Spagna e Turchia nell'Asse

di Basileus TFT


Ci furono due momenti in cui queste due potenze furono seriamente tentate di entrare a far parte dell'Asse, vale a dire dopo l'attacco alla Francia per la Spagna e dopo l'attacco ai sovietici per la Turchia. e se entrassero?

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Antefatti 1940: la guerra prende una svolta imprevista. I tedschi sono vittoriosi su ogni fronte e la Francia pare sul punto di soccombere. Il 10 giugno Mussolini, confidando in un conflitto che sarà "una marcia trionfale in suolo francese" invia la dichiarazione di guerra agli Alleati. Solamente due giorni dopo anche la Spagna Franchista fa lo stesso. L'esercito spagnolo non è certo pronto per una guerra su vasta scala: le forze militari sono vecchie e con un morale a terra, causato da una guerra civile appena finita. I generali sono incompetenti, legati ancora alla WWI (tranne il generale Yague); marina e aeronautica sono praticamente assenti, mezzi corazzati e carri armati spuntano qua e la ma niente di più. Franco tuttavia confida, come il suo collega italiano, in una guerra rapida ed indolore, che porterà la Spagna a tornare ai fasti di 500 anni prima. Il fronte interno è turbolento: forze separatiste e repubblicane si nascondono, in attesa di colpire, mentre la popolarità di Franco, come il suo dominio, è ancora molto vacillante.

14 giugno 1940: Tre divisioni di fanteria, comandate dal generale Yague e supportate dal fuoco aereo varcano i Pirenei con l'intento di strappare più terreno possibile alla Francia; l'ideale sarebbe arrivare fino a Marsiglia entro la fine del conflitto. Contemporaneamente 7 divisioni spagnole cominciano l'assedio di Gibilterra, difeso solamente da un piccolo presidio. Francia e Inghilterra non si aspettavano un attacco alle spalle da parte della potenza spagnola, ma trovano la forza di reagire.

16 giugno 1940: le forze spagnole avanzano lentamente lungo i Pirenei, conquistando pochi chilometri al giorno e subendo perdite consistenti, sia per i colpi dei francesi che per il freddo e l'inadeguato equipaggiamento. Gibilterra resiste eroicamente.

19 Giugno 1940. Hitler si accorda per la resa della Francia. La Spagna non è nemmeno lontanamente riuscita a giungere a Marsiglia, anzi non è nemmeno in vista di Tolosa. Le perdite sono state consistenti: circa 700 uomini morti nei vari combattimenti e almeno 3000 feriti o vittime del gelo. I francesi nel frattempo hanno aperto pesanti bombardamenti su Barcellona e Bilbao, devastando le due città. Il governo di Franco riesce ancora a tenere il potere, anche se le tensioni interne aumentano.

20 Giugno 1940: Cade Gibilterra, è il primo serio successo conseguito dalle forze spagnole. Franco proclama la "rinascita dell'Impero, per volere di Dio".

22-24 giugno 1940: La Francia firma la resa. Naturalmente la Germania è la vera vincitrice, mentre Spagna e Italia sono relegate in secondo piano. Franco ottiene la cessione del Roussillione e di Gibilterra, decisamente meno di quanto avesse sperato. Il resto passa sotto il controllo del generale Petain...nasce la Francia di Vichy. l'URSS invade i paesi baltici.

Luglio 1940: gli Spagnoli inviano un paio di squadre di caccia a combattere nella Battaglia di Inghilterra. La flotta franchista è messa sotto al comando di quella italiana, nel tentativo di distruggere la Mediterranean Fleet.

Settembre 1940: Franco invia un corpo di volontari, la Division Roja, composta da 4045 uomini, nel porto di Tripoli. Le truppe sono messe sotto il comando del Generale Graziani, che avanza in Egitto senza incontrare resistenza.

27 Settembre 1940: Germania, Italia, Spagna e Giappone formano il patto quadripartito.

28 Ottobre 1940: l'Italia invade la Grecia, con 105mila uomini.

31 Ottobre 1940: Hitler rinuncia allo sbarco in Inghilterra: le forze congiunte di Germania, Italia e Spagna non sono riuscite a violare il cielo e i mari inglesi.

2 Ottobre 1940: l'Avanzata italiana in Egitto e Grecia viene improvvisamente bloccata dal contrattacco dei difensori, appena riorganizzati.

4 Novembre 1940: i greci configgono ripetutamente gli italiani, facendoli retrocedere fino in Albania.

11 Novembre: Notte di Taranto: la flotta italiana e alcune navi spagnole sono affondate da un coraggioso e forte attacco inglese.

