La Romania potenza locale!

di Maggioriano

In questa ucronia il Regno di Romania diventa una potenza locale inglobando la Moldavia e gran parte dell'Ucraina. Come riuscirebbe un exploit simile? Innanzitutto i Russi Bianchi dovrebbero vincere la guerra e fare concessioni territoriali alla Romania, all'epoca governata dal re Ferdinando I. Vediamo ora una cronologia alternativa per il regno costituzionale rumeno.

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1919: I Russi Bianchi, dopo aver resistito alla controffensiva sovietica a Kazan, conquistano Mosca e successivamente Leningrado. La Romania, adducendo come pretesto l'insicurezza delle frontiere, annette l'attuale Transnistria e parte dell'Ucraina.

1920: La Russia Bianca, che mal sopporta tale annessione, denuncia l'azione rumena alla società delle Nazioni, che si rivelano impotenti.

1921: La Russia Bianca è nel caos: oltre ad avere l'arduo compito di pacificare la Siberia e la Russia, il governo deve far fronte alla rivolta dei Cadetti, che viene crudelmente repressa. I cadetti si rifugiano in Ucraina e vi fondano uno stato indipendente, protetto dalla Romania.

1923: La Russia Bianca attacca e conquista il nuovo stato. La Romania ne approfitta per annettere altre fasce del territorio ucraino. La guerra tra le due nazioni è imminente.

1924: I paesi occidentali sovvenzionano la Romania per difendere i Balcani dalla Russia: temono che i Bianchi si possano alleare con la Germania per un nuovo conflitto mondiale.

1925: L'esercito rumeno fa notevoli progressi e può permettersi una corazzata da 35000 tonnellate, che viene chiamata la Mircea.

1926: La flotta russa si rivolta contro il governo. Una parte di essa si saborda ed altri elementi raggiungono il porto di Costanza, in mani rumene.

Fine 1926: Il re Ferdinando viene colto da un malore e non è più in grado di regnare. Il suo figlio, Carol II, una persona discutibile, prende le redini del potere. Re Ferdinando I, che ha regnato dal 1914 al 1927.

1927: Muore il Re Ferdinando I.

Metà 1927: I Russi Bianchi chiedono al governo rumeno l'estradizione degli elementi della flotta rifugiatisi in Romania. Il governo rumeno fa l'orecchio del mercante.

1928: La Romania stipula un trattato di alleanza con la Turchia ed il regno di Jugoslavia.

Fine 1928: Scoppia la seconda guerra mondiale che vede la Russia Bianca, la Bulgaria e l'Ungheria contro la Romania, la Jugoslavia, il Montenegro e la Grecia. I Russi sferrano un'offensiva presso Odessa e riescono a spingersi fino a Timospol. L'Ungheria ( che rivendica parte della Transilvania ) e la Bulgaria ( che vuole indietro la Dobrugia ) intervengono a fianco dei Russi.

Inizio 1929: Controffensiva rumena presso Timospol: le truppe russe, rischiando l'accerchiamento, devono ripiegare.

1929: Grande crollo finanziario a Wall Street ; gli Alleati non sovvenzionano più i Rumeni.
I Bulgari vengono respinti, mentre gli Ungheresi riescono a minacciare Timisoara.

1930: La flotta russa del Baltico, inviata verso il Mar Nero, viene intercettata dalla Mircea, da cinque cacciatorpediniere e da due incrociatori presso i Dardanelli. La flotta russa deve tornare indietro.

Fine 1931: Con una fulgida manovra d'accerchiamento l'Arciduca Nicola, capo di un'armata russa, prende Iasi. La situazione è grave.

1932: La Romania contrattacca. In questa manovra vengono impegnati più di settanta reggimenti, fra qui il reggimento della Guardia. I Rumeni ottengono una rottura del fronte e, subito, sfruttano la breccia per dividere l'esercito russo in due tronconi, per poi annientarli. Un'armata russa, rinchiusasi a Iasi, si arrende dopo due settimane di strenui combattimenti. Le fanterie rumene puntano verso Chisinau e Tiraspol.
Gli Ungheresi vengono fermati da un corpo d'armata Jugoslavo.

1933: La guerra finisce. La situazione finale è praticamente uguale a quella iniziale: certo, i Russi hanno preso il porto di Odessa, ma esso è circondato da territori in mano rumena. Gli Ungheresi hanno avuto diritto ad una piccola rettificazione delle loro frontiere, mentre i Bulgari non hanno ottenuto niente.

1934: Colpo di stato dei militari. L'impopolare re Carol II viene rovesciato e sul trono viene posto il re Mihail I, ancora bambino. L'esercito viene affidato ad un certo Ion Antonescu...
Intanto è il colonnello Titescu ad assumere il potere. In Germania Hitler assume il potere.

1935: Titescu raddoppia gli effettivi dell'esercito e crea un'aciazione di circa mille unità, in previsione di un'altra guerra Balcanica.

1936: La Russia Bianca, di cui il regime è molto simile a quello Prussiano nel XIX secolo, conclude un trattato d'amicizia con la Germania. Tecnici tedeschi vanno in Russia; l'esercito russo viene equipaggiato di nuove armi tedesche.

1937: Il colonnello Titescu compie importanti modifiche urbanistiche a Bucarest: la via e la Piazza della Vittoria vengono allargate, mentre a Strata Lipscani vengono edificati nuovi edifici.

1938: Il corpo fascista dei legionari viene crudelmente represso ( grande massacro di Boulvard General Magheru ) ed il generale Antonescu, che li appoggiava, viene silurato.

1939: Hitler invade la Polonia insieme alla Russia Bianca; la Romania, vedendosi in pericolo conserva una neutralità favorevole agli alleati...

1940: Mussolini invade la Grecia, ed, a causa di un errore, una parte del territorio bulgaro viene bombardato da S79 italiani. Bulgaria, Romania e Jugoslavia concludono un patto di amicizia e di mutuo soccors.

