a conservare il più possibile il palazzo romano e i suoi mosaici, e per il resto lo costruiscono alla maniera cinese. Ne risulta un’ibridazione mai vista tra stili diversi. Il palazzo é allo stesso tempo Tang e Romano. Viene costruita una vasta sala del trono con immensi pilastri rossi, ma dietro il largo trono di legno prezioso dorato c’é un mosaico del Cristo Pantocrator (che dà il nome al luogo, Sala del Signore Celeste). Dei moaici con motivi a dragoni sono realizzate dagli artisti costantinopolitani, e la basilica di Santa Sofia si vede ampliata con la prima e più grande pagoda del Daqin, a dodici livelli, chiamata la Pagoda dell’Armonia Mondiale
Di fatto lo stile Tang é scelto un po' dappertutto nel Daqin per esprimere il potere. La costruzione a tetti curvi é introdotta in Occidente dagli architetti Tang impiegati a restaurare il Partenone di Atene, che era stato bruciato durante la guerra di An Lushan (in questa occasione il frontone viene distrutto e le sue sculture portate a Chang’An). Però questo stile é formalmente vietato dal Papa per le chiese, che dovranno rimanere nello stile tradizionale.

765: I Tang costruiscono una vasta flotta con l’intenzione di conquistare l’isola di Sicilia e prenderla agli Arabi con cui le relazioni sono sempre ostili. Una tempesta annienta la flotta e le truppe imbarcate, rimandando l’operazione a un futuro lontano e mostrando i limiti della potenza iperimperiale: i Cinesi sono pessimi marinai ancora a questa epoca.

768: Il Figlio del Cielo Daizong organizza un grande concorso di bellezza, come si faceva talvolta alla corte imperiale, per trovare nuove concubine per l’imperatore. Delle bellezze di tutto l’impero, da Ravenna fino alla Corea, giungono alla capitale, tra le quali una giovane ateniese di nome Irene. Quest’ultima conoscerà la migliore carriera, diventando rapidamente la favorita di Daizong e la madre di due figli. Irene influenzerà Daizong a favore del cristianesimo. Daizong acconsentirà alla costruzione di una vasta chiesa a Luoyang. Il patriarca di Costantinopoli Niceta si vedrà offrire un ruolo politico nel governo del Daqin, e la situazione di Roma sarà finalmente sistemata da lei. Il Papa é riconosciuto Duca di Roma con piena sovranità sulla sua signoria e sul Sud d’Italia, anche se vassallo teorico di Chang’An.

Pagoda della cattedrale di Luoyang,
costruita su ordine di Tang Daizong

Nello stesso anno il re dei Franchi Pipino III muore, lasciando suo trono ai suoi due figli, Carlomanno e Carlo. Rapidamente Carlo riprenderà per sé tutto il regno franco e l’Aquitania appena conquistata.

774: dietro richiesta del Papa, il re Carlo scende in Italia e sconfigge il regno Longobardo. La capitale Pavia é presa, e Carlo si incorona re dei Longobardi.

777: Inizio della costruzione del canale veneziano. Il Figlio del Cielo ha accettato la costruzione di un canale che collega la laguna al Po: un canale navigabile che collega una serie di forti Tang, deputati a difendere la zona contro i barbari franchi.

778: Trisong Detsen firma un trattato con il re Imobsun del Siam, fino a questo momento lasciato fuori dalle vicende del mondo. Sarà seguito qualche anno dopo da un’ambasciata Tang che gli offrirà l’alleanza dell’impero e degli accordi commerciali.
Nello stesso anno il re dei Franchi Carlo é sconfitto durante una spedizione in Spagna, non riesce a prendere Saragozza ai Romani e una parte del suo esercito é annientato dai Baschi; cade il suo fedele Orlando, che sarà il protagonista dell'Epica Carolingia.

779: morte di Daizong, Li Kuo (Costantino per gli Occidentali), figlio di Irene e Daizong, diventa il Figlio del Cielo Dezong. Dezong sarà uno dei rari imperatori cinesi di fede cristiana. Favorisce dunque anche lui il cristianesimo, facendo del patriarca di Chang’An uno dei suoi più ascoltati consiglieri. Il suo successore però non sarà della stessa fede, e questo non cambierà un granché le vicende dell’impero. Infatti dopo il regno di Dezong il cristianesimo inizia un lungo declino nella parte orientale del paese di Zhongguo. Nelle province medio-occidentali dello Xiyu e dell’Anxi il manicheismo sarà suo rivale, senza parlare del buddhismo. L’altro figlio di Irene, Li Lian (o Leone), é nominato principe di Costantinopoli. Irene é nominata imperatrice-madre (mentre fino a questo momento era solo concubina) e inizia a giocare un vero ruolo nella vita politica del paese di Zhongguo.

Ritratto di Li Kuo (o Costantino), Figlio del
Cielo Tang Dezong, figlio di Irene di Atene. Da
notare che in questo ritratto ufficiale i caratteri
etnici europei sono stati mascherati, e ciò
spiega la forma esagerata degli occhi.

780: Riforme economiche di Dezong e Irene. I progressi della risicultura in Cina con le sue due raccolte all’anno permette allo Stato di prelevare una doppia tassa, due volte all’anno. Accanto a questo vengono promulgati degli editti che instaurano il monopolio imperiale sul sale, l’alcool, il tè e le principali esportazioni. Questo permetterà di assicurare le risorse dello Stato e la sua capacità di azione per almeno un secolo.

781: erezione della stele nestoriana chiamata anche « Monumento della propagazione del paese di Zhongguo della Religione Illuminatrice dal Daqin ». Il documento, eretto nella cattedrale di Chang’An, é un editto che racconta la storia del cristianesimo nel paese di Zhongguo e lo proclama seconda religione dell’impero dietro il culto degli antenati ma prima del buddhismo, e offre privilegi ali suoi sacerdoti. Quest’editto rimarrà valido fino alla morte di Dezong. Lo stesso anno Irene invia un’ambasciata a re Carlo per proporgli di inviare una principessa franca a suo figlio come segno di concordia. Carlo rifiuta e chiede piuttosto una principessa Tang per suo figlio. L’offesa é grave ma Irene, persona pacifica come il suo nome indica, riesce a convincere suo figlio Dezong a rinunciare all’ordine di campagna militare che stava per proclamare.

783: Irene e il Figlio del Cielo Dezong devono negoziare con le loro stesse truppe ammutinate a Chang’An perché si considerano mal ricompensati per il loro servizio e perché Dezong voleva imporre un’alimentazione vegetariana ai suoi soldati. L’episodio rischia di far crollare la dinastia, ma qualche promessa fa tornare i soldati alla ragione. È anche una delle conseguenze della politica pacifica di Irene: i soldati si annoiano e si credono diventati inutili. Due anni dopo, sempre sotto la pressione dei generali Dezong, estende di nuovo il loro potere nei loro jiedushi.

784: Ambasciata Tang a Roma, dove il Papa riceve l’offerta di riconciliazione da parte di Irene e di Dezong. La fede cristiana dei sovrani cinesi fa sperare al pontefice una conversione possibile del grande impero pagano e dunque accetta l’offerta. Nel prosieguo il Figlio del Cielo, per celebrare l’evento, finanzierà la costruzione di due chiese, Sant’Irene della Serica con la sua piccola Pagoda della Concordia e San Tommaso dell’India.

785: Abd al Rahman, ultimo degli Omayyadi, diventa prefetto civile della Siria ad Antu, dove fonderà la sua propria dinastia di governatori: non ha neanche dovuto rinunciare alla sua fede, ma non avrà mai l’occasione di tornare nel califfato e vendicarsi. La dinastia abbaside é ormai legittima agli occhi di tutti, e l’anno seguente sale sul trono dell’Islam il califfo Harun al-Rashid, che porterà l’impero al suo apogeo. Nel 788 l’imperatore Dezong accetta di inviare al califfo una principessa Tang come sposa, stabilizzando le relazioni tra Abbasidi e Tang.

789: Benché forte, il califfato non ha i mezzi per  impedire al Marocco di staccarsi dell’impero e diventare indipendente. Nella stessa epoca però una spedizione araba prende e annette all’impero l’isola di Ceylon. In qualche anno gli Abbasidi prenderanno il controllo della maggior parte del Sud dell’India e del Deccan, però senza toccare i territori Tang.

790: Il re vassallo di Armenia tenta di liberarsi della dominazione Tang. I jiedushi di Daqin e Anxi lo attaccano dietro ordine di Dezong e riconquistano il paese. Il regno di Armenia viene abolito definitivamente ed entra a far parte della provincia militare del Daqin; anche il regno Azero subisce lo stesso trattamento.

791: Irene e Dezong attribuiscono ai vescovi cristiani un posto nella gerarchia imperiale e riconoscono il loro potere giudiziario sui cristiani della loro città. Diversi monasteri come San Benedetto di Nanjin si vedono offrire privilegi fiscali e importanti regali, provocando il malumore dei buddhisti e delle altre religioni. L’influenza cristiana alla corte inizia ad essere vastissima, e Irene stessa sogna di trasferire la capitale a Costantinopoli per fare del paese di Zhongguo un impero cristiano. Però le conversioni crescono lentamente, e il cristianesimo rappresenta poco più del 10 % della popolazione dell’impero (Daqin e Fulin esclusi). Irene andrà oltre con una politica chiaramente ostile ai musulmani, e prova a convincere Dezong a mettere fine alle buone relazioni tra lui e Harun al-Rashid, ma il figlio no le dà retta.