20 Novembre 1940: l'asse si allarga, entrano Slovacchia, Romania e Ungheria.

21 Novembre 1940: Le truppe greche sfondano in terra albanese, occupando Corizia.

2 Dicembre 1940: le truppe greche hanno occupato la metà dell'Albania. Agli occhi dei suoi alleati Mussolini comincia a perdere prestigio.

17 Dicembre 1940: Battaglia di Sollum. In africa le truppe inglesi arrivano al confine con la Libia, sconfiggendo ripetutamente gli italospagnoli. La Division Roja è ridotta a 2500 effettivi, per cui Franco invia un contingente di rinforzo, forte di 15mila uomini e diversi mezzi corazzati, con la speranza di capovolgere la situazione.

3 Gennaio 1941: l'Arrivo delle truppe spagnole in Africa arresta l'avanzata inglese presso Bardia. La situazione è in stallo.

20 Gennaio 1941: Le truppe inglesi cominciano a conquistare l'AOI.

21 Gennaio 1941: Battaglia di Bardia. Le truppe inglesi cercando di sfondare le linee dell'Asse, venendo però sopraffatti dal numero di questi ultimi. Nonostante questo i soldati italospagnoli subiscono perdite molto più pesanti di quelle inglesi. L'esercito spagnolo perde 2000 soldati in una sola giornata. In Spagna la popolarità di Franco cala sensibilmente: molti cominciano a lamentarsi apertamente di questa guerra non voluta e per cui il Paese non era minimamente preparato. I resti del movimento antifranchista, ancora attivo in regioni periferiche, prende contatti con gli Alleati e incita la popolazione alla rivolta.

30 Gennaio 1941: Seconda Battaglia di Bardia. Gli italiani riescono nuovamente a resistere e a respingere gli inglesi. Vista però la difficoltà nel ricevere i rifornimenti e la situazione alquanto pericolante, Graziani ordina una composta ritirata fino alla fortezza di Tobruk.

7 febbraio: Battaglia di Tobruk. Gli inglesi riescono a sfondare, catturando 5000 soldati italiani e prendendo possesso dell'omonima fortezza. Si tratta senza dubbio di una delle più pesanti sconfitte subite dal regime. Gli spagnoli rimasti sono 7900, a corto di munizioni e viveri, mal equipaggiati e mal comandati.

23 Febraio 1941: Mentre i greci continuano a tenere sotto scacco gli italiani, una forza di ben 50mila uomini e 70 carri armati invade le isole Canarie e il Marocco spagnolo. Altri 25mila invadono Tangeri, Ceuta e Melilla. Nonostante molti sostengano che tali soldati sarebbero stati meglio impiegati sul fronte greco, i risultati non tardano ad arrivare.

15 Febbraio 1941: La Guardia Colonial spagnola, composta da alcune migliaia di uomini, continua a retrocedere lasciando terreno agli Alleati. La popolazione locale insorge contro gli spagnoli, sotto la promessa inglese di indipendenza.

22 Febbraio 1941: Tutta l'africa spagnola è occupata. Il Caudillo si trova in una pessima posizione. Hitler decide di intervenire inviando l'Afrika Korps a sostegno degli italiani, mentre dà per perso il Marocco spagnolo.

E poi?

24 Febbraio 1941: L'isola di Fernando Poo, storica colonia spagnola, isolata da parecchio tempo e sottoposta ad un blocco dei francesi della Francia Libera, si arrende agli Inglesi. I 400 soldati della Guardia Colonial sono presi in ostaggio.

25 Febbraio 1941: Franco, Hitler, Mussolini e Salazar si incontrano a Madrid. I primi tre cercano di persuadere il Portogallo ad entrare in guerra, ma Salazar rifiuta. Non ha intenzione di perdere la sua storica amicizia con la Gran Bretagna e inoltre dichiara che il suo esercito, composto da poche divisioni di fanteria, è impreparato per la guerra.

27 Febbraio 1941: l'Inghilterra consegna agli Stati Uniti la Groenlandia, l'Islanda e l'Isola di Fernando Poo, in cambio di munizioni, armamenti e cacciatorpedinieri.

1 Marzo 1941: Senza il supporto degli inglesi, i greci sono costretti a cedere lievemente terreno, muovendosi lentamente nella bassa Albania. Vengono inviati rinforzi inglesi in Africa.

2 Marzo 1941: Trattato di Oviedo. Nella città spagnola di Oviedo, colpita precedentemente da pesanti bombardamenti degli Alleati, viene ufficialmente fondato il Movimento d'Azione Basco-catalano, il cui scopo è l'indipendenza delle proprie terre dalla Spagna Franchista.