Fine 1940: La Grecia, che respinge ancora gli Italiani, chiede aiuto agli Jugoslavi ed ai Rumeni.
Ha luogo un'offensiva Runmeno–Jugoslava, che minaccia il dominio italiano in Albania. Viene conclusa l'alleanza con gli Inglesi.

1941: Il porto italiano di Valona è inservibile: è sotto costante bombardamento da parte delle forze Jugoslave. A fini preventivi i Rumeni lanciano un'offensiva contro i Russi. I Rumeni progrediscono difficilmente e prendono Odessa. Viene costituita una nuova armata corazzata, equipaggiata con carri armati francesi ed inglesi.

1941: Gli Italiani hanno perso l'Albania, le loro truppe si trovano rinchiuse nei Balcani. I Tedeschi attaccano la Jugoslavia ed, in un mese, se l'annettono. La Romania è direttamente minacciata.

Fine 1941: L'America entra in guerra a fianco degli alleati. Il Giappone resta neutrale.

1942: Le Armate tedesche e russe prendono la Moldavia e la Transilvania. In Valacchia trenta divisioni rumene resistono e respingono i Tedeschi da Bucarest. I Bulgari, i Greci e gli Inglesi intervengono inviando ognuno un corpo d'armata.

1942: I Tedeschi prendono Pitesti e le industrie pesanti della Romania. Battaglia corazzata presso Targovite: l'armata rumena attacca la IX divisione corazzata tedesca, impantanatasi presso la foce del Danubio, ai lati e l'annienta.

Fine 1942: Comincia ad essere considerato il progetto alleato di invadere il Reich attraverso uno sbarco. L'Italia viene bombardata massicciamente dagli alleati ed è successivamente invasa; chiede la pace. L'Africa del Nord appartiene ormai agli alleati.

1943: La progressione degli Alleati in Italia viene bloccata. Con una ritirata preventiva le truppe rumene si rifugiano presso le zone paludose della foce del Danubio. I Tedeschi vengono fermati dalla nuova linea di difesa. Il Porto di Costanza resta tuttavia in mani rumene e può essere rifornito di armi, mezzi corazzati e viveri dagli Alleati.

1943: Tedeschi e Russi sottomettono la resistenza della Bulgaria e minacciano la Grecia. Attraverso l'Africa Inglesi e Americani sbarcano centomila uomini in Grecia. Si tratta del Grande Sbarco nel Pireo.
Movimento delle Truppe Tedesche, Russe e Rumene durante la guerra. Legenda: verde = Movimenti delle armate rumene; Rosso = movimenti delle armate tedesche; Viola = Movimenti delle armate russe.

Inizio 1944: Ingente offensiva rumena contro i Russi  I Rumeni riescono a spezzare le armate nemiche in due tronconi e poi a distruggerle. I carri armati rumeni arrivano fino a Ploiesti.

1944: Per far fronte all'attacco rumeno i Tedeschi si ritirano dalla Bulgaria, inseguite dagli alleati. Le truppe tedesche stabiliscono una nuova linea di difesa presso Brasov. Il colonnello Titescu viene rovesciato dai partigiani della monarchia costituzionale di re Mihail I.

Luglio 1944: L'attentato contro Hitler riesce. I militari che prendono il potere in Germania chiedono la pace. La Germania manterrà la sua integrità territoriale e riceverà il corridoio di Danzica, la Russia sarà obbligata a cedere alla Romania Odessa, la Crimea e Nicopol. L'Italia perderà i suoi possedimenti coloniali e Mussolini verrà rimpiazzato da Ciano. La Jugoslavia si frammenta in numerosi stati.

1945: Un colpo di stato da parte dei cadetti rovescia il governo legittimo. La Russia si frammenta in più stati fra cui la Repubblica Federale di Mosca e San Pietroburgo, La Repubblica democratica di Smolensk ed il regno di Perm. In Siberia regna il caos.

1950: Re Mihail I muore in un incidente automobilistico. I militari riprendono il potere, sotto il controllo di Ion Antonescu e di un oscuro politico, certo Nicolau Ceausescu...

Maggioriano

Come continuarla? Per suggerirmelo, scrivetemi a questo indirizzo.

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E ora, una nuova cronologia di Rivoluzionario Liberale:

POD: nell’800, la classe dominante ungherese riesce nell’opera di magiarizzazione del bacino pannonico, almeno in una maniera più forte che nella nostra Timeline. 
Dopo il 1866, l’opera di magiarizzazione si accelera e ne fanno spese soprattutto gli slovacchi, i ruteni (ucraini) e i rumeni della Transilvania, mentre la Croazia rimane slava in netta maggioranza.

1920
Il trattato di Trianon nel nostro scenario sarà meno gravoso con l’Ungheria, ma sempre umiliate, la Croazia e la Voivodina vengono unite al regno dei serbo-croati, il Burgenland alla repubblica austriaca, mentre la Transilvania e la Slovacchia rimangono ungheresi, la Romania viene ricompensata con il Banato (oltre alla Bessarabia a alla Bucovina) rimasto a maggioranza rumena.

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In giallo: la nuova Ungheria uscita dal trattato di Trianon

In giallo: la nuova Ungheria uscita dal trattato di Trianon

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Non nascerà la Cecoslovacchia ma solo la repubblica Ceca (Boemia, Moravia e Alta Slesia) che rivendicherà il territorio slovacco.
Per gli ungheresi anche questo Trianon sarà una sciagura comunque, mentre per i rumeni e i cechi sarà una vittoria mutilata.

