ovvero: e se Masami Kurumada fosse stato Ebreo?

di Tommaso Mazzoni (トンマーゾ・マッツォーニ)

Capitolo 1
Prologo e creazione delle Armature di Israele

1 Io, Salman, figlio di Naasson [Matteo 1,4], rendo testimonianza di quanto visto nel tempo del vagabondare nel Deserto. Che il Signore conservi le mie parole.
2 Quando il Signore degli Eserciti ci liberò dalla schiavitù in Egitto egli disse a Num padre di Giosuè [Numeri 11,28], primo fra i fabbri:
3 "Ecco, io vedo i figli delle tenebre sorgere dalle sabbie del deserto, con vestigia forgiate nei fuochi empi di Sheol.
4 Ma tu non temere, perchè nelle tue mani io metterò il ferro del Paradiso, e con il fuoco che ti darò tu forgerai vestigia di impareggiabile potenza."
5 Così Num vide cadere dal cielo una stella, ma essa cadeva piano, con leggerezza, perchè non era stata fatta precopitare.
6 Quando Num giuse ove la stella era atterrata, vide il servo del signore, splendido di luce, in forma di uomo, con splendente armatura del colore del fulmine.
7 "Non aver paura, Num. Io sono Barachiele, servo del Dio Unico. Ecco, io ti faccio dono del fuoco del cielo, e del metallo del paradiso."
8 E diede a Num una enorme sfera, grande come un vitello di trecinque mesi ma pesante come un toro adulto, tanto che Num dovette farla rotolare fino al campo.
9 Poi diede a Num il corno di un toro, lungo quanto la schiena dello stesso num, e largo e cavo.
10 Dentro, Barachiele mise una scintilla di fuoco, poi lo chiuse con un sigillo.
11 "Quando accenderai la forgia, aprirai questo corno e appiccherai il fuoco alla legna mettendo qui dentro un rametto. Non tenerlo aperto per altro.
12 Se questo fuoco tocca mani impure divorerà la persona, prima di estinguersi. Ma nella forgia arderà al tuo comando, e con esso tu forgerai le armature. Dodici ne farai, una per ogni tribù di Israele, ma per Giuseppe ne farai due, una per Efraim, e l'altra per Manasse,
13 mentre per Levi non sarà necessario, perchè la Parola del Signore sarà l'armatura di Levi."
14 Num prese il dono del Servo di Dio e cantò: "Gioisci, Israele, il Signore tuo Dio ti ha benedetto. Ti ha rivestito con la sua armatura, chi potrà minacciarti?"
15 E Num lavorò per quaranta giorni e quaranta notti, e in ogni armatura pose un reliquario dei dodici patriarchi che erano stati portati dall'Egitto.
16 L'Armatura di Giuda fece in forma di Leone e la benedì con queste parole che lo Spirito di Dio gli suggeriva: "Giuda è un giovane leone, in lui la forza del fuoco del Signore!"
17 Poi fece l'armatura di Ruben, in forma di albero di quercia, "perchè salde sono le radici di Ruben e il Signore lo ha fatto signore delle fronde."
18 per terza fece l'Armatura di Simeone che, prima di essere indossata, rappresentava un cancello di pietra con lame e frecce, ed era l'unica armatura dotata di armi: "poichè le sue lame sono crudeli e le sue frecce precise, Simeone è il guardiano della soglia del mio Regno."
19 L'armatura di Aser fu fatta in forma di albero di Ulivo, "perchè carico di frutti di grazia sarà Aser, e il signore lo benedirà con l'abbondanza."
20 E Num fece la corazza di Neftali, in forma di Cerva: "Veloce ed elegante sarà Neftali, silenziosi i suoi passi, invisibili i suoi gesti."
21 E poi fu forgiata l'armatura di di Dan, in forma di Serpente: "misterioso e astuto sarà Dan e conoscerà i segreti del mondo."
22 L'armatura di Issacar rappresentava un Asino, sulla sua groppa il sole e la luna: "l'astro d'argento e quello dorato il signore ha posto in giogo ad Issacar, docile, perseverante e paziente."
23 L'armatura di Zabulon aveva la forma di un vascello: "Zabulon è signore dei mari, e le onde ed i flutti il Signore pone sotto il suo dominio."
24 Una tenda, la loro casa nel deserto, questa era l'armatura di Gad: "E Gad è maestro di viaggi e custode dell'accampamento, dice il Signore."
25 Num forgiò poi per Efraim e Manasse due corazze. Efraim è un Toro, Manasse un Bufalo, entrambi coronati di grano. "Perchè In Efraim rivive il dono di Giuseppe, mentre in Manasse vi è la potenza del braccio di Giacobbe."
26 Forgiò poi per Beniamino una corazza in forma di Lupo: "Nello spirito di Dio risuonano gli ululati di Beniamino."
27 E poi vde che aveva ancora del metallo. e allora Num prego il Signore, dicendo: "Signore, tu hai abbondato dei Tuoi doni, dovrò ora seppellire la Tua generosità?"
28 E lo spirito del Signore venne in sogno a Num e gli disse: "Num, poichè tu mi hai chiesto umilmente, io ti dico: forgia pure un'armatura per Levi, ma io ti dico, essa resterà non indossata fino a quando io non manderò qualcuno ad indossarla."
29 Allora Num forgiò per Levi la più bella delle tredici armature, in forma di Agnello: "Un giorno l'Agnello guiderà il Leone, e lo Spirito di Dio sarà con lui!"
30 Ed ecco. Num terminò di forgiare le Armature, e le ripose in scrigni, simili a reliquari. E Num disse:
31 "Questa è l'opera delle mie mani, che il Signore mi ha comandato. Ora vengano i giovani più coraggiosi di tutte le tribù e queste armature vi daranno la forza del Signore."
32 E vennero i giovani, e dodici furono scelti. Uno fui io per la tribù di Giuda.
33 Per la tribù di Ruben il valente Ioab, per la tribù di Simeone Menachem dalla lama rossa, e per quella di Aser fu scelto Isacco dalla gioiosa risata.
34 Per la tribù di Neftali fu scelto Ioachim dal passo veloce, per quella di Dan fu scelto Azaria l'astuto, e per quella di Issacar il mite Anania.
35 per la tribù di Zabulon fu scelto Sedecia l'instancabile, per Efraim il figlio di Nun, Giosuè lo zelante in persona,
36 mentre per Manasse fu scelto Rakam dal saggio consiglio, e per Beniamino Giovanni, infallibile cacciatore. Ma nessuno fu scelto dall'armatura di Levi.