793: Crescita del potere degli eunuchi di corte. La loro influenza é nata attorno alla personalità dell’imperatrice Irene, e presto ottenfono la loro autonomia politica, organizzando una rete fitta di corruzione. Irene stessa faceva la stessa cosa, chiedendo tributi ai prefetti civili e ai governatori militari spediti lontano, per fare parlare bene di loro circa la figura dell’imperatore.

795: costruzione a Chang’An del primo edificio di tutta la Cina dotato da una cupola sullo stile di Costantinopoli e dell’arte musulmano. Questa cupola serve di tetto alla scuola imperiale dove gli studenti preparano gli Esami di Stato. La cupola si diffonde assai rapidamente nell’architettura dell’Anxi e dello Xiyu, anche non avrà molto seguito presso i Cinesi del paese di Zhongguo.

797: Costantinopoli vede l’apertura della prima sala da tè del Daqin. La bevanda preferita dei Cinesi, dal sapore raffinato, é ormai esportata uno grosse quantità nell’Occidente. Prima era bevuta dai funzionari dell’Ovest, ma le sue qualità per la salute e la concentrazione segnano presto il suo successo un po' dappertutto. Anche gli Arabi (che non possono bere alcolici) lo comprano, anche se lo bevono con del gelsomino e con troppo zucchero. Gli intellettuali Han si lamentano però del gusto romano per i tè bruni di Ceylon piuttosto che per il vero prodotto dei gastronomi, il tè verde del paese di Zhongguo. Tuttavia anche loro apprezzano dopo una giornata di lavoro una buona birra barbara, che diventa la principale esportazione dell’impero franco prima di essere prodotta in tutto l’impero e diventare una bevanda popolarissima. Da notare che in Occidente la regola benedettina sarà adattata per accettare il tè che rafforza i monaci senza attirali verso il peccato. 
Con il tè viene introdotta e importata a grande prezzo dall’Est la porcellana cinese, mentre gli oggetti di vetro sono esportati verso l’Est. Il tè e la porcellana saranno poi usati nella cerimonia del tè, un tipo di cerimonia sociale compiuta durante le visite private e che generalmente precedono le discussioni importanti; diventerà un rito sociale importantissimo a Costantinopoli, fino a diventare una forma d’arte.

799: il Franco Carlo entra in Pannonia dove sconfigge i popoli locali. La zona diventa vassalla del regno franco. Esiste ormai una lunga frontiera terrestre tra il paese di Zhongguo e il regno franco, che va da Ravenna e Venezia fino alla Pannonia. Questo fatto crea ovviamente una forte tensione tra i due Stati.

800: Carlo, chiamato a Roma dal Papa per lottare contro i suoi rivali, é incoronato Imperatore dei Romani. Assume questo titolo abbandonato dai re di Spagna, che fin qui si sono ritenuti gli unici veri sovrani cristiani dell’impero d'occidente. Questa é una vera offesa alla dinastia Tang e a tutto il paese di Zhongguo, per il quale il Figlio del Cielo Dezong é l’unico imperatore del Daqin. Carlo, che sarà ricordato come Carlo Magno, non potrà a questo punto impedire al Figlio del Cielo di organizzare una spedizione militare contro l’insolente barbaro. Per controbilanciare l’evento, il cristiano Dezong si fa incoronare alla stessa maniera dal patriarca di Chang’An. L’effetto é pessimo, perché dà ai Cinesi l’impressione che il Figlio del Cielo imiti un barbaro!

Carlo Magno, re dei Franchi auto-
proclamatosi imperatore dei Romani

Nello stesso anno la provincia araba di Ifriqiyya si rende indipendente del califfato.

802: Li Leone (o Li Lian) riceve l’ordine da parte di suo fratello di marciare contro Carlo Magno e riprendere l’Italia. Il jiedushi del Fulin e principe imperiale riunisce le truppe del Daqin, e prepara una vasta spedizione, lasciando il governo di Costantinopoli al suo cancelliere Niceforo. L’erede della corona Li Song e l’intera fazione militare si prepara a mandare altre truppe per vincere finalmente una grande guerra e non più delle piccole scaramucce locali. A Chang’An il patriarca della città Giovanni Liu é nominato cancelliere dal Figlio del Cielo Dezong. 
Nello stesso anno Jayavarman II fonda Yasodharapura (Angkor) e l’impero Khmer, inviando un’ambiasciata a Chang’An e a Lhassa per essere riconosciuto. Per la prima volta la regione indocinese emerge come un'area culturale indipendente, fino a questo momento era solo una zona arcaica più o meno sotto influenza commerciale e cinese.

803: L’imperatrice madre Irene si spegne a Chang’An, dall’incidente di Carlo Magno la sua politica irenista era caduta in disgrazia presso suo figlio e tutta la corte. Irene aveva dunque perso ogni potere e rimava rinchiusa nel suo palazzo. É la fine di una personalità forte spesso considerata come l’erede di Wu Zetian vissuta un secolo prima; sarà dichiarata Santa dai cristiani ortodossi.

Icona moderna di Santa Irene,
imperatrice-madre della dinastia Tang.

805: La morte in rapida successione di Li Song e del Figlio del Cielo Dezong cambia radicalmente i piani imperiali per la guerra contro i Franchi. Carlo Magno stesso non si é preoccupato cosi tanto della minaccia e sta conquistando la Boemia, lasciando al figlio Pipino il compito di difendere l’Italia in caso di necessità. A Chang’An la crisi di successione é assai complicata, il nuovo Figlio del Cielo Shunzong é giovane ma malato da anni, e gli eunuchi e generali lo convincono di diventare imperatore ritirato a vantaggio di suo figlio Xianzong. Si dice che gli eunuchi lo avvelenarono l’anno successivo per porre fina questa confusione. Il regno di Xianzong sarà l’ultimo regno efficace della dinastia Tang, il Figlio del Cielo stesso é riuscito a bilanciare il potere delle fazioni di eunuchi e di militari alla corte, non esitando a prendere la testa delle truppe.

Ritratto del Figlio del Cielo Tang Xianzong

807: il Figlio del Cielo Xianzong rinnova l’ordine di campagna militare contro Carlo Magno. Però il Figlio del Cielo non si fida di tutti i suoi generali e deve deporre alcuni, tra loro appoggiandosi al suo esercito. Dunque il jiedushi di Fulin dovrà combattere da solo. Di fatto le truppe Tang sbarcano nell'808 nel Sud d’Italia riprendendo il controllo sulla zona, che era ormai totalmente nominale. 
Nello stesso anno Xianzong riceve a Chang’An un'ambasciata abbaside da parte del califfo Harun al-Rashid. Il ricchissimo corteo é stato preparato per impressionare il Figlio del Cielo e per essere degno della fama di splendore della corte di Harun. Portano con sé tantissimi doni, tra i quali un superbo elefante d’Africa portato vivo con loro.

808: la politica filocristiana di Dezong é abolita, i vescovi si vedono ritirati molti poteri ma conservano altri privilegi per non perdere la fedeltà di questa potente fazione. Xianzong non farà più doni a grandi personaggi cristiani né ai monasteri.

809: Le truppe Tang attaccano i Franchi in Pannonia e in Istria, e altri soldati prendono posizione presso Venezia e Ravenna per proteggerle. A Venezia, città tributaria, gli abitanti non sono particolarmente contenti di veder scoppiare la guerra, che sarà assai lenta e senza grandi battaglie. I Tang non hanno veramente i mezzi di conquistare l’impero franco, ed esitano a lottare con le sole truppe del Fulin, mentre i Franchi mancano di risorse, e Carlo Magno inizia a diventare troppo vecchio per combattere grandi campagne.

811: il jiedushi di Costantinopoli Qiu Xiaolong é ucciso in battaglia mentre guidava una spedizione contro i Bulgari del khan Krum. I Bulgari erano diventati troppo minacciosi da qualche anni in qua, e compivano razzie nell’impero. Il paese di Zhongguo preferisce firmare un trattato di pace con la potenza nascente dei Balcani. Un generale della famiglia greca Bardas prende il suo posto alla testa di Costantinopoli per un breve periodo.

812: Trattato di Venezia. Carlo Magno accetta di lasciare la Pannonia, l’Istria e di non mirare a Venezia e a Ravenna in cambio del riconoscimento del suo titolo imperiale. Il cancelliere di Costantinopoli con l’aiuto dei Veneziani elabora un trucco diplomatico. Nella versione Tang del trattato Carlo Magno é chiamato solo Imperatore dei Franchi, con un titolo che corrisponde (anche se non è identico) al titolo imperiale Tang; ciò basta a salvare l’onore della dinastia e a proclamare a Chang’An una vittoria contro i barbari franchi, confermata con la lista dei territori concessi e con il ritorno del Sud dell’Italia sotto dominio cinese. Il Figlio del Cielo Xianzong, forse non totalmente convinto, si dichiara soddisfatto, come Carlo Magno.

813: Xianzong ordina l’ampliamento della capacità dei porti dell’Oceano Indiano. Questi lavori devono stimolare il commercio che sta declinando a vantaggio dei porti abbasidi del Sud e di GiJava. Chennai si vede dotata di uno nuovo porto finanziato forzatamente da lei. Xianzong dà la sua approvazione a un abbassamento delle tasse nello Shendu, cosa che non farà per nessun altro, prova che la situazione lo preoccupa.

814: il 28 gennaio Carlo Magno si spegne nel suo palazzo di Aquisgrana. Come era previsto, la corona imperiale passa a suo figlio, l’imperatore Luigi I, che nomina gli altri figli del Franco sovrani di diverse parti dell’impero.