Primo dopoguerra
Nel primo dopoguerra le popolazioni magiarofone del Banato, della Voivodina, della Croazia del Burgenland emigrano nella nuova Ungheria, soprattutto in Slovacchia e in Transilvania, andando a colonizzare nuove terre, mentre la minoranza rumena della Transilvania migrerà verso il Banato, la Valacchia e la Moldavia ora rumene. 
Negli anni 30 la Transilvania sarà a netta maggioranza Magiara.

Seconda Guerra Mondiale
L’occupazione delle truppe dell’Asse provoca un temporaneo spostamento dei confini, la repubblica Ceca viene compensata con parte della Slovacchia per la cessione dei Sudeti alla Germania, la Romania alleata dell’asse annette parte della Transilvania. 
Alla fine della seconda guerra mondiale vengono ristabiliti i vecchi confini ungheresi, la minoranza tedesca, come in molti paesi dell’est viene espulsa, aumentando ulteriormente la percentuale di magiarofoni.

Anni '90
Dopo il crollo del comunismo l’Ungheria diviene una repubblica democratica, e il nuovo governo è più favorevole alla protezione delle minoranze, anche per la decisa protesta delle repubbliche ceca, romena e ucraina (appena nata dallo scioglimento dell’Unione Sovietica).
In quest’Ungheria più dell’90% della popolazione è di madre lingua ungherese, mentre lo slovacco, il ruteno e il rumeno della Transilvania sono in una condizione simile al basco o al gallese.

Che ne pensate? Per farmelo sapere, scrivetemi a questo indirizzo.

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Passiamo ora la parola a MorteBianca:

Kerenskij si dimostra incapace, ma non stupido. Comprende che gli manca un appoggio parlamentare forte, sempre più a vantaggio dei bolscevichi, e che le sue riforme sono invise al popolo, così propone a Lenin di formare un governo di coalizione. Il nuovo presidente è Trockij, visto come mediatore, essendo un ex menscevico. Si badi che tale evenienza non era del tutto impossibile, i Bolscevichi divennero rivoluzionari per via dell'irriducibile rifiuto dei socialdemocratici di accoglierli nel governo, nel tentativo di mantenere l'alleanza con i nobili, i militari, gli ex tzaristi e i banchieri russi. Un simile governo avrebbe la maggioranza assoluta, sarebbe riformista (cosa, di nuovo, non impossibile: la Seconda Internazionale, di cui il PSDR faceva parte, aveva una linea riformista da decenni), applicherebbe le manovre del governo bolscevico, ma moderate e non totalizzanti (sicuramente niente comunismo di guerra). Nazionalizzazione dei mezzi di produzione, stato sociale pesantissimo, tassazione progressiva, espropriazione e redistribuzione dei beni e delle terre, nascita di cooperative e collettivi, autogestione delle fabbriche, diritti sindacali all'avanguardia e diritti sociali inalienabili. La Russia si riforma nella Federazione delle Repubbliche Social-Democratiche (FRSD), esce dal conflitto con la Germania e, in pochi decenni, si industrializza a passo forzato. Il processo alla famiglia dello Tzar avviene comunque, ma Nicola II e suo figlio Alessio sono condannati al confino a vita in Siberia, dove moriranno entrambi poco dopo, mentre la moglie e le figlie sono spedite in esilio in Francia. Il Granduca Michele Romanov, fratello di Nicola II, si proclama Tzar legittimo e forma un governo in esilio a Parigi, riconosciuto dalle potenze dell'Intesa.

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Gli replica il grande Bhrghowidhon:

La discussione sulla Grande Coalizione nella Russia Rivoluzionaria – durante la quale noto come sia emerso che un tratto in comune con la Rivoluzione Francese è stato l’odio etnico contro i Tedeschi (tutti i Romanov, da Pietro III e Caterina II in poi, erano tedeschi di padre, di madre e di matrimonio), un’estremizzazione di malinteso Nazionalismo che ha contribuito a far prevalere la Geopolitica sulla Politica –pone al centro dell’attenzione, al di là della politica di Nicola II, l’intera Dinastia dei Románov (pronuncia [rɐmʷˈanɒf]). Credo perciò che possa essere di qualche interesse chiedersi quale sarebbe stata l’alternativa ai Romanov.

Come in ogni ucronia, le possibilità sono innumerevoli, ma si possono ordinare per probabilità e verosimiglianza. Come è noto, i Romanov sono diventati Carí (pronuncia [ʦarʲˈi] di Tutte le Russie dopo Ladislao Wasa; se dunque i Romanov non fossero ascesi al Trono, la prima alternativa è che rimangano i Wasa. È ovvio che, anche senza la cacciata di Ladislao, sarebbero state possibili altre rivolte, specialmente antipolacche e anticattoliche; tuttavia, anche in questi casi, i Romanov sarebbero rimasti a lungo i principali Candidati contro i Wasa. Siccome non intitolo questa ucronia «Ladislao Wasa rimane Car’ (“Zar”)» (il Titolo dell’Erede si scrive Carevič, ma in russo si usa Cesarevič; la traslitterazione <c> si pronuncia in entrambi i casi [ʦ], mentre <č> è trascritto <ch> in inglese), bensì «Quale sarebbe stata l’alternativa ai Romanov», ciò di cui si tratta non è che cosa sarebbe successo se il primo Romanov non fosse diventato Car’, ma qual è l’alternativa all’intera Dinastia dei Romanov. Siccome i Romanov sono stati la principale alternativa ai Wasa, la principale alternativa ai Romanov sarebbero stati gli stessi Wasa. Sono verosimili anche tanti altri scenarî, ma questo mi pare il più probabile (ripeto: DOPO tutti quelli in cui, prima o poi, uno dei Romanov ascende al Trono).