L'angelo Barachiele insegna a Num il fabbro come fabbricare le Dodici Armature (creata con BING)

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Capitolo 2
Arrivano i Guerrieri delle Tenebre

1 Nella terra di Canaan si riunirono in consiglio i popoli di tutti i regni, e tutti i re stettero riuniti per parlare di questo popolo che marciava compatto verso di loro.
2 Si alzò il Re di Gaboam e disse: "Accogliamoli come fratelli, e troviamo loro un posto dove stare."
3 Molti sembravano d'accordo con lui, ma Satana prese la parola per bocca del Re di Ai e disse: "Sciocchi e indegni delle vostre corone, voi siete. Loro vengono qui con le armi, perché confidano nella promessa del loro Dio.
4 Non lasceranno nessuno in vita, demoliranno le statue dei nostri dei e ridurranno in schiavitù chi si sottometterà!"
5 Con queste parole egli aveva ingannato i re della terra di Canaan, perché in realtà quella sarebbe stata la loro sorte se avessero fatto la guerra al Signore.
6 I re di Canaan credettero alle sue parole, e chiesero: "Come dunque potremo fermarli?"
7 Ed ecco venne Mammon [Matteo 6,24], demone fra i più potenti della corte di Satana, che i Canaaniti chiamano Yarik, dio della Luna.
8 Egli diede ai campioni di Canaan armature forgiate nel fuoco empio dello Sheol, con ferro estratto dalle profondità dell'Abisso.
9 Trentuno armature volle forgiare il demone, dedicandone una a ciascuno dei Principi dello Sheol.
10 Al Re di Ai diede l'Armatura di Ba'al Zabub [2Re 1,4], in forma di mosca.
11 Al re di Gerusalemme l'armatura di Leviathan [Giobbe 3,8], in forma di coccodrillo.
12 Al re di Hezron, Iavin, l'armatura di Belial [2 Corinzi 6,15], in forma di serpente a tre teste.
13 Al re di Gerico l'armatura di Mammon [Matteo 6,24], in forma di cinghiale.
14 Al re di Iarmut, l'armatura di Lilith [Isaia 34,14], in forma di ragno.
15 Al re di Lachis, l'armatura di Belfagor [Milton, Il Paradiso Perduto], in forma di gatto.
16 Al re di Eglon, l'armatura di Azazel [Levitico 16,8] in forma di capra.
17 Al re di Ghezer, l'armatura di Astaroth [Libro di Abramelin] in forma di segugio con ali di drago.
18 Al re di Debir, l'armatura di Moloch [Levitico 18,21] in forma di verme.
19 Al re di Gheder, l'armatura di Asmodeus [Tobia 3,8] in forma di ariete alato.
20 Al re di Corma fu data l'armatura di Aamon [Piccola Chiave di Salomone] nella forma di un corvo.
21 Al re di Arad fu data l'armatura di Barbatos [Piccola Chiave di Salomone], in forma di ratto.
22 Al re di Libna fu data l'armatura di Beleth [Malleus Maleficarum], dalla forma di leopardo.
23 Al re di Adullam fu data l'armatura di Orobas [Pseudomonarchia daemonum], in forma di cavallo.
24 Al re di Makkeda fu data l'armatura di Behemot [Giobbe 40,15-24], in forma di elefante.
25 Al re di Betel fu data l'armatura di Ziz [Salmo 50,11], in forma di avvoltoio.
26 Al re di Tappuach fu data l'Armatura di Bael [Giudici 2,11], in forma di rospo.
27 Al re di Efer fu data l'armatura di Paymon [Libro di Abramelin], in forma di dromedario.
28 Al re di Afek fu data l'armatura di Zagan [Ars Goetia], in forma di toro alato.
29 Al re di Sarom fu data l'armatura di Mathym [Ars Goetia], in forma di lucertola.
30 Al re di Madon fu data l'armatura di Shamyaza [Libro di Enoch 6], in forma di ibis.
31 Al re di Cazor fu data l'armatura di Aretztikapha [Libro di Enoch 6], in forma di civetta.
32 Al re di Simron-Meroon fu data l'armatura di Armaros [Libro di Enoch 6], in forma di talpa.
33 Al re di Acsa fu data l'armatura di Samael [Targum Jonathan], in forma di cavalletta.
34 Al re di Taanach fu data l'armatura di Chazaquiel [Libro di Enoch 6], in forma di pipistrello.
35 Al re di Meghiddo fu data l'armatura di Abaddon [Apocalisse 9,11], nella forma di un drago a sette teste.
36 Al re di Kades fu data l'armatura di Abraxas [Apocalisse di Adamo 5,5], in forma di gallo.
37 Al re di Iokneam, sul monte Carmelo, fu data l'armatura di Berliotz [Pseudomonarchia daemonum]  nella forma di orso nero.
38 Al re di Dor, sulla collina di Dor fu data l'armatura di Morax [Pseudomonarchia daemonum], nella forma di toro con testa umana.
39 Al re delle genti di Gàlgala fu data l'armatura di Naamah [Zohar], in forma di leonessa.
40 Al re di Tirza, infine, fu data l'armatura di Zepar [Ars Goetia], nella forma di uno squalo rosso.
41 E allora gioirono i figli delle tenebre, perchè grande potere avevano oggi ricevuto dalle profondità dell'abisso. Non sapevano che il Signore aveva pesato le loro azioni sulla bilancia e li aveva trovati manchevoli.

A sinistra: Salman figlio di Naasson indossa l'armatura con il Leone di Giuda. A sinistra: Yarik-Melak, re di Gerico (create con BING)

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Capitolo 3
Le zanne di Gerico