4 Marzo 1941: La Bulgaria si schiera con l'Asse. Il repentino intervento degli inglesi infligge una nuova sconfitta agli italiani presso Tobruk.

15 Marzo 1941: gli inglesi occupano interamente la Somalia, ad eccezione di Mogadisco e Ogaden, che resistono fieramente. Sbarca a Tripoli l'Afrika Korps di Rommel.

20 Marzo 1941: I greci sono respinti fino alle frontiere del proprio Paese. Mussolini avvia una rapida campagna contro i britannici a Malta. Partecipano all'offensiva una buona parte della flotta italiana, alcune divisioni corazzate e motorizzate, un piccolo contingente di scorta spagnolo e caccia sia spagnoli che italiani.

22 Marzo 1941: Fallisce un attentato dei Basco-catalani a Francisco Franco. L'offensiva contro Malta viene parzialmente bloccata sulle coste dell'isola. Gli italiani non riescono a sbarcare a Malta, infliggendo comunque pesanti danni. L'intelligence britannico vota all'unanimità lo spostamento della Base Operativa della Mediterranean Fleet a Cipro.

25 Marzo 1941: L'attacco italiano a Malta è definitivamente fermato dall'intervento della Mediterranean Fleet, che infligge una rovinosa sconfitta alla Regia Marina. L'uso del radar, non che di navi più moderne e meglio equipaggiate, si è rivelato una mossa vincente per i britannici.

28 Marzo 1941: Solo Mogadisco resiste alle forze inglesi, l'Eritrea subisce una rapida invasione che porta le truppe italiane ed arroccarsi a Cheren.

31 Marzo: Rommel sconfigge gli inglesi ad El Alamein, inizia la sua marcia verso Alessandria. Franco invia un ulteriore corpo di 2400 uomini in africa, e un contingente di 4500 uomini in Grecia, dove gli italiani stanno riprendendo l'offensiva verso Jannina.

2 Aprile 1941: L'esercito di liberazione basco-catalano sigla un'alleanza con l'esercito indipendentista gallego. Molti ex repubblicani spagnoli, ancora divisi in bande armate sparse, si aggregano agli indipendentisti nella speranza di rovesciare Franco.

4 Aprile 1941: Hitler ordina l'invasione della Jugoslavia. Gli italiani assediano Jannina. I bulgari assediano Salonicco. Rommel sconfigge ancora gli inglesi, oramai si trova a 70 km da Alessandria.

6 Aprile 1941: le truppe tedesche entrano in azione in Jugoslavia, sconfiggendo ripetutamente le armate locali. Addis Abeba è espugnata dagli Alleati; solamente Massaua e poche piazzeforti rimangono ancora nelle mani degli italiani.

11 Aprile 1941: Inizia l'assedio di Alessandria. Gli italiani marciano vittoriosi verso le città greche del sud.

14 Aprile: Rommel lascia Alessandria, difesa strenuamente dagli Inglesi. Decide di rimpinguare le file e riorganizzare i convogli per una nuova offensiva il mese successivo.

17 Aprile 1941: mentre la Jugoslavia firma la resa, l'esercito basco-catalano entra in azione. Le truppe sono armate moderatamente bene, soprattutto grazie all'aiuto dei rifornimenti degli inglesi e degli americani, che hanno fornito alcuni aerei di scarso valore e un paio di divisioni motorizzate. L'esercito dispone anche di una divisione corazzata leggera, la "Libertad". Nonostante questo i franchisti si trovano inizialmente impreparati. La Coruna, Ovideo, Pamplona e le Astrurie vengono messe sotto assedio.

20 Aprile: Gli italiani entrano a Corinto, contemporaneamente Massaua è espugnata.

22 Aprile 1941: La Grecia e la Jugoslavia firmano la resa e vengono spartite fra Germania e Italia. Franco avrebbe preteso l'Attica come possesso spagnolo, ma la situazione in patria lo tiene lontano da possibili discussioni territoriali.

29 Aprile 1941: gli italiani entrano pacificamente a Creta, abbandonata dagli Alleati. In Spagna i moti si diffondono a macchia d'olio: Madrid, Barcellona e Siviglia si riempiono di manifestanti pacifisti che camminano fra le rovine, sfidando il Caudillo e i bombardamenti alleati.

5 Maggio 1941: Franco cerca di riprendere in mano la situazione. Buona parte del suo alto comando è ancora convinto che la guerra possa finire entro breve tempo e lo esorta a tenere duro.