I Wasa, tuttavia, si sono estinti. Dato che, se si fosse sciolta l’Unione con la Polonia-Lituania, in Russia si sarebbero probabilmente imposti comunque i Romanov, anche in questo caso prendiamo in considerazione solo gli scenarî in cui i Romanov non hanno successo, quindi in primo luogo la persistenza dell’Unione con la Polonia-Lituania. Dopo i nove mesi di Interregno seguìti all’abdicazione dell’ultimo Wasa, Giovanni II Casimiro V (16.settembre 1669), Michele I Korybut Wiśniowiecki ha prevalso (19.giugno 1669) su Carlo V di Lorena, che alla morte del Rivale (10.novembre 1673) si è ricandidato, di nuovo senza successo (21. maggio 1674 eletto Giovanni III Sobieski). Nel nostro scenario, il Diluvio sarebbe stato perlomeno dimezzato (senza Invasione Russa) e Giovanni II Casimiro V non si sarebbe dovuto dimettere; alla sua morte (16.dicembre 1672) si sarebbero sfidati sicuramente Carlo V di Lorena ed eventualmente Michele Korybut Wiśniowiecki, ma, anche ammesso che vincesse comunque quest’ultimo, il suo Regno sarebbe durato appunto meno di un anno, col che si torna all’Elezione del 1674. In questa ucronia, a causa dell’Unione con la Russia, la Nobiltà Polacca è crucialmente meno forte nei confronti di quella Lituana, che quindi ha tutte le possibilità di far passare al Sejm la Legge Pac (pronuncia [pˈaʦ]) contro la Candidabilità di Polacchi nativi o Piasti: Giovanni Sobieski, già restio a presentarsi, non si sarebbe più nemmeno dovuto porre il problema e Concorrenti sarebbero rimasti Carlo di Lorena, Luigi di Borbone (Principe di Condé) e Federico Guglielmo Elettore Palatino. La Polonia-Lituania-Russia, reduce dall’Invasione Svedese (che avrebbe comunque avuto luogo) e doppiamente minacciata dall’Impero Ottomano (in Ucraina e, qui, anche in Russia), non avrebbe certamente votato nessuno dei due Candidati di Luigi XIV (Alleato della Svezia e della Turchia), per cui Carlo di Lorena, all’epoca Principe senza terra (il Re-Sole aveva di nuovo invaso il suo Ducato quattro anni prima, dopo che nel 1661 era terminata la ventisettennale precedente Occupazione Francese), sarebbe stato con ogni verosimiglianza eletto Re della Confederazione e si sarebbe servito di Giovanni Sobieski come proprio principale Generale, sia al secondo Assedio Turco di Vienna (1683) sia sul Reno (1690), evitando quindi di ammalarsi e morire precocemente a 47 anni il 18. aprile 1690.

Suo Successore sarebbe stato, molto probabilmente, il figlio Leopoldo (1679-1729) e, alla morte di questi, il di lui secondogenito maschio (più anziano superstite) Francesco Stefano, che certo fin da bambino era stato scelto come futuro Sposo di Maria Teresa, ma nel 1725-1726 (Fidanzamento di Maria Teresa con Don Carlos di Borbone-Spagna) non era più tale; solo dal 1731 si sarebbe ripreso il progetto e il Fidanzamento sarebbe stato sancito ufficialmente il 31.gennaio 1736. Dato che non si potrebbero candidare Nobili Polacchi, Stanislao Leszczyński non sarebbe mai stato eletto e quindi, quand’anche avesse avuto luogo ugualmente la Terza o Grande Guerra Nordica (per cui non cambierebbe l’esito della Guerra di Successione Spagnola), vengono meno se non altro i presupposti per una Guerra di Successione Polacca (dunque anche quelli per la sconfitta imperiale nella Settima Guerra Austro-Turca, coincidente con la Quinta Guerra Russo-Turca, 1736-1739, vinta dalla Russia) e si modifica sostanzialmente anche quella di Successione Austriaca, le Due Sicilie rimangono asburgiche, Pasquale Paoli non persegue una Politica potenzialmente favorevole ai Borboni in Corsica (1755-1769), che non passa alla Francia ma resta sotto la Garanzia Imperiale, e nel 1799 l’Austria occupa (in sostituzione dei Borboni) anche il Lazio. Senza Pietro III e Caterina II in Russia (che saranno invece Sovrani di Svezia), Federico II non scampa miracolosamente alla sconfitta totale nella Guerra dei Sette Anni, mentre nella Rzeczpospolita non si ha più alcun cambio di Dinastia (a favore di Stanislao Poniatowski), la quale rimane quella di Lorena (di presunta Ascendenza Carolingia, quindi potenzialmente rivale dei Capetingi in Francia), mentre al termine della Guerra di Successione Bavarese (se pure avviene) ha luogo lo scambio fra parte dei Paesi Bassi e Baviera.

In tutto ciò, la Russia, con la Polonia-Lituania, da Giuseppe II in poi è in Unione Personale con l’Impero e i Dominî Ereditarî Asburgici, che nel corso del XVIII secolo hanno stabilmente incorporato – oltre a quanto sappiamo – le Due Sicilie, la Lorena, la Serbia e l’Oltenia, la Toscana, Parma-Piacenza e Guastalla, la Prussia e il Piemonte, nel XIX l’Olanda, i Paesi Bassi già scambiati coi Wittelsbach (qui poi deposti per Fellonia), la Sardegna e Nizza insieme alla Terzogenitura di Modena-Reggio-Massa (in Unione Personale con l’Austria dal 1916), l’Assia-Kassel e i Ducati Danesi (come abbiamo visto moltissime volte). L’espansione della Russia sarebbe come nella Storia reale (al massimo senza la Finlandia); ammettiamo pure che l’Austria-Polonia-Lituania-Russia (e il Sacro Romano Impero, che permarrebbe) commettano l’errore di scatenare (e perdere) la Guerra di Crimea e la Guerra Russo-Giapponese, che non riescano comunque a spartirsi la Svizzera con la Francia, che in Grecia, Romania (senza Oltenia), Bulgaria e Albania tutto si svolga come sappiamo (gli Hohenzollern del Ramo Cattolico non sarebbero banditi dall’Impero; Francia e Regno Unito si sarebbero opposti a ogni espansione dell’Austria-Russia come storicamente a quelle della Russia e pure dell’Austria separate), che non abbia luogo alcunché di simile alla Guerra Franco-Prussiana (Franco-Tedesca), che Rodolfo muoia allo stesso modo (Massimiliano e Francesco Ferdinando invece no) e che addirittura, pur con Serbia e Russia asburgiche, deflagri una guerra intorno al 1914 probabilmente in Area Renana (ma senza Intervento del Regno Unito – non esistendo il Belgio – né Statunitense, essendo tutta l’America rimasta Iberica o Britannica): arriviamo al 1917 – naturalmente senza sostegno tedesco a Lenin – e vediamo quali potrebbero essere le condizioni del Popolo Russo sotto Francesco Ferdinando d’Asburgo-Lorena, Imperatore Slavofilo (come lo erano il tedesco Nicola II e tutta la sua Dinastia) da appena tre mesi.