1 E allora i re di Canaan si dissero: "Con il potere degli déi che si fa ferro attorno al nostro corpo, chi mai potrà sconfiggerci?" e quindi, nonostante il re di Ai e quello di Megiddo insistessero per attaccare tutti insieme, tornarono alle loro città.
2 Solo il re di Gaboam tornò alla propria città libero da ogni compromesso. E il Signore che lo aveva visto non lo avrebbe scordato.
3 E il re di Gerico fu ebbro del potere del demone Mammon, il latore di ricchezze e di fortuna. E nella sua tracotanza, corse, veloce come una satta verso l'accampamento dei figli di Israele.
4 Intanto era morto Num, padre di Giosuè, e si era compiuta la profezia del Signore: "Nessuno che avesse computo venti anni il giorno in cui Mosè ricevette le tavole della legge sarebbe entrato vivo nella terra promessa."
5 Num era infatti l'ultimo di quella generazione. Suo figlio Giosuè era fra i dodici che indossavano le armature del Signore, e portava l'armatura del Toro, incoronato di grano, della tribù di Efraim.
6 Era in lutto Israele quando giunse all'accampamento Yarik-Melak, il Re di Gerico, dall'armatura grigio-cenere, che ricordava nell'elmo la testa di un grande cinghiale.
7 Egli battè a terra un piede e la terra tremò, e molti israeliti futono gettati a terra. "Trema, Israele", urlò il re di Gerico, esultante, "perchè a nulla valgono le vostre frecce e le vostre lance, contro queste vestigia di divina fattura. Non ve ne sono al mondo tanto possenti."
8 Allora io, Salman, indossai la mia armatura, il Leone rilucente d'oro e di rubini, e sentii lo spirito di Dio ardere dentro di me.
9 Lo Spirito di Dio in me divenne fuoco e poi in forma di leone ruggì, e io risposi: "Guai a te, o Re di Gerico. Perchè il signore ha contato i tuoi giorni e sulla tua strada ha posto me."
10 "Tu? Ben misero popolo Israele se un ragazzo disarmato è tutto ciò che si frappone fra me e la vittoria", disse il Figlio delle Tenebre,
11 e alzò la mano e invocò lo spirito del demonio che era in lui. "Muori per mia mano, difensore di Israele. ZANNE DI GERICO!"
12 Dalla terra stessa si sollevarono due punte di roccia grigia che mi morsero le carni, e rivoli di sangue mi uscirono dai fianchi.
13 Per un attimo vacillò la fede di Salman, ma poi ricordai le parole di Num, e invocai il il Signore, mia forza:
14 "Affilate sono le zanne del demone cinghiale, o re di Gerico. Ma il ci vuol altro per spezzare queta mia armatura forgiata dal fuoco del Cielo, per volontà del Signore degli Eserciti. Al suo confronto le tue zanne sono coltelli di selce "
15 Quando mi mossi, sembravo il lampo che sfreccia nel cielo in tempesta e colpii molte volte il Figlio delle Tenebre prima che due volte si chiudessero le mie palpebre.
16 E poi dissi: "Se le tue sono le Zanne di Gerico, questi sono gli ARTIGLI DI GIUDA!" e il mio pugno arse del fuoco del cielo, e lo sentii grugnire dal dolore, e poi con un pugno lo sbattei contro la parete di roccia tanto forte, che l'impronta del suo corpo rimase nella pietra, ed essa è li ancora oggi.
17 Ma ove un normale avversario sarebbe rimasto al suolo , esanime, il Re di Gerico si rialzò.
18 "Ammetto che ti avevo sottovalutato, israelita. Sei un valido avversario", e il nero spirito che gli dava la forza sembrò riempire l'aria intorno a lui.
19 "Se le Zanne di Gerico non possono avere la meglio su di te, allora ti consegnerò all'oblio nel luogo del non ritorno.
20 Che le FAUCI INSAZIABILI DI MAMMON ti facciano preciptare nello Sheol!!" Colpi il suolo con un pugno, ed un abisso nero irto di zanne di roccia si spalancò sotto i miei piedi.
21 Vi sarei precipitato e per me sarebbe stata la fine, se forti braccia non mi avessero afferrato. Era il figlio di Num, splendente nella sua sacra armatura. Con lui vi erano gli altri Campioni di Israele pronti a combattere.
22 "Ringrazia il tuo falso dio, o Re di Gerico", ringhiò Giosuè lo Zelante,
23 "se oggi non scendo in combattimento contro di te, per onorare il lutto per mio padre.
24 Ma sappi questo: Il Signore degli Eserciti mi consegnerà la tua città ed il tuo falso dio sarà cancellato dalla storia." Così parlò Giosuè figlio di Num, il più potente dei Campioni di Israele.
25 Il Re di Gerico sembrò pronto a continuare la lotta, ma il suo falso dio gli sussurrò: "Non ha senso combattere ove il tuo nemico è più forte di te. Ritirati sulle invincibili mura che io ho eretto per te, consacrate del sangue dei sacrifici. Da là sopra tu sconfiggerai Israele."
26 Yarik-Melak credette alle menzogne di Mammon e, fatta tremare ancora la terra sotto di sé, si ritirò.
27 A lungo parlai con Giosuè ed egli ascoltò ogni mia parola. Poi parlò il figlio di Num e disse:
28 "Bene hai fatto, o Salman, ad affrontare il Figlio delle Tenebre.
28 Sbagliasti però ad affrontarlo da solo. Se non avessi percepito i vostri Spiriti scatenarsi nella lotta, ora saresti morto."
29 Io annuii, con la testa china, ma egli riprese: "Tua è l'impetuosità della giovinezza e del fuoco che il Signore nostro Dio ha posto nella tua armatura.
30 Temperala con una mente saggia, e un giorno sarai il più grande di noi tutti."
31 Io alzai la testa e insieme a lui pregai il Signore perchè mi desse la forza di affrontare le minacce che si presentavano per il nostro popolo.

A sinistra: Shatras, Re di Iarmut. A destra: Garad, Re di Betel (create con BING)