7 Maggio 1941: Le azioni dei ribelli al nord si fanno sempre più pressanti e prendono la caratteristica di una vera e propria guerra. La Coruña, Oviedo e le Asturie sono interamente occupate. Verso le 3 del mattino gli Alleati sbarcano un vero e proprio esercito di 15mila uomini, unendosi ai ribelli.

10 Maggio 1941: Rommel riprende il suo attacco verso Alessandria. Franco invia il generale Yague al comando di 4 divisioni per sedare i ribelli. Gli inglesi occupano l'Iraq e i suoi ricchi giacimenti petroliferi.

14 Maggio 1941: Le truppe della resistenza galiziana vengono sconfitte e ripiegano a La Coruña, preparandosi ad un lungo assedio.

17 Maggio 1941: il generale Yague riesce ad ottenere una brillante vittoria in Aragona, grazie ad un raid notturno. Le truppe dei ribelli ripiegano verso Oviedo e le città costiere del nord.

20 Maggio 1941: grazie al supporto degli Alleati le città fortificate dei ribelli oppongono una fiera resistenza, le truppe franchiste si lanciano in vari assalti infruttuosi che costano la vita di centinaia di persone ogni giorno.

22 Maggio 1941: Iniziano le trattative segrete fra Turchia e Germania, con lo scopo di invadere simultaneamente l'Unione Sovietica.

23 Maggio 1941: Rommel espugna Alessandria. La notizia riempie di gioia il Duce italiano, che conia la famosa frase « Dove Napoleone ha fallito, Mussolini è riuscito! » la frase viene stampata su francobolli e cartoline, nonché sui quaderni di scuola dei bambini. Spesso la si può vedere unita ad un fotomontaggio che ritrae il Duce davanti alla piramide di Cheope.

27 Maggio 1941: i franchisti sono sul punto di sconfiggere i ribelli, ma un improvviso ammutinamento di buona parte dell'esercito ribalta la situazione. Nelle grandi città le manifestazioni di protesta si trasformano in violenza e Franco è costretto a scappare nelle Baleari, dopo che il suo palazzo a Madrid è fatto oggetto di un pesante attacco.

29 Maggio 1941: Mussolini ordina di occupare militarmente le Baleari per "proteggere il duce spagnolo da possibili attentatori". Hitler è tutt'altro che contento della nuova situazione e mobilita parte dell'esercito portandolo al confine spagnolo.

1 Giugno 1941: La rivolta spagnola si è propagata a macchia d'olio. Il desiderio di pace degli ispanici è talmente elevato che i soldati fedeli a Franco sono stati ridotti del 97%. Mussolini, dal suo palazzo annuncia che l'Impero è tornato in Iberia.

8 Giugno 1941: Rommel arriva fino al delta del Nilo. Hitler invia un'ultimatum ai ribelli spagnoli: consente alla Spagna di uscire dalla guerra a patto di cedere temporaneamente alcune zone strategiche ai tedesco-italiani, l'ultimatum scadrà fra due giorni, dopodichè inizierà un'invasione della penisola iberica.

10 Giugno 1941: gli spagnoli accettano, quasi all'unanimità, di cedere alla richieste del Diktat di Pamplona. Mussolini inizia una fiera propaganda imperialista per celebrare il trionfo in Spagna, riportata sotto all'egida romana. Franco è nominato "Esarca delle Baleari e di Barcellona", diventando di fatto un fantoccio nelle mani dei nazifascisti, senza più un peso politico rilevante. Hitler dal canto suo riesce a procurarsi il petrolio di Burgas. La parte centrale della Spagna, ancora formalmente libera, diviene la meta delle menti della resistenza antifranchista, che decidono cosa fare del loro nuovo Paese.

15 Giugno 1941: inizia l'assedio di Damietta.

21 Giugno 1941: Hitler dichiara guerra all'URSS, supportato da Finlandia e Turchia. Quest'ultima è dotata di un esercito numeroso ma male armato, similmente a quello italiano. I piani di attacco turchi prevedono l'invasione di Libano, Siria, Iraq britannico e del Caucaso.

23 Giugno 1941: Le truppe tedesche cominciano ad avanzare in territorio russo e attuano l'Operazione Barbarossa. I turchi dichiarano guerra a Siria e Libano, contro cui muovo un numero di effettivi drasticamente superiore rispetto a quello dei difensori. Gli inglesi preparano la loro resistenza per mantenere il possesso delle zone irachene più produttive.