Rispetto al 1917 vero, la Russia è integrata con ciò che per noi è rappresentato dall’insieme di Serbia, Austria-Ungheria, Germania, Olanda, Belgio e Italia, senza le Colonie di questi ultimi due Stati (il Congo è dei Sassonia-Coburgo-Gotha), ma con in più la Lorena, Nizza, la Corsica, Malta e le Isole Ionie (è un po’ come il risultato che si avrebbe se la Russia avesse fatto tutto da sola contro Napoleone, annettendo i contemporanei o futuri Imperi Centrali, compresa l’Italia, di cui in effetti Suvorov è stato l’unico Principe russo, «Knjaz’ Italij»); Metternich, Bismarck e Witte si sono susseguiti al Governo dello stesso Stato, Hitler, Mussolini, Stalin e Trockij sono Connazionali e gravitano tutti, fino a eventuali cambi di fronte, intorno alla galassia Socialista. La Francia dispone di tutto ciò che aveva nel 1914 tranne la Lorena, Nizza e la Corsica; è possibile che abbia l’alleanza del Ducato di Savoia, con Vittorio Emanuele ansioso di recuperare i Dominî Sabaudi di 120 anni prima.
Portogallo, Spagna e Regno Unito, massime Potenze Coloniali insieme alla Francia, sono neutrali (Regno Unito e Portogallo più vicini alla Francia, la Spagna più vicina all’Impero, che all’uopo si dichiara pronto all’eventualità di una Restaurazione Borbonica in Francia con Unione Personale all’Impero Spagnolo); la Svezia degli Holstein-Gottorp (quindi con Nicola in persona e la sua famiglia, esattamente come sono stati) è davvero equidistante fra Regno Unito e Romania – con cui hanno i massimi legami di parentela – e di conseguenza fra i rispettivi Collegati (in Alleanza Difensiva) francesi e imperiali. L’Impero Ottomano non è in guerra né lo sono Bulgaria e Grecia (tantomeno l’Albania). Lenin è esiliato in Svizzera, i Socialdemocratici dell’Impero hanno votato per i Crediti di Guerra; i Soldati Russi vanno al(la) Fronte equipaggiati di tutto punto, ma se la Spagnola ha avuto origine in Austria dilaga comunque nelle Trincee, a cominciare da quelle dello Schieramento più forte (l’Impero): si tratta di verificare (qualora possibile) se le Forze corrispondenti agli Imperi Centrali (senza Bulgaria e Turchia) e alla Russia potessero, in assenza di Guerra su Due Fronti, arrivare a Parigi (senza Intervento Britannico né Americano) prima del contagio della Pandemia.

Ā prĭōrī verrebbe fatto di rispondere positivamente, ma prendiamo in considerazione l’eventualità peggiore per la Russia, che la guerra continui per tutto il 1917-1918 e che si diffonda la Spagnola. È chiaro che le condizioni del Popolo Russo non si potrebbero certo definire positive (da alcun punto di vista); ci interessa però soprattutto sapere se potessero essere migliori o peggiori di quelle della Storia vera. Su questo specifico punto credo che non ci siano dubbi ad accettare la prima risposta: per quanto negative, non lo sarebbero tanto quanto nella nostra Storia (essenzialmente per il motivo che Russia e Imperi Centrali sarebbero qui uniti). Se la guerra terminasse per esaurimento, non si addiverrebbe alla sconfitta totale degli Imperi Centrali del 1918 storico: molto più probabile è un ritorno alla situazione d’anteguerra, con plateale riconoscimento dell’inutilità di tutte le morti (violente o per malattia) intervenute nel frattempo. Basterebbe a provocare una Rivoluzione nell’Impero? Se sì, questa avrebbe successo? Se lo avesse, si trasformerebbe in Rivoluzione Comunista (portando alla nascita dell’Unione delle Repubbliche Socialiste dei Consigli degli Operai e dei Contadini dal Mare del Nord all’Oceano Pacifico e con l’esperanto come lingua ufficiale)? In quest’ultimo caso, sarebbe molto probabile un Intervento Anglo-Franco-Ispano-Portoghese (forse anche Greco-Bulgaro-Romeno-Ottomano), ma se invece si formasse la Grande Coalizione quale sarebbe il destino di Francesco Ferdinando, di Carlo, di Ottone e della Dinastia? Verrebbero giudicati come i Romanov? Di certo non ci sarebbe altrettanta ostilità anticeca quanta l’Austrogermanofobia nelle Rivoluzioni Francese e Russa...

E se le Elezioni rimanessero più o meno libere, ora degli Anni Trenta trionferebbe l’Estrema Destra Antisemita e Revanchista?