Capitolo 4
Le mura di Gerico

1 Alte come tre quercie, una sull'altra, e spesse come cinque, così si presentavano le mura di Gerico [Giosuè 6,1].
2 Sarebbero state una difesa formidabile anche senza il Re e la sua demoniaca armatura che stavano in piedi sopra di esse:
3 infatti, l'oscuro potere di Mammon rendeva le mura di Gerico dure come diamanti, ed esse agivano come le braccia del loro re.
4 Non appena le armate israelite arrivavano a portata, immense braccia di petra ne menavano strage.
5 Allora disse Giosuè: "Non possiamo gettare altri figli di Israele fra le fauci dello Sheol. Dobbiamo sconfiffere il loro re, in singolar tenzone; solo allora Gerico si arrenderà."
6 Gli altri annuirono. "Parli bene figlio di Num, ma come potremo anche solo avvicinarci a lui?" chiese Menachem, il campione di Simeone.
7 "Voi sapete che l'armatura del Toro porta con se il dono di Giuseppe di profetizare attaraverso i sogni", rispose il figlio di Num.
8 "E io ho visto che il Re di Gerico non esercita alcun controllo sui suoi bassi istinti. Ogni sera egli visita una diversa prostituta e ogni giorno quando noi ci ritiriamo, lui banchetta sulle mura.
9 Per questo egli deve ogni giorno fare entrare provviste da un passaggio segreto nelle mura. Azaria, Menachem e Salman", ci ordinò,
10 "voi entrerete e cercherete la casa di Raab, la prostituta [Giosuè 2,1]. Chiedetele il permesso di stare sul tetto della sua casa, e ditele questo: Il giorno della vendetta e della liberazione è giunto per lei e per Gerico."
11 Disse così, il Figlio di Nun, perchè aveva visto il Re di Gerico uccidere il marito di Raab per poi costringerla alla prostituzione sotto minaccia.
12 Quando calò la notte, Azaria, campione di Dan, guidò Menachem e Salman verso un pozzo asciutto sul fianco di Gerico.
13 Calatisi all'interno i tre, con le loro sacre armature, attraversarono un passaggio nella parete del pozzo e arrivarono in città emergendo da una cisterna abbandonata.
14 Azaria, che aveva visitato Gerico in segreto, guidò i compagni verso la casa di Raab.
15 Superato lo stupore la giovane donna, la cui bellezza mi mozzò il fiato, ci chiese: "Chi siete voi, che indossando simili vestigia bussate alla mia porta?"
16 E io risposi: "Siamo i Campioni di Israele, veniamo in nome di Giosuè, figlio di Num, nostro condottiero.
16 Egli ti prega di ospitarci per stanotte; domani, quando in questo quartiere giungerà il Re, noi saremo sul tetto e lo affronteremo in battaglia.
17 Perchè giunta è l'ora della vendetta e della liberazione per Gerico e per te, Raab!"
18 Raab mi scrutò con quegli occhi verdi e profondi come il mare, e mi interrogò: "Promettete salva la vita a me e ai miei cari?"
19 "Il Signore ci è testimone e noi siamo responsabili di fronte a Lui. Io personalmente sono pronto a dare la vita per te." Pronunciai queste parole guidato dal mio cuore, non dalla ragione, ma non me ne pento, né me ne pentirò mai.
20 Allora Raab annuì e ci accolse nella sua casa, ci sfamò e ci diede un giaciglio per la notte.
21 Al sorgere del sole ci recammo sul tetto, ove vedemmo l'altero Re di Gerico, cinto nella sua cinerea armatura.
22 Subito io creai un muro di fuoco, che lo separò dai suoi soldati. "Giunta è la vendetta di Dio, Yarik-Melak!"
23 Egli ci guardò e ci replicò: "In tre contro uno, mi affrontate? Questo è l'onore degli israeliti?"
24 Gli risposi: "Non sia mai!", e stetti da solo di fronte a lui tra le fiamme.
25 Ma egli rise della mia scelta "Stolto, io certo non intendo affrontarti alla pari!"
26 E dalle profondità della terra invocò altri due Re, suoi alleati. Essi erano il Re di Iarmut, Shatras, dalla corazza del colore del sangue e dell'ebano, con un elmo simile a testa di ragno, con sottili catene simili a fili di seta intrecciate sul suo corpo,
27 e il Re di Betel Garad, con l'armatura nera dall'elmo a forma di testa di uccello, con grandi ali di ferro nero sulla schiena.
28 Essi inizialmente ribollirono di collera per essere stati convocati come servi, ma poi i demoni delle loro armature dissero loro: "Se cade Gerico, perduta sarà la bocca della valle del Giordano: meglio combattere gli israeliti sotto le sue mura che dentro di esse!"
29 Persuasi allora, si prepararono a colpire e i loro spiriti neri si innalzarono al cielo. Ma subito Menachem e Azaria si stagliarono al fianco del compagno.
30 Allora Yarik-Melak fece si che la terra inghiottisse tutti e sei, e i sei si ritrovarono davanti alle mura di Gerico.
31 "Qui sconfiggeremo i campioni del Dio di Israele", urlarono i Figli delle tenebre, e il cielo si fece scuro come la pece mentre iniziava la battaglia.

A sinistra: Azaria, il Cavaliere di Dan. A destra: Menachem, il Cavaliere di Simeone (create con BING)