25 Giugno 1941: mentre i tedeschi ottengono i primi successi in territorio sovietico, i turchi sbaragliano l'esercito siriano e si dirigono verso Tripoli, Damasco e Beirut. L'avanzata nel Caucaso si rivela un vero e proprio incubo logistico: ricevere i rifornimenti è difficilissimo per via delle scarse infrastrutture turche e bastano le milizie armene e georgiane al servizio di Stalin, con qualche pezzo d'artiglieria, per rallentare terribilmente la marcia turca. Anche in Iraq l'avanzata è lentissima.

26 Giugno 1941: L'asse mostra i suoi primi segni di debolezza: le immense risorse che deve spendere per salvaguardare i propri confini, combattere i partigiani e mantenere le linee dei rifornimenti cominciano a farsi sentire, ovviamente il Paese più colpito è l' Italia. In Spagna il comitato costituente enuncia una costituzione basata sui seguenti principi: sovranità popolare, diritti inviolabili del cittadino, divisione dei poteri e Stato Federale.

29 Giugno 1941: Franco, accompagnato da un gruppo di 70 fedelissimi, tenta un colpo di stato a Madrid nella speranza di riprendere il potere; tuttavia viene catturato e fucilato sul posto. Rommel è in procinto di lanciare l'assalto finale che porterà l'Asse ad occupare Suez.

3 Luglio 1941: I turchi occupano la capitale libanese dopo un paio di giorni di combattimento, solo la Siria si oppone ancora in zona, resistendo sulle alture del Golan. Gli Alleati danno vita all'operazione "caduta dei giganti": un forte esercito sbarca ad una trentina di chilometri da Alessandria, tagliando le già lentissime linee di rifornimenti degli italiani. Per Rommel non c'è scelta, conquistare Suez ora significherebbe essere sopraffatti poco tempo dopo per mancanza di munizioni e carburante, presi in una sacca; decide allora di respingere gli invasori e torna ad Alessandria.

4 Luglio 1941: i tedeschi avanzano occupando tutta la Polonia e facendo arroccare i russi dietro alla Linea Stalin. Sul Caucaso i turchi avanzano ancora. prendendo pochi km ogni giorno e con perdite rilevanti. Il bombardamento aereonavale di Sinope e Trebisonda mette fuori uso buona parte della misera flotta di cui disponevano i turchi.

5 Luglio 1941: i tedeschi varcano il Dnepr. In Spagna si formano gli stati federali di Castiglia (capitale Toledo), Galiza (capitale la Coruña), Aragona (capitale Saragozza), Catalogna (capitale Barcellona), Vasconia (capitale Vitoria). Ovviamente il fatto che buona parte del territorio spagnolo sia occupato dai nazifascisti rende complicata la situazione. Viene infine stabilita la pace con gli Alleati, in via ufficiale la Spagna rinuncia ad ogni possedimento al di fuori della sua penisola, cedendo il Marocco alla Francia Libera e il resto all'Inghilterra.

16 Luglio 1941: i tedeschi arrivano fino a Smolensk. Anche per i finlandesi le cose fanno bene e le penisola di Cola viene isolata a più riprese. I russi però hanno distaccato alcune truppe dal fronte nord per mandarle nel Caucaso, dove i turchi si trovano impantanati. Gli inglesi in africa riescono a tenere Alessandria, sconfiggendo Rommel più volte. Il generale chiede un invio urgente di rinforzi via mare ma soprattutto via terra dalla Libia, per spezzare la sacca.

20 Luglio 1941: dopo una battaglia durata due giorni i turchi occupano il Golan. Muovono verso sud verso la Palestina mentre sono fermi nel Caucaso e si trovano in difficoltà nel deserto irachueno, dove gli inglesi fanno terra bruciata e oppongono forti resistenze.

25 Luglio 1941: per Rommel i rifornimenti non arrivano. Le navi italiane vengono in buona parte affondate dalla Mediterranean Fleet, che è ancora padrona del mediterraneo orientale, mentre le truppe via terra richiedono ancora un po' di tempo. Il generale decide di abbandonare l'assedio e concentrare le sue difese su Rosetta, una città sul delta del nilo, in modo da essere soccorso più facilmente e da poter anche darsi alla fuga in caso la situazione precipiti. I turchi promettono di occupare Suez e Porto Said in breve tempo e giungere in soccorso dei loro alleati, il 25 luglio sono già alle Porte di Gerusalemme.

26 Luglio 1941: Le truppe turche trovano un'inaspettata resistenza nella Città Santa, potrebbero prenderla dopo un bombardamento ma non vogliono compiere un tale spregevole atto, quindi mantengono l'assedio e continuano l'avanzata verso sud.