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Anche Federico Sangalli dice la sua:

Complimenti per il vasto ed accurato sviluppo proposto! Innanzitutto credo che una rivoluzione in un agglomerato simile sia difficile perché potrebbe davvero vincere la Grande Guerra prima di Natale (come lo fermano sulla Marna, i francesi, l'equivalente degli eserciti russo, austro-ungarico, imperial-tedesco ed italiano uniti, con la magia?), oltre al fatto che gli Asburgo si preoccuparono di sviluppare la loro nazione, mentre i Romanov la tennero in uno stato medievale. Difatti le insurrezioni anti asburgiche non ebbero carattere comunista ma nazionalista, contestando il predominio austriaco all'interno dell'Impero. Ma poniamo che quattro secoli di governo abbiano cementato abbastanza i vari popoli da evitare una disgregazione, che Francesco Ferdinando abbia concesso a sufficienza per avere una struttura federale e che la guerra sia finita male, e che tutto questo porti ad una rivoluzione: che fine farebbero gli Asburgo? Sicuramente avrebbero dato e diedero un'immagine di sé più competente e meno reazionaria, ingannatrice ed oppressiva dei Romanov, oltre al fatto che un sovrano tedesco non sarebbe visto come un nemico ma come un alleato (la Germania fa parte dell'Impero). Perciò credo che Franz Ferdinand, Carlo, Ottone e famiglia varia sarebbero stati comunque esiliati in Portogallo via Svizzera, tuttalpiù subito una sorta "alla Trotsky" (ci si appella chiedendo che una nazione li ospiti, lo concede il Messico o un altro paese e lì finiscono fino alla fine dei loro giorni). Una rivoluzione potrebbe instaurare una sorta di Unione Sovietica ma francamente dubito che i Bolscevichi possano avere tanto seguito per supportare un colpo di mano contro forze, popoli e formazioni politiche tanto diverse, numerose e sparse come quelle che esisterebbero in un paese tanto vasto. Immaginando la concessione (da parte dell'Imperatore o del nuovo governo repubblicano) di libere elezioni, diciamo nel 1919 lo scenario sarebbe il seguente: i socialisti arriverebbero primi (con varie gradazioni e sfumature) in Germania (Ebert), Austria (Renner), Italia (Matteotti), Svezia (Branting) e Russia ed Ucraina (Chernov). I Liberali sono in testa in Slavonia (Yugoslavia; Davidovic), i Conservatori in Polonia (Pilsudsky), nei Paesi Baltici e in Finlandia e la Cecoslovacchia è monopolizzata dai nazionalprogressisti (Benes). Ne consegue la formazione di una maggioranza parlamentare (per tenere insieme tanto popoli diversi il sistema presidenziale lascerebbe troppi scontenti) a guida socialista, con il sostegno esterno di Benes: il candidato ideale alla carica di Cancelliere sarebbe Rosa Luxemburg, una polacco-tedesca, socialista marxista e pacifista. Con un mandato quadriennale (come quello tedesco) la Luxemburg sarebbe Cancelliera tra il 1919 e il 1931. In quest'anno, nonostante le nazionalizzazioni ed il welfare abbiano diminuito l'impatto della Grande Depressione, un'alleanza tra cattolici e nazionalconservatori risulterebbe prima in Germania (Hindenburg-von Papen), Austria (Dollfuss), Italia (Blocco/ Listone Nazionale), Ungheria (Horthy), Slavonia (Cetnici), Polonia (Pilsudsky), Stati Baltici (Smetona e company) e Finlandia (Mannrheim). I socialisti-agrari sarebbero primi solo in Russia, in Svezia probabilmente in Ucraina mentre i Cecoslovacchi rimarrebbero nazionalprogressisti. Ne consegue un governo nazionalconservatore: Cancelliere diverrebbe Josef Pilsudsky, polacco-lituano (almeno, lui si considerava tale), sostenitore dell'Intermarium e il meno nazionalista dei nazionalisti. Pilsudsky morirebbe poi durante la campagna elettorale per la rielezione nel 1935 e probabilmente i litigi tra i vari nazionalismi sfalderebbero la maggioranza. I socialisti sarebbero primi in Germania (Welsh), Russia (Bucharin), Svezia (Hansson) e Slavonia (Tito), mentre i conservatori terrebbero in Polonia (l'anti tedesco Dmowsky), Ungheria (Horthy), Austria (Dollfuss), Paesi Baltici, Finlandia ed Italia, con la Cecoslovacchia sempre nazionalprogressista. Penso che a questo punto Edvard Benes o Nikolaj Bucharin siano i favoriti per il Cancellierato.

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Interviene a questo punto Tommaso Mazzoni:

Esiste un'altra alternativa ai Romanov che sono i Vasa di Svezia (e successori loro) Ovvero, la corona di Russia passa alla linea svedese dei Vasa con Carlo X; con l'aggiunta della Russia, va da se che la Svezia diventa una potenza inarrestabile che vincerà la Guerra dei 30 anni e quella del Nord a mani bassissime. A questo punto, i Vasa potrebbero pure aspirare al titolo imperiale, Sicuramente, la Prussia non avrebbe scampo nella guerra dei 7 anni. Re di Polonia sarebbe diventato il suocero di Luigi XV, e, alla sua morte, Luigi Stanislao. alleanza di ferro fra Francia e Grande Impero del Nord, e cavoli amarissimi per gli Asburgo.

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aNoNimo aggiunge:

Ucronia tratta da questo sito. Al termine della Guerra civile Russa i Bolscevichi riescono a conquistare e controllare la Russia Europea con capitale Mosca mentre Mencevichi , ex – zaristi e Russi Bianchi fondano la Repubblica Russa con capitale Vladivostok. Che accade?

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C'è posto anche per quest'idea di Dago, che riguarda invece la Polonia.

Come evolve la storia europea in caso di vittoria bolscevica e di occupazione della Polonia da parte dei russi, giunti così a confinare direttamente con una Germania in piena crisi post-bellica e reduce dai conflitti interni tra Spartachisti e Freikorps?