Capitolo 5
Lo scontro sotto le mura. Prima Parte

1 Non per capriccio Yarik-Malak, Re di Gerico e Figlio delle Tenebre aveva spostato la battaglia nella pianura di fronte alla città di Gerico.
2 Infatti egli voleva usufruire di ogni possibile vantaggio. Con un sorriso maligno egli alzò la mano: "Mura di Gerico, difendete il vostro signore!"
3 E dalle mura grandi mani di pietra si abbatterono sui prodi campioni d'Israele.
4 Tosto furono decisi i duelli. A me il Re di Gerico, ad Azaria Garad dalle ali nere e a Menachem Shatras il paziente.
5 Ed io invocai il fuoco del Signore per combattere Yarik-Malak. ma vano fu l'artiglio di Giuda contro le mani di pietra che sembravano formare attorno al Re di Gerico mura tanto possenti quanto quelle della sua città.
6 Subito risuonò nell'aria il grido di battaglia "ZANNE DI GERICO!" Ma questa volta esse erano più grandi, e sembravano provenire dalle mura stesse.
7 Mentre io combarrevo per la vita contro il servo di Mammon, anche i miei compagni ingaggiavano battaglia.
8 Menachem estrasse le sue spade gemelle, che sembravano fuse alla sua corazza ma non lo erano. Ma Re Shatras non mosse un muscolo.
9 Non si avvide Menachem dalla rossa lama che le sottolissime catene d'argento che ornavano l'armatura del Figlio delle Tenebre si allungavano intorno a lui come tela di ragno.
10 Troppo tardi se ne accorse Menachem figlio di Sirach. Quando saltò per menare un terribile fendente doppio, scoprì di non poter più muoversi.
11 "Hu, hu, hu" rise crudelmente il Re di Iarmut: "Come una mosca che ignara cade nella tela del ragno e ne resta invischiata, così tu sei caduto nella mia trappola!"
12 Così disse, mentre il suo spirito demoniaco si stagliava in forma di ragno.
13 Lentamente, ma innesorabilmente, si avvicinò a Menachem, quando all'improvviso, lo Spirito del Signore che era nella sacra armatura avvampò.
14 "Forse non posso muovermi, o re, ma Menachem, Campione di Simeone, non è indifeso."
15 Le molte lame e frecce della sua armatura si disposero attorno a lui, vorticando furiosamente. "Avvicinati, se osi, alla SOGLIA DI FERRO DI SIMEONE." Il Re di Iarmut esitò.
16 Poco lontano si scambiavano colpi Azaria, figlio di Sedechia, e Garad, Re di Betel. "I miei complimenti, israelita, la tua velocità e la tua capacità di osservazione ti rendono un valido avversario.
17 Mi assicurerò che tu riceva appropriate onoranze funebri." Così diceva aprendo le sue ali nere.
18 "A Betel, ove io regno, c'è un luogo chiamato Valle del Vento, dove soffiano venti impetuosi. Si dice che lo Ziz, il grande uccello sacro al mio dio, dallo stesso nome, deponga le uova proprio in quella vallata, ove lui solo può volare."
19 E le sue ali divennero così grandi che sembravano una toccare l'estremo occidente e l'altro l'estremo oriente.
20 "TURBINE DI BETEL!" E Azaria fu travolto e sbattuto contro le Mura di Gerico con la forza di mille tempeste.
21 Mentre Menachem era costretto alla difensiva e Azaria sembrava cadere vittima del suo avversario,
22 io riuscivo a stento a resistere alla ferocia di Yarik-Malak. "La tua fiamma è gia spenta, cucciolo di leone.
23 Di fronte al grande Cinghiale divoratore, a Mammon l'insaziabile, padrone di tutte le ricchezze della terra, tu non sei altro che un micio impaurito."
24 Così diceva il Re di Gerico facendomi volare da una parte all'altra del campo di battaglia in balia delle sue zanne di pietra.
25 "Ora è giunto il tempo che tu riceva la sorte che ti evitasti il giorno del nostro primo scontro. Stavolta nessuno ti salverà!"
26 Così disse mentre la terra tremava sotto di me. "FAUCI INSAZIABILI DI MAMMON!"
27 Sotto i miei piedi si apri un abisso irto di denti di roccia accuminati, e per un attimo mi rassegnai alla sconfitta.
28 Ma in me sentii la voce calda e amorevole del Signore degli Eserciti: "Figlio di Naasson, non avere paura. Trova dentro di te il cuore ardente del Leone di Giuda!"
29 rincuorato da tali parole io, che a malapena mi ero aggrappato sulla soglia dell'abisso, mi risolevai e mi lanciai all'attacco con ritrovato vigore.
30 Le fiamme da me invocate arsero tanto forti da sciogliere persino la pietra come se fosse neve.
31 Investito dallo Spirito del Signore, pronunciai queste parole: "Il Giudizio del Signore sarà pronunciato e la sentenza del Signore non potrà essere ignorata.
32 Come Sodoma e Gomorra sono cadute per i loro peccati, così anche tu, o Re, cadrai!"
33 Il duello finale fra me e il re di Gerico era appena cominciato.

Giosuè lo Zelante, il Cavaliere di Efraim, in versione Manga (creata con BING)