815: Gli Abbasidi concludono la conquista del Sud dell’India. L’India é ormai divisa in tre sfere di influenza, Tang nel Ovest e Nord-Ovest, Abbaside al Sud e Tibetana nel Nord e Nord-Est. Tra loro esistono una serie di piccoli regni clienti e di ricche repubbliche marinare sulle coste occidentali e orientali, visto che il commercio marittimo con il Siam, l’impero Khmer e l’isola di Giava è in crescita. Nella stessa epoca l’Islam é introdotto per la prima volta a Giava, ancora prima del cristianesimo. In Africa ormai tutta la costa somala obbedisce agli Abbasidi.

817: Bernardo, re carolingio d’Italia, si ribella contro l’imperatore Luigi I che voleva deporlo. Viene presto sconfitto dalle truppe dell’imperatore, ma riesce a scappare nel paese di Zhongguo, dove sarà ben accolto come in generale tutti gli oppositori all’impero franco.

820: Il Figlio del Cielo Xianzong muore dopo una malattia fulminea a Luoyang. Sembra essere caduto anche lui nell’ossessione taoista dell’immortalità ,e molti sospettano il suo alchimista personale gli abbia fatto bere qualcosa di strano. È la fine di un sovrano orgoglioso, che lascia il posto al molto più umile Figlio del Cielo Muzong. Il nuovo Figlio del Cielo non era preparato alla sua carica e preferiva le feste, lasciando il governo centrale agli eunuchi e nelle province ai militari. Sotto il suo regno i marescialli alla testa dei jiedushi ricevono l’autorizzazione di trasmettere di maniera ereditaria e perpetua la loro carica ai propri discendenti, creando in appena quattro anni dei veri principati all’interno dell’impero.

821: Chang’An, sotto richiesta del Fulin, firma un trattato di pace con i Bulgari. Questi ultimi, sotto il regno del khan Krum e del suo successore, erano riusciti a liberarsi della dominazione Tang, prendendo il controllo di quasi tutta la Macedonia e la Tracia. Il nuovo trattato dovrebbe riportarli all'ubbidienza, ma in effetti é piuttosto un trattato di indipendenza che libera i Bulgari da ogni servizio o tributo nei confronti del paese di Zhongguo.

824: Il Figlio del Cielo Muzong si spegne durante i suoi soliti piaceri e lascia il trono a un giovanotto di quindici anni, il Figlio del Cielo Jingzong, dominato dai suoi eunuchi.

825: Secoli sono passati dall’epoca del viaggio di Cosma Sericopleuste dall’Egitto fino al paese di Zhongguo, ma finalmente la via marittima diretta verso il paese di Zhongguo inizia ad aprirsi. É il risultato della creazione di poteri locali come il regno di Siam, l’impero Khmer e il regno che ha unificato Giava, i quali proteggono questa via marittima e diventano anche loro dei clienti avidi di beni cinesi e occidentali. Inoltre le foci del Gange hanno visto la creazione di porti controllati dal Tibet, che iniziano ad inviare navi nel califfato. Il califfato ha conquistato e sta colonizzando il Sud dell’India, ed esporta beni comprati o conquistati in Africa. Il commercio marittimo, dopo un secolo di stagnazione, conosce un balzo insperato.
Ciò reca benefici alle regioni del paese di Zhongguo a Sud dello Yantze, tradizionalmente meno sviluppate e lontane dalla Via della Seta: ormai la regione conosce un forte sviluppo economico. Porti e città nascono ed attirano un gran numero di emigranti dal Nord e anche da tutto l’impero. Tra questi porti Guangzhu é il più grande e il più dinamico, diventa presto il secondo porto del paese di Zhongguo dopo Chennai in India ma prima di Bassora e di Venezia. La città commercia direttamente con mercanti Arabi d’Egitto e d’India, con i Romani di Tiaozhi, i Tibetani e i regni del Sud-Est asiatico. La città è una metropoli di 100.000 abitanti ed ha un quartiere arabo attorno alla sua moschea costruita in stile abbaside, un quartiere romano, uno iranico, uno giavanese, e all’interno del quartiere romano esiste anche un fondaco veneziano. Questo dinamismo farà del Sud di Zhongguo la zona più risparmiata dal declino generale dell’impero Tang, e cambierà del tutto l’organizzazione dell’impero.

827: Appena quattro anni dopo la sua salita al trono, il Figlio del Cielo Jingzong muore senza aver mai veramente governato, sempre chiuso nel suo palazzo. Per avere voluto disfarsi di uno gruppo di eunuchi troppo potenti, l’imperatore é avvelenato durante un banchetto. Però il sacrilegio viene scoperto, i regicidi giustiziati e il fratello dell’imperatore prende il potere con l’aiuto dell’imperatrice madre: inizia il regno del Figlio del Cielo Wenzong.

831: Malgrado le lotte interne tra le fazioni della corte, l’imperatore Wenzong rimane un sovrano attivo e capace di prendere da solo le decisioni. Dunque, quando un generale tibetano trova riparo alla corte chiedendo al Figlio del Cielo di intervenire per proteggere il Tibet, Wenzong lo ascolta e rifiuta di testa sua. Così perde l’occasione di conquistare il Tibet, distrutto dalle lotte intestine. Da notare che l’impero Tang, ancora forte e generalmente stabile, non si é più esteso da quasi cinquant’anni.

832: Wenzong proclama un editto che vieta la pittura occidentale nell’impero, considerata pessima, e ordina di autorizzare solo gli artigiani che insegnano la pittura classica cinese. Per propagandare questa maniera di dipingere, ma anche tutta la cultura del paese di Zhongguo nell’ancora barbarico Daqin, Wenzong ordina la creazione delle Case di Saggezza. Biblioteche del sapere e dell’arte sono istituite nelle maggiori città dell’impero. In generale Wenzong rappresenta una reazione delle élite di etnia Han di fronte all'ascesa di funzionari di diversa origine. La corte di Chang’An é popolata da Turchi, Khitan, Tibetani, Romani, Siriani, Arabi, Persiani, Indiani, per citare solo le etnie più importanti, e la capitale é diventata un mosaico di quartieri stranieri e di religioni. Wenzong soprattutto diffida della religione cristiana, il regno cristiano di Dezong ha lasciato un brutto ricordo nelle élite confuciane.

833: Guerra civile nell’impero franco. L’imperatore Luigi é deposto dai suoi figli a causa di rivalità nella futura divisione dell’impero. Lotario, il primogenito, é nominato imperatore dai suoi fratelli, ma questi ultimi preferiscono il loro padre e lo restaurano l’anno seguente. Inizia il processo di frammentazione del potere nell’impero franco, che da questo momento in poi non rappresenterà più un pericolo per i Tang. 
Nello stesso anno avviene l’incidente di Ganlu. Il Figlio del Cielo intendeva disfarsi dei potenti eunuchi che avevano governato durante il regno di suo fratello. Questi ultimi erano davvero potenti e il sovrano preparava la loro caduta con dei fedeli che avevano ricevuto la missione di riunire delle truppe per attaccare il palazzo. La congiura viene però scoperta e gli eunuchi reagiscono senza pietà. Tutti i congiurati sono arrestati insieme e immediatamente portati sul mercato di Chang’An per avere la testa mozzata. Wenzong stesso teme di morire di una « malattia fulminea », ma la sua persona é ancora troppo importante e gli eunuchi si accontentano di rinchiuderlo senza poteri nel suo palazzo. È la fine del governo effettivo degli imperatori Tang, cosa che non provoca per il momento una crisi economica, ma prende l’aspetto di un lento declino politico, mentre attorno al paese di Zhongguo tutti gli altri poteri subiscono anche loro questo declino.

838: Tri Ralpachen, re del Tibet, é assassinato in una congiura di palazzo, il Tibet perde le sue conquiste in India durante le lotte di potere che si succedono, anche se conserva suo sbocco al mare. L’Impero del Tetto del Mondo cade nell’anarchia per anni.

840: Alla morte senza gloria del Figlio del Cielo Wenzong, sale sul trono suo fratello Wuzong. Come i suoi fratelli, sogna una reazione imperiale al declino della potenza del paese di Zhongguo, e perciò si allea con gli eunuchi, lasciandoli governare e corrompere, ma conservando le mani libere su certe questioni. Il problema principale che vuole sistemare é la fine dello scudo dei vassalli nomadi nel Nord. Turchi e Uiguri sono sempre stati i più fedeli alleati dei Tang, legati con il sangue, la storia e il benessere. Però questi alleati sono ormai in difficoltà e sono stati vinti dai terribili Khirgizi, ben meno amichevoli nei confronti dell’impero Tang. I nomadi saranno vinti con un’attacco sorpresa nell'843: se però il loro re deve fuggire, non é questo il caso di tutte le altre tribù, e un trattato di pace non basta a fermare le violenze. I Tang devono accettare il fatto che il cuscinetto protettore del Nord non esiste più; ancora peggio, i resti dei popoli alleati fuggono verso Sud, migrando nell’impero e provocando scontri con l’esercito. Le città del Tarim e dell’Yancai sono saccheggiate negli anni seguenti.
Esattamente nello stesso anno l’imperatore Luigi si spegne anche lui e lascia il trono a Lotario I, che inizia così il suo secondo regno senza aver trovato una soluzione alla rivalità con i suoi fratelli. Appena un anno dopo la guerra tra i fratelli si riaccende.
Nella Casa di Saggezza di Damasco il famoso matematico Tang di fede musulmana, Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi, si spegne dopo essere giunto all’apogeo della sua carriera e della sua fama. I suoi lavori matematici saranno considerati tra i tesori nazionali della dinastia Tang, che ricompensa i più grandi servitori dell’impero in materia di arti e scienze. Al Kwarizmi trova ormai posto accanto a Li Bai o al pittore Xuanzang.