La battaglia di Varsavia si svolge a metà dell'agosto 1920. Nello stesso periodo Bela Khun, ex leader comunista ungherese è stato appena liberato ed espulso dall'Austria in Russia. Viene mandato in missione in Germania, ma con risultati deludenti, pertanto Lenin lo richiama. Nella nostra ipotesi potrebbe essere forse lui il leader della Germania Comunista. Viste le sue origini ed un comprensibile sete di vendetta, potrebbe scatenare eversioni e conflitti nell'intera area danubiana, fino ad invadere Cecoslovacchia, Austria ed Ungheria, e scontrarsi poi con la Romania. Bisogna però valutare fin dove la Russia bolscevica, reduce dalla sua guerra civile, vuole appoggiare il suo "agente". A quel punto gli altri paesi occidentali come reagiscono? Si può formare una coalizione anticomunista guidata da Francia ed Inghilterra, a cui aderiscono Belgio, Olanda, Danimarca, Portogallo, Grecia, Turchia, Germania Ovest, forse Spagna. In Italia i disordini e le lotte tra comunisti e fascisti possono ben diventare una vera guerra civile, con Monarchia ed esercito ancora più schierati a destra. Nel dettaglio il conflitto in Italia si concentra fra Toscana, Emilia Romagna, Liguria e Lombardia, il Veneto è una roccaforte "bianca", il Piemonte un caposaldo monarchico, Roma e il Lazio un bastione cattolico, il sud teatro di dure lotte tra le milizie dei grandi agrari e i braccianti che chiedono terra, inquadrati dai reduci della guerra mondiale.

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Così commenta Toxon:

La Russia arriverebbe a inglobare i paesi baltici e ad avere un confine sulla linea Curzon con venticinque anni di anticipo. La Polonia invece diventerebbe un paese comunista, il primo satellite sovietico dopo la Mongolia. Ma è interessante soprattutto vedere come la situazione si evolverebbe in Germania. Per come la vedo io scoppierebbe di sicuro una guerra civile, che probabilmente sarebbe seguita da una divisione in due del paese: non credo nè che i comunisti potrebbero prendere il potere in tutto il paese, nemmeno con aiuti sovietici, nè che sarebbero sconfitti di nuovo così facilmente come l'anno prima. Quindi Germania Est e Germania Ovest con relativa guerra fredda e cortina di ferro già negli anni '20, senza però intervento americano. E' molto probabile inoltre che, per dare alla Germania Ovest la forza di resistere, il trattato di pace sia un po' ammorbidito. Hitler (posto che non muoia nella guerra civile) cosa fa?

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E MAS:

Davanti alla caduta di Varsavia, probabilmente i paesi dell'Intesa, dopo qualche promessa o concessione alla Germania, sarebbero intervenuti con l'invio di truppe sul fronte che a quel punto sarebbe giunto alle frontiere tedesche post-Versailles (c'erano già truppe dell'Intesa nel Caucaso, ad Arcangelo ed in estremo oriente, o se ne erano appena andate, dovrei ricontrollare).

Il rischio di vedere i Paesi Baltici, la Romania, la Finlandia e sopratutto la Germania cadere sotto i Bolscevichi sarebbe stato troppo grande e avrebbe costretto Regno Unito, Francia, Italia e USA a rimobilitarsi e ad inviare un cospicuo esercito ai confini tedesco-sovietici; quasi certamente la guerra si sarebbe conclusa con una vittoria marginale occidentale, con l'URSS costretto indicativamente nei confini della ns. LT (solo un riaccendersi della guerra civile avrebbe potuto permettere agli occidentali di tentare una soluzione più drastica puntando ad una vittoria totale ed alla conseguente caduta dei Bolscevichi).

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Invece Generalissimus ci ha chiesto:

E se Ignacy Jan Paderewski riuscisse a convincere Woodrow Wilson della bontà del suo progetto di creare gli Stati Uniti di Polonia e nel 1918 questo paese prendesse vita, con i confini della cartina sottostante?

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Anche Andrea Mascitti ha voluto dire la sua in merito:

A Versailles invece di istituire il corridoio di Danzica, viene creato il corridoio di Memel (tra il fiume Memel e la città di Königsberg esclusa). Cosi facendo:

> La Germania mantiene la continuità territoriale;
> La Polonia, nonostante non ottenga Danzica, ottiene comunque uno sbocco sul Mar Baltico;
> Per permettere la costituzione del corridoio, la Lituania viene ripagata con la regione di Vilnius (Wilno);
> Germania e Lituania si ritrovano a non confinare tra loro.

Cosi facendo, dei territori a maggioranza di lingua tedesca rimangono comunque assegnati alla Polonia.
Quanto sarebbe potuta cambiare la situazione?

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aNoNimo torna alla carica:

Altra ucronia tolta da questo sito. Il 9 novembre 1920 viene firmato il trattato di Cracovia con cui la neonata Polonia si ritrova divisa in due: la Repubblica di Cracovia (1) e la Repubblica Popolare di Lublino (2) filo-sovietica. La neonata Cecoslovacchia si divide già alla nascita in Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca. La vittoria dei Sovietici in Polonia costringe Gran Bretagna e Francia a rivedere il trattato di Versailles con la paura che la neonata e debole Repubblica di Weimar possa essere vittima di una rivoluzione simile a quella russa. Che accade?

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Lasciamo ora la parola a Enrica S.:

Una volta resa indipendente la Polonia dall'Impero Russo, Józef Piłsudski propose la creazione di una grande confederazione formata da Polonia, Lituania, Bielorussia e Ucraina, battezzata Międzymorze (in polacco "Tra i mari"), che avrebbe dovuto raccogliere l'eredità dello stato Polacco-Lituano, estese tra il Mar Nero e il Mar Baltico dal XIV al XVIII secolo. Il progetto fallì perchè Lituania, Bielorussia ed Ucraina percepirono Piłsudski non come un liberatore ma come un nuovo occupante. Ma se il progetto va in porto? Come cambia la storia europea?