Capitolo 6
Battaglia sotto le mura. Seconda parte
1 Ardente di fuoco celeste, mi lanciai contro il Re di Gerico, che solo sfruttando la vicinanza con le impenetrabili mura consacrate al suo falso dio potè evitare di essere consumato.
2 Egli letteralmente si fuse con le mura di pietra: "Le Mura di Gerico saranno la tua condanna, israelita!" mi disse con un sogghigno.
3 Miglior fortuna non stava avendo Menachem, protetto sì dal turbinio della Soglia di Ferro, ma sempre immobilizzato dalla tela del ragno.
4 Dopo aver provato a colpirlo con dei lampi rossastri generati dal suo spirito maligno, il Re Shatras diede in un risolino malvagio:
5 "Formidabile difesa è quella che tu levi contro di me, israelita. Ma non considerasti una cosa. La trappola in cui sei caduto non si limita a imprigionarti."
6 A quelle parole Menachem iniziò a sentirsi fiacco, come se la vitalità fosse lentamente risucchiata dal suo corpo.
7 "Ora te ne rendi conto? La Tela di Iartrus non solo ti immobilizza, ma ti risucchia l'energia vitale.
8 Istante dopo istante diventi sempre più debole, e presto non avraì possibilita di resistermi!"
9 Così parlò Shartras, eletto di Lilith, Regina dello Sheol [Is 34,14; Talmud Eruvin 18b], mentre preparava l'affondo letale.
10 Il respiro di Menachem si fece affannoso, ma anche a lui venne in soccorso lo Spirito del Signore: "Guardiano della soglia della terra di Israele, non temere e non esitare.
11 Io creai Lilith che oggi tesse queste velenose trame e io ti dico, arda in te lo spitito che io ti ho dato e, come la zanna dell'orso trancia facilmente una rete pensata per i passeri, così tu trancerai la tela di questo ragno!"
12 E Menachem si senti rincuorato, e preparò il colpo che lo spirito dell'armatura gli aveva suggerito.
13 Shartras si avvide dell'ardore che emanava da Menachem, ma non gli diede peso: "Sciocco, cosa pensi di fare? Se abbassi le tue difese per attaccarmi ti esporrai al mio colpo letale!"
14 Egli alzò la mano destra infondendo in due dita la potenza del suo nero spirito: "Il dolce bacio di Lilith ti condurrà nel Mot, che voi chiamate Sheol, senza farti soffrire!"
15 Allora Menachem raccolse le sue forze, elevò al cielo lo Spirito che il signore gli aveva effuso, e scagliò le sue armi in un unico, poderoso fendente.
16 "Signore, te ne prego, guida la mia mano! AFFONDO DI SIMEONE!"
17 Allo stesso tempo però Shatras scagliò il suo terribile colpo: "BACIO FATALE DI LILITH!" Il mostruoso Ragno con sembianze femminili invocato dal colpo affondò le sue zanne nel collo di Menachem,
18 ma le frecce, le lame e le lance d'oro, colpirono il Re di Iartrus che sentì la vita abbandonarlo, mentre lo spirito di Lilith, sconfitto, fuggiva nello Sheol.
19 In quel momento, però, mentre il sangue usciva copioso dal suo corpo, Shartras vide Menachem accaarsi al suolo:
20 "Costui non ha esitato a sacrificare al sua vita per sconfiggermi, e ora cadrà con me nell'oscura ombra di Mot."
21 Mentre la vita lo abbandonava, il cuore di Shartras si fece soffice e il Signore gli suggerì cosa fare.
22 In gioventù, prima di cadere preda di Lilith, egli era stato un medico e un guaritore.
23 Con lo Spirito del Signore a sostenerlo, egli si chinò sul corpo di Menachem e lasciò che qualche goccia del suo sangue infuso di Spitito cadesse sul suo collo.
24 Ecco, il respiro di Menachem da affannoso si fece regolare, e la ferita sul suo collo si richiuse.
25 Shartras allora intonò: "Sia resa lode al Dio d'Israele, che mi concere di morire come un medico, e non come un assassino!"
26 E cadde morto, ma il suo spirito non cadde in mano di Lilith:
27 il Signore lo depositò invece nel grembo del padre Abramo, ad attendere il Giorno della Speranza.
28 Mentre il Signore salvava l'aniima di Shatras e il corpo di Menachem, il Re di Betel, convinto di aver vinto, spiccava il volo verso Yarik-Malek e verso di me, ma spire di luce si avvolsero attorno alla sua gamba e lo trascinarono al suolo.
29 "Troppo in fretta ti proclami vincitore", disse Azaria sollevandosi da terra, mentre le spire di luce si ritiravano nella sua mano.
30 "Mi sorprendi , israelita, avevo sottovalutato la fattura delle tue vestigia", rispose Garad.
31 Aprì di nuovo le sue nere ali e si lanciò all'attacco. Come l'uccello da preda che si lancia in picchiata e poi risale e ancora e ancora si getta finchè non la ghermisce,
32 così il Re di Betel si accaniva con i suoi terribili calci su Azaria, che invano cercava di difendersi.
33 Ma Azaria, figlio di Sedecia, non per niente era chiamato l'astuto.
43 Nascondendo le mani sotto il suo stesso corpo fece un cappio di pura luce, e quando il Re di Betel attaccò di nuovo lo cinse come un serpente avvolge la sua preda.
35 Ma fu allora che Garad lo ghermì con braccia possenti.
36 "Sai come caccia l'uccello Ziz, o Azaria?" Chiese il re con voce terribile.
37 "Ghermisce le sue prede con l'artiglio, poi vola fino all'altezza di un'alta montagna e da lì scaraventa giù la sventurata vittima."
38 E così dicendo si alzò in volo: "Oh, se questa fosse una normale caduta, la tua armatura potrebbe salvarti.
39 Ma senti questo vento? Questo è respiro dello Ziz, che ti cingerà, ti toglierà il fiato e ti spingerà al suolo, ove per te non ci sarà scampo!"
40 Così disse Garad, levandosi sempre più in alto nel cielo, il suo spirito maligno come un gigantesco avvoltoio ghermiva il corpo di Azaria.
41 Più in alto saliva, più Azaria sentiva crescere in sé lo sconforto.
42 Ma la voce del Signore non macò di soccorrerlo: "Azaria, Azaria, ricordi quando nel deserto tendevi trappole alle quaglie?"
43 gli disse il Signore: "Ricordi quando legavi al volo le loro ali e le facevi cadere dal cielo? Ecco usa la tua astuzia e vincerai."
44 Allora Azaria si riscosse e si avvide che Garad era ancora legato con la corda di luce, dunque diede un poderoso strattone e si liberò dalla presa del Figlio delleTenebre,
45 e vi rimase aggrappato sospeso nel cielo, nonostante egli cercasse con ogni genere di acrobazia di far cadere il Campione di Israele.
46 Con un'agile mossa, Azaria salì sulla schiena di Garad e, afferrate le ali, lo fece precipitare al suolo.
47 Garad era sopravvissuto, grazie alla corazza che indossava, ma non era più in grado di sostenere lo scontro, quindi invocò una fortissima corrente di vento, che lo trasportò via, sconfitto ma vivo.
48 Io a malapena mi resi conto di Garad che precipitava al suolo, impegnato com'ero a combattere Yarik-Malek,
49 che si era fuso con le mura di Gerico, ed ora mi osservava sprezzante come se fosse un'immagine scolpita sulle mura.
50 Per sette volte fui travolto dalle Zanne di Gerico, ma dopo la settima volta mi resi conto di una cosa:
51 più volte attaccava, più le mura di Gerico sembravano diventare sottili, come se le stesse consumando.
52 Fu allora che udii il suono di trombe venire da dietro di noi. Era l'esercito Israelita, guidato da Giosuè in persona. Il suono delle trombe sembrò distrarre Yarik-Malek, e fu allora che colpii.
53 "GIUDIZIO DIVINO!!" Invocai la fiamma della giustizia divina ardente come la fiamma del sole che illuminò il cielo nero e accompagnata dal mio pugno colpì le mura, squagliando la pietra come la fiamma scioglie la cera di una candela.
54 Una porzione di muro cadde, e con essa cadde il Re di Gerico, il cui corpo fu consumato dalle Fiamme.
55 E siccome Mammona non aveva fatto in tempo a lasciare l'armatura, le fiamme celesti di Giuda e il Giudizio del Signore colpirono anche il demone, e attraverso di lui le mura che egli aveva costruito, che si sgretolarono [Giosuè 6,1-20].
56 E le anime di coloro che erano stati sacrificati per costruire le mura furono liberate, e furono in pace nel regno dei morti.
57 La Guerra contro Gerico era finita, e io lodai il Signore per la nostra vittoria.

[continua]

Tommaso Mazzoni

A sinistra: Salman combatte contro Yarik-Malek, fusosi con le mura di Gerico. A destra: matrimonio di Salmon e Raab (create con BING)

