Ode per il Papa

di CZESLAW MILOSZ, Scrittore e poeta polacco,

premio Nobel 1980. Questa poesia è inedita in Italia.


 

Irresistibilmente, noi uomini dalla fede incerta,
siamo attratti da te. E così,
grazie all’esempio delle nostre vite,
liberi dall’ansia del futuro,
ci sentiamo davvero più forti.
Alle nostre spalle
il secolo è rigato
dalle orme di tiranni mostruosi
con il crollo di stati avvoltoi.
Sapevi, oh se sapevi, che sarebbe accaduto.
Hai irradiato speranza con Cristo,
signore e padrone della storia
Nessuno poteva intuire la forza celata
nel novizio di Warowice. Ti attendevano
le accorate parole dei poeti che rinunciano
agli ori del mondo. Sapevano,
oh se sapevano:
non quei potenti avvolti nel manto regale
ma tu, soltanto tu
avresti finalmente detto,
urbi et orbi, la novella
dell’ordine celato
dentro l’infinita disarmonia del mondo.

Sei il Pastore nato
dopo il crollo degli dei.
La città ovattata
di nebbia trasuda i dorati riflessi
del Vitello. La folla indifesa
corre al sacrificio dei propri figli
sugli scudi insanguinati di Moloch.
Paura, intorno, e un gemito strisciante.
Chi vuole la fede, non sempre la ottiene.

Poi, nella trasparenza
del mattino,
il suono d’una campana,
e s’irradia
il tuo dissenso. La gente
non sa,
non comprende. I giovani
di paesi senza fede si pigiano in piazza,
attendono l’antica Novella,
si gettano ai piedi del Vicario
che copre con infinito amore
l’intero gregge degli uomini.

Sei con noi e sempre lo sarai.
Ci accompagni quando si alza forte
la voce del caos sulla nostra esistenza,
quando la verità si rinchiude in chiesa
e soltanto chi ha dubbi resta fedele.
Quel tuo viso che s’alza
sulle nostre case ricorda
che un uomo può tutto,
quando vuole.
Ricorda l’aspetto radioso
della santità.

(Tratta dal sito www.messaggero.it)


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