842: Morte del re del Tibet Langdarma, i suoi due figli si dividono l’impero. É la fine della dinastia imperiale Yarlung. I tentativi successivi di riunificazione porteranno solo a un'ancora più grande frammentazione del potere e alla rovina dell’impero tibetano. La Cina dei Tang si accontenta di assicurarsi l’alleanza o il vassallagio dei diversi Stati tibetani.

843: Luigi il Germanico, re della Francia Orientale, Carlo il Calvo, re della Francia Occidentale, e l’imperatore Lotario I firmano il Trattato di Verdun, che formalizza la divisione definitiva dell’impero franco in tre regni. Il figlio di Lotario, Luigi II, é nominato re d’Italia. L’anno seguente Lotario I divide i suoi possedimenti tra i suoi figli, proseguendo nella frammentazione dell’impero franco: il titolo imperiale ha ormai un’autorità limitata e non é legata a un qualunque territorio.
Nello stesso anno una campagna militare ordinata dallo stesso Figlio del Cielo depone Abd al Rahman II, governatore della Siria che progettava di proclamarsi indipendente per trasmettere la propria carica a suo figlio mentre questo era autorizzato solo ai funzionari di stirpe Han, totalmente fedeli (in teoria). Presa e distruzione di Damasco.

845: Persecuzioni di Wuzong. Il Figlio del Cielo Wuzong, taoista convinto, vieta tutte le altre religioni nel paese di Zhongguo, sopratutto il buddhismo, suo principale concorrente. Rinprovera ai monaci buddhisti e cristiani di essere solo parassiti pigri sul corpo dell’impero, e abolisce tutti i privilegi fiscali concessi nei regni precedenti. Ma il Figlio del Cielo non si ferma li: sotto i consigli del maestro taoista Zhao Guishen, molte comunità sono soppresse e diversi templi sono chiusi. Le comunità cristiane del paese di Zhongguo soffriranno molto le persecuzioni dell’esercito imperiale contro di loro. La cattedrale nestoriana di Chang’An é bruciata e ne rimane solo la Pagoda del Daqin. Lo stesso avviene per i fedeli dello zoroastrismo e del manicheismo nelle province medio-occidentali. Questa politica porta a una valanga di violenze e di repressioni che fanno ben più per rovinare la prosperità dell’impero e la fama della dinastia di tutte le ribellioni e la corruzione degli anni precedenti. Le persecuzioni imboccano la stessa strada delle persecuzioni romane dell’antichità: presto i fedeli di tutte le religione sono giustiziati insieme, decapitati, annegati, bruciati, i loro libri sacri e le loro comunità sono preda dell’esercito imperiale che fa regnare il terrore nel paese.
Nel Daqin però i comandi degli jiedushie locali preferiscono lasciare gli ordini senza effetto o adattarli. Cosi il governatore di Costantinopoli prende delle misure contro tutte le opinioni cristiane diverse dall’ortodossia. 
Wuzong odia anche l’Occidente e ordina una campagna militare contro l’impero franco, o almeno contro l’Italia che deve tornare sotto la sua dominazione, e in particolare contro Roma e il Papa.

846: Come tanti imperatori taoisti, il Figlio del Cielo cerca una cura per diventare immortale. Strano che nessuno nel paese di Zhongguo abbia mai notato che queste cure sono generalmente seguite da paranoia, da malattie dei nervi e del corpo e infine dalla morte. Anche Wuzong muore tra il sollievo generale, e la corte offre il trono al Figlio del Cielo Xuanzong II, fratello di Xianzong e zio dei tre ultimi Signori della Terra. Xuanzong II è uno sovrano già maturo, calmo, intellettuale, che dedicherà il suo regno al ritorno alla normalità e alla pace. Saprà farsi assistere dagli eunuchi e dai soldati per riparare gli eccessi del regno precedente, e riuscirà anche a governare veramente a forza di diplomazia.
La prima cosa da fare é ovviamente abolire tutte le persecuzioni contro le altre religioni: buddhisti e cristiani riottengono le loro chiese, monasteri e privilegi. La ricostruzione é finanziata dall’imperatore stesso. Il buddhismo, la religione più popolare nel paese di Zhongguo, impiegherà solo pochi anni per far sparire le conseguenze delle persecuzioni. Per i cristiani invece il colpo sarà durissimo e brutale, mentre appena quarant’anni prima l’imperatore era cristiano. La persecuzione ha sorpreso tantissime comunità, e delle regioni intere hanno visto sparire ogni gerarchia clericale. Infatti il cristianesimo cinese riprende la sua forza solo nelle grandi città e nei porti. Ha perso la maggior parte dei suoi fedeli nelle campagne, e ormai le élite della corte si chiudono ai cristiani. Per le stesse ragioni lo zoroastrismo e il manicheismo iniziano lentamente a sparire, più rapidamente del cristianesimo.
Nel jiedushi del Fulin però la campagna militare é gia stata lanciata e il prefetto locale limita gli obiettivi alla sola Italia. Bernardo, ex re d’Italia, é allora tolto del suo palazzo di provincia per essere messo alla testa di un esercito Han, che deve riconquistare l’Italia per suo conto e portarlo a Roma. Però le cose non vanno bene. I Tang sono sconfitti dai Franchi comandati dall’imperatore Lotario e da suo figlio Luigi. La campagna si conclude con la morte di Bernardo, e l’anno seguente Ravenna é presa dai Franchi.

850: nell’impero franco le razzie vichinghe si fanno sempre più tremende, é sopratutto la Francia Occidentale che vede arrivare gli uomini del Nord che devastano la Loira e la Senna fino ad assediare Parigi e ad obbligare il re a pagare un tributo spropositato.

852: Boris I diventa khan degli Bulgari. Sarà uno dei principali sovrani di questo popolo e si convertirà al cristianesimo nel 864. Il suo regno vede l’inizio di relazioni amichevoli con i Tang. Boris é impressionato dal modello imperiale cinese e lo imita alla sua corte. La sua conversione é un’altra maniera di imitare la corte del jiedushi di Costantinopoli, che governa in maniera autonoma e trasmette il suo potere al figlio in maniera ereditaria.

855: Nell’impero franco l’imperatore Lotario I abdica in favore di Luigi II d’Italia che riceve il titolo imperiale, però senza veder crescere i suoi territori o la sua potenza. Durante gli anni seguenti l’imperatore continua ad allargare i suoi possessi alla Provenza e al Sud dell’Italia Tang.

859: Il Figlio del Cielo Xuanzong II, Signore dei Diecimila Anni, il più popolare sovrano Tang dall’inizio del secolo, si spegne dopo un regno passato a riportare l’armonia nella corte. Però la sua morte é nascosta dai suoi favoriti che provano a continuare a governare. I membri della congiura sono però scoperti, giustiziati e il trono passa all’imperatore Yizong. Il regno di Xuanzong II sarà ricordato come l’ultima età d’oro della dinastia Tang, illuminata dai primi fuochi di artificio a scopo unicamente artistico. Yizong al contrario é un debole alcolizato, dominato dagli eunuchi che spremono il popolo con le tasse.

860: le crisi arrivano presto con Yizong. Prima di tutto la corte di Chang’An prova a rimuovere il jiedushi di Nanzhao, sperando di prendere il controllo del suo ricco principato. É la causa della ribellione di Qiulong, che si proclama indipendente. La maggior parte degli jiedushi partecipano poco alla punizione del ribelle, e l’imperatore deve contare sopratutto sulle proprie truppe, vinte in diverse occasioni nei due anni seguenti. Inoltre le nuove tasse e una produzione agricola pessima provocano delle ribellioni contadine. L’agitazione rimane però isolata ala Cina, perché i jiedushi più lontani sono ancora più autonomi e non si dicono preoccupati di ciò che avviene nella madrepatria.

862: In Europa arrivano i nomadi Ungari, portando con loro la distruzione e il terrore. Più ad est un gruppo di mercanti scandinavi fonda la città di Novgorod. Qualche anno dopo altri scandinavi arrivano dal Don a Costantinopoli, dove diventano mercenari apprezzati dal jiedushi locale.

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Papa Niccolò I (a sinistra) e il Patriarca Fozio (a destra)

863: le divergenze religiose tra cristiani sono state sempre numerose e oscure per i Cinesi, però stavolta la crisi é grave. Il Papa Nicolò I e il patriarca di Costantinopoli Fozio si scomunicano reciprocamente. Il patriarca chiede allora al jiedushi di Costantinopoli Wang Shi di ordinare una campagna militare (il Figlio del Cielo non ha più il monopolio di decidere questo tipo di spedizioni) contro l’Italia e Roma, visto che il vescovo di Roma si é mostrato insolente con il primo e più importante capo dei cristiani nell’impero Tang. Costantinopoli coglie quest'occasione di vendicarsi della persa di Ravenna qualche anno prima.

866: Fine della secessione del Nanzhao dopo la caduta di Chengdu. Il Nanzhao é stato vinto dalle truppe degli jiedushi vicini, finalmente intervenuti nel conflitto. Ma il trionfo non é possibile: diversi reggimenti imperiali si sono ammutinati perché non pagati e devastano le province prive di armate.

868: Ahmad Ibn Tulun, famoso generale ed ex governatore della Somalia, prende il controllo dell’Egitto e perciò del califfato abbaside. Si proclama sultano e regnerà di fatto al posto del califfo, diventato poco più che un fantoccio con compiti religiosi. Sotto il suo regno e quegli dei suoi successori l’impero arabo vede crescere le autonomie etniche, ma vede sopratutto la conquista della costa orientale dell’Africa, che diventerà la provincia dello Zanj, famosa per l’esportazione massiccia di schiavi neri verso l’Arabia, l’India e fino a Giava e al paese di Zhongguo.