Capitolo 7
Dopo la battaglia
1 Dopo che furono crollate le mura di Gerico, le armate della città si arresero e gli israeliti ne presero possesso.
2 "Non leverete la mano contro nessuno che non attacchi voi per primo, e non prenderete nulla di più di quello che serve e solo dai ricchi e dai sacerdoti.
3 Libererete gli schiavi di Gerico e coloro che li tenevano come schiavi saranno vostri servitori per sette anni.
3 Gli abitanti di Gerico saranno nostri fratelli perchè il Signore li ha liberati dalla schiavitù del loro falso dio."
4 Così disse Giosuè agli israeliti, ed essi presero possesso di Gerico senza versare altro sangue,
5 e gli abitanti di Gerico conobbero il Signore e videro la Sua forza, e anche la Sua misericordia.
6 E io corsi alla casa di Raab e le dissi: "Raab, la promessa è mantenuta, rivesti l'abito della festa ed esci dalla tua casa,
7 poiché il tuo aguzzino giace fra le macerie, e oggi è il giorno della tua liberazione."
8 Lei mi cinse il collo con le sue braccia, e pianse di gioia.
9 Poi andò, e si lavò, e si rivestì di abiti dorati, ed era bella come la luna che sorge nel cielo.
10 E io le dissi: "Sposami Raab, poichè senza di te il mio cuore è diviso a metà."
11 Ella mi guardò e rispose: "Salman, io sono una straniera ed una prostituta, mentre tu sei un campione del tuo popolo, ma se il tuo Dio lo consente, allora Egli sarà anche il mio Dio."
12 Allora andammo da Giosuè ed egli sorrise e disse: "Così dice il Signore, Dio di Israele: Siate fecondi e moltiplicatevi, siate felici l'uno nelle braccia dell'altro.
13 Il Signore perdona le tue colpe, Raab, e ti rende candida come una colomba."
14 Poi però si fece cupo e disse: "Il Signore vi promette la felicità e da voi verrà grande gioia per Israele, ma il Nemico trama e metterà a dura prova la vostra unione!
15 Perseverate dunque nell'amore e siate forti, e la tempesta non vi travolgerà."
16 Dopo che Giosuè ebbe parlato, io e Raab ci abbracciammo e ci prommettemmo amore eterno.
17 Poi andammo dai leviti e preparammo le nostre nozze e quelli furono giorni sereni per noi, per Israele e per Gerico [Matteo 1,5].
18 Ma intanto i Figli delle Tenebre avevano ricevuto notizia della caduta di ben due di loro, e si erano infuriati.
19 Memnon, Re di Ai, che serviva il Principe dei Demoni Ba'al Zabul, che noi israeliti chiamiao Belzebub,
20 armò allora un grande esercito, ma egli non voleva solo vincerci in battaglia.
21 Poichè il suo cuore era nero, e colmo di odio e rancore, egli desiderava che gli Israeliti soffrissero.
22 Quindi volò con le ali di mosca della sua armatura e si confuse fra la gente per spiarci, e capire come colpirci in maniera crudele.
23 E venne il giorno del nostro matrimonio, e il mio cuore era colmo di gioia. Raab, splendente come il sole, stette insieme a me di fronte ad Eleazaro [Numeri 3,32], della Tribù di Levi e Sommo Sacerdote,
24 il quale ci benedisse alla presenza di Giosuè, dei campioni, e di tutti i capi di Israele e di Gerico.
25 Non sapevamo però che al banchetto di nozze ci stava osservando con occhi voluttuosi i Re di Ai.
26 Egli vide la bellezza della mia sposa, la desiderò per sé, e da quel momento aspettava l'occasione per colpirci e portarmela via.
27 Ma nei giorni del banchetto e delle feste troppi occhi erano su di noi perchè egli potesse agire,
28 e per due intere settimane io stetti nella casa della mia sposa, che ora era anche la mia, e insieme fummo felici,
29 ma in Memnon crescevano le brame; per questo egli preparò un piano crudele e fece in modo che le sentinelle di Israele notassero le avanguardie del suo esercito.
30 Egli si fece vedere, con la nera armatura che nell'elmo ricordava una mosca. Così noi Campioni fummo chiamati alla difesa del nostro popolo.
31 Giosuè avrebbe volito lasciarmi a Gerico, ma io insistetti, poichè il mio onore richiedeva che io combattessi al fianco dei miei compagni.
32 Ah, se fossi stato meno orgoglioso e testardo, quel giorno!

Memnon, Re di Ai, con la sua armatura a sinistra, e senza, in versione manga, a destra (create con BING)

Capitolo 8
L'attacco di Memnon
1 Noi campioni ci preparammo a partire per la battaglia ed io avevo il cuore pieno di apprensione per la mia sposa.
2 Così mi decisi a dare ad un mio parente il guanto della mia armatura, imbevuto di potere.
3 Scelsi il più valente dei miei cugini, Acan, e gli chiesi di custodire Raab e proteggere il popolo di Israele e qullo di Gerico.
4 Non sapevo allora quanto Acan fosse avido e ambizioso, ma Memnon, Re di Ai, ben lo sapeva,
5 perchè da giorni spiava l'intera città con gli occhi delle sue mosche.
6 Allora il Re di Ai si recò nella casa di Acan, e gli offrì vaste ricchezze per lui e la sua famiglia, se lo avesse aiutato a rapire Raab dalla mia casa.
7 E Acan, quando ebbe visto il denaro che Memnon gli dava in anticipo, dimenticò i suoi doveri.
8 Prese il denaro, e un idolo d'argento raffigurante Belzebub, che permetteva al re di Ai di parlare con lui.
9 La sera del giorno dopo, entrò nella mia casa e fece bere a mia moglie una pozione che gli aveva dato Memnon.
10 Raab cadde in un sonno profondo, e Acan la prese e la portò a Memnon, ed insieme lasciarono Gerico,
11 ma prima che la città sparisse dalla loro vista, Memnon alzò la sua mano destra e disse: "Così avrò la vendetta per l'umiliazione subita dagli dei dell'Egitto!"
12 Ed ecco, una nube di mosche nere si formò in cielo, così grande da oscurare la luna, e si abbattè su Gerico portando con se un terribile morbo.
13 Noi avevamo infine raggiunto il campo di battaglia ove eravamo pronti a combattere contro il nemico, ma non vi trovammo nessuno.
14 Subito Giosuè ebbe una visione e disse a Ioachim, campione di Neftali:
15 "Tu che sei più veloce del vento, prendi con te Isacco, che è leggero come una piuma, seppur saldo come un albero."
16 Ed egli prese Isacco di Aser fra le braccia, e insieme tornarono indietro, ed assistettero alla rovina che era caduta su Gerico.
17 Allora Isacco, che amava la vita, pianse calde lacrime a vedere il gran numero di morti che il morbo stava causando.
18 E nel cielo risuonò cudele la voce di Memnon: "Figli di Isaele e figli di Gerico che avete tradito, udite la parola dei veri dei di Canaan!
19 Ecco, la morte è in mezzo a voi e la rovina è per voi inevitabile.
20 Tre giorni soffrirete in agonia ed infine morrete. Si compie così la vendetta degli dei d'Egitto nostri fratelli!"
21 A pronunciare queste parole fu un volto enorme, composto dalle mosche.
22 Ma ecco, giunse da oriente una brezza leggera, che suille mosche sembrò potente come una tempesta, disperdendole ed annientandole.
23 E apparve un angelo, con una splendente armatura azzurra come il cielo.
24 "Non abbiate timore, io sono Gabriele, Arcangelo del Signore, e vi porto parole di speranza", disse.
25 "Per fermare questo morbo, che viene dallo Sheol, vi serve l'acqua della fonte di Giacobbe presso Sichem, in cui dovrete porre i petali di un fiore rosso che cresce li vicino.
26 Versate l'acqua nelle cisterne di Gerico e fatene loro bere, e tutti e guariranno."
27 Detto questo scomparve, e apparve a noi, rivelandomi del rapimento di mia moglie e del tradimento di Acan.
28 Allora Ioachim prese Isacco nelle sue braccia, e con lui corse a Sichem.
29 Ma Memnon era fra i più astuti fra i Figli delle Tenebre, e chiese l'aiuto del re di Efer, Sharran e del re di Makked, Urran.
27 Costoro si misero ad attendere Ioachim e Isacco.
28 Nel mentre io e Anania, campione di Issacar, marciammo verso Ai, ove Memnon ci aspettava.
29 Da lontano Ioachim e Isacco scorsero l'imponente re Urran, che sfiorava i sei cubiti di altezza.
30 Una montagna nera e grigia che appena li vide espanse il nero spirito del demone Behemot la bestia, i cui passi fanno tremare la terra. "PASSO DI BEHEMOT" gridò, e pestò il piede a terra facendoli cadere al suolo.