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Le risponde Massimiliano Paleari:

Indubbiamente tale Confederazione avrebbe avuto soprattutto un valenza antibolscevica/antirussa, ma anche antigermanica. Pilduski era infatti ben conscio della fragilità della nuova Polonia risorta all'indipendenza, stretta tra gli appetiti del grande Orso sovietico (russo) a est, e del revanscismo tedesco a ovest. Per realizzarsi, dobbiamo presupporre i seguenti POD:

1) Nessun conflitto polacco/lituano per il possesso di Vilnius (Vilna in polacco). Pilduski rinuncia alla città, anche perché nell'ambito della confederazione la minoranza polacca residente in Lituania e concentrata soprattutto a Vilnius potrà godere delle più ampie garanzie.

2) Nell'aprile del 1920 l'offensiva polacca in Bielorussia e in Ucraina ha maggiore successo. I Polacchi non si limitano a ragginugere Kiev e Minsk (come nella nostra timeline), ma riescono a spingersi più in profondità, sopratutto verso sud est, optando un ricongiungimento con l'esercito russo bianco di Wrangel allora concentrato in Crimea e con alcuni avamposti nella Tauride.

I due eserciti riuniti (Polacchi e Russi di Wrangel), insieme alle milizie ucraine di Pletljura e ai (magri) contingenti bielorussi e lituani nei mesi successivi riescono a reggere l'urto dell'immancabile controffensiva sovietica. Forse i Rossi riescono a spingersi in profondità in Bielorussia, ma complessivamente il fronte tiene.

A questo punto Pilduski riesce a convincere i "soci di minoranza" a proclamare la nascita della confederazione, che avrà come capitale Minsk, il partner più debole e pertanto il meno soggetto alle gelosie degli altri. L'operazione non è facile, viste le rivalità e i sospetti esistenti, ma la paura di un ritorno dei Bolscevichi convince tutti i partners ad accettare.

Gli Stati occidentali si affrettano a riconoscere la nuova entità statale, salutata favorevolmente come una utile diga antibolscevica, e inviano anche armamenti, mezzi e unità di volontari in aiuto alla Confederazione. Nel gennaio 1921 anche la Crimea di Wrangel (Russi bianchi) entra di fatto nella Confederazione, seppur in qualità di Stato associato.

Intanto sul piano militare lentamente il fronte si stabilizza con lo scavo di immense linee di trincea dal Baltico al Mar Nero. Si giunge ad un congelamento delle operazioni belliche, anche se non viene firmata nessuna pace (un po' come tra le nostre due Coree).

In questa timeline Hitler non concepisce il sogno di una marcia verso est e resta un emarginato sociale. Stalin riesce invece a prendere ugualmente il potere in URSS.

Dopo la crisi mondiale del 1929 nella Confederazione si insedia un Governo semi dittatoriale egemonizzato dai militari.

Nel 1933, a seguito di una incursione dei Crimeani (Repubblica Russa di Crimea) nel Caucaso nell'ennesimo tentativo di fomentare rivolte antibolsceviche, la "guerra fredda" tra Confederazione e URSS ridiventa calda.

I Rossi riescono a prendere Minsk e assediano Kiev, ma a questo punto il Giappone entra in guerra contro l'Urss. A questo punto quest'ultima crolla, minata anche da insurrezioni interne...

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E Bhrghowidhon aggiunge:

Sul Novecento nei quattro Paesi in questione consiglio lo sconvolgente libro di Timothy Snyder "Terre di sangue" (Saggi Rizzoli, 2011), 592 p., ISBN: 17053396 (28,50 euro): tutti fatti noti, ma riletti insieme fanno un effetto dirompente...

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Vale la pena di aggiungere la proposta di Lord Wilmore:

E se dopo la Prima Guerra Mondiale nascesse la Federazione delle Repubbliche Baltiche? Come arrivarci? E con quali conseguenze sulla storia d'Europa? Voi che ne dite?

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Chiudiamo con l'osservazione di Enrico Pizzo:

Secondo la Treccani per "scartamento" si intende « la distanza tra i bordi interni dei funghi delle due rotaie del binario, misurato 14 mm al di sotto del piano di rotolamento ». La summenzionata informa anche che in Italia si usa lo "Scartamento standard", distanza di 1435 mm, tra l'altro il più usato al mondo.
Non si tratta, tuttavia, dell'unico standard esistente; ad esempio nei territori dell'ex Unione Sovietica è dominante lo "Scartamento Russo", con distanza di 1520 mm.
La scelta Russa di non adottare, nell'800, lo Scartamento Standard nasceva dal timore Zarista che le ferrovie potessero essere usate da un invasore, timore ereditato poi dai governi Sovietico e post-Sovietico.
Prima del Covid e della guerra in Ucraina, c'era un servizio ferroviario tra Nizza e Mosca per permettere ai russi ricchi di venire in vacanza tra Riviera dei Fiori e Costa Azzurra.
Di tale convoglio, al confine tra Bielorussia e Polonia, venivano con un'operazione completamente manuale sollevati i vagoni e cambiati i carrelli, per il cambio di scartamento!

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A cui ha risposto Alessio Mammarella:

La scelta dello scartamento incide anche sul peso delle carrozze: uno scartamento maggiore consente di impiegare locomotive più potenti e vagoni più capienti ed è quindi preferito anche in paesi dove il trasporto ferroviario delle merci è particolarmente preponderante e il terreno ha una natura pianeggiante, che consente di costruire lunghi tratti rettilinei. In URSS/Russia anche l'esistenza di linee come la Transiberiana giustifica l'uso di uno scartamento maggiore, al di là delle ragioni militari.

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