869: Battaglia di Benevento. Le truppe dell’imperatore franco Luigi II sconfiggono la spedizione del jiedushi Wang Shin nel Sud d’Italia. La vittoria di Luigi II però non pone fine a questa guerra, che proseguirà per tutto il suo regno. Questo gli impedirà di assumere l’eredità di Lotario II alla sua morte, questi territori andranno ad ampliare le terre dei suoi zii (Trattato di Mersen).

870: la principessa Tongchang, figlia di Yizong, muore di malattia. Questo triste evento provoca una reazione sproporzianata del sovrano, che fa giustiziare i venti medici incaricati della salute della principessa e tutti i suoi servitori. Quando il cancelliere e diversi consiglieri tentano di salvare la vita di questi innocenti, si vedono esiliare dalla corte, ben consapevoli di essere fortunati. La rabbia imperiale raggiunge addirittura le chiese cristiane e altre religioni, perché le loro preghiere non sono state efficaci. Il Figlio del Cielo organizzerà dei funerali grandiosi, durante i quali si mostrerà ubriaco e disperato, mentre nelle campagne la carestia infuria.

871: i Tang riprendono Napoli che fino a questo momento era sotto il controllo di Luigi II. Nuove truppe sbarcano a Bari, capitale dell’Italia Tang, tra i quali dei mercenari variaghi arrivati dal Nord e qualche Bulgaro. La maggior parte delle truppe é però ormai costituita da soldati locali greci e anatolici.

873: Finalmente il Figlio del Cielo Yizong si spegne di morte naturale. Il suo successore Xizong é ancora minorenne, e cade facilmente sotto il controllo della stessa fazione degli eunuchi che hanno governato sotto suo padre e introdotto le tasse all’origine delle ribellioni contadine.

874: la provincia dell’Anxi, aumentata dal Lixuan conquistato qualche anno prima, é scossa da un colpo di Stato. Il jiedushi Tang é rovesciato dal generale persiano Saman Khoda. Il soldato era un eroe di guerra con amicizie alla corte di Chang’An, e ciò gli ha permesso di corrompere gli eunuchi per farsi riconoscere come governatore legittimo dell’Anxi sotto il pretesto che il suo predecessore preparava un’usurpazione. Saman Khoda fonda cosi la dinastia Samanide, che governerà per il contro dli Tang e poi per lei stessa. I Samanidi restaurano il culto di Zoroastro e il manicheismo come religioni puramente locali. Qualche anno dopo Saman Khoda sposterà la sua capitale a Boukhara
Nello stesso anno il Sud del paese di Zhongguo é scosso dalla più grande ribellione contadina dall’epoca degli Han. Essa è diretta da due rivoluzionari, Wang Xianzhi e Huang Chao, i quali proclamano la loro volontà di annientare il potere Tang. É la prima volta che l’esistenza della dinastia é contestata. Inoltre i due capi non fanno parte dell’esercito o della nobiltà, e attaccano tutti i privilegiati. Il loro esercito aumenta presto fino a contare più di 10.000 uomini e gli eserciti locali, anche gli jiedushi sono incapaci di batterli. Le campagne del paese di Zhongguo cadono nella più totale anarchia senza che il resto dell’impero ne soffra o intervenga. Per molti anni l’assenza di ordini chiari emessi da Chang’An permette agli ultimi jiedushi fedeli di conquistare la propria autonomia. Le tasse locali non sono più spedite a Chang’An.

875: L’imperatore franco Luigi II si spegne e trasmette il titolo imperiale a Carlo II il Calvo, re della Francia Occidentale. Però il nuovo sovrano é lontano e tenuto impegnato dai disordini creati dai Vichinghi nel suo regno. L’Italia passa in secondo piano, e di ciò approfittano i Tang che avanzano nel Sud e nel Nord. Ravenna viene ripresa.

877: l’imperatore Carlo II marcia finalmente verso l'Italia per portare aiuto al Papa Giovanni VIII, assediato a Roma dai Tang. Le truppe del jiedushi di Costantinopoli provenienti dal Sud e dal Nord sono riuscite a ricongiungersi. Il territorio del Papa si riduce così alla sola città di Roma. Però il Papa resta deluso: Carlo II viene a sapere che uno dei suoi figli si é ribellato, e ciò lo obbliga a tornare indietro; l’imperatore morirà durante il viaggio verso la Francia Occidentale. Carlo III il Grosso, re della Francia Orientale, eredita il titolo imperiale, ma é troppo occupato ad estendere i suoi possessi nell’impero stesso contro i suoi fratelli e cugini, e lascia la difesa dell’Italia alle truppe locali. A Roma il Papa é talmente scosso da questa falsa speranza, che si spegne di disperazione nel mese seguente. Roma finisce per arrendersi ai Tang e la città viene saccheggiata, in particolare il palazzo del Laterano.

880: Dopo sei anni di guerre nel paese di Zhongguo, tutti gli eserciti sono allo stremo: altre ribellioni sono scoppiate, talvolta fiancheggiatrici, talvolta rivali di quella di Huang Chao. Wang Xianzhi stesso é stato ucciso nel 878. Il paese inizia poco a poco a cadere sotto la dominazione degli ufficiali militari locali. Un errore militare da parte del generale nemico permette però a Huang Chao di lanciarsi in una marcia a tappe forzate per chiudere definitivamente il discorso. Con una rapidità mai vista, le truppe ribelle arrivano a Luoyang lasciata senza difesa e la saccheggiano. Immediatamente dopo prendono la strada verso Chang’An.

881: Xizong non ha neanche aspettato i risultati della difesa organizzata dalle sue truppe per fermare Huang Chao e i suoi, preferendo fuggire di notte con pochi fedelissimi. La notizia provoca la disintegrazione dell’armata imperiale di Chang’An, che cade senza difesa nelle mani dei ribelli. Huang Chao fa allora ciò che aveva promesso: giustizia tutta la corte ancora sul posto e fa massacrare ciò che rimane della dinastia Tang. Si proclama poi imperatore e giura di uccidere Xizong, che ha trovato riparo a Chengdu. Huang Chao però non vuole l’anarchia, restaura l’amministrazione Tang e tenta di guadagnarsi la fedeltà delle province. Lo Stato dunque funziona ancora.
La caduta di Chang’An vede anche scoppiare delle guerre locali, sopratutto tra l’Anxi samanide e le province medio-occidentali, mentre il Khitan e la Corea cadono nelle lotte intestirne. L’Anxi vieta anche al Fulin e al Daqin di inviare truppe nel paese di Zhongguo, perché dovrebbero attraversare il suo territorio.

882: Carlo III il Grosso, imperatore dei Franchi, marcia finalmente verso Sud per liberare l’Italia e farsi incoronare imperatore dal Papa come da tradizione. Essendo Roma l’obiettivo principale, i Cinesi evacuano la città per portarsi in altri punti d’Italia. Il jiedushi non ha tanti mezzi, sopratutto vista la situazione nella madrepatria, e decide di evitare uno scontro maggiore. Ce la fa: dopo essere stato incoronato, Carlo III torna nei suoi territori e lascia l’Italia.

883: Ovviamente la presa di Chang’An non ha terminato la guerra civile: malgrado la fuga di Xizong, la maggior parte delle province rimangono fedeli alla dinastia Tang e dei reggimenti sono spediti dall’Ovest per rovesciare l’usurpatore Huang Chao. Ciò permette di riconquistare il terreno perso, e Chang’An finisce per essere evacuata dagli ribelli. Huang Chao stesso é assassinato l’anno seguente dai suoi fedeli, e il suo esercito é smembrato in decine di piccoli eserciti di banditi, causando ancora più anarchia. Il Figlio del Cielo può però tornare tranquillamente nella capitale. Lo Stato Tang é ormai allo stremo e non ha più alcuna risorsa finanziaria, le tasse delle province rimangono nelle province. Xizong non ha dunque più un soldo per pagare i suoi eserciti, che si ribellano e marciano su Chang’An. Il Figlio del Cielo Xizong deve fuggire dal suo palazzo per la seconda volta.

888: Finalmente, con l’aiuto dei generali delle province più ricche, Xizong riesce a riprendere il controllo di Chang’An dove si reinsedia e dove muore appena un mese dopo. La guerra é più o meno finita, anche se il banditismo prosegue e tutti sperano che il fratello dell’imperatore, ora divenuto il Figlio del Cielo Zhaozong, potrà sistemare la situazione. In realtà il Figlio del Cielo non può più fare niente per l’impero, la sua capacità di agire é ormai ridotta a quasi zero di fronte ai governatori e ai generali nelle province. L’amministrazione imperiale é sotto il controllo delle autorità locali, lasciando Chang’An in una situazione di abbandono. 
Nello stesso anno muore l’imperatore franco Carlo III il Grosso. La corona imperiale e il regno d’Italia passano a Guido di Spoleto. Il problema sta nel fatto che Guido anni prima ha fatto atto di sottomissione ai Tang per conservare le sue terre, ed é stato fino ad ora un vassallo fedele del Figlio del Cielo, o almeno al suo rappresentante a Costantinopoli.

889: l’impero arabo é scosso dalla ribellione degli Zanj. Non é la provincia africana con lo stesso nome che si ribella, ma la popolazione schiava inviata nell’impero. Gli schiavi convertiti si organizzano in Somalia, ma anche nel Basso Egitto, e provocano larghe distruzioni. I loro sforzi per invocare i Tang al loro soccorso saranno vani, e infine la ribellione sarà repressa nel sangue. Sarà però solo la prima volta che gli Zanj faranno parlare di loro nel califfato.