29 Luglio 1941: Gonder, una città isolata dell'Etiopia dove era ancora vivo un forte focolaio di resistenza filoitaliano, portato dagli Azebo-galla, viene pesantemente bombardata e sottomessa.

1 Agosto 1941: I tedeschi occupano l'Estonia. Rommel passa da aggressore ad assediato, la sua città di Rosetta è circondata da inglesi provenienti da Alessandria e da un divisione indiana che preme da oriente.

7 Agosto 1941: l'esercito turco è ancora impantanato nel Caucaso e in Iraq, l'offensiva verso sud però procede fino alla conquista di Gaza.

9 Agosto 1941: Conferenza di Akureyry, in Islanda: si incontrano De Gaulle, Churchill, Stalin, Salazar e Roosevelt. Uno degli obiettivi principali della Conferenza è convincere gli Stati Uniti ad entrare rapidamente in guerra. Il fronte russo cede troppo velocemente e gli inglesi sono agli sgoccioli in medio oriente; l'asse ha dei seri problemi logistici e di rifiorimento per cui l'entrata dell'America sarebbe il colpo necessario per concludere la guerra. Salazar, che ha ottimi rapporti con l'Inghilterra, vede l'arrivo di Hitler in terra iberica come una minaccia e l'instabilità spagnola come una ricca occasione per prendere un immenso potere. La sua entrata in guerra avverrà solo se entreranno anche gli americani.

13 Agosto 1941: gli Stati Uniti accettano di entrare in guerra, tuttavia la situazione nel Pacifico li obbliga a schierare solamente un paio di divisioni, fino a quando le tensioni con il Giappone non saranno ben chiarite.

21 Agosto: I tedeschi arrivano fino a Kiev. Le forze turche riescono ad arrivare in Georgia. a Sud Rommel resiste con grande fatica e rifornimenti sempre più ridotti, mentre i turchi sono bloccati in conflitti a fuoco sui monti del Sinai. il 19 agosto cade anche Gerusalemme. I turchi penetrano a fondo in Iraq.

25 agosto 1941: russi e inglesi attaccano l'Iran, che verrà occupato in soli quattro giorni. Gli Stati Uniti ed il Portogallo dichiarano ufficialmente guerra a Germania ed Italia. Il Giappone apprende la notizia e affretta i suoi piani. Mussolini e HItler si trovano del tutto impreparati a quell'azione, il duce commmenta « Italiani! Anche questa volta l'Impero scaccerà gli Invasori e sorgerà più forte che mai! »

E poi?

In verde, Italia e domini; in nero, Germania e domini; in blu i paesi minori dell'Asse; in azzurro gli Alleati; in rosso i sovietici; in arancione i turchi.

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E ora, la proposta di Inuyasha Han'yō: i due Iran!

Nel 1941 la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica invasero l'Iran, costringendo all'abdicazione lo scià filo-nazista Reza Pahlavi. Al suo posto gli subentrò il figlio Mohammed Reza Pahlavi, che avrebbe regnato fino al 1979 (anno dello scoppio della rivoluzione khomeinista) salvo il breve esilio a Roma nel 1951 a causa dell'ascesa di Mohammed Mossadeq, leader del Fronte Nazionale e primo ministro del paese fino al '53, poi deposto dall'operazione Ajax. Ammettiamo che angloamericani e sovietici decidano di spartirsi il paese, come fatto con la Germania e la Corea. Al nord si forma la repubblica popolare iraniana con Teheran capitale e un fantoccio di Mosca come presidente. Al sud sopravvive la monarchia, con lo scià che si insedia a Shiraz. A questo punto posso immaginare alcuni scenari:

1) Scenario tedesco: i due Iran restano divisi fino al 1990, quando si riunificano sotto lo scettro dello scià nel quadro di una monarchia parlamentare (introdotta per differenziarsi dall'Iran del Nord, totalitario e ateo). All'alba del nuovo millennio l'Iran è un paese democratico stile Giappone ed è alleato degli USA.

2) Scenario yemenita: riunificazione dell'Iran nel 1990; l'Iran unito è alleato degli USA ma nel 2011 viene travolto dalla primavera araba, che costringe lo scià ad andare in esilio. Oggi il paese è instabile.

3) Scenario vietnamita: negli anni '50 appaiono nell'Iran del Sud gruppi armati foraggiati dal Nord e dall'URSS, che mettono in atto una feroce guerriglia ai danni del governo filo-americano. Gli USA intervengono militarmente nel paese (compresi raid aerei sull'Iran del Nord) negli anni '60 ma dopo un decennio devono gettare la spugna e ritirarsi. l'Iran del nord annette quello del sud nel 1975. Guerra tra Iran e Iraq come nella HL, col primo sostenuto dall'URSS e il secondo dagli USA.