A sinistra, il velocissimo Ioachim di Neftali; a destra, il massiccio Re di Makked, Urran di Behemot (create con BING)

Capitolo 9
La caccia ad Acan
1 Mentre accadevano queste cose, io e Giovanni, il Campione di Beniamino, ci lanciammo in caccia per salvare la mia sposa.
2 Seguivamo le tracce di Acam, perchè Memnone si muoveva nel cielo sulle oscure ali di mosca.
3 Ma Acan il traditore con la mia amata Raab era a dorso di cavallo, e la portava verso Ai.
4 "Ah, Signore, dammi la forza, di continuare a correre", pregai nel mio cuore, gonfio d'angoscia.
5 Ma Giovanni, veloce e sicuro, come un lupo che bracca la preda, mi condusse fino ad una stretta gola.
7 "Prudenza , figlio di Naasson " mi disse allora Giovanni. "Questo è un luogo infido come il traditore che cerchiamo"
8 "Facile è, in questa gola, stretta come la tasca dell'avaro quando deve attingervi, piazzare trappole e ordire imboscate!"
9 Con saggezza parlò Guivanni, infatti, non appena fummo entrati nella gola, vi fu come il suono di un tuono.
10 Una frana formò un invalicabile muro di pietra, separandomi da Giovanni. Ma il mio compagno era ben vivo dall'altra parte.
11 "Prosegui con prudenza, o Salman, io valicherò queste colline in un altro punto e mi riunirò a te più avanti"
12 Allora mi inoltrai nella gola, cercando di percepire ove potesse essere il traditore, che con se portava, a mia onta un mio guanto.
13 E sentii il guanto chiamare attraverso lo spirito del Signore e quindi gridai: "Acan, se ti resta ancora un barlume di decenza, esci fuori, implora il mio perdono, nel nome del Signore, e io testimonierò per te davanti agli anziani."
14 Ma l'unica risposta che ricevetti fu una freccia che saettò e per poco non mi si configgeva in un occhio.
15 allora infuriato mi gettai, ardente di collera e circondato da vere fiamme, nell'anfratto dal quale era partita la freccia.
16 Ma ivi trovai solo un arco e una corda che era stata usata per maneggiarlo. Ed ecco un altro tuono e la voce strozzata della mia Raab che gridava, mentre le rocce mi imprigionavano nella anfratto.
17 "Grida pure, meretrice", disse la voce di Acan: "Il tuo amato non uscirà di li. Mi senti cugino? Per tutta la vita ti sono stato secondo."
18 "Secondo nei Giochi, secondo negli studi e secondo per valore, tanto che Num dalle mani benedette scelse te per portare la sacra armatura di Giuda nonostante io fossi più vecchio.
19 "Ma oggi è Acan a prevalere! Io porterà la tua sposa al Re di Ai, e lui mi farà suo generale. E non pensare che le fiamme di Giuda possano salvarti. "
20 "Perche Memnone mi ha reso edotto dei segreti oscuri della stregoneria. Ho posto uno scudo su queste rocce che impedirà al fuoco del Signore di liberarti."
21 "Presto ti mancherà l'aria e morirai!" disse con perfidia il traditore, e io sentii Raab piangere e il cuore mi si strinse dall'angoscia.
22 "Sì, piangete, piangete sulla vistra sorte meschini, perchè mai più vi rivedrete!"
23 E io risposi: "Piango, o Acan, ma non per la mia sorte o per quella di Raab, perchè noi siamo nelle mani del Signore!"
24 "Piango per il cugino che amavo, perchè il Signore ti ha giudicato e condannato! Teadimento per tradimento , pietra per pietra, crudeltù per crudeltà, ciò che hai seminato raccoglierai."
25 "In verità io ti dico, che non splenderà il sole di domani, prima che la tua anima sia scesa nello Sheol"
26 Non da me pronunciai queste parole ma dallo spirito del Signore nella mia armatura le udii, oracolo del signore.
27 Ma Acan rise di queste parole e il suo cuore si indurì come quello del Faraone.
28 Prese Raab e la trascinò lungo la gola, ignaro che il Campione di Beniamino, veloce e implacabile come un giovane lupo, gia aveva trovato un passaggio per tahliargli la strada.
29 Ma Memnone non si fidava di Acan il traditore, e quindi aveva chiesto aiuto ad uno dei Re suoi alleati.
30 E così, quando Giovanni era ormai pronto a sorprendere Acan fu assaltato da un possente guerriero, in armatura nera con un elmo a forma di segugio e nere ali di drago.
31 "Io sono Ilkab, Re di Ghezer, Campione della dea della Caccia, Astarte, che nella tua lingua suona Astaroth", disse il Figlio delle Tenebre.
32 "Combatti con me, Campione d'Israele!" E il suo spirito Demoniaco esplose di potenza.

[continua]

Tommaso Mazzoni

Ilkab di Astaroth Re di Gheseb in versione Manga (creata con BING)

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Nota: questa è l'opera di un fan e non intende violare alcun copyright della serie "I Cavalieri dello Zoriaco", detenuti da Weekly Shōnen Jump.

Negli anni '90 del secolo scorso è stata realizzata una vera e propria versione Anime dell'Antico Testamento, potete trovarla cliccando qui.

Per farmi sapere che ne pensate, scrivetemi a questo indirizzo.


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