894: Guido di Spoleto chiama in suo aiuto le truppe cinesi di Costantinopoli per affrontare il suo rivale Arnolfo di Carinzia nella Battaglia di Pavia. Arnolfo é sconfitto e deve tornare in Germania. Tutto il regno carolingio d’Italia cade sotto la protezione del jiedushi del Fulin. Però Guido sperava di conservare la sua indipendenza: dopo avere tentato di riprendere il controllo di Pavia é arrestato e obbligato ad abdicare al titolo imperiale a vantaggio del Figlio del Cielo Zhaozong. L’ironia della situazione é che Zhaozong é diventato l’unico imperatore titolare ma non ha poteri, rinchiuso nel suo palazzo, senza contatti con l’Occidente o l’Oriente: é teoricamente l’imperatore di quasi tutta la Terra! In Occidente la deposizione di Guido di Spoleto segna  l’inizio di un interregno, nessuno accetta la trasmissione del titolo ai Tang.

904: La fine della dinastia Tang é ormai considerata una realtà che avverrà tra poco tempo. Ovviamente la prospettiva di uno nuovo ciclo di reming rivoluzionario eccita molto le ambizioni dei diversi generali e jiedushi dell’impero. Il più rapido ad approfittarne é il generale Zhu Wen, vincitore di Huang Chao, che effettua uno colpo di Stato a Chang’An. Il generale si proclama primo ministro jiedushi della regione imperiale, elimina il cancelliere, i ministri, gli eunuchi, la maggior parte dell’amministrazione centrale e infine anche il Figlio del Cielo Zhaozong stesso. Zhu Wen decide di conservare le apparenze mettendo sul trono il figlio dell’imperatore defunto, Ai, di 13 anni.
E una soluzione temporanea. Zhu Wen vuole prendere il controllo di tutto l’impero, e ha bisogno di tempo per costruire la sua rete di fedeltà e convincere gli altri governatori di lasciargli fondare una sua dinastia senza provocare una guerra.

907: Il giovane imperatore Ai, pure conosciuto come Figlio del Cielo Zhaoxuan, é deposto ufficialmente da Zhu Wen: l’adolescente passa alla storia come l’ultimo imperatore della dinastia Tang. Zhu Wen lo ha costretto a pubblicare un editto che condanna a morte gli ultimi fedeli della dinastia e poi un altro per annunciare la sua abdicazione e la rinuncia ai titoli di imperatore del paese di Zhongguo e del Daqin, Signore dei Diecimilla Anni e Sovrano di Tutta la Terra. Il giovane sovrano deposto sarà poi avvelenato.
Zhu Wen si proclama Figlio del Cielo e dichiara di avere preso il Mandato del Cielo per la propria dinastia, i Liang, chiedendo un giuramento di fedeltà. Però il suo colpo di stato non riesce come sperava. Appena la notizia della deposizione dell’ultimo imperatore si diffonde, provoca l’esplosione dell’unico impero mondiale della storia. Nessuno nell’impero immagina di dovere della fedeltà ad una dinastia uscita dal nulla!

Il racconto dell’ultimo Tang a Parigi
Nel 909 Li Zhu, quindici anni, ex imperatore Tang Ai e ormai principe di Jinyin, fugge di notte dal suo palazzo con un piccolo gruppo di fedelissimi. Il suo principato era solo una finzione di Zhu Wen per mostrare il suo rispetto per la dinastia decaduta, un brutto scherzo visto ciò che ha fatto poi. Ormai Li Zhu sa che é in pericolo. Zhu Wen non é riuscito a prendere tutto l’impero per sé, era troppo grande e troppo diviso, l’esistenza del sovrano deposto é diventata per lui una minaccia che deve far sparire. Li Zhu si convince dunque che dovrà rifarsi una vita altrove, e forse risalire sul trono sostenuto dalle sue province occidentali, che non hanno dato segno di vita.
Li Zhu parte con i suoi servitori e una fortuna immensa in gioielli tra i più belli della collezione imperiale, che é riuscito a nascondere nei vestiti della sua imperatrice, partita con lui. Approfittando dell’aiuto discreto di qualche nobile e militare, Li Zhu giunge senza grossi problemi nella città di Samarcanda. Questa città é ormai il centro di un piccolo Stato cittadino che lotta contro i nomadi. La città é popolata da almeno 50.000 abitanti e rimane ricca, ma non é il posto giusto per potersi dichiararsi ufficialmente erede dei Tang, e decide di proseguire. Non si reca nello Shendu, dove i porti si sono eretti in repubbliche marinare indipendenti. Durante il suo viaggio, Li Zhu constata però l'ascesa della potenza dei popoli turchi, che in quest' epoca si convertono in maniera massiccia al cristianesimo nestoriano. Li Zhu e i suoi penetrano allora nel territorio dei potenti re Samanidi di Persia, ma l’accoglienza non é quella sperata: Li Zhu sfuggea di poco a uno tentativo di catturarlo, forse per usarlo, forse per ucciderlo. Numerosi dei suoi servitori sono uccisi durante il viaggio attraverso l’Anxi, o per meglio dire la Persia.
Siamo nel 912 quando Li Zhu e i suoi penetrano in quello che era il Daqin cinese, nella provincia di Tiaozhi o Mesopotamia. La sfortuna complotta contro di lui. L’imperatore decaduto sbarca in piena guerra civile tra il re del Daqin Romano Lecapeno e il signore del Fulin, il Magister di Costantinopoli Wang Jian. Le circostanze fanno sì che Li Zhu arrivi a Damasco mentre i due eserciti si scontrano non lontano di lì, ad Aleppo. Questa battaglia vede la vittoria di Wang Jian e la morte di Romano Lecapeno. É dunque al vincitore, che non si é dichiarato re o imperatore, che Li Zhu si presenta. La scena é abbastanza incredibile. Il grande vincitore di ieri, vestito da generale trionfatore, si prosterna brutalmente davanti a un giovane viaggiatore coperto di polvere di fronte ai suoi uomini che lo imitano appena il maggiordomo di Li Zhu proclama il suo nome e i suoi titoli: nientemeno 15.000 uomini prosternati.
Negli primi mesi Li Zhu si convince di aver fatto la scelta giusta, é entrato trionfalmente a Costantinopoli accolto da una folla immensa che vedeva il Figlio del Cielo per la prima volta. Ovviamente Wang Jian si è sottomesso immediatamente, offrendogli il trono del Daqin e del Fulin riunificato. Li Zhu é restaurato sotto il nome di Figlio del Cielo Zhaoxuan, sovrano del Daqin. Wang Jian gli espone vantandosi le sue imprese gloriose degli ultimi cinque anni. Ovviamente Li Zhu sa già che era nata una forte rivalità tra il Fulin e il Daqin, e che ormai l’antico territorio romano era stato riunificato, il califfato era rimasto lontano da queste lotte perché subiva anche lui una secessione nella provincia di Ifriqiyya dove i Fatimidi si sono resi indipendenti. Inoltre Wang Jian é riuscito a prendere il controllo della maggior parte dell’Italia, dove é riuscito a respingere gli attacchi degli Ungari anche se rispetta il Lazio, dove ha riconosciuto la signoria del Papa. Wang Jian effettivamente é cristiano e vuole mantenere buone relazioni con il Vescovo di Roma. Le relazioni con i Bulgari rimangono buone, e l’Armenia é stata ridotta all'ubbidienza.
Però presto Li Zhu deve riconoscere che l’ubbidienza di Wang Jian é interessata. Wang Jian era un semplice luogotenente del jiedushi locale durante il primo regno di Li Zhu, é un generale salito nella gerarchia grazie alla forza della spada, é alla ricerca di legittimità e l’ex sovrano gliela offre. Il generalissimo si mostra molto preoccupato dal fatto che l’imperatore non ha eredi, che i resti della dinastia imperiale sono stati sterminati. Li Zhu vede chiaramente che si avvicina il momento in cui il generale si offrirà come erede, e la minaccia é prossima. Inoltre Wang Jian si mostra meno amichevole quando si tratta delle questioni religiose. Li Zhu non intende abbandonare la religione tradizionale, mentre Wang Jian vorrebbe convertirlo al cristianesimo al più presto e proclamare questa fede come religione di stato dell’impero, per poter lottare contro le minoranze musulmane, buddhiste e zoroastriane delle province orientali. La situazione arriva a una tensione tale che Li Zhu si convince di un fatto: rimanere a Costantinopoli provocherà la sua morte, il generalissimo non ha molta pazienza. Li Zhu dice addio definitivamente ai suoi sogni: quella era la sua ultima possibilità di restaurazione della dinastia dei suoi antenati, ma ha doveri ancora più importanti: deve rimanere vivo per continuare il culto degli antenati, e sente dei doveri nei confronti della sua imperatrice, che lo ha seguito sempre e dovunque, e verso i suoi servitori più fedeli. Siamo ormai nel 920 e Li Zhu negozia chiaramente con Wang Jian, ottenendo di partire con i suoi su una nave, con i loro beni e una guardia fedelissima composta unicamente di soldati di etnia Han non cristiani, più un gruppo di interpreti e di guide. In cambio di tutto questo, Li Zhu proclama un editto con il quale abdica una seconda volta in favore di Wang Jian e gli attribuisce il nome dinastico antico e nobile di Shu. Nasce cosi l’Impero del Daqin, detto anche Stato Shu sotto la dinastia nata da Wang Jian, considerata spesso dagli storici come la dinastia legittima nelle lotte di potere per l’Iperimpero.