4) Scenario coreano: Nel 1950 l'Iran del nord invade quello del Sud ma dopo i successi iniziali viene sconfitto dalle forze ONU a guida USA e si salva solo grazie all'intervento sovietico che impedisce un suo tracollo totale. I due Iran restano divisi fino ai giorni nostri (ma sarebbe possibile col crollo dell'URSS?), con il Nord totalitario e dotato dell'arma nucleare e il sud divenuto una democrazia.

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Michal I fa notare:

Niente Khomeini? Potrebbe anche essere che con questa divisione, il Sud si radicalizzi ancora prima ed ancora di più...

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E Iacopo aggiunge:

Oppure, non trovando trippa per gatti (persiani) in casa, Khomeini cambia progetto politico. Invece di lanciarsi in un revival safavide basato sullo sciismo imamita, potrebbe riproporre il vecchio progetto Ismailita della Shi'a araba.

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Per partecipare alle discussioni in corso, scriveteci a questo indirizzo.

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E ora, l'idea di Basileus TFT:

La Seconda Unione di Kalmar

POD: con lo scoppio della guerra d’inverno, fra finlandesi e sovietici, il governo svedese condannò l’atto di aggressione dell’Urss e inviò rapidamente materiali e volontari a sostegno dei “fratelli finlandesi”. La maggioranza degli svedesi era a favore di un intervento diretto, mettendo in campo il Regio esercito ma il re Gustavo V preferì non esporsi troppo e l’intervento non ci fu. Ma ipotizziamo che gli svedesi siano più decisi e entrino in guerra il 5 dicembre 1939.

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Facciamo un piccolo ingrandimento sulle forze in campo:

Urss: disponeva di un esercito immenso, inizialmente stanziò una forza di spedizione di 400mila uomini, che venne rapidamente aumentata a un milione, di cui 3000 carri armati e circa 4000 aerei. Tuttavia questo esercito apparentemente invincibile era male equipaggiato e soprattutto male comandato; i generali sovietici erano infatti appena stati decimati dalle purghe staliniane e sostituiti con uomini più compiacenti verso il regime ma dannatamente meno preparati. Altro fattore rilevante era la burocrazia sovietica che impediva di fatto lo svolgimento di azioni non approvate direttamente dall’Alto Comando sovietico, fossilizzando le strategie dei russi. Inoltre il Comando dei bolscevichi straripava di concezioni vecchie e obsolete, vedendo la guerra sullo stesso stile di quella del 1914-18.

Finlandia: l’esercito finlandese disponeva di 180mila uomini, che furono poi portati a 250mila di cui 30 carri armati e meno di 200 aerei. Questo esercito era armato in modo decoroso ma non sufficientemente adeguato a contrastare le armate russe. Tuttavia i comandanti finlandesi erano, per la stra grande maggioranza, dei veterani della prima guerra mondiale o della guerra civile, conoscevano bene il loro territorio e sapevano come ostacolare un’avanzata nemica. Il Generale Mennerheim aveva fatto recentemente costruire un sistema difensivo (la linea che porta il suo nome) posizionato verso sud, in modo da bloccare il grosso dell’assalto Russo.

Svezia: l’esercito svedese era forte di 400mila uomini,ma poteva tranquillamente far salire il suo numero a 600mila senza dover mobilitare la popolazione e ovviamente escludendo la marina e l’aviazione. Gli armamenti erano decisamente moderni (dal ’34 la Svezia aveva cominciato un massiccio riarmo) soprattutto per quanto riguarda le forze dell’aviazione; anche la marina era decisamente rilevante ma ovviamente non era in grado di competere con quella russa. I generali purtroppo non erano dei grandi esperti, visto che il Regno svedese non aveva più condotto una guerra dal 1864.

Corpo di Volontari: in aggiunta alle forze finniche vanno calcolati 2000 volontari, dei gruppi composti da privati e provenienti da tutto il mondo, che in questa timeline possono tranquillamente raddoppiare o triplicare visto che la guerra non è un’impresa così disperata.

Altri fattori: Calcoliamo infine gli aiuti provenienti dall’Italia (principalmente caccia e fucili mod 91) e il corpo di spedizione inglese (20mila uomini) che arrivò a guerra conclusa. Il generale inverno questa volta non fu dalla parte dei sovietici, che dovettero condurre i loro attacchi con tutti gli svantaggi di una temperatura pari a -40°.