Bandiera dell’impero del Daqin sotto la dinastia locale Shu

Con un senso molto personale dell’ironia, Li Zhu e i suoi sbarcano nel 920 a Cartagena, dove chiedono ospitalità al re di Spagna Costantino VII della dinastia andalusa. Li Zhu ha scelto il riparo degli antichi imperatori romani, dove si sono costruiti un paese prospero e tranquillo lontano della storia. Li Zhu é ricevuto a Cordova e si vede accordare un palazzo per il suo uso privato. A 26 anni Li Zhu incontra un uomo con cui ha tantissimo in comune. É un sovrano ancora più giovane di lui, colto, curioso e simpatico. I due sovrani iniziano un’amicizia profonda, e Li Zhu insegnerà a Costantino tantissimi dettagli sulla cultura e le tradizioni del paese di Zhongguo, collaborando anche a scrivere un libro sul suo paese e sulla storia della dinastia Tang, che sarà finito verso il 927. È in Andalusia che Li Zhu avrà il suo primo figlio e vedrà morire la sua moglie. Nel Daqin Wang Jian, ormai chiamato Shu Gaozu, é incoronato imperatore cristiano ortodosso dal patriarca di Costantinopoli Stefano II, e prende il nome cristiano di Giustiniano III
Nel 929 però Costantino VII, amante del passato e offeso dalla creazione di un impero sino-romano a Costantinopoli, decide di restaurare in suo favore la dignità imperiale romana. Costantino VII si fa incoronare a Toledo Imperatore dei Romani: gli storici moderni parlano di Impero Andaluso. L’impero conoscerà il suo apogeo nel 997, quando l’imperatore Basilio II prenderà e distruggerà San Giacomo di Compostella. Dopo questa vittoria l’impero durerà fino al 1031 con l’assassinio del suo ultimo sovrano Costantino VIII, la frammentazione della Spagna in diversi piccoli regni e l’inizio del Periodo dei Despoti e del potere dei regni del Nord. Per il momento questa decisione segna la rottura tra Costantino VII e Li Zhu, che non accetta che Costantino lo usi contro l’impero del Daqin. Li Zhu, che si è rifatto una vita in Andalusia, rimane tuttavia presso Cordova, dove suo figlio riceve un titolo nobiliare e si sposa dopo essersi convertito al cristianesimo. Nel 936 Costantino VII, sempre più rivale del Daqin, riceve un ultimatum da parte dell’imperatore Shu Gaozu, che gli chiede di espellere l’ex sovrano Tang dai suoi territori. La propaganda andalusa lo aveva fin troppo usato per i gusti di Costantinopoli, e la minaccia era seria: Li Zhu, per il bene del suo amico, accetta di lasciare l’impero romano andaluso nel 937. Non prende la direzione del califfato, dove il conflitto contro i Fatimidi é troppo forte, e decide di andare nel paese dei Franchi, che non conosce. Evita anche la Provenza dove Shu Gaozu sta lottando contro i signori locali e i pirati saraceni.
E così, Li Zhu con i suoi servitori e una guardia prende la direzione del Nord e visita l’Europa. É il benvenuto nelle piccolissime corti del Nord dove é considerato una leggenda vivente: l’uomo che era un tempo il sovrano del mondo, e ora non è più niente. Nel 940 arriva nel regno di Francia Occidentale, dove riceve l’autorizzazione del re Luigi IV di viaggiare liberamente. Però le sue risorse finiscono per esaurirsi, e la sua guardia diminuisce di anno in anno. La maggior parte dei suoi servitori cinesi sono morti da anni, eccezion fatta per un paio di uomini della sua stessa età e del suo secondo figlio, nato da una donna andalusa e chiamato Costantino. Alla fine, dopo avere viaggiato in Italia e in Germania, Li Zhu, stanco della sua odissea, nel 950 si ferma a Parigi, dove si vede offerta dal sindaco della città una bella residenza sulla riva sud della Senna. Li Zhu ha ormai 45 anni e l’aspetto di un uomo di dieci anni più vecchio, ma vivrà ancora fino per vedere il declino della dinastia carolingia.
Nel 960 Li Zhu riceve una notizia che lo riempirà di gioia: un certo Zhao Kuangyin era riuscito a riunificare di nuovo il paese di Zhongguo, fondando la dinastia Song. Più tardi i Song riusciranno quasi a riunificare tutto l’Iperimpero, però senza arrivare allo stesso livello di potenza dei Tang. Secondo la leggenda, Li Zhu gli avrebbe inviato una lettera nella quale gli avrebbe affidato, per la prima volta volontariamente, il Mandato del Cielo dei Tang con un gioiello, un anello che era in possesso di Taizong, avendolo preso in un tesoro Han.
Li Zhu finisce la sua vita apprezzando la città di Parigi che si sta espandendo. Nel 962 Li Zhu dichiara che il ciclo del declino é finito, quando Ottone I proclama la restaurazione dell’impero d'Occidente nella mani della sua dinastia, la dinastia Sassone. Effeftivamente il mondo sembra rinnovato dalle nuove dinastie e tutto sembra essere tornato all’epoca di Taizong, come sostiene la teoria cinese della storia ciclica. Li Zhu si fa qualche amico, tra cui un giovane nobile franco di vent'anni, erede di una potente famiglia padrona di Parigi: il suo nome è Ugo, detto Capeto, che gli rende spesso visita e al quale Li Zhu spiega la sua visione delle nuove dinastie. L’ultimo Tang Li Zhu muore a Parigi nel 968, in età avanzata, proprio lui che non aveva mai accettato la famosa cura taoista per l’immortalità!

Fotografia notturna della Città Proibita di Chang’An,
restaurata dalla dinastia Tang durante il XXI secolo.