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Ma tracciamo ora una breve Timeline:

30 novembre 1939: L’Urss dichiara guerra alla Finlandia utilizzando come pretesto un incidente di confine causato dagli stessi russi.

5 dicembre 1939: tutte le potenze mondiali (tranne la Germania) dichiarano ingiusta l’aggressione: l’Urss è espulsa dalla società delle nazioni ma a parte questo nessuno si mobilita per aiutare i finlandesi. Nessuno a parte la Svezia, che dichiara il suo soccorso immediato ai fratelli di Finlandia.

gennaio 1940: Le truppe russe attaccano a nord (Lapponia) a sud (Vilipuri) e nel centro della Finlandia, cercando di tagliare in due le forze dei finni, giungendo fino alla città di Olulu. L’8 gennaio un gruppo di finlandesi (11mila uomini) riesce ad insaccare e distruggere due intere divisioni sovietiche (45mila uomini) nella battaglia di Suossomi. Mentre i finni si impossessano di mezzi corazzati e artiglierie che gli consentono di migliorare le loro prestazioni nel conflitto i russi comprendono che qualcosa non va.

Febbraio 1940: dopo più di due mesi di guerra le truppe russe hanno conseguito una sola vittoria, occupando la città di Pestamo. Per il resto hanno subito perdite pesantissime causate dal gelo e dall’accanita resistenza dei nemici. Il piano di dei sovietici di tagliare in due la Finlandia si rivela sostanzialmente impossibile per via della fitta rete di foreste che intralcia il movimento dei veicoli, mentre finlandesi e svedesi possono agilmente muoversi grazie ai reparti di sciatori. L’Urss aumenta il contingente militare contro la Finlandia ad un milione di uomini, ma questo non cambia le sorti della battaglia. La Regia aviazione svedese infligge gravi perdite alle truppe russe demoralizzate grazie ai suoi bombardieri leggeri, inoltre i sovietici subiscono una tremenda umiliazione quando una rapidissima incursione aerea svedese sgancia alcune bombe e dei volantini, raffiguranti la bandiera finlandese, su Leningrado.

Marzo 1940: verso i primi di marzo la situazione comincia a flettere in favore dei bolscevichi che lanciano una serie di poderosi attacchi contro la Linea Mennerheim non riuscendo tuttavia a sfondare. Proprio quando l’esercito sovietico sta per infliggere il colpo di grazia alle provate linee finniche giunge il corpo di spedizione britannico, che riesce a prolungare i combattimenti fino alla fine del mese. In ogni caso i finlandesi hanno subito una sconfitta, ma non sono stati annientati.

Aprile 1940: Viene raggiunta la pace fra Urss e Svezia-Finlandia: i sovietici si impossessano del porto di Pestamo e di fatto eludono i finnici dal Mare di Barents. Il piccolo esercito finlandese si è guadagnato il rispetto di tutto il mondo, la stessa cosa si può dire per la Svezia, che si è mostrata una potenza di tutto rispetto. L’Urss invece ha fatto la figura peggiore della sua storia, ha avuto più di 200mila morti e 400mila feriti e non è riuscita nel suo intento di conquista, nonostante fosse perfino aiutata (a livello di rifornimenti) dai tedeschi del Raich. Frattanto in Europa Hitler invade Danimarca e Norvegia, causando lo sdegno della Svezia per un attacco a due paesi fratelli-

Maggio 1940: Svezia e Finlandia si sentono ora più che mai circondate. Hitler ha bloccato ogni accesso al mare del Nord, mentre l’Urss è domata ma non sconfitta. Per aiutarsi a vicenda e in nome degli ideali di fratellanza fra svedesi e finlandesi viene indetto un referendum per unire i due Paesi in una nuova Unione di Kalmar.

Giugno 1940: Mentre i tedeschi paiono invincibili e sconfiggono gli inglesi a Dunkerque, il popolo svedese e quello finlandese si uniscono in un’unica nazione, con un voto positivo del referendum (67% a favore del sì). Viene insediato un doppio parlamento composto sia da finlandesi che da svedesi, le leggi vengono applicate localmente come in uno stato federale prendendo a modello gli USA. Gustavo V diventa Gustavo I di Svezia e Finlandia. Il dubbio principale rimane l’ubicazione della capitale: molti svedesi vogliono che sia Stoccolma, molti finlandesi Helsinki e alcuni tradizionalisti vorrebbero fosse spostata a Kalmar, per onorare il nome della lega. Momentaneamente Gustavo I lascia la sua reggia a Stoccolma, poiché gode di una buona posizione fra i due possedimenti.

La Seconda Unione di Kalmar (grazie a Basileus TFT)

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