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Conclusione

Sima Qian enunciava una sorta di legge, secondo la quale il paese di Zhongguo unito era destinato a dividersi, ma una volta diviso poteva solo riunirsi. I Cinesi hanno sempre visto la loro storia come una successione di cicli, rappresentati dalle dinastie. Una dinastia nasce, cresce, giunge al suo apogeo, declina e muore nel fuoco del reming, permettendo ad una nuova dinastia di ricevere il Mandato del Cielo. Questo ciclo é iniziato con Qin Shihuangdi e si é esteso poco a poco con Han Wu Di e Tang Taizong al resto del mondo conosciuto. Ovviamente l’impero Tang non ha mai conquistato il mondo intero, ma era il centro civilizzato del mondo, e riuniva la maggior parte della popolazione, delle ricchezze e della bellezza del pianeta. Con la dinastia Tang l’idea di un Iperimpero é stata impiantata nelle menti, tinto di cristianità in Occidente, sempre sottoposto a una dinastia centrale guidando il mondo con le idee illuminate del confucianesimo.
L’Iperimpero Tang é diventato il modello da raggiungere per tutti i suoi eredi. Il Daqin cinese della dinastia Shu si é voluto suo successore, grazie alla famosa Donazione di Costantinopoli da parte dell’ultimo Tang. Costantinopoli ha conosciuto la sua ora di gloria militare con Shu Guangwu il Bulgaroctono e Niceforo Foca durante il X secolo. Si é dichiarata capitale del mondo, allo stesso tempo Nuova Roma e Nuova Chang’An, anche quando la dinastia greca Comnena prese il trono, conservando i segni del potere imperiale cinese.
Però Costantinopoli aveva troppi nemici: Arabi, Bulgari, Normanni, Latini, Russi, Sino-persiani dell’impero d’Anxi e non ha mai potuto prendere davvero il suo posto nella storia: é sparita nel 1204 con la sua conquista da parte dei Latini. Subirà in seguito la dominazione mongola, quella di Tamerlano, e ancora più tardi sarà conquistata dall’Impero Turco (cristiano nestoriano, nella nostra Timeline i popoli turchi non sono nell’area musulmana e si sono convertiti largamente al cristianesimo nestoriano e al manicheismo durante il X secolo); nel XV secolo tale Impero Turco che riprenderà anche la pretesa iperimperiale fino alla sua caduta nel XX secolo. 
Nel paese di Zhongguo la dinastia Song si é anche lei proclamata erede dell’Iperimpero, ma non é mai riuscita a riprendere piede in Asia Centrale, dove era giunta l’era dei popoli turchi. Però i Song sono stati loro pure degni dell’eredità espansionistica del paese di Zhongguo. Il loro dominio è stato piuttosto il mare: sono i padri della marina oceanica del paese di Zhongguo. La prima flotta del paese di Zhongguo ha permesso di estendere l’impero in nuove direzioni come a Mindanao (le Filippine), e sopratutto di creare un vero impero commerciale e navale nell’Oceano Indiano, dove la marina del Celeste Impero si scontrava spesso con le flotte arabe o con quelle dell’impero musulmano Chola. La dinastia Chola si era resa indipendente del califfato durante il X secolo e ha fornito la base dell’attuale emirato del Cholastan, esteso a tutto il Sud dell’India, eccezion fatta per il Kerala, dove le repubbliche marinare sono rimaste indipendenti, ma imponendo suo dominio su Ceylon, Andamane, Nicobare e fino a Giava e Sumatra, dove hanno introdotto l’Islam. I contatti dei Song erano estesi fino ai porti arabo-africani della costa dello Zanjistan (Kenya), e un « console » Song era presente a Sofala e Kilwa; però, per colpa della barriera musulmana, non sono riusciti ad entrare in rapporti con Venezia. Nella stessa epoca il famoso geografo Song Lu Duosun é il primo a disegnare una mappa precisa del paese di Zhongguo, dell’Asia Centrale e dell’Oceano Indiano; l’esploratore Zhou Qufei scopre il Madagascar, però senza colonizzarla. I Song sono all’origine di un periodo di mondializzazione dell’Oceano Indiano, che può essere considerato come un aspetto dell’Imperimpero del paese di Zhongguo.
Ma ovviamente solo l’Impero Mongolo, chiamato anche il Secondo Impero Mondiale (o Secondo Iperimpero), può veramente essere comparato all’espansione dei Tang, anche se l’organizzazione dell’impero nato da Tchingis Khagan (Gengis Khan) era ben più debole, e poteva solo riprendere i modelli di governo del paese di Zhongguo e del Daqin. Nel 1206 Temudjin, dopo avere unificato i diversi popoli mongoli e sottomesso i Turchi, si era proclamato Tchingis Khagan, "Sovrano Oceanico". Era solo l’inizio dell’ondata distruttrice delle orde mongole: nel 1211 l’Impero Jin (nello Zhongguo del Nord) é invaso e i regni turchi d’Asia Centrale sono annientati. Tchingis Khagan muore nel 1227, ma i suoi successori proseguono la sua opera. Ogodei Khagan annienta i Jin distruggendo la loro capitale Kaifeng nel 1234, e subito dopo i Song diventano la sua nuova preda. Nella stessa epoca quella che diventerà l'Orda d’Oro conquista i principati russi, penetrando più a Ovest di tutte le armate cinesi precedenti. Dopo di lui Mongke Khagan invade la Polonia e La Lituania (anche se queste conquiste saranno effimere). Nel 1258, dopo aver distrutto l’Anxi, le orde mongole dilagano sull’Occidente e saccheggiano Seleucia/Ctesifonte prima di attaccare direttamente l’impero abbaside. Hulagu Khagan sconfigge in diverse occasioni gli Arabi, annettendo la Siria e la Palestina prima che la notizia della morte del Gran Khagan Mongke nel 1259 lo obblighi a sparmiare l’Egitto. Da questo momento in poi il califfato cadrà nelle mani di soldati schiavi al servizio del califfo e catturati in Africa negli paesi zanj, gli Zanj creano sultanati neri potenti nelle diverse province del califfato fino alla loro sparizione durante il XVIII-XIX secolo. Lo stesso anno della morte di Mongke l'Orda d’Oro é sconfitta, forse l’unica sconfitta mongola, dall’alleanza disperata dei margravi tedeschi, dell’Ordine Teutonico, dei Polachi e dei Lituani nella Battaglia di Danzica. Questa battaglia sanguinosa e la morte di Mongke Khagan hanno probabilmente salvato l’Europa dai cavalieri arcieri mongoli. Nel 1264, Kublay Khagan si fa nominare Gran Khagan e organizza le conquiste della sua famiglia. Crea un impero esteso a quasi tutta l’Eurasia, diviso tra i quattro rami della dinastia di Temudjin. Questa federazione piuttosto lasca non impedirà la creazione di poteri locali e il nome di impero per essa sarà esagerato. Questo non ferma però i fieri conquistatori: l’Orda d’Oro, orientata in una nuova direzione, conquista la Tracia e la Grecia, imponendo il tributo all’impero latino di Costantinopoli. Nel 1261 Costantinopoli stessa cade in mani mongole, e i diversi imperi locali si dichiarano vassalli (particolarmente i Paleologi di Nicea che diventeranno poi i veri vicerè locali per i Mongoli prima di essere sconfitti dai Turchi). Mentre Kublay insedia la sua capitale a Beijing (Khanbalik), l’impero Song crolla sotto i suoi colpi con la presa della capitale Xiangyang nel 1273. Nel 1284 é il turno dell’Ungheria e poi della Serbia. Il regno di Kublay rappresenta l’apogeo di questo « impero » mongolo mondiale. Khanbalik é il centro del mondo e vede venire a sé tutte le nazioni: Arabi, Turchi, Russi e anche Europei. Il famoso Marco Polo così farà una bella carriera di diplomatico e di ispettore imperiale in tutte le province dell’impero. Dopo la morte di Kublay l’impero mongolo naturalmente si sfascia in diversi imperi e regni locali, che spesso ricadono nelle mani dei popoli sottomessi, cosi nel 1368 Ming Hongwu libera il paese di Zhongguo e ricrea uno vero impero cinese.
L’impero Ming rappresenta nella storiografia il nuovo potere legittimo del paese di Zhongguo: un periodo magnifico per la cultura, la prosperità e la bellezza. I Ming non saranno però dei veri conquistatori. Il paese di Zhongguo ricostituisce la sua flotta sotto il regno di Ming Yongle che riprenderà il suo posto abbandonato dopo la fine dei Song. Questo permetterà durante il XV secolo all’ammiraglio Zheng He di essere il primo uomo del Vecchio Mondo a scoprire il Nuovo Mondo, l'Yingzhou, qualche decennio prima di Cristoforo Colombo, che sbarcherà invece sulla costa atlantica. I Ming però non hanno i mezzi dei loro antenati, non possono pensare a riconquistare l’intera Asia o a superare i Mongoli, e gran parte delle loro risorse è dovuta alla colonizzazione della costa pacifica dell’Yingzhou. Sforzo limitato: infatti la colonizzazione Ming rimarrà sempre ristretta a pochi punti capaci di commerciare con il resto del continente, al contrario della colonizzazione massiccia da parte degli Europei dall’altro lato del continente.
Infatti i Ming non lo sapevano, ma loro e anche i loro successori Qing e i diversi governi del Periodo delle Repubbliche rappresentano gia un periodo in cui il paese di Zhongguo, violentato dall’occupazione straniera, si ripiega su se stesso e sulla sua civiltà. Questo declino si esprime ancora più chiaramente con l’occupazione Manciù a partire dal XVI secolo, e poi durante le Repubbliche fino alla seconda metà del XXI secolo. In questo periodo buio, chiamato il Medioevo Cinese, solo la personalità del Presidente Divinizzato Mao Zedong é stata rilevante. Però questo periodo non é stato vuoto. Le potenze europee, sempre rimaste fuori dall’impero, pretendono infatti che tutta questa epoca « moderna », e sopratutto il XIX secolo, rappresenti il sorgere e l’apogeo di un’Iperimpero Europeo, niente di più che la collazione di diversi imperi coloniali che sono riusciti a mettere a ginocchio il paese di Zhongguo e, ancor peggio, a farlo dubitare della sua propria civilizzazione fino ad occidentarsi largamente prima della Rinascita Culturale del XXI e XXII secolo. I discendenti americani degli Europei pretendono anche loro di aver dominato un Iperimpero tra la metà del XX e la metà del XXI secolo. 
Il paese di Zhongguo ha finalmente ritrovato il suo vero posto nel mondo durante il XXI secolo, prima sotto la direzione dei Presidenti Imperiali e poi sotto il governo illuminato della Sua Maestà Imperiale dopo l’instaurazione della gloriosa dinastia dei Tang Posteriori, che conosce il suo apogeo attualmente, sotto il regno del nuovo Tang Taizong. Il cosiddetto Terzo Iperimpero o Terzo Impero Mondiale riunisce la quasi totalità dell’Eurasia, eccezion fatta per la penisola europea riunita nell’Unione Europea e per diversi paesi del Sud e del Sudest asiatico, principalmente l’India. É anche estesa nel Nuovo Mondo con la Repubblica Federativa dell'Yingzhou (rivendicato dagli USA sotto il nome di Cascadia). É ancora più esteso se si contano i paesi clienti, dipendenti economicamente dell’iperimpero. Lo Stato Mondiale (non lo é veramente, ma é destinato a diventarlo) é una democrazia federativa con un’organizzazione interna in distretti dotati di una vera autonomia, dove il nome rispettato del Figlio del Cielo rappresenta il legante e l'incarnazione di un’umanità in pace e prospera. 
Ultimamente Sua Maestà Imperiale ha finanziato delle ricerche archeologiche in una zona disabitata della Grande Parigi, che hanno rimesso in luce la tomba abbandonnata di Li Zhu, l’ultimo Figlio del Cielo della dinastia dei Tang Anteriori. Ha chiesto al governo francese con insistenza, in cambio di un generoso aiuto finanziario, che i suoi resti siano trasferiti a Chang’An in un mausoleo magnifico, costruito accanto alla Nuova Città Proibita. Per Sua Maestà Imperiale il Figlio del Cielo, con questo gesto un nuovo Ciclo si é compiuto, e la dinastia Tang regnerà ormai per sempre in pace.

Perchè No?

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La Federazione Imperiale Eurasiatica “Zhongguo” e i suoi Stati Federali alla fine del XXI secolo.

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Bandiera della Federazione Imperiale Eurasiatica, impropriamente chiamata “Zhongguo” dai suprematisti Han e dagli USA, ostili a un’Eurasia unita e felice. La Bandiera é divisa in due campi. Il giallo é il colore imperiale e rappresenta l’Asia, mentre l’azzurro ha connotazione più cristiana ed europea e rappresenta l’Europa e l’Asia estremo- occidentale. Sono i due poli di organizzazione della Federazione. Il dragone rinvia ovviamente alla dinastia imperiale, simbolo vivo dell’unione e della pace nel seno di uno Stato stabile. Il dragone sorveglia con gli occhi le sei stelle in campo azzurro. Le stelle simboleggiano le componenti etniche più importanti della Federazione. La grande stella centrale rappresenta l’etnia dominante e più numerosa, gli Han (o Cinesi), le altre cinque sono i Romani (o Occidentali), gli Iranici, i Turchi, i Mongoli e i Tibetani. La bandiera é stata adottata dal Secondo Congresso Continentale Sotto la Protezione del Figlio del Cielo nel 2081, ma le bandiere dei singoli Stati della Federazione continuano ad esistere.

 Stemma della Dinastia che riprende gli stessi colori della bandiera con il dragone imperiale.

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